✽0.2✽
Dopo una chiacchierata veloce con la signora Margherita, la dolce Sun-Hi restò di nuovo sola nella sua stanza a ricominciare a leggere il libro.
Quel piccolo oggetto contenenti tanti fogli scritti che trovava tanto interessante.
Ma mentre girò una pagina, d'un tratto sentì un dolore molto forte al petto, era come se il cuore rallentasse di qualche battito; aveva un fiato molto affosso.
Sentiva dolori forti al cuore; cadde per terra ancora con coscienza, si sforzò per arrivare alla sua scrivania, dove c'era un contenitore con le sue pillole, ma non riuscì ad arrivarci.
Strinse la maglietta proprio sul punto del suo petto.
Urló di dolore, facendolo sentire in tutta la casa.
Si sentirono passi accelerati e si spalancò la porta della stanza, era il Conte con una faccia preoccupata; corse fino alla figlia e le diede la pillola. Subito Sun-Hi si sentì meglio e riuscì a respirare regolarmente.
«Tutto bene, tesoro?» chiese il Conte sperando che non fosse ancora troppo tardi.
«Adesso che sei arrivato mi sento meglio. Grazie papà.» rispose con molta fatica.
«La mia bambina...adesso è tutto ok. Vedrai che cureremo i tuoi dolori, va bene?» disse il padre piangendo e dando un bacio alla figlia sulla fronte.
La ragazza non rispose, era stanca, e crollò nel sonno.
Non poteva sapere se ci sarebbe riuscito a salvarla, ma mentirla era l'unico modo per farla tranquillizzare.
Il Conte la portò in braccio fino al suo letto e le imboccò le coperte. Lasciò la stanza e si diresse nel suo ufficio.
Doveva assolutamente trovare un rimedio al più presto, stava soffrendo troppo...
E egli non voleva che soffrisse....avrebbe fatto QUALSIASI cosa, anche per fare altri peccati pur di salvarla.
.
Girò il vaso di giada a sinistra, disposto nel suo ufficio, e lo scaffale enorme di libri si spostò, aprendo un passaggio segreto che conduceva alle celle dove giaceva il giovane Angelo.
Prese una candela e lentamente scese per le scale fatte di pietre ruvidi e abbastanza umidi.
Arrivò di fronte alla solita cella.
«Visto come sono buono? Ti ho fatto un'altra visitina.» disse ironico il Grande Conte.
«Risparmia le tue battute Conte. Ma toglimi una curiosità, hai trovato una soluzione per togliere questi poteri magnifici sul mio corpo per salvare tua figlia? Visto che sei il Grande Conte delle Tenebre immagino che tu abbia già la soluzione.» disse prendendo in giro il Conte che stringeva i pugni dalla rabbia.
Non voleva che nessuno pronunciasse il nome della sua carissima figlia; soprattutto dalla persona più che odiava.
«Non mettere mai nelle tue frasi mia figlia! Lei non è cattiva, anzi è la più dolce ragazza dell'universo. Non ti permetto di aggiungere nei tuoi commenti mia figlia Sun-Hi!» rispose con molta furia l'uomo stringendo ancora i pugni per la rabbia causata dal giovane Angelo.
«E perché mai dovrei smettere? Tu non hai smesso il pensiero di uccidere mio padre e alla fine l'hai fatto, non hai smesso il pensiero di far impazzire mia madre per portarla al suicidio e l'hai fatto. Ti rendi conto di quante cose hai fatto?! Farai stare anche male a quella povera ragazza che neanche è tua figlia. Sei un uomo orribile!» ringhiò contro l'uomo che tanto odiava.
Aveva vissuto all'oscurità per trecento anni lunghi e adesso voleva solo morire lasciando questo mondo orribile.
«Lei mi vuole bene e anch'io, questo mi basta.
Passiamo al dunque, io voglio il tuo potere. Adesso! Mia figlia ha avuto un'altro attacco al cuore, quindi ti ordino immediatamente di darmi il tuo potere.» ordinò a Taehyung, ma il ragazzo rise e lo guardò male.
Era come ostinato da questo potere...anzi un ossessione.
«Io dovrei aiutarti? E perché? Sono fatti tuoi. Anche se lo sapessi non te lo direi, però per tua sfortuna io non so come si faccia, quindi arrangiati. Se riesci a trovare una soluzione allora fallo, se non riesci fattacci tuoi.» disse il ragazzo con molta indifferenza e freddezza.
Ormai perdere o no la sua vita contava ben poco.
«Ti pentirai di avermi sfidato. Se pensi che ti libererò quando non avrò trovato la giusta soluzione, allora sbagli di grosso mio caro Taehyung.» disse minacciando il povero ragazzo incatenato.
Quest'ultimo roteó gli occhi infastidito.
Se voleva proprio intrappolarlo qui era meglio che marcisse per sempre qui che sentire la voce del Grande Conte.
«Non ti temo.» a questo punto il Conte lasciò la cella e rinchiuse il passaggio segreto deluso dai risultati che aveva ottenuto; cioè pari a zero.
Trovò davanti la signora Margherita che lo guardava preoccupata; sapeva benissimo cosa faceva il suo padrone e vorrebbe solo il meglio per tutti.
«Non se la prenda troppo con Taehyung, dopotutto è sempre vostro nipote, signor Conte.» disse la donna dispiaciuta per tutto.
«È vero che ci serve il suo potere, ma non possiamo trattarlo così, non collaborerà mai con noi per salvare la signorina Sun-Hi. Non faccia stare male sua figlia e la prego di liberare quel povero ragazzo, sono passati trecento anni e lui non ha colpe.» continuò la governate con le lacrime agli occhi.
Non sapeva che Taehyung era prigioniero, aveva sempre creduto che fosse morto, ma adesso che il padrone gliela detto vorrebbe solo liberarlo e abbracciarlo; gli mancava tantissimo.
«Io non ho mai detto di voler collaborare con lui.» rispose secco il Conte guardando il balcone che mostrava ben visibile la città.
«Dobbiamo, sennò la signorina non ha più altra strada da scegliere per il suo futuro. Lo faccia per l'amore di vostra figlia.» disse di nuovo Margherita pregandolo con altre lacrime che la rigavano il viso tondeggiante.
«La prego...»
L'uomo era un po' assorto tra i pensieri.
Non si fidava per niente di Taehyung e ovviamente non avrebbe collaborato con il giovane Angelo, ma dovrà farlo, sennò la possibilità di salvare Sun-Hi si restringerà.
Più che arrabbiato con Taehyung, lo era con se stesso.
«Ci penserò su. Controllate se Sun-Hi sta bene, domani va a scuola, quindi la prego di controllare.» disse il Conte e non aggiunse nient'altro.
La donna fece solo un cenno e andò nella stanza della signorina Sun-Hi senza esitare altro, sapeva che odiava essere interrotto mentre rifletteva.
Il Grande Conte si sedette e si massaggiò la testa con l'indice e il pollice. Si sentiva stanco, molto stanco. Non sapeva più cosa fare, quale sarebbe stata la scelta migliore per sua figlia?
.
.
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La luce del sole penetrava attraverso le tende, facendo svegliare Sun-Hi a malavoglia.
Gli occhi facevano fatica ad aprirsi a causa dei raggi che la accecavano.
Si alzò con fatica e si massaggió le tempie.
Ieri era stato proprio un colpo per lei....quella maledetta malattia al cuore.
Aveva paura del suo cuore....prima o poi poteva pulsare irregolarmente provocandole dolori acuti.
Sospirò e si alzò stiracchiandosi.
Si mise addosso la divisa della scuola e scese nella sala da pranzo con la cartella.
Trovò Margherita nell'intento a cucinare del bacon sulla padella.
«Buongiorno Margherita. Hai visto papà?» disse la ragazza mettendosi in bocca una fetta di pane.
«E ancora nel suo ufficio a lavorare, ma almeno tu stai meglio tesoro?» era preoccupata per ella...molto; era come sua figlia ormai.
«Sì, sono sempre in forma. Adesso vado! Ci vediamo durante pranzo.» non dava mai l'impressione di essere triste o stanca...mai.
La governate diede la buona giornata alla piccola Sun-Hi.
La giovane ragazza camminò per andare scuola senza pensieri che la frullavano in testa.
Durante il viaggio canticchiava qualche canzoncina per distrarsi.
.
Arrivò al cancello della sua scuola e vide la sua migliora amica di spalle.
«Buon giorno, Yun.» salutò attirandole l'attenzione, infatti si girò subito.
Vedendola le fece un sorriso per darle anch'essa il buongiorno di questa splendida mattinata primaverile.
Già....la bellissima primavera.
«Buon giorno anche a te, Sun-Hi.
Sempre contenta eh?»
Raramente Yun riusciva a trovarla giù di morale, anzi MAI.
«Bello la stagione della primavera, vero? Questa stagione è così profumata.» respirò l'aria dolce della stagione per assaporarla.
«Me l'hai detto un milione di volte.» disse ridendo l'amica.
Conosceva per bene i gusti dell'amica e era a conoscenza della sua ossessione per questa stagione.
Sun-Hi rise assieme, ma qualcuno le interruppe.n
«Buongiorno, signorina Sun-Hi.
Come state?» chiese una sua compagna di classe, Rita, che non era propriamente simpatica...era inquietante diciamo per i suoi modi di fare nei confronti di Sun-Hi.
É gelosa di lei.
Per il semplice fatto che ella aveva tutto ciò che avrebbe tanto voluto. Talvolta provava a sabotarla.
«Chiamami tranquillamente per nome, Rita» sorrise la dolce meringa.
Qualsiasi persona fosse, cattiva o buona, sarebbe stata gentile e educata.
«Comunque io sto bene. E tu?»
Rita fece un espressione fastidita da ella di nascosto per poi assumere un sorriso falso.
«Non mi lamento. Adesso scusatemi, ma dovrei andare.» con un aria da arrogante se ne andò tirando fuori il suo cellulare dalla cartella, mentre si allontanava.
Yun e Sun-Hi la guardarono allontanarsi sempre di più da loro fortunatamente; a Yun proprio le stava proprio sotto sotto.
«Che antipatica! Vorrei strapparle la faccia a morsi.» sbuffò l'amica della meringa incrociando le braccia.
«Non é una cattiva ragazza.» fece un sorriso per calmare la sua amichetta.
«Adesso é meglio entrare in classe.» continuò a dire.
Yun annuì e si diressero verso la loro classe.
.
Sun-Hi era già entrata nella sua classe con Yun e subito dei ragazzi circondarono la dolce meringa che era alquanto confusa.
Tutti con qualche pensierino per ella e sentiva vari proposte seguite da complimenti.
«Sun-Hi, mi conceresti l'onore di uscire con te? » disse un ragazzo che gli regalò dei cioccolatini.
«Accetta questo mio regalo.» disse un altro ragazzo dando alla ragazza un orso gigante.
«Vorresti diventare la mia ragazza?» tutti quei ragazzi le proponevano qualcosa e le donavano qualche pensierino.
«Io non posso ho già altri impegni, mi dispiace molto.....grazie del regalo....non posso accettarlo, ma possiamo rimanere amici.» rispose ad ogni domanda dei ragazzi con un affascinante sorriso.
Già, la dolce Sun-Hi era molto apprezzata dalla scuola. Prendeva i voti migliori di tutta la scuola, era molto bella e sorrideva sempre.
Intanto le ragazze della classe erano molto invidiose della dolce meringa.
«Quella Park Sun-Hi sta rubando tutti i ragazzi della scuola. Non è giusto che solo lei abbia quei pregi, solo perché i padre è un uomo molto ricco. » disse una sussurrando e allo stesso guarda la scenetta con le altre.
«Hai ragione. Da fastidio il suo sorriso falso, vorrei quasi picchiarla, ma se lo facciamo tutti i ragazzi della scuola la proteggerano e poi il peggio è suo padre.»disse un'altra avendo molto paura del padre della meringa, visto che era uno dei uomini più ricchi.
La povera ragazza non era molto apprezzata da tutti, perché lei sorrideva sempre ed era gentile con tutti o loro facevano finta di essere gentile con lei per paura dal padre di Sun-Hi, ma nonostante ciò era molto apprezzata da molta gente, soprattutto i ragazzi che la corteggiavano ogni secondo della sua vita.
Finalmente la folla di ragazzi sparì dopo il suono della campanella.
Sul banco della dolce meringa c'erano cioccolatini, peluche, rose, eccetera; anche quel giorno doveva chiamare l'autista per farle portare i regali.
«Quanto sei fortunata Sun-Hi. » disse eccitata la sua migliore amica.
«Tu credi? È bello che la gente mi apprezzi, o almeno credo quasi tutti, ma sono un po' troppo dolci. Sono stati carini a farmi questi pensieri, ma non possono spendere così il denaro. » la dolce ragazza non amava tanto i loro regali per il semplice fatto che non voleva approfittarsi di nessuno.
«Hai ragione, però ti invidio così tanto. Avere tutti i ragazzi più carini e anche quelli meno tutti intorno.» disse sognante l'amica, mentre tirava fuori le dispense per la lezione.
«Tante cose non sono piacevoli come tu le pensi, cara Yun.» in qualche modo doveva liberare il banco da regalini prima che arrivi la professoressa.
Iniziarono le lezioni difficili di matematica e inglese, Sun-Hi ad ogni domanda riusciva a risponderla, e tutti i ragazzi le applaudivano, insomma era la più brava e la più bella di tutta la scuola; non ti la apprezzavano, ma questo non infliggeva nessun danno alla dolce meringa.
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Dopo ore e ore di lezioni finalmente arrivò l'ora tanto attesa da tutti studenti.
Le due amiche fecero una bella pausa pranzo tra chiacchiere e cibo, finché Sun-Hi all'improvviso smise di sorridere e mise le mani strette sul petto, stringendo fortemente la camicia della sua divisa. Sentì di nuovo quel dolore che provò il giorno prima, un dolore atroce che non poté sopportare.
Yun lo notó subito e iniziò ad agitarsi.
«Sun-Hi?....SUN-Hi?! Non mi spaventare! Cosa ti prende? Ti senti male? Un'altro attacco!?» disse Yun agitandosi molto per l'improvviso attacco.
Stava disperatamente cercando di allungare la mano e di prendere la sua medicina, ma invano.
«Pi-pillo-pillole. » disse con molta fatica cercando di farsi capire alla sua amica con poche parole.
«Dove sono? » chiese con più agitazione cercando le sue pillole.
«T-tasca. » non riusciva più a muovere il corpo, era come paralizzata dalla sua posa, nessuna parte del suo corpo riusciva più a muovere per il dolore che stava provando, che era più dolorosa del giorno prima.
Yun prese il piccolo contenitore dalla tasca della gonna e con una pillola gliela infiló nella bocca.
Riuscì di nuovo a respirare regolarmente e a calmarsi.
La sua amica sospirò sollevata; si era presa proprio un colpo.
«Stai bene? Mi hai fatto spaventare.» la povera amica stava quasi per piangere vedendo la sua amica così addolorata e lei non poteva neanche fare qualcosa.
«È solo un'altro attacco al cuore. Basta solo prendere delle pillole e sarà tutto ok, no?» rispose la dolce meringa con un bellissimo sorriso in faccia.
«S-sì, hai ragione.» fece anche lei un bel sorriso sincero per la sua amica per poi abbracciarla finalmente fuori pericolo....forse.
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