8.
Song for the chapter:
California Dreamin' - Sia.
Nei corridoi non c'è presenza di luce e questo li fa sembrare dei tunnel sotterranei. Questo istituto mi ha sempre messo suggestione,ma prima o poi mi ci dovrò abituare.
Non sento nessun suono. Solo quello delle mie scarpe picchiettare nel suolo freddo di cemento e le grida dei pazienti a colmare il vuoto.
Grida di disperazione. Grida di paura. Grida di sofferenza.
Questo è ciò che devo sentire tutti i giorni e, quando torno a casa e vengo immersa da un silenzio tombale, accendo la TV ad alto volume. È come se fossi diventata allergica al silenzio.
Il silenzio è la mia paura più grande, cosa che se lo dicessi a qualcuno mi darebbe per pazza e mi rinchiuderebbe assieme ai miei pazienti.
Quando arrivo nella sala principale trovo Allyson seduta mentre beve un caffè.
-Hey,ma dove eri finita? Pensavo ti avesse rapita qualche paziente.-Dice,ridendo.
Ci sei vicina.
-Un paziente mi ha trattenuta a lungo.- Mento,per metà.
Non proferiamo parola per vari minuti,quando una domanda mi balena per la mente.
-Tu pensi che James sia colpevole di qualche crimine?- A quelle parole Allyson sputa il caffè che sta bevendo e macchia tutto il pavimento.
-Che razza di domanda fai,Bella? Certo che è colpevole!-Dice,quasi urlando.
-Shh,abbassa la voce. Non voglio che qualcuno ci senta.-
-Perché mai penseresti che sia innocente?- Sussurra minacciosamente.
-Non lo so. Ma,secondo me, c'è qualcosa sotto tutta questa situazione. Si comporta in modo così normale.- Le spiego.
-Anche il Diavolo si comportava in modo normale con Dio.- Esclama.
-Oh,smettila! Insomma,prova a pensarci. È possibile che ci sia stato un errore o che qualcuno lo abbia accusato di sua spontanea volontà?
La guardo,e sembra aver capito subito le mie intenzioni.
-Bella Benson,non provare a infilarti in cose che non ti riguardano. Vuoi seriamente finire nei guai?!-Urla.
-Shhh! No,non voglio. Ma questa sembra l'unica opzione a disposizione. Devo solo dare una sbirciata,no?
-Fai come vuoi,ma io ti ho avvertita. Con Ms.Wright non la passi liscia, soprattutto se ti becca frugare nei documenti dei suoi pazienti.-Dice,per poi alzarsi e andarsene.
Odio trovarmi in questa situazione. Odio essere così dannatamente curiosa.
Mi hanno sempre detto che la curiosità è il mio punto debole,ma non posso farci nulla.
O scopro cosa sta succedendo,o vivrò ogni giorno fino alla mia morte con un peso sul cuore e sulla mente. Mi sentirei trascinata in fondo daI pentimento di non aver fatto qualcosa.
Prendo un grande respiro,per poi dirigermi verso l'ufficio di Ms.Wright a gambe levate.
So che a quest'ora del pomeriggio,Ms.Wright non è nel suo ufficio. È presente solo di mattina e di sera.
Tuttavia,devo fare attenzione alle guardie e a chiunque lavora qui. Se mi beccano, perderò il mio lavoro.
Arrivo davanti ad una grande porta,con su scritto "MS.WRIGHT". Non è la prima volta che entro nel suo ufficio,ma questa volta sarà diversa la situazione.
Solo ora mi ricordo che serve la chiave per aprire la porta. Ugh, perché non ci ho pensato prima, così non avrei fatto tutta questa strada inutilmente.
Ma quando poso la mano sulla maniglia della porta,essa si apre.
Strano.
Ms.Wright non lascerebbe mai la porta aperta..
Entro lentamente,con la paura che qualcuno mi scopra.
La stanza è immensa,forse una delle più grandi di questo istituto,oltre la sala del pranzo.
Le mura sono di un bianco antico,con alcune crepe qua e là. Ci sono armadi in ogni angolo,con all'interno mille libri. Il mio sguardo viene catturato da alcuni quadri sparsi per le mura. Non si capisce bene cosa rappresentino, perché sono tutte scure e senza alcuna forma.
Al centro c'è la scrivania,con sopra fogli sparsi e un computer al lato sinistro.
Mi dirigo verso essa,e noto vari cassetti. In ognuno di loro ci sono una decina di documenti.
Chissà quando troverò quello giusto.
Apro il primo cassetto,e cerco ciò di cui avevo bisogno. Ma nulla,ci sono solo nomi di vecchi pazienti,alcuni anche morti.
Continuo a cercare in tutti gli altri cassetti,ma niente da fare.
Non ci sono tracce del suo documento.
Sto per alzarmi ed andarmene,quando intravedo l'ultimo cassetto in fondo. È nascosto.
Lo apro e inizio a controllare.
"Jeanne Louvert,John Michaelson,Robert Britt..James Gray."
-Trovato!- Quasi urlo.
Prendo il documento e lo apro.
NOME: JAMES.
COGNOME: GRAY.
DATA DI NASCITA: 23 Luglio 1993.
GENITORI: MEREDITH COLLINS-PAUL LIAM GRAY.
Ci sono solo dati personali,ma niente sul perché si trovi qui.
In tutti i documenti degli altri pazienti c'è scritta la causa e i primi che manifestano, ma nella sua nulla.
Come è possibile ciò?
Cerco informazioni in altri files,ma niente da fare.
All'improvviso,il rumore di passi mi paralizza.
Risistemo tutti i documenti il più in fretta possibile,per poi nascondermi dietro uno degli armadi.
Rimango immobile,trattenendo il fiato.
Non può essere Ms.Wright,sono certa che oggi non ci sia.
Trasalgo non appena sento i passi avvicinarsi. Sono passi lenti e cauti, esattamente come ho fatto io per..Per non farmi scoprire.
Mi sporgo un po',per cercare di intravedere almeno il viso della persona.
È girato di spalle,ma mi sembra famigliare. La poca luce nella stanza non mi fa esaminare bene la persona.
Ma non appena si volta,non posso credere ai miei occhi..
N/A.
Ciao a tutti/e.
Sono riuscita ad aggiornare,dato che me lo avete chiesto in molte,e sono molto contenta che la storia vi stia piacendo.
I segreti e la paura aumentano, così come il mistero.(;
Chi pensate sia la seconda persona che si è intrufolata nell'ufficio di Ms.Wright di nascosto? E perché?
A presto.
Bey.x
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