🥀 九 | 𝑵𝒐𝒗𝒆 🥀
Come dire... Era strano.
Quel giorno non seppi se andare a scuola o meno: pioveva forte e faceva freddo e io non volevo separarmi dalle mie calde coperte. Avrei voluto un braccio allungabile per raggiungere la mia cassa e accenderla, così da metter su un po' di musica soft e sperare di riaddormentarmi.
Presi in mano il mio cellulare e notai che avevo dei messaggi.
Mark
Buondì princess, perchè te ne sei andata?
Verrò presto a trovarti, tieniti pronta!
Risposi subito al suo messaggio con due cuoricini rossi: Mark è il mio ragazzo, ci siamo conosciuti molto tempo fa quando lui si era trasferito nella casa di fronte alla mia quando ancora abitavo a Londra; con la scusa del trasloco ci siamo beccati e da lì nulla ci ha più fermato. Siamo andati dappertutto insieme: ai parchi, alle feste, nelle vie di Londra, in ogni tipo di negozio, in camera sua... Molte, molte volte.
Facevo tutto con lui, dallo svegliarmi all'andare a dormire: certe notti mi capitava di fare incubi come spesso mi accade, ma appena mi giravo nel letto lui era lì, pronto a prendermi tra le sue braccia e consolarmi facendomi riaddormentare. Era magico, come faceva scomparire tutte le preoccupazioni e le paure con il suo tocco.
Mi mancava molto Mark, anche se non glielo dicevo spesso. Facevo e faccio molta fatica nell'esprimere i miei sentimenti, ma lui lo sapeva e non se la prendeva mai se non gli dicevo mai "ti amo" o cose del genere.
Da quando mi ero trasferita a Shanghai ci sono stati dei momenti un po' strani, in cui non capivo se volessi essere felice o piangere: la maggior parte delle volte piangevo perchè, appunto, non c'era Mark, e la distanza mi stava uccidendo; poi mi era capitato di addormentarmi e fare incubi, e al mio risveglio girandomi nel letto ero sola e non riuscivo a tranquillizzarmi, quindi, nonostante il fuso orario, chiamavo Mark e gli dicevo cos'era successo. Per me anche solo ascoltare la sua voce in diretta è una fortuna, perchè in qualche modo era con me.
Mi piacerebbe davvero che venisse a trovarmi, mi manca addormentarmi con lui e su di lui, mi mancano i suoi baci che mi lasciava dappertutto, mi mancano le sue mani che, interrottamente mi asciugavano le lacrime, mi manca tutto di lui.
Ecco, ricominciai a lacrimare: il solo pensiero di Mark, un miscuglio di felicità, benessere e tristezza, attraversava la mia anima e cominciava a farmi piangere.
Così feci una cosa, una cosa rara.
<<Pronto?>> rispose Mark, dopo due "bip".
<<M-Mi m-manchi, Mark>> singhiozzai.
L'unico suono che avvertii era una leggera risatina, mischiata ai miei singhiozzi.
<<Ti prego, Mark, aiutami, sto impazzendo, faccio incubi di continuo, non mi calmo, non mi sento bene, ho bisogno di te! Perchè sono venuta qui?>>
<<Ehi, principessa, non abbatterti>> disse lui con voce calma, come suo solito <<Tu sei forte anche da sola! Non devi andare in panico, io tanto sono qui e lo sai che ti rispondo sempre e subito! E comunque, sei andata via per inseguire il tuo sogno, e hai fatto bene! Tranquilla, appena riesco vengo subito da te e potremmo dormire ancora insieme... Non preoccuparti>>.
Io però non riuscivo a smettere di piangere: era troppo forte.
<<Dai, che adesso passa>>.
Aveva ragione: prima o poi mi passava, perchè riuscivo a togliermi quei pensieri dalla testa. Il problema sorgeva quando tornavano in mente...
Lentamente smisi di piangere e chiusi gli occhi.
<<Grazie, Mark>> sussurrai, incerta se lui mi avesse sentito.
Non seppi se Mark mi aggiunse altro quel giorno, perchè l'ultima cosa che ricordo è di aver chiuso gli occhi.
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