[22]. "Mia Psiche"
«Sono un gran coglione, lo so. Ma sono perdonato?»
Scombussolata, in un primo istante rimasi ammutolita e fissai il mazzo di fiori, i miei preferiti. Poi mi ricomposi e mi poggiai allo stipite in un sospiro, allungando la mano per afferrarli.
«Non potevi uscirtene con qualcosa di più banale.» Portai il mazzo al viso con apparente disappunto, e ne ispirai il profumo.
«Su internet dicevano di aggiungerci una scatola di cioccolatini, ma poi se ti vengono i brufoli mi devo sorbire io le tue lamentele.» Disse Eren genuino, passandosi una mano sulla nuca.
La mia intenzione era quella di fingermi ancora offesa per un altro po' e dargli una lezione ma mi scappò un sorriso che a lui non passò inosservato. Eren mi rendeva impossibile farmi rimanere incazzata con lui per più di due giorni ed era capace di farmi tornare il sorriso con così poco.
«E comunque sì, sei un coglione.» Borbottai con i fiori ancora sotto il naso, ed Eren sembrò addolcirsi.
«E tu sei troppo buona.» Appoggiò un braccio allo stipite e si portò l'altra mano in tasca, chinando il busto per avvicinarsi e incrociando le gambe.
«Chi è alla porta?»
Mi voltai ed Hanji mi raggiunse per posare gli occhi sul bruno.
«È Eren, quello di cui ti ho parlato...» Risposi, sperando che Hanji rimanesse composta.
«Ora mi ricordo, Eren! Sei cresciuto tantissimo, non ti avevo riconosciuto!» Sembrava al settimo cielo, ricordandosi di quando io ed Eren andavamo alle elementari insieme prima che lui si trasferisse. «I capelli così lunghi ti stanno molto bene. Sono giusto un po' disordinati dietro, ma si vede che ti ci sei impegnato!» Si portò le mani alla testa per mimare una coda.
Eren ridacchiò. «Sì, mi ricordo anche io di lei signora Hanji. Però non sembra cambiata di una virgola.»
«Ma smettila, sto invecchiando anche io eh!» Si portò le mani ai fianchi lei, fingendosi offesa, ma subito riprese a sorridere con occhi vispi. «Lo sapevo che un giorno vi sareste messi insieme, ne ero sicura.»
Nascosi di più la mia faccia dietro il mazzo di fiori ed Eren ricambiò il sorriso di Hanji.
«Sì ma non è stato facile conquistarla.»
«Posso immaginare, sa essere molto cocciuta quando vuole.»
«Guardate che sono ancora qui.» Alzai gli occhi al cielo, annoiata.
Hanji invitò Eren ad entrare e a mangiare qualcosa e rimase per un altro po', prima di tornare a casa sua per lasciarci soli. Eravamo rimasti in cucina, seduti al tavolo da pranzo, quando Eren mi si avvicinò con la sedia.
Appoggiò la testa sul palmo della sua mano e rimase a guardarmi in silenzio.
«Che c'è?»
«Nonostante ti abbia cresciuta lei, siete molto diverse.»
«Non saprei, sì... Lei è totalmente il mio opposto.» Cercavo di parlare, ma gli occhi di Eren puntati su di me con così tanta sicurezza mi distraevano e non poco, così glielo feci notare.
«Perché continui a fissarmi così?»
«Perché sei bella.» Rispose spontaneo, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Brontolai un poco, imbarazzata, e feci per tirargli un pugno sul braccio, ma prontamente lui afferrò la mia mano e mi tirò a sé. Appoggiò la testa sulla mia spalla e affondò il volto nel mio collo, lasciandoci un leggero bacio.
«Sei bella. Sei tutta mia...» Mi lasciò un altro bacio e mi portò la mano libera a tenermi la nuca. «e io sono tuo...»
Chiusi gli occhi e lo lasciai fare, socchiudendo le labbra.
«Dimmelo anche tu.»
«Eh?» Riaprii gli occhi.
«Dimmi che sono tuo.»
I suoi baci sul collo si approfondirono e passò la punta della lingua fino alle clavicole, abbassando il colletto della camicia.
Deglutii e cercai di mantenere la voce ferma. «Sei mio...»
«Ripetilo.» Mi lasciò la mano e posò la sua sulla mia coscia, facendola salire verso il fianco.
«Tu sei mio, sei solo mio.» Sospirai, cullata dalla sua voce e dalla sua mano che aveva iniziato a sganciare i bottoni della camicia.
Quando la aprì sentii la sua mano stringere il mio seno e palparlo, mentre io portai indietro la testa. Spostò poi il viso dal collo al mio orecchio.
«E tu sei mia vero?» Mormorò, mentre il mio corpo si accaldava sempre di più secondo dopo secondo.
Mi morsi il labbro. «Sì sono tua. Sono tua Eren.»
Mi strinse tra due dita il capezzolo attraverso il reggiseno e sussultai, quando Eren smise quello che stava facendo e prendendomi la mano si alzò. Mi trascinò per le scale e non persi tempo a chiudermi la camicia perché intuii quali erano le sue intenzioni, infatti andò verso la mia camera.
