4.9
Jungkook fece riunire alla sala del trono il re Gongchan e i consiglieri, accompagnato dalla sua moglie.
Il re e i consiglieri erano curiosi di sapere di tale riunione improvvisa.
I consiglieri, messi in ordini per fila, bisticciavano tra loro.
Smisero di parlare subito dopo che il re cominciò a domadare al principe.
«Cosa ci porta riuniti qui, figliolo?»
Jungkook e Lailla si inchinarono come richiedeva l'etichetta reale, per poi cominciare ad aprir bocca.
«Onorevole padre, vi chiedo di far ritornare quella povera gente che avevamo cacciato via dal nostro Regno per una malattia che non esisteva affatto.» richiese egli.
L'espressione del re cambiò subito a una richiesta del genere.
I consiglieri, stupiti dalle parole, cominciarono a discutere tra loro bisbigliando:
«Come può fare tale richiesta, il principe?»
«Assurdo! È un follia!»
«Sono stati infettati! Ci infetterano anche a noi.»
«È inaccettabile!»
Anche se erano bisbigli, erano comunque sentibili.
Jungkook lo sentiva, ma non si muoveva, continuava a guardare deciso suo padre seduto sul trono che pensava a cosa rispondere alla sua richiesta.
Invece, Lailla, si girava a sinistra e a destra, sentendo tutti quei commenti poco sensati degli consiglieri.
«Non me lo aspettavo tale richiesta da te, Jungkook. È un po' deludente da perte tua.» ammise egli sospirando.
«Sto solo aiutando chi se lo merita, padre. Noi, come padroni, di questo Regno dovremo aiutarli e non cacciarli via.» replicò il principe, stando sempre attento all'educazione davanti al grande re.
Il re si sentì offeso dalle parole un po' provocatorie.
«Stai per caso insinuando che sono errati le mie decisioni reali?! Le miei decisioni sono solo per il bene del futuro del nostro popolo! Se non li avrei cacciati via da qui, adesso come adesso non esisterebbe tale salute. Il Regno Jeon non sarebbe come adesso!!» fu assai deluso dalle risposte del figlio, che lo aveva sempre considerato un orgoglio.
Il giovane principe sapeva che sarebbe andata così, ma non si sarebbe arreso a convincerlo.
Doveva assolutamente aiutare quelle gente! Tanti di loro sono morti per proteggere questo Regno! Ma nessuno di questo Regno ne era a conoscenza. Era ora che aprano gli occhi e che vedano la verità.
«Tutti possiamo sbagliare nelle nostri decisioni, padre. Quella gente non ha mai avuto nessuna strana malattia. Era solo stata causa di una bacca selvatica. Alcuni dei nostri abitanti avevano l'abitudine di usare queste bacche per fare del vino o semplicemente mangiarli.
Questa bacca può far venire punti rossi sulla pelle che causano prurito estremo, fa prudere anche alla lingua. Non è assolutamente mortale. Basta solo aspettare un paio di giorni che passi.» cominciò a spiegare, sperando che bastasse come prova dell'innocenza degli abitanti del villaggio.
Ovviamente nessuno aveva creduto alle parole del principe.
«Jungkook, è stato già abbastanza deludente! Non continuare a mentire al sottoscritto.» il re voleva finire questa riunione, sperando che suo figlio la smettesse di fare casini davanti a tutti i consiglieri.
«A tutti voi servono prove, vero? Bene, ve li porto. -aveva solo l'unico modo per dimostrare la verità- Taehyung, portalo dentro!» chiamò il suo affidabile braccio destro.
Taehyung fece la sua entrata alla sala, ma non era solo. Aveva portato con sé un prigioniero, che aveva commesso reati di morte, legato alle mani in avanti.
Gli fece inginocchiare sul pavimento freddo e gli fece mangiare delle bacche selvatiche con forza.
Il prigioniero voleva opporsi, ma con le mani legate poteva fare ben poco.
«Queste sono le bacche selvatiche che citavo prima. Questo prigioniero li ha mangiati e tra poco vedrete le reazioni.» spiegò il principe passaggio per passaggio.
Tutti gli occhi erano addosso sul prigioniero ad attendere la verità sulla malattia strana che si dicevano in giro.
Il prigioniero lentamente sentì la testa girare. Sulla sua pelle ruvida cominciò a formarsi piccoli punti rossi poco visibili fino a diventare sempre più intensi.
Sentì un prurito insopportabile per tutto il corpo, anche alla lingua.
Voleva grattarsi, ma non riusciva a solleviarsi di tanto con le mani legate. Si buttò sul pavimento liscio e cominciò a strofinare contro di esso.
Il re e i consiglieri restarono di stucco da quanto possa essere letale una piccola bacca contro l'uomo.
Cominciarono a ricrederci.
I consiglieri, soprattutto, iniziarono a bisbigliare, nuovamente:
«Sono i stessi sintomi.»
«Il principe aveva ragione.»
«Non è una malattia.»
«Abbiamo dato la colpa a quella gente.»
Nella stanza entrò l'affidabile medico del palazzo.
Esaminò il prigioniero ormai impazzito dal prurito. Dopo finito, si mise al centro della sala per cominciare a spiegare.
«Onorevole re. Il prigioniero ha i battiti assolutamente alla normalità, ha solo dei puntini rossi creati dalla bacca velenosa che non porta, assolutamente, alla morte. Basterà che il corpo rilasci le sostanze e un paio di giorni di riposo, passerà del tutto.» spiegò il medico a tutti i presenti.
Tutti sapevano che l'anziano medico del palazzo era il più affidabile, non avrebbe motivo per mentire a nessuno.
«E se non bastano come prove. Ve ne dico io una. Io ho accettato tantissimi uomini per far parte dell'esercito dal loro villaggio. Nessuno è mai venuto a sapere della loro identità, escluso me e la mia onorevole madre. Se è vero della malattia infettiva, allora perché gli altri soldati non si sono presi la malattia?» Jungkook aveva intenzione di tirare fuori tutte le carte che aveva in mano, solo per provare l'innocenza del villaggio.
La signora Jung e gli altri non potevano vivere per sempre in questa menzogna! Non è mai stata nessuna malattia. Era solo una stupida bacca del diavolo.
Lailla non voleva starsene in palata senza aiutare. Era il suo dovere!
Strinse i pugni e prese il coraggio di alzare la voce per farsi sentire in questa sala immensa.
«Le famiglie del villaggio hanno perso un figlio e un padre, solo per portare dei soldi a casa e soprattutto per proteggere il nostro amato Regno. Nonostante NOI li abbiamo cacciati via e lasciati al Dio della morte. Sono tutti morti in battaglia! Per noi! È ingiusto il mondo! Hanno sofferto di fame, di malattia, di freddo e sofferto la perdita di un componente della famiglia. Apriamo la porta e invitiamoli a ritornare a casa. Dobbiamo ringraziarli per le gesti eroici dei guerrieri. Senza guerrieri, non ci sarebbe questa meravigliosa patria.» mise una mano sul petto per dimostrare sincerità e sentimenti puri a tutti i presenti della sala.
I cuori dei presenti si sentirono in colpa, in particolar modo il maestà e i consiglieri, perché era proprio per colpa loro se sono finiti in quella strada di vita o di morte.
Abbassarono i capi con la coscienza sporca.
«Vi prego, padre. Aprite la porta e fateli ritornare con l'ultimo briciolo di orgoglio che è rimasto.» intervenì Jungkook, facendo svegliare tutti dai loro rimorsi.
Non era tempo di pentirsi, era ora di reagire!
«Sei veramente l'ereditario perfetto. Sarai più bravo di me a guidare il Regno verso la vittoria. Ti devo le mie scuse, Jungkook.» era contento che suo figlio fosse all'altezza del nome "re", ma si sentì in colpa per avergli dato del bugiardo davanti a tutti i presenti.
I consiglieri si inginocchiarono per scusarsi al principe.
Uno di loro si alzò per dire qualcosa in nome di tutti.
«Grande principe Jungkook, ci scusiamo per le nostre azioni poco riflessive al riguardo. Ci scuseremo tutti quanti a quella gente innocente.»
«Mi sembra un'idea molto pratico. Ringrazio a voi per la sincerità.» rispose egli con un tono da sovrano.
I consiglieri non erano propriamente delle persone di sincerità, erano personaggi di economia, credevano solo ciò che vedevano. Sono poco raccomandabili, ma senza di loro il Regno non funzionerebbe come si deve. Si usavano solo manieri dure contro di loro.
«È ho una cosa importante da prescegliere. -prese la mano di Lailla davanti a tutti- Lei, Rhee Lailla, mia amata moglie, sarà la vostra futura regina.» sorrise orgoglioso davanti ai consiglieri, poco felici di questa notizia.
Lo stesso consigliere, parlò:
«Non vorrei ridire le vostre decisioni, principe. Ma il posto come regina non è un posto che qualsiasi donna può possedere.» replicò stando attento a non provocare il futuro sovrano.
Quest'ultimo lo guardò con freddezza con minacciosità.
«Lei non è un "qualsiasi donna", insulso! Come osi?» nessuno poteva osarsi di chiamare la sua amata in quel modo e nessuno doveva toccarle un solo capello.
Voleva andare verso il consigliere e minacciarlo ancora di più con il suo sguardo feroce, ma la mano calda di Lailla lo fermò per dirgli che non doveva fare idiozie.
Il consigliere si scusò, ma non era comunque d'accordo, come tutti gli altri consiglieri d'altronde.
«Perdonate, la mia insolenza. Ma la signorina Lailla forse non è abbastanza eccellente....»
«Eccellente? Quante merdate che vi dite, voi consiglieri.
Lei, Rhee Lailla, ha aiutato quella gente, che VOI avete cacciato innocentemente, portando cibo, vestiti caldi, un buon raccolto per l'inverno e avuto l'idea di costruire un canale d'acqua!
Pensa sempre al primo posto la sicurezza delle nostre vite prima della sua.
Lei stessa ha scelto di riuvirvi e di provare l'innocenza del villaggio, senza contare che sarebbe andata contro di voi e il maestà stesso!
È stata scelta personalmente dalla regina Jeon Aera, prima di decedere.
E voi, cosa stavate facendo mentre lei aiutava e si impegnava a tutte queste responsabilità che non dovrebbero essere sue!?
E mi dite che non è eccellente?
Senza di lei, non esisterà futuro per il nuovo Regno Jeon!» replicò Jungkook ad alta voce, per far sentire la sua voce possente e l'orgoglio che provava per sua moglie.
Alzò il braccio di Lailla, dove aveva il bracciale di giada che era stato donato dalla regina stessa, per dimostrare la nuova prescelta per essere la nuova regina Jeon.
I consiglieri, conobbero immediatamente il bracciale. Era un gioiello reale importante, che solo la regina o la futura regina può avere in possesso.
Gli occhi di Lailla brillarono a guardare il suo amato parlare così bene di lei davanti a tutta sta gente.
Era la prima volta che si sentiva così onorata.
«Mio figlio ha assolutamente ragione. Non ce nessuno più adatta di Rhee Lailla. La mia amata regina l'ha scelta, io mi fido della sua scelta. E poi, la mia regina ha specificamente detto che questo posto, se non sarà Rhee Lailla, a salire, allora userà il suo stesso cadavere e spirito per proteggere questo posto. Voglio che l'unico desiderio della mia amata regina sia realizzabile. Che possa, il suo spirito, riposare in pace.» intervenì il re, annuendo alla scelta del figlio e della sua moglie defunta.
I consiglieri, alle parole del sovrano, obbedirono e annuirono alle decisioni.
Si inchinarono per accettare la futura sovrana.
Jungkook e Lailla si guardarono in viso, mentre si stringevano più strettamente la mano.
Stavano affrontando la loro vita e il loro destino insieme.
•
Subito il giorno seguente, le grande mura del Regno, che proteggeva l'intero popolo, quest'oggi la porta era ben aperta per dare il benvenuto agli abitanti banditi dil villaggio.
Il popolo si sono riuniti per scusarsi.
Quando videro nuovamente la loro vera casa finirono col piangere. Sono ritornati, finalmente....con delle perdite però.
La signora Jung guardò il cielo che si appendava sopra in questo Regno. Quanto era bello il profumo di casa.
Lailla la prese per un braccio per sorreggerla.
«State bene?» chiese lei.
«Sì, benissimo. Mio marito e mio figlio saranno sicuramente felici di vedermi nuovamente a casa. Tutto è merito vostro.» asciugò le lacrime con le mani rugose.
«Era il dovere, signora Jung. È ciò che vi appartiene. Noi abbiamo solo restituito ciò che vi era di diritto.» replicò Jungkook.
«Grazie, principe. Ma ormai il nostro villaggio è casa nostra. Speravamo di non lasciare quel posto, adesso rigoioso.» affermò la donna sorridendo. Tutti gli altri abitanti annuirono.
Il villaggio era in vita, non sarebbero andati via, perché lì c'erano il verde che avevano coltivato con sudore, un canale d'acqua costruito in soli pochi giorni, insomma c'era stato un sacco di impegno da parte di tutti. Avevano deciso di restare lì e trascorrere beatamente la vita quotidiana.
Lailla e Jungkook non ebbero da obiettare, anzi rispettavano la scelta. Alla fin fine la cosa più importante in assoluto era di far sapere a tutti la loro innocenza e i loro sacrifici.
«La porta sarà sempre aperta per voi. Ritornate quando volete. Anche qui è casa vostra, lo sarà sempre.» sorrise il giovane principe alla madre del suo guerriero deceduto.
«Il mio adorato Joon Woo è finalmente diventato un vero guerriero. Grazie a voi, futuri sovrani.» si inginocchiò di colpo ai piedi dei due futuri sovrani per ringraziarli.
La coppia desiderava che si alzasse, per loro non servivano tutte queste geste. A loro bastavano che vivano beatamente in un Regno pacifico.
«Siamo noi, felici, che fate parte del nostro Regno. Signora Jung. Grazie di aver creduto in noi.» mentre Lailla parlava, Jungkook fece alzare la vecchia donna.
Il villaggio era ormai rigoioso, ma saranno per sempre del Regno Jeon, come lo erano prima e lo sarà per sempre.
SOLO UNA COSUCCIA: SE RIUSCIRÒ A FARE TUTTO, VORREI PUBBLICARE IN FUTURO UN LIBRO DI CURIOSITÀ SULLA CINA, COREA DEL SUD E GIAPPONE, DOVE VI PARLERÒ UN PO' DI TUTTO. HO GIÀ SCRITTO VARI CAPITOLI INTERESSANTI E SPERO CHE SARETE INTERESSANTI.
LA STORIA BEATIFUL LOVE STA QUASI PER FINIRE (ง •̀_•́)
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