2.6
Per tanti giorni era restata rinchiusa nella sua stanza senza uscire.
Era sempre seduta sul letto con la testa appoggiata sull'asta di legno del letto a fissare il vuoto come se avesse perso l'anima dopo la perdita della madre, bhe non lo sembrava solo, era veramente in quello stato pietoso.
Neanche Jangmi riusciva a farla alzare da quel letto che si era incollata sopra.
•
Jungkook era stressato per la questione della madre di Lailla. Era alla ricerca dell'assassino.
«Abbiamo esaminato il cadavere prima di metterla nella barra, ma non c'era nulla di strano, a parte la ferita al petto causato dalla spada.» disse Taehyung.
«Sei riuscito ad esaminare che genere di spada era da causare una ferita del genere?»
«Da quella ferita sembrerebbe apparire una spada che usano i soldati. E quelli che usano i soldati normalmente sono le spade a una mano. Dalla larghezza della ferita sembrerebbe così, ma non siamo sicurissimi.» spiegò dettagliamene.
«Un soldato? Mhh potrebbe anche essere una persona nobile che ha ordinato di assassinarla. Tutto è probabile.» posò la mano con delicatezza sul mento assumendo una posizione di un pensatore.
«Non verrà nulla dalla mia testa, quindi andiamo dalla scena dell'assassinio.»
il principe ordinò di preparare i cavalli per recarsi sul posto desiderato.
«Subito!» Taehyung con velocità andò a prepare i cavalli e il resto per esaminare il crimine.
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Erano già nella scena del crimine e ci stavano girando per lungo tempo sperando di trovare qualcosa.
Avevano cercato nella casetta e anche nella buca, ma non c'era tanta roba.
Per lungo tempo girarono per tutto il posto sperando in un miracolo, ma niente di niente.
«Si è fatto tardi, principe.» affermò Taehyung notando la sua stanchezza.
«Lo so.» rispose solamente stando ancora concentrato.
Poi guardò con cura il posto che abitava la donna e aveva notato che c'era un po' di fango in questo posto.
«Fango...» sussurrò Jungkook immerso nelle riflessioni.
«Fango?» ripeté Taehyung confuso.
«In questo posto c'è del fango un po' sparso in giro visto che ama tantissimo fare giardinaggio e allevamento. E alcuni di questi fanghi, soprattutto quelli vicini all'entrata del giardino, c'è ne sono sparse e sono anche abbastanza profondi da sporcare per bene gli abiti. -spiegò- Supponendo che fosse veramente un nobile ad aver commesso questo reato, non avrebbe mai fatto lavare il vestito sporco per poi rimetterselo in una seconda occasione, perché lo avrebbe direttamente fatto buttare via.» era una supposizione brillante, ma con poche certezze che fosse così.
«Può essere, ma non abbiamo abbastanza informazioni. Non sappiamo da dove cominciare a cercare.» fu onesto il suo braccio destro.
«Lo so, per questo ti ordino adesso di chiedere ai servi che si occupano del bucato.»
«Ma del tutto regno? Non finiremo mai.»
«No, solo del palazzo.» sorrise soddisfatto.
Taehyung confuso chiese una spiegazione ben chiara prima.
«Lo hai detto tu stesso che la ferita è stata causata da una spada che usano i soldati. Dalle sue misure più accurate sembra che sia più sottile. I soldati del nostro palazzo sono gli unici che hanno questa caratteristica diversa dalle altre spade, missa che l'assassino non è nobile ma bensì reale.» suppose in grande.
«Ha senso.» pensò Taehyung.
«Tentare non nuoce. Prova a cercare nel palazzo e stai attento.»
«Sì, ai vostri ordini.»
Jungkook pensava di essere molto vicino alla verità e anche se non lo trovava lo avrebbe comunque scovato comunque, era solo questione di tempo.
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Yuan aveva dei sensi di colpa dentro di sé ma continuava a consolarsi da sola, continuando a dire che non aveva ucciso nessuno.
Le anatre dello stgno si stavano facendo una bella nuotata mentre lei si dimenva mentalmente.
«Signorina, sta arrivando la signorina Lailla.» sussurrò la sua serva nelle orecchie.
Si girò e ineffetti vide in lontananza la sua sorellina. Sembrava che fosse giù di morale e guardava altrove senza guardare dove metteva i piedi.
Vederla, nella mente, la obbligava a pensare che avesse fatto ritorno per vendicarsi.
