Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

❥21.

WORD COUNT: 5.315

======== • ✠ • ========

Il mattino dopo Jungkook si risvegliò con un allucinante mal di testa.
Lo stomaco era sottosopra, la vista ancora assonnata era sfocata e confusa.

Il corvino si guardò attorno, non capiva come fosse arrivato lì dato che ricordava di essersi sdraiato sul divano del salotto l'ultima volta che era cosciente.

La camera era lievemente illuminata, una luce fioca filtrava dalle finestre, il sole era oramai sorto da ore.
Jungkook vide un corpo sotterrato dalle coperte al suo fianco, e si ricordò che lui avrebbe dovuto dividere la stanza con Namjoon quella notte.

"Hyung..." Il maknae borbottò sempre più confuso, sembrava che qualcuno avesse conficcato degli aghi appuntiti nella sua testa da quanto era forte il dolore.

Il corpo disteso vicino a lui non si mosse; Jungkook cercò di svegliare il suo hyung scuotendolo un po', ad un certo punto infilò il braccio sotto il pesante piumone per dare qualche pacca al sedere dell'amico.

Ma non appena la mano del ragazzo toccò un sedere più piccolo e tondo di quello di Namjoon, gli occhi di Jungkook caddero fuori dalle orbite.
Piano piano scostò l'orlo della coperta, il suo battito cardiaco accelerò quando vide il viso dormiente di Hana.

Nel panico, Jungkook si chiese dentro di sé cos'avesse fatto quella notte, sapeva che quando alzava troppo il gomito diventava ingestibile, ma non fino a quel punto.
Era certo che non fosse accaduto nulla con la ragazza di Taehyung, anche perché gli altri hyung lo avrebbero fermato, ma per sicurezza Jungkook controllò sotto le coperte se avesse tutti i vestiti addosso.

Aveva una maglietta addosso ma si allarmò quando vide che invece di un paio di pantaloni era rimasto in mutande.
Aveva dormito accanto alla ragazza con i boxer bianchi a righe arancioni che lui amava tanto perché erano comodi, ma per niente sexy.
Jungkook imprecò malamente, diede uno scossone ad Hana per svegliarla e chiederle come mai avesse dormito con lui invece che con Taehyung, perché anche se si stava ripetendo che tra loro due non era accaduto nulla, la sua mente era lo stesso invasa da mille pensieri.

"Noona..."

"Mh..." Hana mugolò, si accostò di più al corpo di Jungkook e lo abbracciò.

Jungkook si irrigidì immediatamente, non aveva mai dormito con una ragazza.
Aveva sempre avuto un buon rapporto con Hana, e lei qualche volta lo abbracciava ma quella era la prima volta che i due erano così vicini ma soprattutto sdraiati su un letto, da soli.
Jungkook inspirò leggermente, non si era mai accorto del dolce profumo della ragazza.
Il corvino arrossì, non gli stava dispiacendo la situazione, d'altronde era sempre stato un amante degli abbracci e delle coccole.

Ma non appena la porta si aprì, il panico riaffiorò nel ragazzo.

"Hyung! Non è come pensi!" Si giustificò all'istante quando i suoi occhi incrociarono quelli di Namjoon.

Il più grande guardò Jungkook divertito, sapeva che il piccolo avesse bevuto così tanto la scorsa notte da fraintendere ogni cosa.
E non perse tempo nel prenderlo in giro.

"Ma guarda un po'... e bravo Kook. Tae non sarà felice di questa cosa però." Namjoon sghignazzò, gli occhi scuri del maknae si allargarono terrorizzati.

"No aspetta... io... io..."

Una risatina fece eco nella stanza.
Jungkook abbassò lo sguardo, le spalle di Hana stavano lievemente vibrando; solo dopo pochi secondi comprese che la ragazza era sveglia.

"Noona!"

Hana scoppiò a ridere e così anche Namjoon; Jungkook gonfiò le guance indispettito e cercò di allontanarsi dalla mora, di mettere distanza dal suo corpo ma Hana aumentò la stretta dell'abbraccio.

"Ma sei così carino!!!" Hana esclamò, il viso di lei finì nell'incavo del collo di lui che rabbrividì per quella piacevole sensazione.

"Siete davvero pessimi! E io che pensavo-"

"Che cosa avevi pensato piccolo Jungkookie?" Hana sussurrò, con la mano accarezzò il petto scolpito del più giovane, rimase piacevolmente sorpresa nel sentire che il ragazzo fosse molto più muscoloso di quel che dava a vedere.
Gli indumenti larghi che Jungkook indossava sempre nascondevano molte meraviglie.

"Lascio Tae per mettermi con te. Che ne dici Kookie? Ti va bene? Mi vuoi?" Hana continuò a scherzare, allungò il viso e stampò un bacino sulla guancia accaldata del più alto che stava andando in iperventilazione.

"Hyung aiutami!"

"Dovrei aiutarti a fare cosa?" Namjoon ridacchiò, così come era entrato uscì, lasciando i due da soli.

"Non me lo dai un bacio?" Hana continuò, il viso bollente di Jungkook era ormai diventato viola.

"Noona..."

"Eddai, qualche volta mi hai dato dei bacini anche tu."

"Il contesto era diverso." Jungkook borbottò imbarazzato.

"Il contesto?"

"Io... te... a letto... insie-"

"C'è per caso un ritrovo qua?"

La voce profonda di Taehyung interruppe il momento giocoso.
Jungkook si allontanò repentinamente da Hana, quasi cadde per terra; la mora invece si voltò, il suo sguardo ostile si incontrò con quello ancor più ostile del suo finto ragazzo.

"Hyung... non è come pensi!" Jungkook si ritrovò a ripetere le medesime parole che aveva detto anche a Namjoon.

Non appena Taehyung si mise a ridere, Jungkook poté rilasciare il respiro che non si era accorto di aver trattenuto.
Il maknae si stava ancora chiedendo però perché Hana fosse lì con lui e non con il suo ragazzo.
Comprese che probabilmente i due avevano litigato, poiché vide il cambiamento d'umore della maggiore quando Taehyung aveva fatto irruzione nella stanza.
Un attimo prima Hana stava ridendo, stava scherzando con Jungkook e sembrava essere a suo agio.
Ma adesso la ragazza si era irrigidita, il sorriso era svanito nel nulla e stava lanciando occhiate di fuoco al biondo che si trovava ancora sulla soglia della porta.

Jungkook capì che doveva immediatamente andare via da lì; in un battibaleno si alzò, prese i vestiti per il cambio e scappò a gambe levate.
Appena il corvino uscì dalla stanza, Taehyung entrò e chiuse la porta alle sue spalle. Hana si irrigidì ancor di più.

"Dovremmo parlare."

"Non voglio parlare con te." Hana si tolse le coperte di dosso e si alzò dal letto, pronta a scappare anche lei come aveva fatto Jungkook, ma con Taehyung di fronte alla porta lei non aveva vie di scampo.
Un sospiro emerse dalla gola del ragazzo.

"Hana-"

"No. Sul serio Taehyung, non sto scherzando. Non voglio avere a che fare con te per almeno le prossime ventiquattr'ore."

"Scherzi?" Taehyung ridacchiò, conscio che non sarebbe stato possibile per lei stare alla larga da lui, dato che si trovavano ancora lì assieme a tutti gli altri e avrebbero dovuto portare avanti la recita che aveva stravolto il loro rapporto.

"Non sto scherzando. E ora fammi passare." Hana ringhiò, si mosse di lato per superarlo ma Taehyung fece lo stesso, bloccando così il suo passaggio.

"Puoi un attimo calmarti e-"

"No. Puoi cercare tu di fare un attimo pace con il cervello? Ammesso che tu ne abbia uno."

Vedere Hana così arrabbiata accese qualcosa in Taehyung.
Le parole della ragazza non lo infuriarono, anzi... fecero aumentare l'interesse che lui provava per Hana, non era la prima volta che discuteva con la più piccola ma ultimamente cominciava a guardarla sempre più con occhi diversi.

"Ti chiedo scusa okay? Quel che ho fatto ieri notte-"

"Sai cosa ci faccio con le tue scuse?" Hana ribatté subito senza neanche voler ascoltare altro.

Taehyung sorrise compiaciuto e questo mandò Hana su tutte le furie.

"Trovi per caso divertente quel che hai fatto? Cos'hai da ridere?"

"No no... non ho scuse per quel che ho fatto. Sei solo tu che..." Taehyung sospirò.
Non poteva davvero dare voce a quel che stava pensando, doveva mantenere un controllo che però Hana stava mettendo a dura prova.

"Solo io che cosa?" Hana alzò un sopracciglio.

"Non puoi non avere a che fare con me. Ti devo ricordare che stiamo insieme?" Taehyung tentò di sviare il discorso.

"E tu non puoi farmi quel che hai fatto usando la scusa che Jimin ci stava sentendo. Ti devo ricordare che vuoi Iseul? O hai cambiato idea e ora vuoi me?"

Silenzio.
Il sorrisino arrogante che Taehyung aveva sul viso scomparve in un attimo, Hana continuò a fissarlo invece con sguardo severo e rigido.
Vedendo che Taehyung non aveva intenzione di rispondere, la mora spezzò velocemente quel disturbante silenzio che era appena caduto su di loro.

"Ma no, tu non puoi essere così confuso... è ovvio che ci sia solo Iseul nella tua testa. E nel tuo cuore. Nel tuo cazzo non so cosa ci sia invece, per quello avrei alcuni dubbi."

Taehyung si morse con forza il labbro inferiore.
Voleva rispondere, voleva ribattere alla tanta insolenza con cui Hana gli stava parlando, ma da una parte avrebbe solamente voluto avventarsi su di lei, gettare la sua bocca sulla sua e zittirla a modo suo. Un modo che gli sarebbe molto piaciuto.
Una vocina dentro la sua testa però gli suggeriva di non farlo... non poteva farlo.

Il biondo si disse mentalmente che avrebbe dovuto fregarsene, che non appena Namjoon gli aveva fatto sapere che Hana era nella loro stanza avrebbe dovuto far finta di nulla, lasciarle il suo spazio e il suo tempo.
Ma non aveva voluto, per lui Hana aveva avuto tempo a sufficienza.

Qualche ora prima, quando era ritornato in camera dopo quel breve scontro avuto con Iseul e aveva visto che il letto era vuoto, una sensazione gelida aveva colpito il petto di Taehyung.
Aveva subito controllato il divano nel salotto per vedere se la ragazza si fosse spostata in quel punto, ma il divano così come il letto era vuoto e il biondo aveva capito che Hana si trovava in una delle camere da letto.
Aveva ragionato velocemente ed era certo che Hana si trovasse o con Mei e Jin, o con Namjoon e Jungkook.
Taehyung era consapevole dell'amicizia che legava Hana a Namjoon, non gli ci era voluto molto per capire che la mora era andata dai due ragazzi, non volendo disturbare la sua migliore amica con il più grande del gruppo.

Non aveva fatto niente, non era voluto andare a recuperarla perché non voleva creare una discussione nel bel mezzo della notte, certo che Namjoon avrebbe preso le difese di Hana.
Non aveva intenzione di discutere anche con l'amico, oltre che con la più piccola.
Per di più Taehyung era ancora nervoso per quel che le aveva fatto, la rapida sosta in bagno non lo aveva affatto calmato anzi, e l'incontro con Iseul lo aveva infervorato maggiormente; era stata una scelta di Taehyung quella di non fare nulla, lasciare che Hana dormisse con Namjoon e Jungkook.

Ma il mattino dopo, il primo pensiero del ragazzo era quello di andare a prendersi Hana.
Non quello di incontrare Iseul e chiarire con lei, no... desiderava rivedere la ragazza dai lunghi capelli scuri, chiederle scusa per come si era comportato in precedenza e assicurarsi che lei non avesse alcun problema con lui.
E questo lo spaventava; sapere che Hana era stato il suo primo pensiero appena sveglio, che era la sua finta ragazza la persona con cui voleva chiarire per prima e non la sua migliore amica per cui provava qualcosa di forte, lo destabilizzava enormemente.

"Però, che volgare... la tua lingua avrebbe bisogno di una sistemata." Taehyung rispose con tono arrogante, cercò di non farsi mettere i piedi in testa dal caratterino della ragazza.

"Me la vuoi sistemare tu?" Hana replicò, lo sguardo di Taehyung si incupì.

Gli occhi del biondo divennero più scuri, la lussuria prese possesso sulla ragione; ora più che mai avrebbe voluto attaccare prepotentemente le sue labbra sopra quelle di Hana, e sistemare davvero la sua linguaccia impertinente.

Hana lo superò velocemente, la sua mano si posò sulla maniglia per aprire la porta ma Taehyung la bloccò afferrando il suo esile polso.
Ma questa volta Hana non rimase ferma, reagì; si girò all'istante, il suo naso quasi colpì quello del maggiore da quanto erano vicini, i loro respiri si mescolarono.
Bastava che Taehyung muovesse leggermente la testa per baciarla.

"A che gioco stai giocando?" Hana ringhiò, stanca di sentire il suo cuore battere così forte per un ragazzo che diceva di desiderare un'altra.

"Tu a che gioco stai giocando."

"Non funziona così Tae. Non cercare di rigirare la frittata." Hana sussurrò, Taehyung sentì il respiro caldo della mora accarezzare la pelle del suo viso.

"Io non sto giocando a nessun gioco." Taehyung asserì con tono deciso.

"Ah no? Perché continui a flirtare con me, a guardarmi come se mi volessi quando siamo soli? Dovremmo recitare quando ci troviamo davanti a tutti gli altri." Hana parlò, la sua voce iniziò ad incrinarsi, era titubante, fragile.

Taehyung e Hana si guardarono, quest'ultima attese una risposta che però non arrivò mai.
Gli occhi di lei annegarono insicuri in quelli scuri e penetranti di lui, due sfere così nere che facevano perdere il controllo e la capacità di pensiero alla ragazza ogni volta che le guardava.
Taehyung non rispose, non perché non sapesse come rispondere... di cose ne aveva tante da dire, ma si stava trattenendo.
Si stava trattenendo perché lui stesso non sapeva cosa stesse facendo; perché quelle sensazioni lo rendevano instabile, non gli stavano facendo capire più nulla.
Perché Taehyung era sempre stato sicuro di una cosa, era sempre stato sicuro dei suoi sentimenti e invece Hana aveva sballato tutto.
La mora mosse il braccio per far sì che il ragazzo le lasciasse il polso, ma la stretta restava più salda che mai.

"Lasciami andare." Hana sussurrò, tentò di nuovo di far allentare la presa ma al contrario Taehyung la strinse.
Le parole di lei sembrarono risvegliare il più alto, un luccichio zampillò in quelle iridi nere.

"E se non volessi?"

"È proprio questo il problema Tae... dovresti volerlo."

"Ci ho provato." Taehyung mormorò, Hana aggrottò la fronte.

"Non ci hai provato abbastanza."

A quel punto Taehyung lasciò la presa, il polso di Hana adesso era libero.

"Ieri ti avevo chiesto di finirla. Ho provato a lasciarti andare, sei tu che non hai voluto."

Hana sgranò gli occhi.
Non poteva ribattere perché in questo caso Taehyung aveva ragione; il giorno prima lui aveva voluto mettere un punto alla farsa che li aveva involontariamente avvicinati, era stata lei a fargli cambiare idea usando la scusa di volerla far pagare a Jimin.

"Io mi stavo riferendo al mio polso." La ragazza parlò con voce tremolante, gli angoli della bocca di Taehyung si sollevarono.

"Sì... okay."

"Tu ti stavi riferendo di nuovo a-"

"Sì. Non abbiamo più bisogno di andare avanti con questa cosa, Jimin e Iseul si sono lasciati." Taehyung sospirò.

Il biondo guardò Hana a lungo, non gli piacque affatto il modo in cui lei stava reagendo.
Era rimasta immobile.
Gli occhi della più bassa erano spalancati, fermi sul viso di Taehyung che intanto non sapeva come interpretare il suo comportamento.
A Taehyung sembrava proprio che Hana volesse continuare ad essere la sua finta fidanzata, e forse era a conoscenza anche del motivo.
E se quel motivo era reale, Taehyung era più certo che mai nel dare una fine alla loro falsa relazione, che tanto falsa non era.
Il biondo non voleva far soffrire Hana... aveva già sofferto a causa di Jimin e Taehyung non voleva comportarsi nello stesso modo dell'amico.

Senza pensare anche alla verità che Jimin aveva nascosto ad Hana.
Taehyung si morse l'interno della guancia, da una parte avrebbe voluto far sapere alla ragazza che non era colpa sua se Jimin l'aveva lasciata... ma non era compito suo parlare.

Hana fu velocissima.
Si girò di scatto, aprì la porta e uscì dalla stanza.
La ragazza scappò letteralmente da Taehyung che guardò la schiena della più piccola con sguardo confuso.
Un altro grosso sospiro abbandonò la gola del maggiore, scosse la testa e si apprestò a raggiungerla, sopraffatto dalla confusione più totale.

|
|

"Allora... hai dormito bene con Kira?" Namjoon domandò a Hoseok.
I due ragazzi assieme a Jin stavano preparando la colazione per tutti.

"Non ho dormito con Kira."

"Davvero?"

"Ho fatto cambio con Iseul, io ho dormito con Jimin, lei con Kira." Hoseok borbottò.

"Mi ero chiesto infatti se Jimin e Iseul avessero dormito insieme stanotte." Jin parlò mentre affettava alcune verdure.

"Ha senso comunque... si sono lasciati, sarebbe stato imbarazzante se avessero dovuto dividere il letto." Hoseok ribatté.

"Tra Tae e Hana non sta andando bene." Namjoon sussurrò, le sue parole attirarono subito l'attenzione dei due amici.

"Per quello che si sono detti lui e Iseul durante il gioco vero?" Jin domandò a bassa voce.

"Sinceramente non lo so. So solo che Hana stanotte è venuta in camera mia, dicendomi che non poteva dormire con Tae."

"Quindi... hai dormito con Hana?" Hoseok fece l'occhiolino a Namjoon, Jin scoppiò a ridere.

"Ho dormito sul pavimento, ho lasciato il letto a lei e a Kook."

"Oh, che gentiluomo!" Jin lo prese in giro.

Proprio in quel momento Jungkook entrò in cucina e gli amici non persero tempo nel prenderlo in giro.

"Oh il nostro piccolo Jungkookie ha avuto un incontro ravvicinato stanotte!" Il più grande del gruppo esclamò, gli altri due cominciarono a ridere.
Tutti e tre si guadagnarono delle occhiate scocciate ma anche un po' imbarazzate da parte del maknae.

"Fate silenzio." Il corvino ringhiò, si prese il suo succo di frutta e si dileguò all'istante.

"Tae adesso dov'è?" Hoseok mormorò guardandosi attorno, riprendendo il discorso da dove lo avevano lasciato.

"Lo avevo incrociato in corridoio prima, mi aveva chiesto se Hana si trovasse nella mia stanza, ho annuito. Quindi staranno parlando immagino."

"O chiarendo." Jin puntualizzò.

"O litigando." Hoseok aggiunse.

"Chi sta litigando?"

Le tre teste si girarono all'unisono verso la voce conosciuta.
Jimin alzò un sopracciglio, si avvicinò ai tre più grandi.

"Siete più pettegole di mia nonna."

"Chi lo ha detto che solo le ragazze amano i pettegolezzi?" Jin ridacchiò, gli altri due concordarono con lui.

"Anch'io amo spettegolare! Chi sta litigando?" Jimin ripeté di nuovo.

Tutti e tre deglutirono sentendosi un po' a disagio, non sapevano se dire a Jimin di cosa stessero realmente parlando vista la posizione che lui aveva con Hana.
Hoseok per distrarsi ricominciò a tagliare il cipollotto, Jimin guardò i suoi amici con occhi confusi.

"Hyung, non ci hai ancora detto com'è andata con Mei." Namjoon tentò di sviare il discorso e questo parve funzionare poiché Jimin sembrò interessarsi alla conversazione.

"È successo qualcosa?" Il più piccolo sogghignò, Namjoon tirò un sospiro di sollievo quando capì che era riuscito a distrarlo.

Hoseok non appena comprese che avrebbero parlato di Mei lasciò la cucina, raggiunse Jungkook.
Il rosso avrebbe accettato la relazione tra Jin e Mei, aveva capito che doveva farsi da parte ma ancora non riusciva a chiacchierare amichevolmente con gli altri riguardo questa nuova relazione.

"Oh beh... è andata bene. Stiamo insieme."

"No aspetta cosa?" Namjoon spalancò gli occhi.

"Bastava davvero chiuderti in una stanza con lei per darti la spinta hyung? Avremmo dovuto farlo prima allora." Jimin ragionò ad alta voce, Namjoon mugolò in accordo.

"Le ho raccontato di Soojin." Jin sussurrò, il suo sguardo era divenuto più cupo.

"Le hai detto tutto? Tutto tutto?"

"Più o meno."

Dopo quelle parole il silenzio riempì la cucina.
Jin si tenne distratto con la cucina, Namjoon tentò di fare lo stesso nonostante fosse negato e dovesse chiedere al più grande cosa avesse dovuto fare.
Jimin continuò a mordicchiarsi il labbro nervosamente, quell'argomento metteva sempre molto disagio all'interno del gruppo.
Ad un certo punto, Jimin decise di spezzare il silenzio.

"Non le accadrà nulla hyung. Sono passati anni, e lei... lei non è Soojin."

"Lo so. Ma ho comunque paura." Jin sospirò.

"È normale. Ma adesso sei più grande, più adulto. Più consapevole." Namjoon sussurrò, sorrise sinceramente a Jin che ricambiò con un po' di titubanza.

"Staremo attenti anche noi." Jimin disse, volendo rassicurare il più grande.

Jin si schiarì la gola non appena vide Mei scendere le scale e raggiungerlo in cucina.
Namjoon e Jimin si voltarono, sorrisero alla ragazza dai capelli castani.

"Buongiorno." Mei salutò educatamente tutti e tre che ricambiarono.

"Direi che Mei sicuramente saprà aiutare Jin hyung più di te, Namjoon hyung." Jimin esclamò, l'altro non poté che essere d'accordo.

"Ti lascio il posto." Namjoon disse a Mei e in meno di un secondo i due ragazzi lasciarono la coppietta da sola.

"Sono piuttosto trasparenti." Jin ridacchiò non appena i suoi amici si catapultarono fuori dalla cucina.

Mei sorrise ma non disse nulla; era la sua ragazza, ancora non ci credeva.
La ragazza avrebbe tanto voluto che i due si scambiassero un bacio, sapeva che le coppie di solito per salutarsi si davano un piccolo bacio, anche semplice sulle labbra.
Mei desiderava che lei e Jin, dato che adesso stavano insieme potessero comportarsi come tali, ma siccome si vergognava e non aveva il coraggio di chiedere una cosa simile, fece finta di nulla.
Si accostò al fianco di Jin e iniziò ad aiutarlo con la preparazione della colazione.

Anche solo standogli vicina, il cuore di Mei le batteva più forte che mai, sperava che Jin non riuscisse ad udirlo.

"Hai dormito bene stanotte?" Jin chiese con premura, Mei annuì.

"Sì, tu?"

'Per niente.' Jin disse dentro di sé.

Il moro non era riuscito a dormire molto bene poiché il desiderio di avvicinarsi al corpo di Mei, di stringerla tra le sue braccia, di avvolgerla completamente e di respirare il suo profumo era vivido e intenso.
E Jin aveva dovuto combattere con tutte le forze che aveva per non oltrepassare la linea immaginaria che i due avevano segnato prima di mettersi a letto.
Aveva cercato di avere il massimo rispetto per la più piccola, di non toccarla nemmeno per sbaglio quando la voglia di sentire la sofficità, il calore della sua pelle, e la sinuosità delle sue forme premute contro le sue era il pensiero che non aveva fatto altro che tormentarlo per tutte quelle ore.

Il maggiore non poteva sapere che quello stesso pensiero lo aveva avuto anche Mei.
La ragazza aveva mentito; non aveva dormito per nulla, troppo nervosa e travolta dall'ansia nel sapere che il ragazzo di cui era cotta era sdraiato a pochi centimetri da lei.
Ragazzo che ora poteva considerare suo.

"Ho dormito benissimo." Jin mentì e lei mentalmente si diede della stupida per essersi trasformata in un fascio di nervi quando lui invece era rimasto tranquillissimo.

Mei non voleva ricordare anche la delusione e tristezza che aveva provato quando quella mattina, aperti gli occhi non incontrò il viso meraviglioso e riposato di Jin.
Quest'ultimo si era svegliato prima, era abituato ad essere il primo a svegliarsi per mettersi subito all'opera.
Nel gruppo di amici Jin era il più mattiniero e anche il più altruista dato che era lui quello che cucinava sempre per tutti.
Ma se Mei non aveva potuto avere il piacere di risvegliarsi con il viso perfetto di Jin ad un palmo dal suo naso, il più alto non poteva dire lo stesso.
Il volto dormiente di Mei era stato un bellissimo buongiorno per Jin, e ora che erano rimasti da soli, il ragazzo si era deciso a dare alla sua neo fidanzatina il buongiorno che si meritava.

"Mei?"

La castana appena girò il viso sentì la morbidezza e la pienezza delle labbra di Jin posate sulle sue.
Fu un bacio casto, ma riuscì comunque a far impazzire la più piccola.
Jin si staccò quasi subito, sorrise dolcemente.

"Buongiorno piccolina." Sussurrò, il viso di Mei divenne tutto rosso e Jin non si trattenne, scoppiò a ridere.

"Sai che dovrai abituarti?" Jin la prese in giro.

"Ai tuoi baci?" Mei chiese con un filo di voce.

La bruna nella sua testa pensò che avrebbe potuto sconfiggere la vergogna e si sarebbe abituata più che volentieri ai baci del più grande.
Jin lasciò un attimo i fornelli incustoditi, avvolse la ragazza da dietro e questa rabbrividì non appena percepì le forti braccia del più alto strette attorno a sé.
Il naso di Jin affondò nei capelli della più bassa, il profumo del balsamo invase le sue narici.
Jin non aveva più intenzione di soffrire come aveva fatto la scorsa notte, voleva abbracciare la sua ragazza senza farsi tanti problemi e avrebbe cominciato da quel momento.
Le labbra di lui lasciarono un dolce bacio sotto l'orecchio di Mei, i brividi sul corpo della ragazza si triplicarono, il suo respiro si accorciò sempre più.

"A tutto, mia cara." Jin le sussurrò all'orecchio, Mei si sentì svenire.

Dopo averla abbastanza scombussolata, Jin ruppe l'abbraccio e tornò ai fornelli come se niente fosse.

|
|

Quando Hana scese di corsa, quasi tutti i ragazzi si trovavano seduti a tavola, tranne Jin e Mei che stavano ultimando la colazione.

Hana incrociò prima lo sguardo di Iseul e aggrottò le sopracciglia infastidita, la sola presenza della sorella di Jungkook la disturbava.
La medesima cosa la fece proprio Iseul, che non sopportava Hana per una marea di ragioni.
Era invidiosa di lei.
Le due ragazze non si erano mai prese caratterialmente, non erano mai andate d'accordo e mai sarebbero potute essere amiche; e da quando Hana si era messa con Taehyung, l'astio di Iseul nei suoi confronti era notevolmente aumentato.

Dopo Iseul, Hana guardò Jimin.
La mora non sapeva come comportarsi con l'ex; lo aveva odiato per averli costretti a fare quel giochino infantile e immaturo, ma non aveva dimenticato che era stato lui a mettere fine al gioco non appena l'aveva vista in difficoltà.
Hana volle pensare che quello di Jimin fosse un gesto d'aiuto, ma non riusciva comunque a capirlo.
Perché aiutarla quando era stato proprio lui a metterla in quella situazione?
A mettere tutti loro in quella situazione così scomoda e spinosa?

"Oh, mancavate giusto voi due." Jin parlò con un vassoio pieno tra le mani, Mei si trovava poco dietro di lui.

Hana si voltò, incontrò quegli occhi pericolosi che tanto la stavano facendo dannare.
Taehyung era stato veloce e l'aveva raggiunta subito.
I due si sedettero silenziosamente, Mei e Jin fecero lo stesso.

Hana avrebbe voluto chiedere alla sua migliore amica come fosse andata la notte con Jin, ma avendo proprio il diretto interessato accanto a lei, non poté domandare nulla.
Ma la mora pensò che se Jin e Mei si erano seduti vicini, allora la scorsa notte doveva essere andata bene.
A differenza della notte che lei avrebbe dovuto passare con Taehyung e che invece aveva trascorso con il maknae.
Jungkook era tanto timido ma durante il sonno più volte aveva toccato e abbracciato Hana, ma questo la mora lo avrebbe tenuto per sé, era un segreto che avrebbe custodito gelosamente.

"Se siete tutti d'accordo vorrei che scambiassimo i gruppi iniziali delle macchine."

Tutti si voltarono verso Iseul, la sua voce aveva richiamato l'attenzione di ogni persona presente al tavolo.
Jimin inarcò un sopracciglio, era visibilmente infastidito.

"Sei seria?"

"Sì. Non voglio fare il viaggio insieme a te."

"Iseul, non sono tre ore. È poco meno di un'ora."

"E quindi? Non voglio salire sulla tua macchina!"

Alcuni sospirarono, altri alzarono gli occhi al cielo.
Jungkook e Mei si erano gettati sui loro piatti, noncuranti della discussione che stava prendendo piede a pochi metri da loro.
La castana non si era neanche accorta dello sguardo divertito di Jin su di sé; il più alto la trovò buffa, c'era una lite in corso e lei non faceva altro che dedicarsi al suo pasto.
Taehyung e Hana guardarono i due con interesse; gli ingranaggi nella mente della mora cominciarono a girare, iniziarono a macchinare qualcosa.

"Sei piccola così." Jimin avvicinò le estremità del pollice e dell'indice, lasciando uno spazio minimo... quasi nullo.

"Jimin non ti conviene farmi incazzare, potrei dire cose non molto carine sul tuo conto." La bionda ribatté.

Jimin non era stupido, comprese subito che Iseul si stesse riferendo a quando era andato a letto con lei mentre stava ancora con Hana.
E il moro non fu il solo a capirlo, Taehyung e Yoongi si misero sull'attenti.

"Non sarebbe male mescolare i gruppi... così Mei potrà fare il viaggio di ritorno con me." Jin si intromise, interessato solo al suo tornaconto.

Hana sorrise, aveva capito che grazie alla camera condivisa Jin e la sua migliore amica si erano molto avvicinati.
La ragazza non vedeva l'ora di essere da sola con Mei per farsi raccontare ogni cosa.

"Un po' di figa e volti subito le spalle ai tuoi amici?"

Le parole di Yoongi per poco non fecero andare a Mei il cibo di traverso.
La castana tossì, Hana si affrettò a picchiettare un po' con la mano la sua schiena.
Taehyung, Jimin e tutti gli altri, tranne Iseul e Kira, non riuscirono a non ridere.

"La macchina è grande Yoongi, puoi sederti comunque dietro." Jin sospirò.

"Io sono d'accordo, mescoliamo i gruppi." Hana parlò.

Ora pure l'attenzione di Jungkook e Mei era totalmente riposta sulla ragazza.
Jimin corrugò le sopracciglia, lanciò una veloce occhiata a Taehyung e vide che era sorpreso tanto quanto lui.
Un sorrisino compiaciuto svolazzò sulle sue labbra piene, aveva capito che tra i due ci fosse qualcosa che non andava.

Taehyung assottigliò gli occhi poco convinto, allungò la mano e punzecchiò la ragazza pizzicando la sua coscia.
Hana lo guardò con la coda dell'occhio e a quel punto il biondo si avvicinò al suo orecchio.

"Che cazzo stai facendo?"

"Prendo le distanze. Da te."

Quelle poche, pochissime parole gelarono Taehyung.
La mano del biondo si allontanò lentamente dalla coscia tonica di Hana, ma non gli occhi.
Gli occhi di lui rimasero incastrati in quelli di lei, così fermi e pesanti che niente e nessuno sarebbe riuscito a farli spostare.
Nessuno, tranne Jimin.

"Bene Iseul, puoi andare con Tae. Era questo che volevi no?" Jimin provocò la sua ex, ma così facendo provocò anche l'amico dai capelli biondi che non seppe però come rispondere a quella frecciatina.

"Dateci un minuto." Taehyung ringhiò, si alzò in piedi e afferrò il polso di Hana ma lei non seguì i suoi movimenti, rimase seduta.

"Hana-"

"Lasciami stare." La ragazza lo bloccò immediatamente, Taehyung la fulminò con lo sguardo.

"Se avete dei problemi parlatene tra voi, non vogliamo essere coinvolti." Yoongi mormorò, non voleva assistere ad un'altra discussione, per lui i litigi tra coppie dovevano restare all'interno di quelle coppie.

"Zitto hyung, a me interessa." Jimin sussurrò al più grande.

"Non c'è nulla di cui parlare. E ora lasciami." Hana guardò Taehyung come se avesse voluto tirargli un ceffone.

Il comportamento del biondo la destabilizzava fortemente; adesso si comportava come un fidanzato geloso quando in realtà avrebbe dovuto fare i salti di gioia, dato che aveva la possibilità di passare del tempo da solo con Iseul.
Con una Iseul single, totalmente libera da Jimin o da qualsiasi altro ragazzo.

"Hai sentito? Lasciala."

Quel che disse Jimin infastidì Taehyung e non poco.
Al biondo gli sarebbe piaciuto ribattere, dire a Jimin che avrebbe fatto più bella figura a rimanere zitto, ma la voce di Namjoon si aggiunse.

"Tae, se Hana ora non vuole parlare dovresti rispettare il suo volere."

Taehyung sgranò gli occhi ma non era comunque sorpreso, sapeva che Namjoon avrebbe preso le difese di Hana.
Il ragazzo sentì la rabbia prendere piano piano posto dentro di sé; lasciò malamente il polso di Hana, questo quasi sbatté contro il tavolo ma la mora riuscì appena in tempo ad impedire il contraccolpo.

"Hyung!" Questa volta anche Jungkook si intromise, adorava il suo hyung ma adorava anche Hana e la reazione un po' troppo aggressiva di Taehyung lo allarmò.

Taehyung non guardò in faccia nessuno, spostò la sedia quasi con disprezzo, causando un forte frastuono e se ne andò.














~ Angolo Autrice ~

Anche questa settimana sono riuscita ad aggiornare, sono felice! 😭
Vi dico subito che dalla prossima settimana sarò piuttosto incasinata con il lavoro quindi non so se riuscirò ad aggiornare per il prossimo sabato... ci proverò, ma non vi assicuro nulla.

Spero che anche questo capitolo vi sia piaciuto, vi ringrazio come sempre per tutte le letture, voti e commenti!
Ma soprattutto per la vostra infinita pazienza!
Credetemi, vorrei tanto avere più tempo per scrivere e quindi per aggiornare più spesso! 😔

Al prossimo aggiornamento.✨

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro