CAPITOLO 8
꧁ Una casa sicura ꧂
Quando Arya e Fili raggiunsero il resto della compagnia era quasi l'alba. Kili corse incontro a suo fratello e sorrise nel trovarlo con tutti i capelli scompigliati, le trecce disfatte e le labbra gonfie.
"Novità?"
Chiese il biondo.
"Sospettiamo che il branco di Azog sia vicino, abbiamo mandato Bilbo a controllare la situazione."
Rispose Kili serio.
"Ma qualcosa mi dice che anche tu hai delle novità da raccontarmi!"
Continuò poi, tirando una pacca sulla spalla del fratello e rivolgendogli un sorriso da malandrino.
"Non mi sembra né il luogo né il momento adatto Kili!"
Lo riprese il biondo, senza però nascondere un mezzo sorriso.
"Ok ok, ne parleremo un'altra volta, ma non pensare di poter evitare questa conversazione!"
Gli sorrise il moro di rimando. Fili scosse la testa guardando in basso.
"Sei impossibile."
Mormorò infine rassegnato. I due fratelli si avvicinarono al resto dei compagni, Fili cercò Arya con lo sguardo e la vide intenta a discutere con Gandalf.
La compagnia non dovette aspettare molto prima che Bilbo tornasse con delle cattive notizie.
"Quanto è vicino il branco?"
Chiese Thorin immediatamente.
"Troppo vicino! Un paio di leghe non di più...ma questa non è la parte peggiore!"
Rispose il mezz'uomo con affanno, mettendo poi le mani sulle ginocchia per riprendere fiato.
"I mannari ci hanno fiutato?"
Chiese Dwalin con il solito tono scontroso.
"Non ancora, ma lo faranno. Abbiamo un altro problema."
"Ti hanno visto? Ti hanno visto??"
Domandò Gandalf, lasciando trasparire un filo di preoccupazione nella voce.
"No, non è questo."
"Mh, che vi avevo detto: silenzioso come un topo."
Continuò sollevato lo stregone.
"Ha la stoffa dello scassinatore."
"Volete darmi ascolto?"
Riprese Bilbo, senza però essere preso in considerazione.
"Volete darmi ascolto!"
Ripetè con un tono più alto ed autoritario, per quanto potesse sembrare autoritario il tono di un hobbit.
"Sto cercando di dirvi che c'è qualcos'altro là fuori!"
"Quale forma ha assunto? Quella di un orso?"
Chiese allora Gandalf, attirando su di se l'attenzione di tutta la compagnia.
"Sì ma più grosso, molto più grosso."
Rispose il mezz'uomo.
"Tu sapevi di questa bestia?!"
Intervenne Bofur sconvolto.
"Propongo di fare dietro front."
Continuò il nano.
"Ed essere travolti da un branco di orchi? No Bofur."
Gli rispose malamente Thorin.
"C'è una casa. Non è lontana da qui, dove noi potremmo...trovare rifugio."
Asserì lo stregone.
"È una pessima idea."
Mormorò Arya scuotendo la testa: sapeva a chi apparteneva l'abitazione a cui si stava riferendo Gandalf e temeva che i suoi compagni nani non sarebbero stati i benvenuti.
"Di chi è la casa? Amico o nemico?"
Domandò Thorin, ormai rassegnato all'idea di non avere altre possibilità.
"Nessuno dei due. Lui ci aiuterà o...ci ucciderà. Ma non abbiamo scelta."
La compagnia iniziò a spostarsi rapidamente per le terre selvagge, mentre i primi raggi di sole illuminavano le montagne. Ben presto i sedici si resero conto di essere seguiti, ma non vi era nessun orco dietro di loro, bensì un enorme orso bruno infuriato. I nani, lo stregone, il mezz'uomo e la ragazza correvano senza sosta, il più velocemente possibile, ma l'orso non accennava a cedere terreno. Era ormai pomeriggio inoltrato quando giunsero dinnanzi all'abitazione citata da Gandalf. Si trattava di una grande casa di campagna, circondata da un giardino vasto e rigoglioso, delimitato da un'alta staccionata in legno. I nani superarono in fretta il cancello, arrivarono alla porta ed iniziarono a buttarsi contro di essa, nella speranza di aprirla. Dopo alcuni inutili tentativi, si accorsero di un chiavistello che la bloccava, proprio sopra le loro teste, lo spinsero in alto e si fiondarono dentro, subito seguiti dalla giovane raminga, dallo hobbit e dallo stregone. Una volta in salvo, richiusero la porta con una velocità fulminea, lasciando fuori la bestia.
"Quello cos'è?"
Esclamò Ori, ancora visibilmente sconvolto, rivolgendosi a Gandalf.
"Il nostro Anfitrione!"
Gli rispose lui, abbozzando un sorriso. Ora tutti i nani e lo hobbit lo osservavano sbalorditi.
"Il suo nome è Beorn ed è un mutatore di pelle. A volte è un enorme orso nero, altre volte è un omone grande e forte. L'orso è imprevedibile, ma con l'uomo ci si può ragionare. Tuttavia non è che faccia salti di gioia per i nani."
Spiegò.
"Ma potete stare tranquilli. Sarete al sicuro qui stanotte."
Aggiunse alla fine, notando le espressioni preoccupare dei suoi compagni.
All'interno la casa presentava un ampio locale rettangolare, provvisto di un grosso camino acceso sulla parete opposta rispetto alla porta di ingresso, e di un lungo tavolo in legno posizionato al centro. Sulla destra si trovava una modesta dispensa, di cui i nani si servirono per preparare la cena. Sulla sinistra, invece, era presente un'altra porta che dava sulle stalle.
Poco tempo dopo essere giunti nell'abitazione, i nani avevano già preparato ogni genere di pietanza. I sedici viaggiatori si sedettero a tavola, abbandonandosi a scherzi e risate, e dimenticando momentaneamente tutti i problemi ed i pericoli dell'impresa: quella notte, almeno, sarebbero stati al sicuro.
Finito il pasto e sistemate le stoviglie, uno ad uno, chi prima, chi dopo, i nani andarono a coricarsi nel fienile delle stalle. Nella grande sala da pranzo, ancora seduti a tavola, rimanevano solamente Thorin, Balin, Fili e Kili, Arya, Bilbo e Gandalf.
"Sarà meglio andare a riposare, domani bisogna riprendere il cammino."
Disse il nano dalla barba bianca che, una volta terminato di fumare la sua pipa, si diresse verso la porta.
"Balin ha ragione, non fate troppo tardi."
Aggiunse Thorin, con voce pacata e autoritaria, seguendo l'amico verso le stalle.
"È ora che vada anche io."
Borbottò lo stregone.
"Vieni Bilbo?"
Lo hobbit annuì e, dopo aver augurato la buona notte ai tre giovani, entrambi si diressero al fienile.
Fili si avvicinò al camino, prese una sedia, vi si sedette sopra, ed iniziò a sistemarsi la chioma bionda, che era ancora tutta scompigliata dalla sera prima.
"Quando eravamo piccoli passava ore ed ore a sistemarsi i capelli, e dovevi vedere come si arrabbiava se non uscivano come voleva lui."
Spiegò Kili ad Arya, che sorrise vedendo il giovane nano vicino al fuoco sbuffare perché aveva appena perso una ciocca di capelli. Allora si alzò e gli andò vicino.
"Posso aiutarti?"
Chiese dolcemente a Fili.
"No, no tranquilla, ce la faccio."
Le rispose lui sorridendo, smentendosi subito dopo sbuffando per aver perso un'altra ciocca. La giovane rise e si posizionò dietro il nano.
"Lascia fare a me, dopotutto è a causa mia che hai le trecce disfatte."
Fili sorrise di nuovo, tornando con la mente alla sera del giorno precedente e lasciando i capelli tra la abili mani della giovane, che iniziò subito ad intrecciarli con un'incredibile naturalezza.
"Wow, il mio fratellone deve essere veramente innamorato se ti consente di acconciargli i capelli! Ogni volta che ci provo io rischio di perdere le mani!"
