ғɪᴠᴇ
𝒊'𝒎 𝒂 𝒇𝒐𝒐𝒍 𝒕𝒐 𝒘𝒂𝒏𝒕 𝒚𝒐𝒖 ~ 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑘 𝑆𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑎
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Gli anni liceali, prima dell'arrivo di Petra, Levi li passava per lo più in tua compagnia nonostante faceste due scuole diverse. E tu, ogni tanto, ti prendevi la libertà di invitare ad uscire anche Eren e Mikasa. Il primo, che compiuti sedic'anni iniziò a farsi crescere i capelli tanto da doverli poi legare, era un tuo compagno di classe con cui legasti parecchio. Eri il rappresentante di classe e in seguito d'istituto insieme al tuo altro compagno di nome Armin, ma Eren era come una sorta di "aiutante" con cui facevi spesso i compiti e studiavi, per questo Levi a lungo ne fu molto geloso. Aveva un carattere forte ed energico, molto affine al tuo, e per un certo periodo Levi ebbe addirittura il timore che si fosse innamorato di te.
Mikasa invece era la cugina di Levi e proprio per questo la conoscevi fin da quando eri piccola. La incontravi spesso quando la sua famiglia andava a trovare la madre di Levi, e giocavate insieme nel tuo giardino con il corvino. Era molto riservata e timida, ma riusciste a fare amicizia grazie alla tua spiccata capacità di farti volere bene da tutti. Eri stata proprio tu a farla conoscere ad Eren, al vostro terzo anno durante un'uscita a quattro, e da lì tu e Levi li vedeste sempre insieme.
Ogni tanto Levi li guardava stringersi la mano oppure sorridersi a vicenda, e si chiedeva se mai anche voi sareste potuti essere come loro. Al sol pensiero il suo cuore silenzioso saltava di gioia, ma sapeva che non era possibile. O almeno, ci aveva sperato a lungo prima dell'arrivo di Petra. Ma non era mai stato capace di aprire il suo cuore a tal punto e rivelarti i suoi sentimenti più profondi, e tu a quanto pare non eri mai stata capace di capirlo e indifferente gli parlavi come sempre.
Senza che Levi ci prestasse troppo caso, chiuso in quel suo angoscioso silenzio, tu avevi iniziato a parlare con Eren e Mikasa e li avevi invitati al cinema quel pomeriggio. Guardasti Levi in attesa di un segnale, e lui si strinse nelle spalle. «Per me è indifferente.»
«Vedo che sei sempre uguale a prima.» Scherzò Eren mentre si alzava dalla panchina al fianco di Mikasa.
Il pomeriggio passò in fretta e velocemente si fecero le sei e mezza di sera. Il film era mediocre a detta di Levi, che non apprezzava particolarmente il genere action, mentre Eren al contrario non faceva altro che complimentarsi con la regia, gli attori, la sceneggiatura e qualsiasi altra cosa riguardasse la produzione del film. Mikasa dal canto suo era parecchio silenziosa, come suo solito, e tu ascoltavi interessata Eren, aggiungendo di tanto in tanto riflessioni e commenti.
«Che ne dite di un aperitivo e poi una cena?» Improvvisamente uscita dal suo religioso silenzio, Mikasa guardò tutti aspettando una conferma.
«Per me va bene!» Eren annuì subito alla proposta.
«Non so, Petra è a casa ad aspettarmi per la cena...»
«Invita anche lei, io e Mikasa non la vediamo da un bel po'.»
Levi si irrigidì da capo a piedi. Se avesse potuto, Eren sarebbe stato fulminato all'istante, ma il corvino si limitò a guardarlo torvo e silenzioso.
«Non saprei... Levi tu che dici?»
Levi sapeva benissimo cosa stavi pensando in quel momento. Te lo poteva leggere in faccia.
"So che a te non sta simpatica Petra, ma per una volta sarebbe bello uscire tutti insieme. Ma se non vuoi lo capisco, tranquillo."
Davanti a lui si presentarono due scelte: renderti felice e accettare d'invitare anche Petra, oppure seguire il suo egoismo e non permettere né a lei né agli altri due di vedere Petra, rovinando l'umore generale. O ancora, togliere lui stesso il disturbo, ma in questo caso tu ne avresti risentito ancora di più.
«Per me va bene invitare Petra.» Disse infine trattenendo un grosso sospiro. Sapeva quanto sarebbe stato doloroso vedervi insieme ed essere l'unico del gruppo da solo, ma infondo fu sollevato di vedere un sorriso spuntare sul tuo volto, e pensò che n'era valsa la pena dopotutto.
Dopo aver chiamato Petra e averle dato il nome del locale, andaste fin là e iniziaste ad ordinare da bere; Levi prese un Negroni, anche se avrebbe voluto ordinarne quattro per potersi sbronzare del tutto e non dover pensare tutta la sera a Petra in tua compagnia.
«Levi, tu che ci dici? Trovato qualcuno?» Gli fece la cugina d'un tratto appena la cameriera se ne fu andata, non sembrando particolarmente interessata in verità.
Levi alzò lo sguardo prima su Mikasa, poi lo spostò verso di te, seduta di fronte a sé. Stavi parlando con Eren di politica e altre cose varie, non prestando caso agli occhi del corvino che ti scrutavano.
«Allora?»
Buttò giù un sorso del suo cocktail e tornò alla cugina. «No. E non ci tengo.»
«Effettivamenre non mi dovrebbe stupire. Ti è sempre piaciuto stare da solo dopotutto.»
Levi non rispose più e si mise ad ascoltare la tua conversazione con Eren, a cui poco dopo si unì anche Mikasa. E mentre ti guardava, Levi senza accorgersene aveva già iniziato a vagare con la mente, ripescando vecchi ricordi.
Eravate andati a cena e prima di tornare a casa avevate deciso di fare una breve passeggiata al parco. A quella tarda ora non c'era molta gente, ma perlopiù coppie come voi oppure ragazzini delle medie. Tu e Levi vi stavate tenendo per mano come vostro solito, passeggiando l'uno accanto all'altra. Avevi appoggiato la testa sul braccio del corvino nel tentativo di riscaldarti dalla brezza serale, tenendo la mano libera nella tasca del cappotto.
«Tu hai mai provato nulla per me?» Ti chiese all'improvviso, senza nessuna preparazione, senza giri di parole. In seguito si sarebbe chiesto dove diavolo aveva trovato il coraggio necessario per farlo.
Sembrasti pensarci sù, forse più a lungo del dovuto.
«Devo confessarti che in terza media credo di aver avuto una piccola cotta per te, sai?»
Il cuore di Levi palpitò per un istante.
«In realtà più che una cotta era un dubbio. Per qualche mese mi sono chiesta se provavo qualcosa per te, che andava oltre l'amicizia. Poi ho avuto la mia risposta.»
«Cioè?» Levi fu troppo svelto a fare quella domanda e si maledì mentalmente, ma tu non sembravi averci prestato troppa attenzione
«E cioè che tu sei il mio migliore amico. E che non ti cambierei per nulla al mondo. Ti ricordi quel bacio che ci eravamo dati, in quella stanza d'hotel?» Levi annuì silenzioso, aspettando impaziente che continuassi «mi sono resa conto che dopo tutti questi anni di stretta amicizia tra noi, niente potrebbe mai cambiare. Ed io sono felice così, perché come ti ho già detto non ti cambierei per nulla al mondo.»
Gli sorridesti come solo tu sapevi fare, con le labbra chiuse piegate all'insù per formare due piccole fossette e gli occhi, anch'essi sorridenti, illuminati dalla luce dei lampioni. Camminando un ciuffo di capelli ti era finito sulla fronte ed ora era scivolato lungo la guancia. Levi ancor prima di rendersene conto aveva già tirato fuori la sua mano dalla tasca per spostarlo, ma arrestò non appena lo facesti da sola e tranquilla tornasti a guardare dritto davanti a te.
«Levi?»
Il corvino sussultò e si risvegliò improvvisamente da quel lontano ricordo, tornando malvolentieri al tavolo del locale. Lo guardavi in attesa di una risposta, con le sopracciglia leggermente inarcate e le labbra socchiuse. Al tuo fianco si trovava Petra, anche lei con gli occhi dritti in quelli di Levi e con uno sguardo più che felice di vederlo, a disagio.
