ᴛᴡᴏ
𝑯𝒆𝒂𝒕𝒉𝒆𝒓 ~ 𝐶𝑜𝑛𝑎𝑛 𝐺𝑟𝑎𝑦
________________________________________
Petra era talmente bella. Talmente dolce e gentile. Talmente perfetta in tutto che a nessuno poteva passare inosservata. Persino tu te n'eri accorta.
Avevi conosciuto Petra al tuo primo anno di università, in pochi mesi vi eravate avvicinate ed eravate diventate buone amiche. Levi non frequentava la vostra stessa università, ma uscendo capitò spesso che Petra fosse invitata, insieme a qualche altro amico, e così la conobbe anche lui.
Levi fu il primo a rendersi conto di come stavano le cose. Qualcosa in te era cambiato, qualcosa ti turbava, un pensiero occupava la tua mente e non ti dava pace. Qualcosa era cambiato tra voi.
Sempre più spesso ti notava osservare Petra, assorta in chissà quali pensieri. Levi si chiedeva sempre che cosa pensasse quella tua tenera testolina quando guardavi Petra, con occhi così pieni di affetto, troppo affetto per essere una semplice amica. Era stato così attento a notarlo non solo perché ti conosceva più di chiunque altro, ma soprattutto perché, in quel tuo sguardo, vide il proprio medesimo affetto nei tuoi confronti.
«Ti piace Petra?» Ti domandò improvvisamente un giorno, senza peli sulla lingua o troppe storie, proprio com'era abituato. Era l'estate del vostro primo anno universitario e stavate giusto studiando a casa tua per l'imminente sessione estiva. E ti guardava, pregando in cuor suo di essersi sbagliato, di aver frainteso tutto, di esser solo stato guidato dalla gelosia che da anni lo logorava dall'interno.
Rimanesti in silenzio, ammutolita, non dicesti nulla. Lo fissavi con i tuoi grandi occhi, che stringevano il cuore di Levi in una straziante morsa. Quella disarmante attesa e quell'atroce silenzio per Levi furono come un'eternità, quando molto più probabilmente furono solamente pochi attimi.
Tu, dopo quel tempo indeterminato, sorridesti e con un lieve rossore a tingerti le guance chinasti la testa e ti stringesti nelle spalle.
«Si nota tanto, eh?»
Quel dolore. Levi non potè mai dimenticare quel dolore che, in un istante, gli lacerò il petto, da parte a parte, come una lancia avvelenata. Fu una sensazione indescrivibile, talmente fu dolorosa.
«Credo che l'abbia notato persino lei. Fai schifo a nascondere queste cose.» Rispose incolore Levi, mentre il suo cuore si spezzava, lentamente e inesorabilmente.
Da quel momento in poi Levi pretese di odiare Petra. Apparentemente le era indifferente, quasi burbero a dirla tutta, ma la sua testa la odiava fin nel profondo. La detestava, non la poteva più vedere al tuo fianco senza soffrirne. Il suo aspetto, la sua voce, il suo portamento e persino il suo accento e il modo in cui si vestiva: odiava tutto di Petra, da cima a fondo, senza tralasciare nemmeno la più piccola particolarità di lei.
Ma in cuor suo, Levi sapeva di non odiarla. No, perché Petra era talmente dolce e gentile, persino con lui che non riusciva a trattarla con lo stesso riguardo, che gli era impossibile odiarla; un giorno era il demonio che ti aveva rubato, il giorno seguente era l'angelo che ti rendeva felice. E questo dualismo Levi non poteva sopportarlo.