Eren's pov.
Quando si trattava di [T/n] il solo sentirla ansimare bastava ad eccitarmi. Mi faceva perdere la testa, la amavo da pazzi.
«Eren aspetta un momento.»
Non le risposi e, dopo aver spalancato la porta della sua camera, la feci entrare. Subito chiusi la porta alle mie spalle e non ci diedi nemmeno tempo di riprendere fiato che mi avventai sulle sue labbra, prendendole il volto tra le mani per sollevarglielo. La sentii soffocare un gemito appena presi il suo labbro inferiore tra i denti, tirandolo leggermente.
Baciandoci eravamo arrivati ai piedi del letto e smisi solo per afferarle saldamente le cosce e con forza buttarla sul materasso, facendole scappare un piccolo urlo per la sorpresa. Ridacchiai e salii a carponi su di lei per riprendere a baciarla. Dopo nemmeno un minuto la stavo già spogliando e buttando tutto sul pavimento alla cieca. Mi aiutò poi a levarmi la maglia e, quando vidi i suoi occhi posarsi sul mio petto nudo, non riuscii a trattenere un ghigno. Facendo lo stripper dovevo tenermi in forma, quindi era normale che col tempo avessi sviluppato un bel fisico, ma mai nessuna ragazza mi aveva guardato come [T/n]; sembrava infatti che ogni volta vedesse la cosa più bella del mondo, ma d'altro canto potevo dire lo stesso di lei anche io. Vedere il suo corpo totalmente nudo mi faceva impazzire, avrei potuto baciarla e toccarla ovunque per una notte intera, senza mai stancarmi.
Dopo averla spogliata mi sbottonai i jeans a causa del mio pene già eretto e mi posizionai con la faccia ad altezza del suo ventre, lasciandoci dei baci e scendendo lungo l'inguine.
Iniziai a leccare la sua intimità voracemente, mentre ansimavo e quasi grugnivo da quanto i suoi gemiti mi eccitavano. Alzai gli occhi per guardarla, mentre il suo volto era contrito in un espressione di puro piacere e le sue mani strette al cuscino, quindi velocizzai i movimenti della mia lingua e gli strinsi di più le cosce. Capii che stava per venire e mi allontanai un istante solo per riprender fiato, soffermandomi poi sul clitoride con movimenti circolari, così da poter pompare l'indice e il medio nella sua entrata con rapidità. Urlò inarcando la schiena e presi a leccare tutto il suo orgasmo.
«Sei così buona cazzo.» Ansimai smettendo solo per un momento di raccogliere tutto il suo liquido, poi mi alzai sulle ginocchia e passai un pollice sul labbro inferiore per asciugare un rivolo di saliva, guardandola dritta negli occhi. «Vorrei farti venire così tutti i giorni.»
La vidi arrossire violentemente ancora di più e voltarsi, coprendosi il viso con le braccia. «Non dire queste cose guardandomi in faccia. Stupido.»
Sorrisi addolcito dalla sua reazione, e mi chinai per spostarle le braccia dal viso e baciarla, affondando prepotentemente la lingua nella sua bocca.
Senza chiederglielo o avvertirla, le presi saldamente i fianchi e la girai, in modo che fosse a pancia in giù.
«Ma cosa fai? No Eren così è imbarazzante...!» Capì subito ciò che volevo fare, ma io la ignorai e le alzai i fianchi.
«E invece sarà ancora più eccitante.» Mi sollevai e fissai la sua schiena nuda, accarezzandole poi i fianchi e focalizzando i miei occhi sul suo sedere. «Non puoi capire che bella vista ho io...»
«Eren!» [T/n] si lamentò sonoramente ed io di tutta risposta mi abbassai i jeans e i boxer per liberare la mia erezione.
[T/n] affondò la faccia nel cuscino, stringendolo tra le dita. Sogghignai guardandola e le allargai le gambe per sistemarla.
«No Eren aspetta, ma che ore sono? Forse sta per tornare mio fra- Ah!» Si bloccò urlando, prima di tapparsi la bocca e cercare di girarsi per guardarmi.
L'avevo appena penetrata con un colpo secco e avevo già iniziato a muovermi dentro e fuori di lei. Affondai le dita sui suoi fianchi e i pollici sui glutei, accompagnando i miei movimenti con i suoi.
«E-Eren ti ho detto che...»
«Non sta arrivando, tran... tranquilla... merda!» Aumentai le spinte e mi chinai su di lei per far toccare le nostre pelli, poggiando le mani ai lati della sua testa. Scottavamo da quanto eravamo eccitati.
«Sto per venire... Eren!» [T/n] si teneva le mani sopra la testa, così da stare il più ferma possibile e non andare a sbattere contro la spalliera.
«Di già? ...re-resisti ancora un attimo se puoi.»
Stava cercando di dire qualcos altro, ma gemeva così tanto che non riusciva nemmeno a formulare una frase. Nemmeno io riuscivo più a trattenere i miei gemiti e le baciai la nuca, mordendola e leccandola.
«Il... Eren il pre- il preservativo...»
«Cazzo... aspetta...» Mi morsi il labbro per soffocare un profondo gemito e mi sollevai di nuovo.
Aumentai le spinte all'improvviso e spostai una mano sotto il suo corpo per masturbarla, finché non la sentii venire di nuovo con un sonoro urlo; le sue pareti interne che si stringevano attorno al mio membro fecero in modo che anche il mio orgasmo si avvicinasse velocemente e strinsi i denti.
Diedi delle ultime spinte e, quando sentivo di non potermi più trattenere, mi sollevai e uscii da [T/n]. Passai un paio di volte la mano lungo il mio membro umido, rilasciandomi sulla sua schiena con un gemito roco.
Riprendemmo entrambi fiato, sfiniti.
«La... la prossima volta che... che ti dimentichi il preservativo... ti ammazzo...» [T/n] ansimava a fiato corto, lasciandosi andare sul materasso.
Risi divertito. «Sì, scusami... ma è stato fantastico, non è vero?»
Evitò di rispondermi e si alzò a fatica. «Vado a lavarmi.»
La guardai uscire dalla camera ed io mi buttai a peso morto sul letto, fissando il soffitto.
Non si rendeva nemmeno conto di che effetto mi faceva, anche solo nel baciarla. Non ero mai stato dipendente da nulla, nemmeno dalle sigarette, ma quando stavo senza di lei troppo a lungo mi sentivo tremendamente solo, ansioso quasi. Continuavo a provarci con altre ragazze, sia per gioco che per lavoro (dovevo attirare clientela, non ero l'unico stripper ad usare questo metodo), tuttavia non arrivavo mai a sfiorare nessuna manco con un dito, perché non immaginavo minimamente la possibilità di tradire [T/n]. Non mi serviva, lei era già tutto quello che avevo sempre voluto.
Quando [T/n] ritornò dal bagno con un asciugamani avvolto al corpo, mi tirai sù i boxer e i pantaloni e presi ad osservarla mentre tirava fuori della biancheria nuova dal cassetto. Si sfilò poi l'asciugamano e si girò, notando che la stavo fissando.
«Smettila di guardarmi come un ebete e vatti a lavare anche tu, prima che torni mio fratello.»
Sorrisi e mi girai su un fianco. «Perché dovrei? Mi piace troppo guardarti.»
Lei schioccò la lingua sul palato, si girò per nascondere le sue guance arrossite e continuò a rivestirsi, tirando fuori dall'armadio un maglioncino e dei leggins. Appena si mise i leggins mi alzai per raggiungerla e la strinsi da dietro.
«Sei la mia piccola Psiche, lo sai?» Bofonchiai lasciandole un bacio sulla guancia.
«Perché te ne sei uscito con sta frase diabetica ora? Quindi tu dovresti essere il mio Amore?» Chiese retoricamente con un piccolo sorriso, per poi cercare di allontanarmi dolcemente. «Dai Eren sei tutto sudato e appiccicoso, vatti a lavare!»
Mi limitai a ridacchiare.
"Quanto vorrei passare più tempo con lei... ma non fa altro che studiare, studiare e studiare. Non lo sopporto..."
A destarmi dai miei pensieri fu il rumore della porta principale aprirsi al piano di sotto.
«Scherzavo, vatti a lavare a casa tua.»
[T/n] velocemente si infilò il maglioncino e andò verso il letto per afferrare la mia maglia e tirarmela addosso.
«Mettitela e sbrigati a scendere e andartene, forza.» Mi lasciò un bacio sulle labbra e uscì di corsa dalla camera.
Mentre la sentivo salutare il fratello, ebbi un'idea. Uscii così dalla camera prima a petto nudo e infilai la maglietta solo mentre scendevo le scale, sapendo per certo che suo fratello mi avrebbe visto. Sapevo infatti che mi odiava con tutto il cuore e si tratteneva dal tirarmi un pugno in faccia solo per riguardo di [T/n]. E a dir la verità, il sentimento era reciproco.
Arrivato ai piedi delle scale vidi Levi guardarmi truce, come se stesse tentando di uccidermi solo con il potere della mente, ma finsi di non notarlo e infilai la maglia dentro i jeans. [T/n] invece mi guardava contrariata.
«Dopo che Hanji se n'è andata ho passato il pomeriggio con Eren.»
«Lo vedo.» Disse lui severo, non staccandomi gli occhi di dosso mentre mi rimettevo le scarpe e infilavo la giacca.
[T/n] prese la mia sciarpa e me la avvolse al collo, tirando i lati per stringerla.
«Ti ci strozzerei.» Sibilò per non farsi sentire dal fratello, ma nemmeno lei riusciva a trattenere un sorriso per la situazione.
Ricambiai quel sorriso e mi chinai per lasciarle un profondo bacio, conscio del fatto che Levi ci stava guardando. Quando ci staccammo mi rivolsi a lui.
«È sempre un piacere vederla, caporale.» Lo stuzzicai, per poi andare alla porta ed uscire.
Il mio amore per [T/n] probabilmente era poco più grande del mio amore per far incazzare suo fratello.
*Spazio Me*
Primo Eren's pov! ed è una smut.
non ringraziatemi.🖐🏻😔
*Levi la porta via*
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