~•Capitolo 5•~
Un anno dopo;
«Baek, Baek! Dove sei?»
L'acuta voce di Chen col passare degli anni si era fatta ancor più squillante, ma a Baekhyun ormai non faceva più nè caldo nè freddo; insomma, ci aveva fatto l'abitudine.
Così non si curò nemmeno di scostare il cellulare dal proprio orecchio di qualche centimetro, e rispose in tono piatto:
«Yah, Chen. Che c'è? Sto andando a lezione»
Quella mattina tra l'altro, poche ore dopo, avrebbe anche avuto un importante esame universitario, ma preferì sorvolare inutili dettagli.
Non sentiva Chen da un bel pezzo, ormai, per l'esattezza da tre o quattro mesi, quando i due si erano incontrati casualmente ad un centro commerciale; Chen stava facendo la spesa con la sua adorata Yoora, mentre Baekhyun era semplicemente in cerca di un nuovo paio di occhiali.
«Cosa?! Allora non lo sai ancora?! Oh mio Dio, ma come...?» fece Chen, preoccupato.
Baekhyun constatò che in effetti era già raro che Chen lo chiamasse al telefono durante il liceo, figuriamoci adesso che era passato un intero anno dal loro ultimo vero incontro.
E poi, lui e Chen non erano mai stati amici più di tanto, per il semplice fatto che nessuno dei due si era mai lanciato per approfondire il loro rapporto. Così si limitavano soltanto a fare quattro chiacchiere ogni tanto, anche se in quel determinato momento sembrava che Chen volesse parlare di tutt'altro.
«Chen, è successo qualcosa di grave?»
Baekhyun pronunciò quelle parole cominciando nello stesso tempo a preoccuparsi per la risposta, ma continuando ugualmente a camminare imperterrito per strada.
Guardava davanti a sè con occhi vuoti; da molto tempo ormai quello sguardo vispo dei tempi andati non gli apparteneva più. O per lo meno, non più da quando aveva abbandonato per sempre il liceo, troncando a suo discapito i contatti con quasi chiunque.
"Il liceo è ormai passato. Devo passarci sopra e dimentare tutto" era la sua filosofia di vita, applicata però alla via reale senza successo. C'era infatti qualcuno in particolare che, sebbene ci provasse con tutto se stesso, non riusciva proprio a dimenticare: Chanyeol.
Il suo migliore amico, il suo compagno di indimenticabili avventure, la sua prima cotta, il suo tutto; era infatti grazie a lui che Baekhyun, al liceo, aveva cominciato a vivere nel vero senso della parola.
Ma questo iniziare a vivere aveva poi inevitabilmente comportato ad un inarrestabile ed irreversibile percorso verso una morte interiore alla quale non avrebbe mai più potuto sottrarsi.
I due si erano parecchio persi di vista, negli ultimi tempi; Baekhyun era impegnatissimo con l'università, frequentare ingegneria gli richiedeva, oltre che un gran cervellone, una costanza d'applicazione allo studio che ben pochi hanno.
Chanyeol invece, svogliato qual era sempre stato, aveva optato per andare direttamente a lavorare, o meglio, svolgeva dei lavoriccioli retribuiti ben poco, e comunque veniva sempre licenziato dopo massimo tre mesi, a causa del suo comportamento inadeguato e dei suoi perenni ritardi.
Insomma, le tanto amate partite di basket dei bei tempi del liceo per i due amici erano ormai andate; Chanyeol era cambiato, Baekhyun era cambiato, e non c'era più verso di farli tornare indietro. Il tempo passa, le cose cambiano.
Impossibile pretendere che tutto resti perfettamente uguale ed in equilibrio, neanche a volerlo. Ecco perché Baekhyun aveva ormai rinunciato al suo adorato Chanyeol, vivendo la vita passivamente e cercando di curarsi il meno possibile di quello che al liceo era stato il suo vero e proprio tesoro, ma pensandoci in realtà spesso e volentieri.
E il suo animo si struggeva di rancore se solo provava a pensare a quella dannatissima festa di fine liceo dello scorso anno; avrebbe dovuto agire diversamente, evitare che Chanyeol si ubriacasse e confessargli tutto quando entrambi erano lucidi e con ancora un briciolo di sanità mentale.