«Hey» aveva solo detto, con le labbra serrate in un mezzo sorriso.
«Ciao.» Levi si ricompose e bevve altri due sorsi del suo Negroni, ordinandone subito un altro non appena la cameriera venne a prendere l'ordine di Petra.
Il resto dell'aperitivo proseguì noiosamente, tra le chiacchiere degli altri e gli sguardi scostanti di Levi rivolti alla rossa. Usciti dal locale cercaste un ristorante nei dintorni, così Levi e Petra rimasero qualche passo indietro. Lui non voleva rivolgerle la parola nonostante i suoi tentativi di conversare ed anzi stava per aumentare il passo e raggiungerti, ma Petra lo fermò con un sospiro.
«Guarda che lo so.»
«Cosa.»
«Che sei innamorato di lei.»
Levi, per paura che tu l'avessi sentita, fulminò Petra con lo sguardo, ma lei non si scompose e continuò.
«Lo so da quando ci siamo conosciuti. Hai sempre avuto questo... attaccamento quasi ossessivo nei suoi confronti. Seppur non in senso negativo.»
«Eppure non hai perso tempo a portarmela via.» Sputò aspro, non nascondendo più la sua rabbia repressa.
«Parli come sei mi faccia piacere!» Alzò di poco la voce Petra, tornando a sussurrare subito dopo «Ho provato ad abbandonare l'idea di innamorarmi anche io di lei, più e più volte, proprio perché ti sapevo pazzo di lei. Ma cos'altro potevo fare, quando ho scoperto che ricambiava i miei sentimenti?»
«Sì, lo vedo quanto sei dispiaciuta.»
Al sarcasmo del corvino, Petra si ammutolì per una manciata di secondi, poi tornò a guardarlo con aria sinceramente sofferta «Tu cosa avresti fatto al mio posto, allora?»
Levi non rispose, ed anzi guardò altrove fingendo d'ignorarla. A quel punto, Petra sospirò nuovamente.
«Levi ascolta, io non voglio passare dalla parte della cattiva, perché non lo sono e so di non esserlo. Quindi adesso guardami, dritto negli occhi, e dimmi cosa avresti fatto al mio posto. Davvero avresti rinunciato ad averla perché anche qualcun altro l'amava?»
Levi ancora si rifiutò di rispondere, non volendo ammettere a se stesso, tantomeno a lei la verità.
«So bene che non ti piaccio, e che molto probabilmente non ti piacerò mai. Sono come... La Susan che ha rubato la tua Carol, lo so ne sono consapevole!»
«Non mi conquisterai con questi riferimenti a Friends.» Alzò gli occhi al cielo lui.
«Be', almeno ho scoperto che qualcosa in comune ce l'abbiamo.» Petra fece una leggera risata per smorzare la tensione, ma tornò seria nell'istante dopo «Però adesso, parlando seriamente. Non pretendo di starti simpatica, ma almeno... Fa uno sforzo in più per lei. Quando mi parla di te, nei suoi occhi vedo un tale affetto, un tale amore per te che... un po' ti invidio sai?»
Levi finalmente si girò a guardarla, inarcando un sopracciglio arcigno. «Mi invidi? Guarda che se vuoi possiamo fare benissimo a cambio.»
«No, dico sul serio. Col tempo, voi due avete coltivato un rapporto di fiducia e rispetto reciproco senza pari. Per quanto io ci provi e per quanto lei mi ami, per te prova un affetto di gran lunga superiore. Senza di te non può vivere. Non ignorarlo.»
Dopo le sue parole, all'improvviso Levi si ricordò di ciò che gli avevi detto quel pomeriggio.
«Non potresti mai essere un terzo incomodo per me Levi. Sai bene di essere la persona più importante per me, nell'intero universo. E questo non cambierà mai, nemmeno tra un milione di anni. Te lo prometto.»
Sollevò gli occhi da terra e per caso incrociò lo sguardo col tuo. Gli sorridesti felice e comprensiva, invitandolo a raggiungerti.
"Я скучаю по тебе. Я скучаю по тебе."
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