3.2
Dopo finito la serata, ritornare al palazzo nelle loro rispettive stanze.
Il cuore della giovanissima Lailla pulsava come un martello.
Era distesa sul letto pronta per dormire ma a causa del primo bacio che aveva rubato il sul principe non riusciva a prendere un briocciolo di sonno. E non solo, era assai accaldata.
«Aish. Maledizione! Non mi sono ma sentita in questo stato. Però.....
-si toccò il petto con entrambi le mani- è una sensazione bellissima.» sorrise come un'ebete.
Si coprì la bocca e il naso con la coperta per l'imbarazzo e la felicità mischiato insieme.
Jungkook non si era ancora messo tra le coperto, era ancora in piedi con in mano un bicchierino di liquore che fissava la luna come se fissasse Lailla in persona.
Alzò il bicchierino e fece un brindisi alla luna con un sorriso.
In un sorso solo finì il liquore.
Con il pollice strofinava delicatamente il bicchierino ormai vuoto con uno sguardo da sognatore.
•
Il giorno seguente arrivò la notizia che la principessa era andata dal re in persona per richiedere il permesso di tornare nel suo Regno per rivedere i suoi amati genitori.
Era subito partita dopo il consenso.
«Non vi preoccupate delle azioni della principessa? È stato tutto all'improvviso.» affermò Taehyung.
«Hai ragione, ma credo che è stato deciso da lei perché le manca i suoi genitori.» disse Jungkook mentre si vestiva.
«Può darsi, visto com'è fatta la principessa.» concordò anch'esso.
«Ho finalmente dei giorni senza di mezzo Hee-Young. Potrò passare del tempo con la mia Lailla.»
«La vostra Lailla?» Taehyung inarcò un sopracciglio.
«Hai qualche problema?» lo guardò male.
«Ovviamente non ho coraggio di avere problemi con voi.» stette subito zitto avendo paura del principe in modalità minaccioso.
«Oggi devi dire al cuoco del palazzo di preparare dei dolcetti a seconda dei gusti di Lailla. E quando hanno finito di preparare il tutto, impacchetali bene e portali nella carrozza. Oggi porto Lailla a fare una mangiata nella natura.» sorrise contetento e fiero di sé a solo immaginare la reazione che farà la sua amata.
«Agli ordini.» e così Taehyung si diresse verso la cucina del palazzo, ma prima doveva sapere che cosa picesse mangiare di dolce alla signorina Lailla. Il principe non gli aveva riferito niente a questo proposito.
«Certo che con la testa del principe innamorato non è più lucido come una volta.» comentò eglitra sé e sé sospirando.
«Stai parlando male di qualcuno, generale Kim?» Jangmi sbucò dal nulla dietro a egli.
Quest'ultimo per poco non perse il cuore per lo spavento.
«Signorina Jangmi? Che ci fatte qui?»
«Oh bhe. Siamo nello stesso palazzo, è normale scontrarsi qualvolta.» rispose.
«Sì, hai ragione, ma il palazzo è gigatesco. Non è raro incontrarci.»
«Mi parli come se fossi una spia venuta da un'altro regno, generale Kim.» rispose timidamente la servetta.
«Oh...perdonami.» si gratta la nuca per l'imbarazzo dopo aver sentito l'affermazione.
Jangmi cominciò a giocare con le dita per l'atmosfera d'imbarazzo che si era creata.
«Avrei bisogno del tuo aiuto, signorina Jangmi. Non è che mi puoi dire i dolci preferiti della vostra signorina?»
«Perché questa domanda?»
«In pratica il nostro principe vuole fare una sorpresa alla signorina. Non lo dire alla tua signorina, sennò farò una brutta fine. E poi personalmente credo che ultimamente il principe sia troppo ai suoi pensieri amorosi, non che sia una brutta cosa, ma mi manca il principe lucido e dilgente di una volta.» sopsirando mettendo le braccia conserte.
«Anche la mia signorina. Non riesce dormire per i suoi pensieri amorosi durante la notte e mi tocca sempre svegliarla, non che sia la prima volta che lo faccio, ma sono entrambi meno lucidi di prima quando stanno insieme.» anch'essa sospirò e mise le braccia conserte.
Senza accorgersi, stavano dicendo le stesse cose e stavano facendo i stessi movimenti, come se fossero sincronizzate.
Quando si accorsero che erano assai simili tra loro si imbatazzarono.
«La signorina non ha gusti particolari, basta che sia buono e che non sia amaro. Odia tantissimo l'amaro e l'aspro.» disse Jangmi.
«Oh bene. Non dovrebbe essere difficile. Grazie per il grande aiuto, Jangmi.» corse subito frettolosamente dallo chef del palazzo per dare i loro compiti per l'appuntamento perfetto del principe.
Jangmi era ancora nello stesso punto e sorrise felice.
«Non ha aggiunto "signorina" davanti al mio nome. Mi ha direttamente chiamata per nome.» si coprì la faccia per la felicità.
«Ahhhh! Che bello!» mise la mani fredde sulle guance per calmare un po' le acque, era comunque stra felice.
«Non è così freddo infondo il generale.» si morse un labbro.
•
Era tutto preparato per la sorpresa. Jangmi aveva già portato la sua padroncina nella carrozza, dove il principe la attendeva.
«Dove andiamo, Junkook?» chiese curiosa lei sedendosi affianco a lui.
Jungkook sorrise misteriosamente per poi prendere la sua mano nella sua per poi intrecciarla.
«J-Jungkook? Che faiiii???» si imbarazzò.
«È una sorpresa, mia regina Lailla.» fece l'occhiolino.
«È tutta sta segretezza?»
«È normale fare sorprese alla proprio moglie, no?»
«Tsk! E quindi lo fai anche a quelle tre mogli che hai? Bello a sapersi.» tolse la sua mano dalle mani di Jungkook e cominciò a sbronciarsi.
«Certo che no! Io amo solo te. Dai, non fare così, Lailla.» pregò di perdonarlo, ma niente.
«Sono serio, Lailla. Quando salirò al trono tu sarai la mia unica regina e amata. Farò in modo di sbarazzarmi di loro e anche di Hee-Young.»
«No! Non puoi farlo e sai benissimo perché. Se ti liberi di Hee-Young scatenerà una guerra! Sei stupido? Il popolo morirà a causa nostra.» fu seria la fanciulla.
«Lo so....ma come posso garantire la mia fiducia?»
Sta volta era Lailla a stringere le mani a lui.
«Fai del tuo possibile per soddisfare la principessa. Se vuole il posto come regina, tu devi darglielo. Io sarò ugualmente affianco a te, Jungkook. Non sarò seduta al trono con te, ma saremmo ugualmente insieme.» spiegò ciò che lei pensava.
Lui pensava che stava sacrificando assai per lui e il Regno Jeon. Non meritava di essere così matura davanti a tale decisione. Sapava che era il giusto, ma tutt'altro che giusto nei confronti di Lailla.
«Lailla, io-»
«Shhh» Lailla mise un dito sulle labbra del principe per farlo zittire.
«Non fare quel musone. Tu sei il principe ereditario. Ciò che fai e decidi è solo per il bene del popolo, quindi non ti odierò mai per le tue decisioni. Io ti amo ugualmente per quello che sei. Non ti abbandonerò mai.» lo confortava sorridendo.
Era triste, perché era un principe e un principe poteva permettersi di tutto, ma lui no. Non si poteva permettersi tutto. Si sentiva un peso al cuore non potendo dare ciò che dovrebbe apoartenere a Lailla.
«Io mi sento di essere debole. Mi spiace, Lailla. Non sono abbastanza. Avevo promesso a tua madre di proteggerti, ma non riesco a mantenere la promessa.»
«Sai, non è dando a me il trono come regina vuol dire darmi sicurezza, Jungkook. E non sei debole. Sei l'uomo più forte del mondo. Io ho fiducia in te. -prese la mano di lui e lo mise al suo petto dove giaceva il suo cuore da giovane fanciulla che batteva forte- Lo senti? È il mio cuore. Qui ce solo posto per te e io sarò sempre nel tuo cuore. Ci sarà posto solo per me, vero?»
Dalla commozione abbracciò la sua amata.
«Ci sarà solo posto per te. È stretto nel mio cuore, ci puoi stare solo tu dentro.»
Lailla accarezzò la sua schiena.
«Mi stai dando della obesa?» ironizzò lei sciogliendo un po' l'atmosfera.
Jungkook, difatti, emisse una risatina.
«Sì, lo sei.»
«Cosa!? BASTARDO!»
«Ohi ohi. Hai coraggio di dare del bastardo al principe mh? Hai fegato, signorina Lailla.»
«Pf! Tu non sei chi sono.»
«Si che lo so. Sei la obesa.» rise di gusto.
«Tu sei un bastardo, Jungkook.» incrociò le braccia arrabbiata.
«Lo sono. Sono sempre il tuo bastardo. -la abbracciò da dietro potendo sentire il profumo dei capelli- Sai perché pesi? Perché nel mio cuore sei pesante, io ti amo.» diedo un bacio sul suo collo.
Per poco Lailla non perse un battito dopo quel bacio dietro al suo collo.
•
Arrivarono in una prateria piena di fiori. Si sedettero in un gazebo di marmo che era situata proprio al centro della prateria.
C'erano varie farfalle colorate che svolozzavano.
«È meraviglioso questo posto. Come lo hai scoperto?» iniziò a girare su se stessa in mezzo al prato e alle farfalle.
«È il mio Regno ma è anche il tuo regno. Se ti piace ti ci porterò quando vorrai.» era felice di vederla sorridere.
«Mi piace tantissimo.» si aggrappò a lui con le braccia attorno al suo collo.
Lui mise le sue mani nei suoi fianchi.
Si guardarono negli occhi non riuscendo a staccarsi.
Erano lì che guardavano meglio i loro minimo dettagli dei volti.
Jungkook voleva fare il primo passo avvicindosi alle labbra, ma Lailla era stata più veloce.
Le sue labbra toccarono le sue e cominciarono a stringersi sempre di più.
Lui spostò le sue labbra pian piano al suo mento, al collo e poi al petto.
Lailla imbarazzata voleva impedire di andare oltre.
«J-Jungkook....no...» arrossì.
«Scusami. Non sono riuscito a contenermi.» si scusò anch'esso imbarazzato.
«Ho preparato dei dolci per te.»
Lailla sentendo che c'era cibo si era emozionata.
Si sedettero sotto il gazebo di marmo. Jungkook stava solo a guardare Lailla gustare i dolcetti.
«Sono deliziosi. Li hai preparati per me apposta?» cinese quasi commossa dal gesto.
«Ovvio. Tutto per la mia bellissima bimba.» accarezzò la testa della fanciulla.
«Grazie, bimbo.» rispose scherzosamente.
Passarano una bellissima giornata assieme senza altre persone che potessero infastidirli.
Il sole soleggiava, i fiori danzavano a ritmo del vento e i loro sentimenti erano a gonfie vele.
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