Sul finire di quell'estate universitaria, quando Levi ebbe la conferma dei tuoi sentimenti per Petra, iniziaste ad allontanarvi. Continuavate comunque a frequentarvi e ad uscire insieme, a comportarvi come sempre avevate fatto, ma emotivamente Levi notò la differenza "prima di Petra" e "dopo Petra". Non riusciva più a parlarti come prima, con quella sua tranquillità e apparente indifferenza che lo distinguevano. O che almeno aveva sempre cercato di dimostrarti nonostante i suoi sentimenti. E se prima gli era difficile, ora gli era proprio impossibile. Era complicato da spiegare, tantomeno da capire, ma in qualche modo sentiva di avercela anche con te. Quel piccolo spiritello nella sua testa continuava a ripetergli "ti ha tradito, ti ha ferito, ti ha pugnalato alle spalle. Lentamente ti sta abbandonando e tu ne soffrirai. Presto non si curerà più di te e prenderà ad ignorarti, come se fossi uno sconosciuto. Per lei esisterà solo Petra e ti butterà via come un vecchio straccio, vedrai." Levi cercava di ignorarlo, ci provava davvero, ma quando ti guardava così allegra e felice non appena nel tuo campo visivo appariva Petra, quello spiritello tornava più forte che mai. E di conseguenza finivate per discutere. Una lite era stata piuttosto forte e le sue parole ti avevano ferita nel profondo, spingendoti a non vederlo per alcune settimane a venire.
«Stasera vieni al cinema? Ci sarà anche Petra! se ti va le dico di portare qualcuno anche per te.»
Levi aveva alzato gli occhi dallo schermo del cellulare, e dalla poltrona su cui era seduto aveva preso a guardarti: eri venuta a trovarlo per farti prestare un paio di libri, e ti eri fermata per un tè. Tu eri sul divano e lo guardavi, speranzosa che accettasse. Levi infatti sapeva che ti eri resa conto della poca simpatia che provava nei confronti di Petra, per questo volevi che usciste di più insieme e vi conosceste meglio.
«Ho da fare.» Sviò subito il discorso il corvino, tornando a guardare il cellulare per ignorare i tuoi occhi delusi puntati sulla sua figura.
«Ma se sei sempre a casa a non far nulla, oltre che lavorare nel pomeriggio.»
«Devo studiare per l'università, lo sai.»
«Siamo a febbraio. Gli esami sono appena finiti Levi.»
Levi notò il tuo tono stizzito, infastidito, ma perseverava nel suo atteggiamento immotivatamente distaccato e duro, finché tra un momento o l'altro non ci avresti rinunciato.
«Perché ce l'hai tanto con Petra?»
«Ma di che parli.»
Lo guardasti con sdegno, mentre si alzava e frettoloso prendeva la sua tazza da tè sul tavolino; ne finì il fondo e preso anche il sottobicchiere si diresse svelto in cucina, ma tu lo seguisti.
«Mi credi tanto scema da non accorgermene? di come la guardi, di come le parli. Sii sincero, se non con me almeno con te stesso.»
Levi sbuffò. «Smettila di insistere con questa storia. Non ci voglio venire e basta.»
«Ammetti che non ci vuoi venire allora, e non che non puoi!» Ribatté lei. «Ed è per Petra. Posso sapere che ti ha fatto? È sempre così gentile con te, e tu sempre così antipatico...»
Levi poggiò i palmi sul bordo del lavandino, premendo con forza. Era intenzionato ad ignorarti ancora e lavare quella tazza, ma insistevi, insistevi, insistevi...
«Se è per qualcosa che ha fatto o detto, di sicuro non aveva cattive intenzioni, quindi possiamo chiarire. Voglio davvero che andiate d'accordo tu e lei.»
«Hai mai pensato che forse io non voglio andarci d'accordo, con lei?!» Sbottò il corvino ad un certo punto, inviperito, tenendo i suoi occhi fissi sulle sue nocche bianche.
Con la coda dell'occhio notò le tue spalle irrigidirsi e il tuo respiro fermarsi. Levi capì solo in seguito di essere stato troppo rude e insensibile verso di te nel dire quelle parole, ma in quel momento diede libero sfogo ai suoi sentimenti su Petra.
«Levi-»
«Non c'è un motivo, mi sta sul cazzo e basta. Ti va bene come scusa o devo continuare?»
Levi non aveva aggiunto altro e tu eri rimasta a guardarlo, tristemente sorpresa e addolorata. Infine avevi preso le tue cose e silenziosa te n'eri andata. Lui era rimasto lì e mesto si coprì gli occhi con una mano. E lo spiritello tornò ad accompagnarlo nella sua triste solitudine.
"Dopo la morte di mamma ti era rimasta lei. Ora, sei rimasto solo tu."
L'estate finì, e presto l'autunno arrivò con desolata pateticità.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro