Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

xvii. facciamo una lista

𝐅𝐎𝐑𝐒𝐘𝐓𝐇𝐈𝐀 ... !
𝖺 𝚆𝙾𝙾𝚂𝙰𝙽 𝖿𝖺𝗇𝖿𝗂𝖼𝗍𝗂𝗈𝗇 ❨ 𝙰𝚄 ❩
ooi. 𝑪𝑨𝑷𝑰𝑻𝑶𝑳𝑶 𝑫𝑰𝑪𝑰𝑨𝑺𝑺𝑬𝑻𝑻𝑬
🥟⏳ — 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘦



















𝗇𝗈𝗇 𝖾𝗌𝗂𝗌𝗍𝖾 𝗏𝗂𝖺𝗀𝗀𝗂𝗈 𝖼𝗁𝖾 𝗇𝗈𝗇 𝗌𝗂 𝗉𝗈𝗌𝗌𝖺 𝗂𝗇𝗂𝗓𝗂𝖺𝗋𝖾.







UNA SETTIMANA DOPO

Pioveva, no, diluviava.
Il cielo che Wooyoung osservava dal lucernario di camera sua era spento, privo di qualsiasi vitalità o colore, semplicemente malinconico.
Lui stava steso sul letto a guardare le gocce d'acqua gareggiare su quel vetro e, nel mentre, la sua testa si riempiva di intrusive paranoie così come il cielo si riempiva di grigie nuvole.

Quel mattino a scuola lui e gli altri cinque avevano esposto il progetto che avevano realizzato durante la punizione e ora, Woo, si chiedeva cosa ne sarebbe stato di loro.
O meglio, cosa ne sarebbe stato di lui e San.

Pensava che probabilmente ognuno sarebbe tornato alla propria vita di prima, che non si sarebbero più parlati o messaggiati fino a tarda notte, che non si sarebbero nemmeno salutati tra i corridoi e sarebbero tornati due perfetti sconosciuti che, però, si erano baciati.

Solo che, per Wooyoung, eliminare completamente una persona dalla sua vita di punto in bianco, era un'impresa difficilissima.
Anzi, quella volta era proprio impossibile e impensabile. Impossibile e impensabile perché, cazzo, non si trattava di 'una persona' ma di San. C'erano le persone e poi poi c'era lui.
Era fottutamente diverso.

E quindi il minore si torturava ipotizzando di perderlo, credendo che se ne sarebbe andato dalla sua vita senza dargli spiegazioni.
Si tormentava rivivendo le sue parole, le sue carezze, i suoi baci, i suoi sguardi.

Pensò di chiamarlo, così, solo per sapere come se la stesse passando, poi però, si ricordò che l'aveva salutato solo cinque ore prima.
Non volendo sembrare oppressivo o disperato, quell'idea morì ancor prima di nascere.

[ ... ]

«Fanculo, pure la pioggia» imprecò Emma, quando finalmente si sedette in auto.

Per guadagnare qualche soldo offriva ripetizioni e aiuto compiti a quelli di primo, secondo e terzo anno e, quel giorno, era davvero stanca. Erano le 19 quando finalmente accese il motore della macchina per poter tornare a casa e riposarsi un po'.

Sulla strada del ritorno, cercando il più possibile di ignorare i suoi pensieri riguardanti studio, verifiche o in generale tutto ciò che aveva a che fare con l'ambiente scolastico, si imbatté in una stramba persona che camminava sola sotto un'acquazzone.
«Ma che cazzo fa..» sussurrò assottigliando gli occhi, una volta che l'ebbe riconosciuta.

«Hey!» esclamò abbassando leggermente il finestrino; il soggetto in questione si girò, quasi colto alla sprovvista, e la guardò perplessa.
«Sali!» fece aprendo la portiera del passeggero, «Datti una mossa, o la mia auto si riempirà di acqua» aggiunse a gran voce, a causa del croscio della pioggia.

«Isa, mi spieghi che ci fai in giro a quest'ora? Soprattutto da sola e con 'sto tempo?»
La bionda stette in silenzio, allacciandosi la cintura e strizzandosi i capelli inzuppati, poi, si voltò verso di lei sospirando leggermente.

«Tutto bene? È successo qualcosa?» chiese nuovamente Emma, preoccupata per l'altra.
«Non so dove andare» sbottò Isabel.
«Che è successo?»
«Ho litigato con i miei genitori»
«Perché?»
Isabel alzò le spalle, chiudendosi in sé stessa.

La minore si voltò verso di lei prendendole la mano tremolante e, guardandola negli occhi, le chiese di aprirsi e confidarsi.

«Non mi ricordo nemmeno come è nato quel litigio del cazzo. - sbottò singhiozzando - Sono uscita e nemmeno si sono accorti che me ne stavo andando. Non ho nessuno. Non ho la mia famiglia e non ho nemmeno San.»
«Non è vero»
«Cosa?»
«Che non hai nessuno, non è vero. Se tu non avessi nessuno ora non sarei qua ad ascoltarti. Da oggi, hai me» rispose asciugandole una lacrima che le stava facendo colare il poco mascara rimasto sulle ciglia.

«Faccio schifo, non puoi dirmi cosi. - iniziò a parlare la bionda, fissandosi nello specchietto dell'auto - Da quando ti conosco, per la maggior parte delle volte ti ho trattata male»
«E quindi?»
«Non dovresti essere gentile con me»
«Ma io voglio farlo» replicò facendo spallucce.

Isabel prese coraggio; alla fine l'aveva detto Emma, no? L'aveva detto lei che poteva contare sul suo aiuto, giusto? Fece un respiro profondo e raccogliendo la poca dignità che le rimaneva, chiese tutto d'un fiato: «Posso stare da te per stanotte, per favore?»

L'altra sorrise impacciata, forse nemmeno troppo sorpresa dalla domanda viste le condizioni in cui era ridotta la poverina.
«Si, certo» disse cordialmente.

Una volta a casa, Isabel, si fece una doccia calda per riacquistare un po' di energie, «Metti questi mentre mi lavo» fece Emma lasciandole degli indumenti caldi e asciutti sul letto.
«Ti ringrazio» sussurrò la bionda, stringendosi dell'accappatoio bianco.
«Figurati, per un paio di pantaloni e una maglia!» rispose scherzando.
«Per tutto, intendo» replicò lei, facendole spuntare sul volto un dolce sorriso.

«Cosa ti va di mangiare?» chiese la padrona di casa, avvicinandosi ai fornelli della cucina.
«Non ho molta fame»
«Okay, vorrà dire che ti cucinerò qualcosa a mia scelta. Devi mangiare, è importante.» rispose lei seriamente, mentre indaffarata cercava qualcosa per farcire due piadine; «Hai ancora freddo?» le domandò portandole una tazza di the caldo.

Isabel pensò che Emma si stesse prendendo più cura di lei in un paio d'ore rispetto a quanto aveva fatto, lei stessa, nell'ultimo lunghissimo periodo.

«A che pensi?» chiese la minore una volta consumato il pasto in camera. Alzò gli occhi dalle pagine del suo libro e notò che l'altra era completamente immersa nei suoi pensieri, aveva il telefono acceso tra le mani ma lo fissava soltanto.
«A San» rispose secca lei, stupendo la prima che si aspettava forse di doverle estorcere la verità in qualche modo strano.
«Posso sapere perché vi siete lasciati?» domandò sedendosi contro la testata del letto.
«Era stanco di me e di questa relazione. Come biasimarlo, l'ho sempre trattato male.» ammise sospirando, capendo i suoi errori.
«Perché non ti scusi? Non è mai troppo tardi per farlo, insomma, se non ti sei comportata nel migliore dei modi cerca di farti perdonare»
«Non so se accetterà mai le mie scuse, nelle ultime settimane l'ho davvero sfinito.

«Per quanto siete stati insieme?»
«Tra i vari alti e bassi, più di un anno»
«È molto tempo, però guarda il lato positivo
«C'è un lato positivo?»
«Se mi lasciassi finire te lo direi! - replicò Emma abbozzando una tenera risata - Vedila come un'opportunità per pensare a te stessa e fare nuove esperienze»
«Nuove esperienze..» sussurrò Isabel, fermandosi a riflettere per qualche secondo, «Del tipo?» disse dopo un attimo.

«Che ne so, hai mai detto ai tuoi che andavi a scuola e invece eri al mare a divertirti? Oppure rimasta fuori tutta la notte per vedere l'alba? Baciato uno sconosciuto in discoteca?»
La bionda stette zitta in silenzio, pensando a tutte le cose che non aveva mai fatto.
«Emma.. - disse a bassa voce - Non credo di aver mai vissuto davvero»

Il suo sguardo si incupì e il suo umore si affievolì all'idea di non aver mai fatto nulla di esilarante nella sua vita. Aveva vissuto secondo le decisioni degli altri e, questo atteggiamento che aveva interiorizzato, non poteva fare altro che riversarlo sulle persone attorno a lei, dettando ordini e comandi a più non posso.

L'altra, notando la sua reazione quasi esagerata, non tardò a trovare una soluzione. Si alzò di scatto e si mise a frugare tra i cassetti sotto lo sguardo confuso di Isa, «Che fai?» chiese fissandola, «Ho la soluzione a tutti i tuoi problemi» replicò sorridendo e accomodandosi sul materasso con carta e penna.

«Continuo a non capire»
«Facciamo una lista! - esclamò contenta - Una lista di cose da fare! So che sei preoccupata e credi di non aver mai fatto nulla, però, non devi aver fretta, per vivere la tua vita non c'è un'età giusta o sbagliata. Prendi questa rottura come un segno, un segno per scoprire un nuovo lato di te, per metterti alla prova e sperimentare. Lasciati andare e non controllare le tue emozioni come se fossi una macchina - disse avvicinandosi a lei - non chiederti chi approverebbe le tue fottute decisioni, non pensare al giudizio degli altri. La vita è tua, fai quel cazzo che ti pare e piace» concluse a pochi centimetri da lei.

Forse era stato il discorso, forse era stata la sua convinzione e sicurezza nel chiacchierare, forse era semplicemente stato il timore di aver fatto poche esperienze ma, Isabel, era ammaliata e - letteralmente - stregata da Emma in quel momento. La guardava mentre era piena di energia nonostante fosse stanca, mentre parlava elettrizzata e scriveva il titolo sul foglio bianco, mentre tentava di far il possibile per farla stare meglio.

«Posso.. Posso fare una cosa?» chiese insicura, costringendola ad alzare lo sguardo verso di lei.
«Mh?»

Isabel rimase per un attimo ferma immobile, come se il suo corpo non trovasse più quel coraggio che aveva avuto la sua mente qualche istante precedente; poi, riacquistando l'audacia, si sporse in avanti fino a quando le sue labbra non toccarono quelle di Emma.












༄˚ ༘ ༉ ⋆ ೃ⁀➷ 𝚊𝚞𝚝𝚑𝚘𝚛'𝚜 𝚗𝚘𝚝𝚎 🥟⏳

CIAOO❤️❤️❤️❤️
finalmente capitolo sulle migliori e che caspita, questo capitolo è per centro adozioni ma soprattutto per hob1xcore ❤️❤️ciao marty tvb

bho in realtà non ho niente di interessante da raccontarvi -.- ho finito (o quasi) l'introduzione per la prossima storia che si chiamerà Blood Revenge e nuuulla buona settimana ily <3

giulia

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro