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2.

Ci sono delle cose che vorrei capire nella mia maledettissima vita.

Ad esempio, se le capre quando mangiano l'erba per loro è come la lasagna per noi, se un giorno tutti gli autobus arriveranno puntuali, se riuscirò mai a svolgere tutti i compiti in tre ore ma solo una mi manda fuori di testa. Perché 5 minuti durante l'ora di matematica è paragonabile alla durata dell'Eternità? 

Ma soprattutto... Perché mettere  matematica alla penultima ora?

«Chris...» richiamo il mio migliore amica in cerca di aiuto per questo maledettissimo compito di matematica, ma qualcuno non si poteva stare fermo al proprio posto invece di inventare la matematica?

«Joel... Non posso» sussurra, maledetta professoressa che ha deciso di metterci in posti separati. Osservo il capo supremo seduto nel suo trono anche chiamato cattedra, mentre osserva tutti gli alunni con sguardo da tigre pronta a saltare addosso a tutti e ucciderci con un solo morso.

No io non ce la posso fare.

Quando ritorna a rivolgere l'attenzione al suo cellulare io mi volto verso Chris, ritornato ormai a svolgere il suo compito.
Mi guarda come se non avesse alternative, amico non hai alternative devi aiutarmi e basta.
«Non ho studiato Joel!» esclama.

Si, e io sono la fata turchina.

Volto uno sguardo verso la professoressa, prima di ritornare a parlare con il mio miglior amico.
«Avanti, non ci vuole lo studio per capire un esercizio di matematica.» sussurro in risposta.

Ritornando al discorso di poco fa, perché la campanella non suona adesso?

«Vélez hai finito il tuo compito?» domanda la figlia di satana ed entrambi sussultiamo.
Metto la mano nei capelli, fingendo di star pensando al risultato del compito.
Christopher annuisce, prima di chiudere il suo compito e consegnarlo alla professoressa, uscendo subito dopo.
Chiudo in un pugno la mano, sbattendola leggermente sul banco.

«Pimentel, qualche problema?» la professoressa si volta verso di me, facendomi sussultare.
Subito nego col capo.

«No sat... Signora. È tutto apposto» maledizione.
Non appena distoglie lo sguardo da me sbatto la testa sul banco, io e la matematica non andremo mai d'amore e d'accordo.

«Joel...» mi richiama una ragazza seduta all'ultimo banco della fila al centro.
«La risposta è F» menomale che esistono persone come lei.

Le mando un bacio volante.
«Ti Ringrazio» segno velocemente la risposta, piego il foglio e lo consegno alla professoressa la che mi guarda molto stupita.
Riprenditi questa merda.

«Bene, puoi uscire... Pimentel.» dice socchiudendo gli occhi, come se volesse sfidarmi e io la guardo con un sorriso maligno.
E anche questa volta me la sono scampata, ma Christopher no.
Esco dalla classe e salto nelle spalle del mio migliore amico, facendolo spaventare.

«Ma sei idiota o cosa?» domanda ancora colto di sorpresa.
Vedete, per quanto Christopher abbia tutto il fascino, le ragazze e la bellezza di questo mondo nulla è paragonabile ai suoi urli da checca isterica che lo fanno sembrare il ragazzo più gay di questa città.

«Mi hai lasciato lì. A morire da solo. In quel fottuto compito di matematica. Ma che ti salta in testa?! E poi scusa... Non hai studiato? HAI CONSEGNATO IL COMPITO PER PRIMO, COME PUOI DIRMI DI NON AVER STUDIATO!» esclamo prendendomela col ragazzo davanti a me, di conseguenza, di pomeriggio andrò a rompergli il computer.

«E che potevo fare? Non iniziare a pensare di rompermi il computer Pimentel, perché non ti faccio entrare in casa mia fino al prossimo mese» mi minaccia.
Metto le braccia conserte guardandolo negli occhi seriamente.
Diventa una sorta di sfida per noi, ci guardiamo negli occhi lui mi guarda come se da un momento all'altro sà che vincerà, io lo guardo impassibile.

Quando un piccolo sorriso spunta sulle sue labbra lo indico e lui porta la testa all'indietro, mentre io inizio a fare un balletto strano. 

«Vinci solo perché la tua faccia non mostra sentimenti. Chissà a cosa pensi quando fai questa sfida...» penso a come rovinarti la vita. «Anzi no, non voglio saperlo» ecco infatti.

«Dai, andiamo in mensa» dico indicando il corridoio e lui mi si affianca, iniziando a camminare verso il luogo più infernale di questo posto chiamato Inferno. Più comunemente conosciuto come scuola.

Vi chiedete mai perché mentre camminate per i corridoi della vostra scuola sembra che si allungano? Ecco io sempre.

Raggiungiamo la mensa, aprendo la porta e facendo il gentiluono.
«Dopo di lei, perdente» dico facendo una faccia strana e subito Chris alza gli occhi al cielo. Vedete? Sembra una ragazza.
Mi giro chiudendo la porta, fino a quando una persona non va a sbattere contro di me.
Mi volto ritrovando Jade, per l'ennesima volta col culo a terra.

«Che diamine, perché devo sempre finire col culo a terra?» si domanda da sola. A quanto pare non sono l'unico a cui Madre Natura ha deciso di far nascere durante il periodo rosso.
Finalmente alza la testa ed io sono automaticamente pronto a rialzarla.
«Sei tu... »

«Joel. Joel Pimentel. Scusami se la settimana scorsa non mi sono presentato» dico rialzandola e iniziando a grattarmi il collo.
Faccio sempre cosí quando sono nervoso, ma grazie al cazzo, sto parlando con la ragazza che mi piace e il mio cuore non vuole smetterla di rallentare.

«Non preoccuparti, non so se io mi sono presentata ma sono Jade Robinson» dice con calma, che rispetto alla volta scorsa era di fretta e non si capiva niente.
Parlarle senza che il tempo passi velocemente fra noi è davvero un gran sollievo e un... Ma perché Christopher è dietro Jade?

«Em.. Che facevi in mensa?» domando cercando di ignorare dietro Jade il mio migliore amico che sta iniziando a gesticolare e sbuffare senza fermarsi, anche se è un pò una domanda stupida. Cosa può fare una persona in mensa se non scegliere il cibo che deve mangiare?

La ragazza scrolla le spalle e si tortura le dita, mordendosi il labbro e ritornando ad essere la solita ragazzina timida.
«Avevo un'ora buca e non avevo nulla sa fare, così sono andata a fare compagnia a Monica la donna che lavora qui» dice timidamente.

Penso che una cosa bella dell'essere popolare sia conoscere anche i nomi di coloro che lavorano dietro i banchetti della mensa. Insomma, in cinque anni di scuola superiore io non ho mai avuto l'opportunità di conoscere i cuochi della mensa.

Annuisco cercando di non fargli capire di non essermi imbambolato e le sorrido.
C'è una cosa che non capisco di lei, è così popolare e può avere tutti gli amici che vuole, perché si limita ad essere un'ombra coperta dalla luce di suo fratello?
«Dove vai ora?» domando, ho l'opportunità di stare con lei ancora per molto, non mi faccio sfuggire altre situazioni come queste.

«Volevo salire in classe a posare lo zaino, vuoi farmi compagnia?» annuisco e solo adesso adocchio lo sguardo sui suoi vestiti.
Non è una di quelle solite ragazze popolari che indossano vestiti all'ultima moda e forse anche perché è timida, preferisce non mostrarsi a differenza di Faith Reyes ed Elizabeth Martin.

Christopher sgrana gli occhi non appena Jade mi fa questa domanda, mima un "what" uso molto inglese e inizia a saltare e fare segni come per dire alla ragazza davanti a me di lasciarla stare per andare con lui.
Eh no amico, lei è mia... Almeno per ora.
«Certo» dico sorridendole.

Apro la porta e mi inchino.
«Prego principessa» dico e Jade sorride, alzo la testa giusto il poco per scoprire un po' di rossore nelle sue guance.
Christopher si sposta il ciuffo dagli occhi e si mette in braccia conserte.
«Dopo ti uccido» sussurra facendo il medio.
Essendo un ragazzo stronzo, gli mando un bacio e chiudo la porta dietro di me per raggiungere Jade.

«Dunque... Dov'è la tua classe?» domando per trovare un filo di discussione fra di noi.
Anche se sapevo già dove si trovasse non importa, è bello sentirla parlare.
«Em... Vicino alla segreteria» dice.

Camminiamo ancora molto lungo i corridoi fino a quando non arriviamo a destinazione.
Se i corridoi per arrivare in mensa sembrano allungarsi,i corridoi per arrivare alla classe della ragazza che ti piace si accorciano.
Ma che scherzo della natura è?

«Grazie per avermi accompagnato Joel, sei stato veramente molto carino» dice sorridendo.

Scrollo le spalle sorridendo anch'io.
«Non preoccuparti, se vuoi che ti faccia compagnia durante le ore buche non esitare a chiamarmi» dico e jade subito annuisce.

«Quindi... Ciao» dico tornandomene indietro e grattandomi la testa. So di star dimenticando qualcosa...
Riesco a sentire un flebile "ciao" dalla ragazza e chiudo gli occhi, sospirando.

«Jade, aspetta! Che ne dici se... » riesco in tempo a fermarla ancor prima che impugni la maniglia della porta per ritornare in classe.
«Seee... Cosa?» domanda.
«Se... Ecco... Si, vedi.. Okay... No»
Okay Joel questa non è un'esercitazione e non è nemmeno un'interrogazione, quindi prendi fiato e domandaglielo con cautela.

Jade mi guarda con un sopracciglio alzato, ci credo non riesco manco a completare una frase da quattro banalissime parole.
Okay ci riprovo...
«Ti va se ci scambiamo i numeri? Così... Sai... Sempre per quella cosa della compagnia, se vuoi chiamarmi sai dove sono tramite il cellulare, si ecco... I numeri.»

Un applauso per il discorso più emozionante e della storia.

«Certo, mi farebbe piacere. Ma adesso non posso anche perché ho il cellulare in assistenza, stavo avendo dei problemi e per ora non ho un telefono,non so quando me lo ridaranno. Potresti lasciarmi il tuo» conclude.
Caspita, magari avessi io il suo modo di parlare.
È riuscita ad esprimere tutto in semplici parole che io per parlare in questo modo devo fare almeno tre mesi di prova.

«Oh, si si, il mio numero» dico risvegliandomi e prendendo dalla tasca un foglio a casissimo, da quanto tempo era lì non ne ho idea ma in questo modo c'era già il mio numero inciso sopra.
Madre Natura ha deciso di volermi bene?

«Ecco a te» dico consegnandole il bigliettino e Jade sorride.
«Cercherò di contattarti tramite mio fratello, ciao» saluta allegramente rientrando in classe.

Saluto la porta con un sorriso da ebete stampato in faccia.
Ha detto che non ha un telefono, ma mi contatterà, si ma non sa quando glielo ritorneranno, ma mi contatterà, ha il mio numero, riuscirà a contattarmi, si si okay Joel devi stare calmo.
Jade Leila Robinson ha detto che non ha un telefono e che non sa quando glielo ritorneranno ma mi contatterà tramite suo fratello.
È una cosa pazzesca! Mi contatterà tramite suo fratello.

Realizzo le ultime tre parole.

«Che vuol dire che mi contatterà tramite suo fratello?» porca miseria ora devo girare in giro con l'armatura per evitare di fare minch...
«MINCHIONE» esclama Christopher saltandomi addosso,per poco non perdevo l'equilibrio.

«Ma sei idiota o cosa?» domando spaventato, non è affatto bello quando gli amici ti fanno prendere infarti del genere.

«Mi hai abbandonato. In quella camera infernale, gne gne» dice prendendomi per il culo, per le parole che ho detto un'ora fa.
Lo spingo e si mette a ridere.
«Che idiota» dico esasperato.

Mi sembrava strano che Madre Natura avesse incominciato a volermi bene.






Hi (or hey)  Everybody!

Come promesso, ho aggiornato di martedì e sono le 3 in punto.
Sono in autobus e sto ritornando a casa ed era ora, non ne potevo più.

Quindi, finalmente Joel e Jade si sono scambiati i numeri e boh, felici loro felici tutti ma stiamo tranquilli, ANCORA NON SI SA NUULLAAA HEHEHEHEHE
Ho in mente una cosa

Mi si è addormentato il piede

Vabb, alla fine le cose si scopriranno piano piano e si capirà perché Jade sia così timida nei confronti di tutti.

Ma poi volevo parlare di una cosa... CHI HA ASCOLTATO IL NUOVO ALBUM DEI CNCO?

È UNA MERAVIGLIA, IO LO ADORO È DAVVERO STUPENDO E TUTTE LE CANZONI SONO DEI MASTERPIECE E AAAAAAAA SONO DAVVERO BELLISSIME E LO ADORO, per non parlare del fatto che c'è il remix di Reggaeton Lento con le Little Mix AAAAAAAAA URLO MALISSIMOOO

»qual è la vostra canzone preferita?
Le mie Se Vuelve Loca, Solo Yo, Fiesta En Mi Casa e Fan Enamorada

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