3.5
La volpe cominciò ad abbaiare, disturbando i due innamorati sempre più attaccati.
Jangmi sentì dei strani abbai, quindi bussò alla porta della sua giovane padroncina per chiedere se era tutto apposto.
«Lailla? È tutto apposto? Ha bisogno che entri?» chiese la serva stando ancora fuori, aspettando un'ordine.
Lailla era distesa sul letto e un bellissimo coso di nome Jungkook la stava schiacciando del tutto.
«N-no, è solo il mio nuovo cucciolo che mi hanno regalato. Vai pure a fare ciò che devi. Vorrei prendermi un po' di tempo da sola con il cucciolo.» si inventò una scusa per non farla aprire la porta. Se vedesse sta scena, sarebbe fin troppo imbarazzante.
«Sì, va bene.» riuscì a convinverla, lasciò il posto e si diresse in cucina per prepare il pranzo alla sua signorina.
Lailla sospirò sollevata.
«J-Jungkook.....alzati, pe-per favore.» coprì il suo petto quasi tutto scoperto con le mani, sperando che il principe smetesse.
Questa volta la ascoltò. Si alzò dal letto e si sistemò la scollatura.
Ne era un po' rimasto male, perché pensava che non fosse affatto interessato a lui.
Anch'essa si alzò e lo abbracciò da dietro, improvvisamente, avvolgendogli i fianchi.
Lui sentì il suo seno toccare la sua schiena. Questo toccò era così caldo che sorrise istintivamente.
Appoggiò una mano sulle mani di Lailla che erano ancora avvolte ai suoi fianchi.
«Grazie per tutto, Jungkook. Io ti amo.» si confessò timidamente senza lasciare la presa.
«Ti ricordi ancora la prima volta che ci siamo incontrati? Eri così scorbutica. Anche quella notte avevano emesso i fuochi d'artificio e il primo bacio che ci siamo scambiati era sempre con i fuochi. Era destino.» disse molto nostalgico dall'inizio del loro primo incontro.
«Certo che mi ricordo. Mi hai fatto cadere quella notte e ti ho seguito. Non pensavo che fosti il principe che dovevo sposarmi. Che bizzarro la vita.»
Jungkook si girò verso di lei, prendedo le sue mani e lasciò un bacio su di esse.
«Sei la mia regina. Ti proteggerò a costo di vita. È una promessa e un principe mantiene sempre le promesse.»
Lailla sorrise felice di come stava andando la loro relazione.
Salò tra le braccia protettive di lui e cominciarono a ripensare tutto quello che avevano passato assieme. Dalla loro antipatia fino a diventare l'amore di adesso.
«Adesso ti devo lasciare. Devo andare ad allenare i miei soldati. Gli altri comandati mi staranno aspettando all'appello.» Jungkook, di corsa, si aggiustò l'hanbok per presentarsi agli allenamenti.
«Vai pure. Torna presto.» sorrise.
Jungkook si avvicinò nuovamente a lei per aggiustarle la scollatura, un po' troppo aperta, per poco non si vedeva tutto.
«G-grazie...» arrossì.
«Prenditi cura di te quando non sono presente. E ricordati che sei appartente al sottoscritto.» fece un occhiolino e la lasciò sola con i due animaletti.
Lailla, imbarazzata ma felice, si aggiustò ancora l'hanbok per poi spostare la sua attenzione sugli animali.
«Scusate, Ilmol e Dal. Venite qua.» li prese tra le braccia e cominciò ad accarezzarli.
«Volete mangiare qualcosa?» gli due animali mugugnano come per dire di sì.
«Jangmi è già andata in cucina a portarmi il pranzo. Mangiate qualcosa insieme a me, più tardi vado a prendere qualche avanzo in cucina.» toccò i loro musetti con il dito cercando di non far del male.
•
Il principe ereditario si mise l'armatura addosso e si presentò all'addestramento dei soldati.
I soldati erano in piedi, messi per tante file con in mano delle lunghe lance.
I comandati stavano proprio aspettando il principe per poter iniziare.
«Principe. Siamo pronti per l'allenamento.» disse uno dei comandanti.
«Eccellente.»
Guardò i soldati e cominciò a urlare per farsi sentire.
«OGGI VI VOGLIO VEDERVI CARICHI. QUANDO SARETE NELLA BATTAGLIA DOVETE PROTEGGERE LA VOSTRA CASA DAL NEMICO!»
«SÌ!!!» risposero i soldati altrettanto ad alta voce con andren
Jungkook con gli altri comandati giravano tra i soldati per verificare che stiano facendo gli esercizi con correttezza.
Dovevano essere tutti pronti a entrare in una vera battaglia, e soprattutto dovevano essere pronti moralmente. Non tutti ne usciranno vivi, ma si ricorderanno i sacrifici dei guerrieri per prottegere la propria patria.
Il principe Jungkook si ricorda ancora perfettamente i volti dei soldati che aveva perso e soprattutto i loro nomi. Le famiglie dei soldati mancati riceveranno la gratitudine da parte del principe e riceveranno dei sacchi di riso per potersi sfamare. Non tutti erano di famiglia benestante, la maggior parte dei soldati erano di famiglia povera che non si potevano permettersi neanche un chicco di riso. Per sopravvivere, entrano a far parte dell'esercito per avere qualche spicciolo, ma era una questione di vita o morte. Potevi tornare vivo oggi e domani non ritornare mai più.
Kim Taehyung era sempre stato fedele al principe e rispettava ciò che faceva, perché sapeva che era sempre per il bene di tutti. Anche se morirà al nemico starà ugualmente affianco al suo padrone e morirà con fedeltà.
Sapeva quanto si sentiva in colpa per i soldati persi in questi anni, ma non tutti potevano sopravvivere.
Era severo con i soldati, ma solo per farli diventare abbastanza forti da sopravvivere.
Ciò lo rendeva un grande futuro imperatore.
•
Lailla, sgattaiolò dalla sua tana e andò in cucina a prendere qualche avanzo per le sue piccole bestiole.
Trovò due cosce di pollo, per miracolo, per la Imol. Per Dal aveva prese una carota e del sedano fresco.
«Bene!» era pronta per rintanare.
«Ohi. Sembri una ladra.» la voce fredda di Jimin la spaventò.
«Yha! Mi hai spaventata.»
«Solo chi fa il ladruncolo si spaventa. E tu lo sei, non è vero?» si avvicinò pericolosamente a lei facendo sorrisetti.
«Sto solo portando dei avanzi per le mie bestiole.»
«Bestiole? Hai a che fare con dei lupi?»
«Ma no! Una volpe e un coniglio.»
Jimin capì che la volpe e il coniglio che aveva cacciato il fratellino li aveva regalati apposta per lei. Ecco perché li ha colpiti sulla zampa.
Rise divertito dalle cosette romantiche che stava facendo per una donna.
«Che buffo.» affermò Jimin.
«Che?» chiese confusa.
«Niente, stupida.»
«Yha! Non darmi più soprannomi strani.»
«Tu conosci così bene Jungkook?» chiese improvvisamente.
«Mhhh sì. Perché?»
«Allora sai cosa fa nei giorni in cui non ti fa compagnia?»
«Fa cose da principe, ovviamente.»
«Non solo. Dovresti conoscerlo bene, ma non è così. Chissà quanti segreti ti tiene nascosto.»
«Non è vero! Avrà i suoi di segreti, come me, ma non farà mai del male alle persone.» lo difese come farebbe una brava moglie.
«Che brava mogliettina. Sai, è un peccato che non sei mia moglie. Avresti goduto in futuro. Non è ancora tardi per cambiare idea.» prese il mento della fanciulla e cominciò ad avere pensieri non puri.
Lailla, non capiva cosa gli prendeva, non era mai successo con lui, sembrava una brava persona.
«Per favore, Jimin. Non fare così.» indietreggiò con paura.
«Mi piaci, Lailla. Vorrei che diventassi la mia regina.» non voleva mollare la presa.
Sorrideva in modo inquietante. Spaventava assai.
Non si era mai comportato così con Lailla.
«J-Jimin?» era come ipnotizzato da una strega.
Si avvicinava sempre di più al viso di lei, come se volesse baciarla e possederla.
Lailla poteva solo fare una cosa: colpirlo e scappare a gambe levate.
Con il piede calpestò con forza il piede di lui, mentre si concetrava sul dolore, prese l'occasione d'oro di scappare il più velocemente possibile dalla cucina.
Park Jimin continuava ugualmente a sorride in modo inquietante mentre guadava l'ombra di lei allontanarsi da lui.
Quando arrivò nella sua cameretta si chiuse dentro, facendo svegliare Imol e Dal dal sonno.
Ilmol si alzò e si diresse vicino a Lailla come per chiedere se stesse bene.
«Tranquilla, Ilmol. Tutto benone. Ti ho portato del pollo.» cambiò d'umore e buttò davanti le due cosce alla volpe.
Poi portò il sedano a Dal, che incominciò a sgranocchiare.
Mise la carota di Dal sul tavolino per dopo e si concesse del tempo per tranquillizzarsi.
«Era come impazzito.» disse tra lei e lei ripensando a prima.
Ci era rimasto malissimo, perché aveva dei sentimenti, infondo, per Park Jimin, come amico.
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