"Dire un ti amo sarebbe stato così difficile? Era il momento giusto, quello, quando eravamo ancora amici per la pelle. Sicuramente Chanyeol mi avrebbe capito; magari non avrebbe accettato la mia proposta, ma avrebbe sicuramente capito come stavo da ben tre anni; e invece... invece io sono stato così stupido. L'ho lasciato andare, e lui mi è scivolato via lentamente e silenziosamente" pensava Baekhyun, struggendosi dentro ogni volta che il bel viso di Chanyeol gli appariva mentre sognava ad occhi aperti in un qualunque momento della giornata.
«Baek... io, Yoora, Suho, Luhan e tutti gli altri siamo all'aeroporto, c'è Chanyeol che sta partendo! Ti vuoi sbrigare?»
Baekhyun, dapprima immerso in ricordi ormai passati, si riscosse velocemente e sentì un dolorosissimo tuffo al cuore non appena udì quelle parole.
Non poteva credere alle sue orecchie: Chanyeol stava partendo. Stava andando via. Non sapeva nè dove fosse diretto nè per quanto tempo sarebbe stato via, ma ciò poco gli importava.
Perché piuttosto Chanyeol non gli aveva detto niente? Non una chiamata, non un messaggio... gli aveva taciuto la notizia come se fosse stato un segreto che dovevano sapere in pochi. Che pochi non erano, visto che Chen gli aveva stillato una lunga lista di persone, gente con cui tra l'altro Chanyeol aveva ben poco a che fare, visto che al liceo non li calcolava più di tanto, o per lo meno non quanto facesse con Baekhyun.
«Dove siete?» si affrettò a domandare Baekhyun, la voce che gli tremava insieme a tutto il resto del corpo, che si bloccò improvvisamente nel bel mezzo del suo cammino.
«Incheon, dove vuoi che siamo! Il suo volo per il Canada parte fra un'ora, babo! Sbrigati se vuoi venire a salutarlo prima che se ne vada per sempre!» diede in risposta Chen, scandendo parola per parola, cosa che fece andare Baekhyun talmente tanto su di giri che fu costretto ad appoggiarsi ad un muretto del marciapiede, per non cadere a terra dal crollo psicologico che aveva appena subito.
Chanyeol... in Canada... per sempre.
Che cosa significava tutto questo? Il suo migliore amico stava veramente per partire senza dirgli nulla? Cioè, se Chen non si fosse preoccupato di avvisarlo, Baekhyun avrebbe seriamente rischiato di non vederlo mai più?
"Ma perché? Perché tutto questo?" si domandava Baekhyun, mentre correva e agitava le braccia come un ossesso alla ricerca di un rapido taxi che l'avrebbe portato fino all'aeroporto; c'era un solo motivo per trovare una risposta alle sue domande, e non poteva che essere arrivare all'aeroporto per trovarsi faccia a faccia con Chanyeol il prima possibile.
•~•~•~•
«Un v-volo per il Canada. Quello che parte fra pochi minuti. Dove... dove devo andare?»
Baekhyun, mentre si rivolgeva al personale all'entrata dell'aeroporto, aveva un fiatone tale che si sentiva seriamente morire. Per di più, il suo povero cuore che continuava a battere all'impazzata per quell'altro motivo non lo aiutava affatto.
«Gate 45, signore. I passeggeri ormai si staranno già imbarcando, per cui le consiglio di correre» diede in risposta la giovane donna che si ritrovava di fronte a Baekhyun, vedendolo subito dopo schizzar via come una palla da schioppo senza ringraziarla e notando a malapena che non aveva nemmeno una valigia con sé, nè tantomeno una borsa.
Baekhyun corse, corse e ancora corse; non ricordava di aver mai usato tanta energia nel farlo, nemmeno sapeva che un tale proposito l'avrebbe portato a correre veloce come il vento in un aeroporto che era peggio di una città, popolato da orde di gente che ostacolavano il suo percorso.
Le gambe gli dolevano, la testa gli girava, i suoi occhi radar, ritornati tutto d'un tratto più vispi che mai, cercavano nient'altro che un misero numero. Quel numero magico che gli avrebbe permesso di rivedere il suo Chanyeol per l'ultima volta... prima che se ne andasse via per sempre.
"Gate 45... gate 45... Chanyeol, dove sei finito?"
Baekhyun continuava a muovere meccanicamente le gambe girando la testa qua e là per scorgere il famigerato numero; probabilmente in quel momento non ragionava più con lucidità, anzi l'unica cosa veramente attiva del suo corpo era il suo cuore, che stava per esplodergli dal petto.
Dopo un tempo che al ragazzo parve infinito, trovò finalmente delle figure dai volti familiari sparse sotto al cartello del gate 45.
Mentre si avvicinava, Baekhyun scorse Chen, Yoora e tante altre figure - chi conosciute e chi no - che salutavano con la mano rivolti verso...
«Chanyeol!» grido Baekhyun, con quanta forza avesse in gola, correndo verso il suo amato, che stava per varcare la soglia del gate.
Una decina di metri li separava, e Baekhyun potè vederlo chiaramente in volto non appena il gigante si girò verso di lui, mollando la presa sulla valigia e facendola cadere a terra.
«Baekhyun! Ce l'hai fatta!» esclamò Chen poco distante, che piegò le labbra in un sorriso di sollievo e strinse la mano a Yoora.
Ma Baekhyun non lo sentì, anzi, sembrava completamente estraniato da tutta la realtà circostante.
In quel momento c'erano solo lui e Chanyeol.
Chanyeol e lui.
«Channie..» sussurrò Baekhyun, una volta raggiuntolo, alzando lo sguardo sul suo viso e sentendosi stringere il cuore.
Dall'ultima volta che l'aveva visto non era cambiato di una virgola; era rimasto sempre il solito gigante così trasandato, ma allo stesso tempo così divinamente bello, che Baekhyun stava per morire dall'emozione.
«Baek..» disse a sua volta Chanyeol, immobilizzato, capace soltanto di sfregarsi gli occhi, per poi verificare che il Baekhyun che si trovava davanti a lui in quel momento non era affatto un'illusione. Era reale.
Il gigante era evidentemente sorpreso di vedere che il suo migliore amico del liceo lo avesse raggiunto in aeroporto, dal momento che Chanyeol aveva fatto di tutto pur di tenergli segreta questa sua partenza.
Ma evidentemente qualcuno aveva parlato, rivelando a Baekhyun l'accaduto. Tuttavia non era quello che gli importava ora.
Piuttosto, si sentì mancare quando Baekhyun si gettò amorevolmente fra le sue braccia e scoppiò in un infinito pianto, cosa che non faceva da tanti anni e che commosse Chanyeol a tal punto da indurlo anch'egli a ricambiare l'abbraccio e a mettersi a piangere.
«Channie.. perché te ne vai? Perchè non mi hai detto niente? N-non voglio che tu.. che tu te ne vada» balbettò Baekhyun, ancora aggrappato alla felpa di Chanyeol, ormai intrisa di sue lacrime.
Il gigante era rimasto senza parole, sentiva il suo cuore battere più del dovuto e non sapeva minimamente come doversi comportare.
Era così confuso; per il fatto che avesse rivisto Baekhyun, per il loro abbraccio, per le sue parole, le sue lacrime... per tutto.
«Ultima chiamata per il volo Incheon-Ottawa del Gate 45. Tutti i passeggeri sono pregati di imbarcarsi» risuonò improvvisamente una voce in tutto l'aeroporto, facendo sussultare entrambi.
Fu allora che Baekhyun si staccò dall'abbraccio e, mantenendo entrambe le mani sulle spalle del gigante, lo guardò dritto negli occhi colmi di lacrime.
«Channie.. non andare» fu l'unica cosa che gli uscì dalle labbra. In quel momento non era capace di pensare ad altre parole da dire, se non al fatto di far capire al suo gigante che doveva restare.
Doveva restare a tutti i costi, o Baekhyun non avrebbe avuto più motivo di vivere.
«Baek, i-io...» balbettò a sua volta Chanyeol, scostando lo sguardo. Non riusciva a reggere emotivamente la situazione.
Il personale dell'aeroporto stava per chiudere il gate, e Chanyeol, se avesse esitato anche solo un minuto di più, avrebbe sicuramente perso il volo.
«Channie, guardami negli occhi» Baekhyun si fece improvvisamente serio e gli prese il viso fra le mani, mettendosi in punta di piedi.
«Baek..» biascicò Chanyeol, cercando di scostare dal proprio viso le mani di Baekhyun, ma venne improvvisamente colpito da un gesto di quest'ultimo che gli fece sobbalzare il cuore nel petto.
Baekhyun lo stava baciando.
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