«È tornata per uccidermi!» Guardava Lailla come se fosse un fantasma, si prese la briga di afferrare la sua serva e scappare a gambe levate senza farsi vedere dalla sua sorellina.
Quest'ultima vagava tra i suoi ricordi con la sua adorata mamma, non prestando attenzione a dove metteva i piedi.
Difatti calpestò un sasso che le fece fare una brutta storta alla caviglia.
Emise solo un piccolo suono per l'improvviso accaduto, ma continuava a vagare e a vagare con il suo sguardo privo di vitalità.
«Santo cielo. State bene?» Jangmi controllava la situazione, ma a quanto pare la caviglia si è fatta un po' gonfia, faceva fatica a camminare.
«Su forza. Torniamo nella stanza, Lailla.» Jangmi la prese per un braccio e si sforzò per rincasare il più presto possibile, era coscente sul fatto che la sua signorina attualmente non sarebbe più normale come prima.
Con fatica la fece sedere sul letto e chiamò uno degli medici reali per vedere com'era la situazione della sua caviglia.
Jangmi li fissava restando da parte, quando vide che il medico aveva finito di visitarla, gli si precipitò quasi addosso chiedendo com'era.
«Niente di grave alla caviglia, ma sembra che il morale della signorina Lailla non è tale.» sospirò il medico provando un po' di angoscia per ella.
«Ehh sapesse che crudeltà, medico.» sospirò anch'essa.
«Invece alla caviglia basterà spalmare questa pomata alle erbe per pochi giorni, vedete voi quando. Si sentirà l'effetto.» porse alla piccola serva una boccetta piccola contente la pomata.
«La ringrazio. Vi auguro una buona giornata.» accompagno egli all'uscita della loro dimora.
«Lo spero anche per voi...soprattutto per la signorina Lailla.» e così se ne andò portandosi la sua valigetta i legno da medico.
•
Taehyung era arrivato alla lavanderia del palazzo. Erano presenti tantissime serve di rango basso che facevano il bucato a mani nude usando solo delle botte di legno in cui ci riempivano l'acqua e infine li lavavano con l'utilizzazione delle lavatoie di legno.
Taehyung si guardò intorno ma c'era poco da guardare, quindi faceva prima a cercare la responsabile della lavanderia del palazzo.
Per coincidenza arrivò una donna sui quasi cinquant'anni vestita in modo molto diversa dagli altri servi, nonché era la persona che voleva vedere lui.
«Oh che onore vedervi, generale Taehyung. Cosa vi porta alla mia lavanderia?» si inchinò la donna.
«Avete per caso ricevuto ordini di buttare o lavare qualche vestito sporco di fango?» andava dritto al sodo senza spiegare tanto.
«È una domanda strana, generale -sorrise educatamente senza offenderlo- Bhe fatemici pensare....vestito di fango eh....mhhh»
«Spero che fai del tuo meglio per ricordare. Sei tu che controlli gli abiti, no? Soprattutto gli abiti degli ranghi alti.»
«Ah! Adesso che mi parlate di ciò, ieri mi sono stati arrivati una montagna di abiti da parte delle signorine Rimi, Kyun e Rha. Erano tutti vestiti nuovi ma me li avevano portati ugualmente e mi avevano ordinato di buttarli via.»
«Le tre mogli del principe?» non lo trovava possibile che fossero loro tre, infondo non sapevano niente della vita di Lailla.
«Ah già! Ieri notte una serva reale mi aveva portato anche un'abito bellissimo da buttare via, mi aveva riferito di brucirlo al più presto. Non ho prestato attenzione se erano sporchi di fango, perché erano presenti tantissimi abiti da buttare via.»
«Li hai bruciati???» si agitò, avendo paura di aver perso delle prova importanti.
«Poco fa è venuto il ragazzo, il responsabile di questo lavoro, li ha messi in delle sacche e li ha portati via con il suo solito carro a braccia. Non dovrebbe essere lontano.»
Taehyung subito scattò via e uscì attraverso l'uscita di retro del palazzo, nell'intento di raggiungerlo.
Arrivò in centro e con lo sguardo cercò il suo interessato. Finalmente vide la persona che corrispondeva alle descrizioni della responsabile della lavanderia.
Gli si avvicinò.
«Mi scusi? Ti posso parlare un attimo?» gli diede due colpetti alle spalle pee farlo girare dalla sua parte.
«Ha bisogno, signore?»
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