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ℭ𝔞𝔭𝔦𝔱𝔬𝔩𝔬 9

Chloe senza pensarci due volte, corse a prendere una racchetta da tennis di Ian, abbandonata in un ripostiglio poco lontano da chissà quanti anni.

Jackson scattò a prendere un coltello da cucina e tornò in salotto dalla sorella.

<<Cosa pensi di fare con quella?>> chiese quest'ultimo pensando che la sorella fosse un po' più intelligente di così.

<<Chiunque sia dovrà vedersela con me e la mia racchetta>>

Jackson in un alto momento sarebbe scoppiato a ridere e le avrebbe fatto una foto, ma quello era una situazione seria. Poteva esserci l'aggressore della sera prima o poteva solo essere stato il vento, ma l'ultima opzione non era quella giusta, dato che fuori non ne tirava.

<<Stammi vicino>> disse Chloe a Jackson, pronta a salire le scale che conducevano al piano di sopra con la racchetta davanti a se.

<<Non scherzare>> disse lui prendendola per un braccio e riportandola dietro di lui.

<<Sei quasi morta una volta e non succederà di nuovo, non con me, stammi vicina tu>> disse lui brandendo il coltello e salendo nel primo gradino che cigolò.

Al piano di sopra nel frattempo c'era un silenzio di tomba. L'aria era piena di tensione e i loro cuori battevano talmente forte, che sarebbero potuti uscire dalla loro cassa toracica e scappare via.

"Ma dov'è Ian quando abbiamo per una volta bisogno di lui?", pensò Chloe amaramente tenendo d'occhio le scale.

Stava per abbassare la racchetta, che in un certo senso la stava facendo sentire una stupida, per dire al fratello che secondo lei si erano preoccupati per niente. Quando in una frazione di secondo, vide come al rallentatore suo fratello venire scaraventato a terra.

<<Jackson!>> urlò lei spaventata. Stava per corrergli incontro, ma qualcosa la fermò ancora prima che potesse farlo.

Si sentì alzare e venne anche lei scaraventata addosso al muro poco distante da Jackson, che si stava alzando e stava gridando il suo nome.

Lui la aiutò ad alzarsi e si guardarono senza dire nulla per capire se stavano bene, erano doloranti, ma vivi.

Si guardarono attorno alla ricerca del loro aggressore, ma niente, non vedevano nessuno, come non avevano visto ancora una volta, chi li aveva attaccati. Entrambi erano disarmati, poco distanti da loro giacevano a terra la racchetta e il coltello.

<<Vieni fuori codardo>> urlò ad un tratto Chloe senza più paura, la paura era diventata rabbia, perchè voleva capire quella assurda situazione, ma come sempre era tutto un mistero.

Niente.

Nessun rumore e nessun movimento sinistro. Stava per urlare ancora, quando sentirono dei passi molto vicini a loro, come se questa persona fosse proprio lì davanti.

Perchè non vedevano niente? Erano per caso diventati pazzi?

<<Non sei cambiata affatto dolce e piccola Chloe>> una voce maschile, ma giovane aveva parlato. Era vicino a loro e poteva in qualche modo sentirne anche il respiro. Le vennero i brividi su tutto il corpo perchè era come se fosse dentro la sua testa, ma anche Jackson lo aveva sentito, perchè le si parò davanti come per proteggerla, ma da cosa?

In un attimo capirono che era l'assalitore di suo fratello, quello scaltro che era riuscito a non farsi beccare dalle telecamere e senza aver fatto scattare l'allarme. Si resero conto che lo aveva fatto per ben due volte e sotto il loro naso.

<<Come fai a conoscermi! Anzi a conoscerci...chi sei?!>> chiese sempre lei, ma aveva capito che aveva parlato un po' troppo.

Infatti la figura invisibile, ormai poteva solo chiamarla così, prese davanti a lei suo fratello che lo vide diventare tutto rosso in volto, lo stava soffocando.