Esclamò Kili, guardando divertito suo fratello innervosirsi.
"Questo perché tu hai il tocco delicato di un Troll con la rabbia!"
Ribatte il biondo. Arya scoppiò a ridere, mentre Kili aveva un'espressione alquanto sconvolta.
"Ma non è vero!"
Si affrettò a ribattere il giovane nano.
"Oh sì che è vero, caro il mio fratellino!"
Aggiunse Fili.
"Ok come vuoi."
Disse Kili, riconoscendo la sua sconfitta e sorridendo al fratello.
"Io vado a coricarmi, è stata una giornata lunga e la stanchezza ha raggiunto anche me, quindi vedete di non fare troppo chiasso voi due piccioncini che di là c'è gente che vuole dormire!"
Concluse il moro, prima di scappare verso le stalle.
"Piccolo nano impertinente! Se ti prendo..."
Fili fece per alzarsi dalla sedia ma fu fermato dal "No" categorico di Arya che, tra risate ed un filo di imbarazzo, stava continuando ad intrecciare la bionda chioma del nano.
"Ecco fatto, ho finito."
Dichiarò poco dopo, posizionandosi davanti a lui per controllare il suo operato. Il biondo le sorrise.
"Permettimi di ringraziarti."
Le disse, cingendole i fianchi e facendola accomodare sulle sue gambe. Arya lo lasciò fare e Fili poggiò le labbra sulle sue, dando inizio ad un bacio dolce ed intenso al tempo stesso. La ragazza allora gli allacciò le braccia al collo ed il nano iniziò ad accarezzarle teneramente la schiena, provocandole un susseguirsi di piccoli brividi.
Dopo un po' i due innamorati si separarono per riprendere fiato, ma fu questione di un attimo, poiché Fili si spinse in avanti catturando ancora una volta le labbra della giovane donna, che non si tirò di certo indietro. Mentre continuava a farle scorrere lentamente le mani sulla schiena, il nano la avvicinò a se ed Arya dovette far appello a tutta la sua concentrazione ed alla sua forza di volontà per non scompigliargli nuovamente la chioma bionda che aveva appena finito di sistemare. I due amanti riversarono in quel bacio tutta la passione e l'amore che provavano l'uno per l'altra e, quando si separarono di nuovo, si sorrisero felici. In quel momento non esisteva nient'altro se non loro: nessun pericolo, nessuna paura, nessun'ansia o preoccupazione. Solamente loro ed il loro amore.
Fili appoggiò la sua fronte a quella di Arya.
"Ti amo."
Le disse, quasi sussurrando.
"Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, Arya. Ti amo dalla prima volta che ti ho vista, quando ci hai salvati dai Troll, e ti amerò fino alla fine dei miei giorni."
Continuò, allontanandosi lievemente per guardare la ragazza negli occhi, quegli immensi occhi grigi che avrebbero incantato chiunque e che ora lo fissavano colmi di gioia. La giovane gli accarezzò il viso.
"Lo so, ed anche io ti amo Fili, non immagini quanto."
Gli rispose. Ed era così, perché con lui si sentiva felice, si sentiva al sicuro, si sentiva libera di essere se stessa, dimenticandosi di tutte le sue paure e dei fantasmi del passato, dimenticandosi delle responsabilità e dei doveri che il suo nome comportava.
Arya appoggiò la testa alla spalla del nano e, poco dopo, si addormentò tra le sue braccia, certa che i suoi incubi non sarebbero venuti a trovarla quella notte.
Fili la prese in braccio e si diresse verso il fienile. Qui la appoggiò delicatamente su un giaciglio improvvisato e si sdraiò al suo fianco, cingendole la vita con un braccio, per poi cadere anche lui in un sonno profondo.
𝑺𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝑨𝒖𝒕𝒓𝒊𝒄𝒆
Eccomi qui con un nuovo capitolo, spero vi piaccia. Farò il possibile per aggiornare la storia tutti i weekend, in modo tale da pubblicare un capitolo a settimana. Aspetto sempre i vostri commenti, pensieri e critiche😉
Alla prossima, un bacio
Ely💗
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