✽1.8✽
Sun-Hi lo vide di nuovo rientrare. Incuriosita si fiondò davanti a Taehyung, ma non vide più la sua migliore amica.
«Ma dove è Yun?» chiese guardando dietro il ragazzo, non trovandone la minima traccia.
«È appena andata a casa perché i suoi l'avevano chiamata d'urgenza.» rispose.
«Cosa!? Non sarà successo qualcosa!?» disse preoccupandosi della per Yun.
«Stai tranquilla. Una delle cose che ho notato di Yun che è molto forte e intelligente. E poi mi ha detto che era urgente perché doveva fare delle commissioni.» rassicuró il biondo essendo il più convincente possibile.
«Ah è così allora. Già mi stavo per prendere un infarto.»
«Ehi, tesori miei. Devo andare a fare la spesa, quindi vi prego di guardare la casa.» disse di nuovo Margherita interrompendo ciò che stavamo discutendo.
I due giovani annuirono.
Margherita ne uscì fuori con la borsa della spesa in mano. Dopo cinque minuti dalla sua uscita arrivò il Grande Conte.
«Papà!» lo salutò dandogli il benvenuto.
«Ciao, tesoro. Un attimo e arrivo da te.» sorrise.
Sun-Hi annuì sorridendo come una bambina.
L'uomo sorrise un'ultima volta ma quando arrivò davanti allo sguardo del biondo si fece serio.
«Taehyung, posso parlarti in privato nel mio ufficio?» chiese l'uomo.
«Papà....» mormorò preoccupata Sun-Hi di ciò che potrebbero combinare.
«Non preoccuparti cara, non farò nulla di male, voglio solo parlare con lui. Fidati, tesoro.» affermó l'uomo sorridendo alla dolce figliola per assicurarla il più bene possibile.
Lei annuì un po' incredula e li lasciò andare via senza fare altre discussioni.
Il biondo lo seguì fin la stanza del Conte e si chiusero proprio dentro per non essere disturbati.
Dentro l'ufficio emanava una strana laurea pesante e seria.
«Mi dica.»
Sospirò il Conte prima di iniziare.
«Senti, Taehyung...so che ami mia figlia, ma io non ho il coraggio di accettare questa cosa, ma poi ci ho riflettuto e vorrei dare una possibilità a te. Voglio che mia figlia riesca a essere felice in questi anni di vita.» iniziò a spiegare tra sospiri e altri stanco di continuare a essere soffocante contro la figlia.
Taehyung restò perplesso alle parole dell'uomo, non era da lui, ma si sentiva già rilassato in qualche modo.
«Io sinceramente vorrei tanto amare Sun-Hi, ma sono inutile. Ho paura di non dare abbastanza felicità a lei. Sono colui che non ha mai amato una ragazza come lei, forse merita una persona più speciale di me.» abbassò la testa.
Aveva ceduto sua figlia al suo nemico e quindi era compito suo amare fino in fondo Sun-Hi. Non tollerava questione pessimismo.
«Senti Taehyung! Io ti ho concesso la possibilità di amare mia figlia e tu vuoi buttarlo nella pattumiera!? È questo che intendi!? Mia figlia ha solo questi anni di vita e voglio che lei sia felice prima che lasci questo mondo. Intendi che lei non è abbastanza per te!?» urlò il Conte pur di convincerlo con le buone.
«No, io non intendo questo. Io davvero amo molto Sun-Hi, ma ho tanta paura di non potergli dare una vera felicità, però credetemi, la amo davvero tanto.»
«Bene, è questo che volevo sentire e non preoccuparti, perché lei non è quel tipo di persona che fa troppi giudizi, ci tengo troppo a lei e se scoprisse che io sono un mostro, un Conte delle tenebre. Non parliamo della sua adozione. Mi vorrebbe morto se lo sapesse.» fece il Conte pensando alle conseguenze e ne fu impaurito al solo pensiero.
«Vostra figlia capirà.» replicò Taehyung sorridendo.
Dopo questa conversazione scesero in cucina molto più rilassati.
Questa volta i nemici erano veramente diventati amici.
Sul tavolo della cucina trovarono Sun-Hi che piangeva come una fontana senza saperne il motivo.
«Figliola, che succede?» chiese il padre molto preoccupato.
Lei si girò e li guardó con disprezzo.
Erano entrambi confuso di ciò e non ne capivano delle sue lacrime marine.
«Mi avete mentito!!» urlò singhiozzando.
«Che cosa?» chiese l'uomo prendendo la mano della figlia.
Lei la scansó subito in modo rude.
Da lì riuscì anche a capire le parole dette da quell'anziana incontrata in Cina.
Era destino la sua.
«Non fate finta di niente! Ho sentito tutto quello che vi siete detti. Mi avete mentito per così tanto tempo. Io così morirei dopo pochi anni, allora non è vero che sono guarita, anzi è una malattia inguaribile e voi lo sapevate già!?» guardó Taehyung, ma lui guardó altrove per paura.
Poi si girò verso l'uomo
«E tu papà!!! Mi hai adottata e non mi hai detto niente!!! Sei un Conte delle Tenebre, non me l'hai detto! Quante cose mi state nascondendo!?....quindi anche Margherita è come te papà, anzi no, signor Conte. E anch'essa sapeva già tutto, non è vero?» le lacrime ormai non potevano più cessare, continuarono finché il mare di acque salate non si sarebbe prosciugato.
«Sun-Hi....» fece il padre per convincerla a smettere di piangere.
«BASTA! Non voglio più sentirti parlare!» urló la meringa e corse rinchiudendosi in camera sua, per poi sentire i suoi lamenti di pianti.
Taehyung e il Conte non parlarono e abbassarono la testa senza fare o aggiungere altro. Avrebbe lasciato Sun-Hi in pace per farle rinfrescare un po' le idee, anche se la preoccupazione c'era assai.
•
Erano tre giorni che Sun-Hi non uscì più dalla sua stanza, neanche per mangiare.
Invece il Conte era rinchiuso nel suo ufficio e non aveva il coraggio di affrontare quelle conseguenze.
Taehyung il giorno prima raccontò tutta la faccenda che era successa a Margherita appena tornata dalle commissioni e ci rimase malissimo dalla reazione della piccola Sun-Hi.
Sperava anch'essa che uscisse al più presto dalla stanza.
Il biondo decise di parlarne con Sun-Hi, questo giorno stesso. Sapeva che soffriva ed era persino sola nella sua stanza a piangersi addosso.
Bussó con due tocchi e sperava di ricevere una risposta da parte sua.
«Sun-Hi?» la chiamò.
Nessuna risposta, solo silenzio di mummie.
«Ti prego, Sun-Hi. Lo so che sei sveglia e mi senti. So la tristezza che provi; morire dopo pochi anni e anche tenuta all'oscuro dai segreti. Ma pensa, se te l'ho dicevamo non avresti quel sorriso bellissimo che vediamo ogni giorno. L'abbiamo fatto per amore, tu sei speciale per noi e vogliamo che tu possa passare una vita tranquilla senza preoccupazioni. Se tu fossi ai nostri posti cosa avresti fatto?» disse il biondino stando davanti alla porta ancora socchiusa.
Non ricevette nessuna risposta.
Ne fu ferito nel non ricevere nessun segnale vitale.
«Scommetto che avresti fatto la identica cosa.» disse di nuovo appoggiandosi sulla porta per poi sedersi sul pavimento.
Sun-Hi sentiva tutto. Piangeva mentre anch'essa era appoggiata alla porta seduta sul pavimento.
«Ti prego, Sun-Hi...apri la porta.» la pregó assai preoccupato, che forse avrebbe persino sfondato la porta pur di sapere come stava.
Sun-Hi si alzò con fatica e con decisione aprì la maledetta porta che li separava.
Taehyung subito si alzò e la abbracciò a sé con tanto amore.
Non l'avrebbe mai più lasciata andare via così facilmente. Non può più perderla.
La corvina aveva gli occhi rossi, le labbra secche e i capelli disordinati.
«Mi hai spaventato tanto, schiocca! Non importa cosa succederà, io ti starò accanto per sempre. Ti prego, non andartene più via da me.» disse il biondo piangendo mentre la teneva stretta stretta.
La meringa lo strinse più forte che mai per poi lacrimare assieme a lei.
Entrarono nella stanza di Sun-Hi e si sedettero sul pavimento.
«Taehyung....é....v-vero che....mi ami? Sai ho sentito tutto.» chiese la meringa mordendosi il labbro inferiore, continuando a guardare in basso.
«Sincerità?»
Lei annuisce arrossita.
«Non sai quanto Sun-Hi. Tu mi fai sentire troppo bene, ma ho paura di non poterti dare la vera felicità. Forse neanche mi ami.» disse abbassando lo sguardo.
«Chi lo dice!?» urló per poi tapparsi la bocca con le maniche della felpa non avendo tenuto la bocca chiusa.
Taehyung alzó la testa e sorrise a trentadue denti sentendo la sua grande affermazione.
«Davvero!? Mi ami?» chiese tutto contento che voleva sapere tutto.
«S-sì, e anche da un bel po'. Sono io che avevo paura di non piacerti irrealtà, ma adesso so tutto.» rispose imbarazzata abbassando di nuovo la testa.
«Sun-Hi.» la chiamò prendendola per mano.
«S-sí?...» si girò e come flash le labbra di due persone innamorati si attaccarono come zucchero e miele.
Era un bacio. Un bacio pieno di calore. Un bacio che finalmente venne fatto, dopo così tanto tempo.
I sentimenti erano stati ricambiati all'eccellenza.
All'inizio la corvina non si era abituata, ma era troppo bello che doveva darci dentro.
Sun-Hi scompigliava i capelli biondi del ragazzo e Taehyung la teneva per i fianchi. Erano una bellissima coppia. Un amore che finalmente era sbocciato dopo un lungo inverno.
Si staccarono a malincuore.
«Ti amo tantissimo, Park Sun-Hi. Sei la mia prima donna e anche ultima.» disse Taehyung per poi riprenderla a baciare.
Nonostante la meringa sapeva la sua morte, non le importava, perché in quel momento sapeva che aveva il suo amore accanto e non aveva più paura. Voleva solo baciarlo e vederlo tutti i giorni. Il primo vero amore per tutte e due.
Lentamente le labbra si allontanarono di qualche centimetro e dire che faceva solo caldo era poco.
«È tardi per dirti ti amo?» disse il biondo accarezandole la guancia facendo dei piccoli massaggi rilassanti.
La corvina sorrise come in nome della ragazza più felice del mondo.
«Ti amo anch'io, sciocco.» sottolineò apposta l'ultima parole e li diede un'altro bacio velocd mettendo le sue braccia attorno al collo di Taehyung.
Quest'ultimo sorrise compiaciuto.
«Basta che sono il tuo sciocco, sciocca.» e questa volta fu lui a baciarla.
Bhe che dire? Più felici di così?
«Taehyung...» la chiamò continuando ad avvolgere il suo collo, mentre egli lo teneva tra i fianchi.
«Mh?» mormorò non volendo distogliere lo sguardo dalla sua bellissima donna.
«Sai mio padre aveva scritto un romanzo “L'Angelo Corvino” e parlava di una storia anormale. Questo povero angelo nero dai capelli biondi, occhi argentati e un paio di ali che perso i suoi amati genitori per colpa del Conte delle Tenebre. Non ti ricorda qualcosa?» spiegò Sun-Hi avendo capito tutto e avendo scoperto un'altro segreto.
«Quindi sai già tutto di me.»
Lei annuì.
«Sono dispiaciuta per ciò che aveva fatto in passato mio padre. Anche se non è mio padre biologico lui è ugualmente mio padre. Non è affatto cattivo. Ma io ti chiedo scusa, Taehyung. Odio vederti triste.» si dispiacque che abbassò la testa.
Le dita lunghe di Taehyung finirono sul mento della fanciulla e le alzò la testa.
«Ti volevo dire tutto dopo questo, ma si vede che sei assai intelligente. Non devi dispiacerti. Il danno comunque era stato già attuato molti anni orsono. Lasciamo che il futuro sia il sole. Io e tuo padre siamo diventati da nemici a amici, Sun-Hi. Non ne devi più preoccupare.» rispose sorridendo. Grazie a ella lui aveva preso la malattia del sorriso.
Sul viso della corvina scivolò una lacrima di gioia e infatti si fiondò tra le braccia del giovanotto per abbracciarlo.
«Sono fiero di voi!» affermò sorridendo come il sole.
«A me dispiace di essere così stupida! Mi sono rinchiusa qui per giorni e vi ho feriti. Mi dispiace. Non volevo.» continuò Sun-Hi.
Per rallegrarla nuovamente gli regalò un bacio dolce sulla fronte.
La guardò dritto negli occhi come se fosse stato imposto una pozione magica da una strega.
«Sei sciocca! È normale sbagliare. Siamo viventi e gli emozioni sono forti, come noi due che ci amiamo.» questa frase fece sciogliere il cuore della corvina come un ghiacciolo.
«Sei così affettuoso. Ti amo, sai?» sorrise metre gli toccò il petto bello formoso e morbido.
«Lo so e lo so. Ma io di più.» gli rubò un bacetto sulla guancia.
«No, non è vero. La sottoscritta ti aveva amato fin dalla prima volta.» ne fu fiera.
«Ah sì?» sulle labbra di Taehyung si formò una malizia.
«S-sì.» si imbarazzò.
Finalmente Taehyung era veramente libero. Ecco cosa gli mancava nella sua vita: l'amore.
È la medica a tutti i problemi e ti può portare a tanti piaceri.
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