<<Lascialo!>> gridò incavolata nera senza più paura, ma nel momento in cui lei gli stava correndo incontro, l'uomo invisibile lasciò andare suo fratello, che stava riprendendo colore e tossiva per riprendere aria e si sentì buttare a terra. Sentiva solo una forte pressione alla gola, ma non riusciva a sentire dita o comunque parti del corpo sopra di lei.

Vide come al rallentatore il coltello, che era prima sul tavolo e poi sparito alzarsi e fermarsi sopra il suo cuore.

Era davvero la fine? Doveva morire senza sapere il perchè e come?

No, non sarebbe morta così. Iniziò a dimenarsi come una forsennata, per cercare di scrollarselo di dosso, nel frattempo suo fratello le era arrivato in soccorso e l'aggressore spostò l'attenzione su di lui. Così facendo il coltello smise di volare sopra di lei e le cadde addosso, facendole un lungo taglio al fianco destro, ma per fortuna non la trafisse. Gridò per il dolore e si toccò il fianco sanguinante e dolorante cercando di rialzarsi.

Jackson che aveva visto tutto di sfuggita urlò il suo nome e così facendo si deconcentrò. La figura invisibile fece cadere un vaso, che era in un ripiano sopra di lui. Chloe non riuscì a dire nulla per avvisarlo, troppo sopraffatta dal dolore e una lacrima le scese dalla guancia pensando che era finita. Con grande sorpresa di tutti, il vaso scivolò vicino al corpo di Jackson non toccandolo e solo al contatto con il suolo si ruppe.

Aveva tutto intorno una barriera con venature azzurre, che lo proteggeva. La collana che aveva dato loro poco prima Ian, ora brillava di una luce azzurra e confortante intorno a loro. Si sentì un grido di dolore, era il grido dell'essere invisibile, che piano piano svaniva nel nulla. Stava dicendo qualcosa, ma entrambi non capirono che cosa volesse dirgli.

La luce che proveniva dalla collana si spense e così anche la barriera di Jackson svanì.

Erano soli e il silenzio regnava sovrano. Si guardarono per qualche secondo ancora increduli, poi Jackson corse verso Chloe ancora a terra e sanguinante.

<<Non muoverti, vado a prendere delle bende ok?>> disse lui con le mani tremanti, ma mentre stava per correre verso la cucina, la porta di casa si aprì di scatto.

C'era Ian con la faccia sconvolta e dietro di lui Ethan ancora più sconvolto, dalla casa sottosopra e da Chloe riversa a terra e piena disangue.

<<Siamo arrivati troppo tardi>> disse quest'ultimo, chiudendosi la porta alle spalle.

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"Stupidi ragazzini" stava pensando in quel momento Ethan, mentre usciva dal vialetto di casa di Chloe e Jackson.

Quei due non volevano capire l'evidenza delle cose e si ostinavano a raggirare il problema, senza risolverlo. Sarebbe tornato a casa e lì avrebbero cercato di capire come muoversi. Il nemico era già in mezzo a loro e questo faceva stare lui e Angie allerta sempre.

Gli piaceva la notte, riusciva a mimetizzarsi con essa e si sentiva in qualche modo più al sicuro. Camminare faceva schiarire le idee dicevano, ma lui più camminava e più sarebbe voluto tornare indietro e dirgliene quattro a entrambi.

Dirgli che erano due irresponsabili e che avrebbero dovuto guardare in faccia la realtà e voler capire. In fin dei conti era il loro destino, ancora non sapevano la verità e quindi erano nella fase di credere di essere pazzi, ma non era così.

"Forse dovrei tornare indietro e dirgli la verità io, se aspetto Angie moriremo tutti senza aver fatto niente" pensò sempre più convinto che doveva farlo, tanto prima o poi lo avrebbero saputo.

Girò e ritornò sulla sua strada, non aveva camminato molto da quando era uscito da lì, per cui quando arrivò era passato poco tempo. Stava per suonare il campanello di casa, quando una mano gli strinse il polso coperto e venne trascinato dietro una siepe.

Si girò pronto a sfilarsi il guanto, quando per fortuna si fermò in tempo. Era Ian lo zio di Chloe e Jackson, non si erano mai incontrati, ma sapeva chi era. Ogni volta che lui si vedeva con Angie preferiva uscire e non esserci per vedere le loro smancerie.

<<Ian giusto? Ti sembra un buon modo di fare delle presentazioni?>> disse lui rimettendosi il guanto e sistemandosi i vestiti.

<<Ti ho appena salvato la vita ragazzo, ben due volte, ringraziami>> disse Ian per poi aggiungere; <<Ethan giusto? Ho sentito parlare molto di te>> disse lui sporgendosi per guardare la casa.

<<Due volte? Non ci siamo mai incontrati prima d'ora...e poi perchè siamo così furtivi?>> chiese Ethan molto confuso.

<<C'è qualcosa che non va, Chloe e Jackson sono in pericolo>> disse Ian non rispondendo alla domanda di Ethan e correndo ad aprire il cancello.

Sentirono entrambi un urlo provenire dalla casa e corsero a perdifiato. Quando aprirono la porta trovarono Chloe a terra piena di sangue, che si teneva un fianco e Jackson in piedi accanto a lei, visibilmente sconvolto.

<<Che cosa è successo?>> stava chiedendo Ian avvicinandosi a Chloe. La casa era tutta sottosopra e nell'aria c'era qualcosa di strano, come di magia.

<<Siamo stati attaccati dall'essere di ieri notte, non lo abbiamo visto Ian, era invisibile>> stava raccontando Jackson in panico, più per la sorella che per il resto.

<<Invisibile...>> disse dietro di lui Ethan e stava per mettersi a ridere di fronte all'assurdità, che aveva sentito.

<<C'è per caso da ridere Ethan?>>

<<Oh no, sei solo uno sciocco, che non ha ancora capito niente>> rispose lui tutto calmo.

<< Dov'è la tua collana?>> chiese Ian a Chloe, che non ce l'aveva al collo.

<<L'aveva buttata pensando che non servisse a niente, ce l'ho io in tasca>> disse Jackson tirandola fuori.

<<Mettigliela al collo, non ci provare mai più, a Jackson ha salvato la vita e poteva farlo anche con te>> disse arrabbiato più che mai, perchè ancora una volta non gli aveva dato retta.

Il fratello la mise al collo della sorella, che per un attimo sembrò come se si illuminasse di azzurro.

<<Ian, mi ha protetto, una barriera azzurra era tutta intorno a me e...>>

<<Lo so...per fortuna uno dei due ha avuto più testa>> disse solo.

<<Vai a prendere delle bende Jackson, non è molto profonda>> disse nel frattempo Ian guardando la ferita di Chloe, che guardava prima Ian e poi la collana confusa.

Ethan si avvicinò a loro e guardò negli occhi Chloe, ma durò un attimo e mise la mano guantata sopra la spalla di Ian.

<<No!>> disse in modo calmo, ma allo stesso tempo serio e deciso.

<<Non andare e rimani a guardare>> disse a Jackson, che non capendo cosa volesse dire, stava per rispondergli male avvicinandosi a lui.

<<Cosa credi di fare Ethan?!>> disse Ian, a denti stretti verso di lui.

<<Fargli vedere la verità, basta menzogne>> disse non avendo paura dello sguardo di lui e chinandosi a osservare la ferita di Chloe da vicino, sfiorando la sua pelle piena di sangue con le dita coperte dai guanti. Lei lo guardò incredula e sentì al tocco solo pelle finta, ma allo stesso tempo le fece un effetto strano. Stava per dire qualcosa di sarcastico come "hai fatto tutto questo solo per toccarmi", ma le parole le morirono in gola ancora prima di pronunciarle.

<<Che...>> disse Chloe ora mezza seduta guardandosi il fianco incredula e piena di sudore sulla fronte. Tutti si girarono a guardare e quello che videro cambiò tutto quello che avevano creduto di sapere, per sempre.

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<<Prendete tutte le vostre cose, staremo via per un pò>> aveva detto Ian, pochi minuti prima di sparire al piano di sotto e pulire il pavimento dal sangue. Ethan se ne era andato subito dopo quello che era successo e si sarebbero visti in serata, nel luogo dell'appuntamento.

Erano le undici e mezza di sera e non avrebbero più dormito in quella casa per parecchio tempo. Nessuno gli aveva spiegato nulla, dicendo che gli sarebbe stato tutto chiaro, una volta trasferiti da quel posto.

Chloe era in camera sua e Jackson nella propria a preparare le valigie. Entrambi erano sconvolti e non erano riusciti a darsi una spiegazione logica su tutto l'accaduto. Quando Chloe aveva guardato la sua ferita rimarginarsi e sparire come se non ci fosse mai stata, lì il panico l'aveva assalita. Era successa la stessa cosa anche a Jackson il giorno prima e non era affatto un po' di fortuna, come aveva sempre sostenuto lui.

Aveva preso tutto quello che le poteva servire piegando con cura ogni cosa. Non lo avrebbe mai detto o pensato, ma quella villa le sarebbe mancata. Si guardò prima di scendere al piano di sotto, il fianco pulito e privo di cicatrici. Sospriò e sconsolata e piena di dubbi decise di non pensare, almeno per il momento.

Jackson dal canto suo aveva messo alla rinfusa tutto dentro le sue valigie, senza un minimo d'ordine. Quando era nervoso non riusciva a ragionare in modo lucido e l'unica cosa che poteva farlo uscire da quella follia appena accaduta, era la musica.

Una volta controllato di aver preso tutto, si mise alle orecchie le sue cuffie e iniziò a scendere le scale sulle note di "My Immortal", la sua canzone preferita, ma allo stesso tempo struggente.

Lo aiutava a isolarsi e non pensare, era come una tisana per lui, anche se ce ne sarebbero volute cento per poterlo davvero calmare.

<<Siete pronti?>> aveva chiesto Ian sulla soglia di casa, anche lui pronto con tutte le sue cose.

<<Come se avessimo altra scelta>> bisbigliò piano Chloe e guardando il fratello sfilare davanti a loro impassibile e in silenzio.

Quando stava così era meglio non importunarlo, era giusto che si rifugiasse da qualche parte, che fosse la musica o la lettura.

A pensarci tutti i litigi con Samantha e i problemi della scuola risultavano inutili, al confronto di quello che era accaduto.

L'unica cosa buona era che non avrebbe rivisto Samantha per un bel po' e così magari si sarebbe anche dimenticata di lei.

<<E con la scuola?>> aveva chiesto, prima di salire in macchina nel posto passeggero.

<<Tutto risolto, nessuno farà domande e comunque la continuerete a seguire da casa>> disse mentre si metteva la cintura e guardava Jackson, che era in silenzio seduto nei sedili dietro di loro.

Chloe ci aveva sperato di non dover più studiare, ma il suo sogno si era spezzato. Si strinse nel suo giacchetto nero di pelle e iniziò a guardare fuori dal finestrino, pensando a quello che sarebbe cambiato di lì a poco.

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Ciao a tutti e scusate l'assenza, ma purtroppo ho mille impegni e non riesco a incastrare tutto, comunque non sono sparita tranquilli *sorride alzando un pollice in su* 👍

Spero che questo capitolo vi piaccia e fatemi sapere che cosa ne pensate.

Che verità Chloe e Jackson devono sapere?

Chi è la persona che li ha attaccati ancora e che non riescono a vedere?

Lo scoprirete presto, un bacio 😘

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