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1•9

Quando arrivarono davanti al portone della casa Shin, le gambe di Lailla divennero molli.

Jungkook la aiutò a scendere dalla carrozza e la accompagnò dentro per fare anche un piccolo saluto alla famiglia nobile, anche se poco gli interessava a lui.

Quando i padroni di casa videro il grandissimo principe ereditario, si inchinarono subito mostrando dei sorrisi educati.

«Che grande onore vedervi, mio principe. Grazie di aver portato personalmente la mia adorata figliola nella sua dimora.» disse il capo famiglia, nonché il signor Shin.

Jungkook con la sua solita espressione fredda disse a loro di alzarsi.

«Dopotutto è la mia moglie, signor Shin.» rispose tranquillamente senza cambiare la sua solita espressione.

A quanto pare non cambiava la sua solita espressione superba davanti agli altri, ma solo quando era con Lailla.
Forse era l'unica persona che riusciva a sentirsi se stesso.

«Sapete, eravamo assai preoccupati per lei. Avevamo paura che non riuscisse a dormire bene senza la sua solita coperta, ma a quanto vedo sta benone con voi, principe. La famiglia Shin lo ringrazia profondamente.» parole quanto dolci quanto false.

Lailla stette solo a sentire roteando gli occhi.
Quante bugie.

«Abbiate cura di lei.»

«Non c'è neanche bisogno di specificare. Lo faremo di sicuro. I nostri più grandi omaggi, grande principe.» questa volta fu la signora Shin a parlare.

Jungkook si girò verso di ella, le fece un sorriso e se ne andò lasciandola da sola con Jangmi.

Il suo corpo protettivo, come uno scudo, la lasciò ai nemici. Voleva tanto fermarlo e chiedergli di portarla via con lui, ma non aveva quel coraggio.
Quanto sperava che si girasse per poterla portare via...quanto ci sperava, ma era tardi....se ne era andato.

«Bene bene. Ben ritornata a casa, Lailla. Ho sentito dalla mia figlia che hai di nuovo dato fastidio e che hai persino cercato di avvicinarti al principe Jimin!» disse la vecchia donna tirando fuori un bastone lungo e robusto.

«Quella stupida di vostra figlia non sa mai di cosa parla! E voi siete altrettanto stupidi da chiedere al re di farmi portare da voi solo per un capriccio stupido!» rispose a tono tendo la testa ben alta.

Jangmi voleva proteggerla, ma la bocca della sua giovane padrona era molto dura da frenare.

«Siete solo nobili per essere dei fasulli davanti alla famiglia imperiale, oltre a questo cosa sapete fare? In questo mondo non esistono tali personaggi più schifosi! SIETE SOLO UNA FAMIGLIA DI BASTARDI!» urlò tirando fuori tutto l'odio che provava, sapeva che avrebbe rischiato metà della sua vita per dire queste verità.

Le arrivò infatti una sberla dal signor Shin.
Faceva male, ma aveva ancora l'onore e l'orgoglio. Prese forza nel suo braccio e ricambiò la sberla al legittimo proprietario.

«Questa sberla te lo ridò doppio più forte, signor Shin!»

«TU!» massaggiava la sua guancia arrossata mentre la indicava con il dito come per maledirla.

«COME TI PERMETTI DI TOCCARE MIO MARITO, PICCOLA CAGNA!» la vecchia signora prese il bastone e la colpì dritto alla schiena.
Tale colpo era troppo forte, infatti cadde letteralmente per terra con la schiena assai addolorata. Sembrava che le fosse spaccato tutte le ossa della schiena.
Un dolore lacerante.

La signora continuò a regalarle più colpi. La faccia di Lailla era ricoperto di ferite rosse, e forse non solo sulla faccia.

«Lailla!!!!» Jangmi si chinò e pianse vedendola ridotta molto male.

«Aiuto! Aiuto!!» urlava Jangmi sperando che il principe Jungkook ritornasse.

«Eh sta zitta stupida schiava!» la vecchia donna con un calcio la fece stendere per terra.

«Tanto nessuno verrà a salvarvi.» rise diabolicamente il signor Shin.

«HAHAHAHA» i due risero divertiti e soddisfatti.

«Fattela stare fuori in ginocchio per tutta la sera.» ordinò la signora Shin a una guardia.

«Ma tra poco pioverà, signora.» disse la guardia.

«E allora?»

«Ehm si.....ho capito, signora.» anche se provava pietà non poteva disobbedire.

«Ah! Invece la sua schiavetta portatela nella stanza della paglia e chiudetela lì. Sono stata chiara?!» disse minacciosa.

Tutti eseguirono gli ordini.

La guardia trascinava Jangmi verso la stata della paglia.

«LAILLA!!! LAILLA!!» continuava a urlare.

La giovane fanciulla di sentiva senza forze e per bellezza le stava sanguinando il naso.

L'altra guardia la stava mettendo in ginocchio come detto dagli ordini, ma non riusciva più a stare in piedi....era esausta e addolorata.

«Signora, non riesce stare inginocchio.» spiegò la guardia.

«Non fa niente. Fatela stare pure per terra. Che nessuno vada a darle qualcosa, capito?!»

Tutti obbedirono un'altra volta senza dire di "no".

A poco a poco cominciò a gocciolare.


Il principe ereditario era nel suo ufficio a sfogliare dei libri spensierato. Guardò un momento dalla finestrella che stava piovendo forte. Grande gocce cadevano dal cielo come se fossero lacrime di angeli.

«Principe Jungkook. Ho già messo delle guardie di sicurezza, come hai ordinato, negli dintorni della famiglia Shin. Ma se posso, vorrei chiedere perché.» disse Taehyung chinandosi.

«Non lo so neanch'io, ma mi sentivo di farlo.» sorrise leggermente sempre continuando a fissare la pioggia.

Improvvisamente arrivò una guardia vestito tutto di nero.

«Grande principe Jungkook.» disse inchinandosi.

«Come mai sei qui? Non saresti nascosto per proteggere la signorina Lailla?» chiese Taehyung confuso della sua apparizione.

«Lo ero, ma stanno succedendo delle cose orribili nella famiglia Shin!»

«In che senso? Spiegati bene!» iniziò un po' ad agitarsi Jungkook.

«La signorina Lailla è stata picchiata dai signori Shin.»

Il giovane principe si alzò di colpo e subito cambiò espressine. Adesso pioveva, chissà cosa avranno fatto ancora!!!
Questa volta era veramente arrabbiato!

«Come hanno OSATO! Taehyung, prendi la carrozza e fai andare i cavalli il più veloce possibile! Non importa cosa succederà, tu fai comunque andare la carrozza il più veloce possibile! NON FERMARTI!» si mise velocemente il lungo mantello e si avviò.

Lungo il tragitto pregava a Dio che stesse bene.

«Resisti.» sussurrò stringendo fortemente il tessuto del suo vestito.

«VAI PIÙ VELOCE, TAEHYUNG!» urlò al suo braccio destro.

Quando finalmente arrivarono, Jungkook scese subito dalla carrozza con un salto. Con dei calci e colpi di spada riuscì a rompere il portone.

Subito vide la sua figura distesa sul terreno gelido sotto la pioggia. Era praticamente zuppa!

Era fin troppo disperato!

Corse subito da lei abbondando la spada per terra. La avvolse tra le sue braccia cercando di riscaldarla.

«Lailla? Svegliati, per favore! SVEGLIATI!» cercava di farla risvegliare, ma niente.

Anche egli era quasi metà zuppo, ma arrivò Taehyunga con l'ombrello a ripararli.

«LAILLA! REAGISCI!» continuò.

A questo richiamo riuscì ad aprire debolmente gli occhi.

«J-Jungkook....» sussurrò debolmente.

«Non parlare, va bene? Ci sono io adesso. Ti riporto a casa.»

Era troppo debole per rispondere, riuscì solo ad annuire debolmente con la testa.

Per coincidenza arrivarono anche i padroni di casa molto confusi e impauriti alla vista del principe presente nella loro casa. Ciò non era previsto.

La prese in braccio e si avvicinò ai responsabili della sventura.

«P-principe...n-noi non centriamo niente. Mi aveva dato uno schiaffo e...e-e le ho dato una punizione...n-non sapevo che avrebbe piovuto.» cercò una scusa qualsiasi, anche la più banale, ma lo sguardo sfuriato di del principe non cambiava.

Era famoso per essere il principe dallo sguardo assassinio! Il principe più serio e combattivo. Si diceva che non aveva pietà di ammazzare la gente che gli seccava.

«Voi!» la sua voce cambiò totalmente.

«Avete osato fare ciò alla mia donna?! —da farsi addosso— Mi avevate promesso di prendevi cura! Mi avete MENTITO quindi! Sapete cosa succede quelli che mentono al sottoscritto?»

Tutti ingoiarono la saliva.

«Per me voi potete morire qui e ADESSO! Avete veramente del fegato a TOCCARE la MIA DONNA!»

«Vi-vi prego di perdonarci! Non ci sarà un'altra volta.» si inchinarono letteralmente per terra pur di tener la loro testa al suo posto.

«Un'altra volta? Ohh ovviamente non ci sarà un'altra volta, signori Shin. Taheyung chiama le guardie, legateli, prendete lo stesso bastone che hanno osato utilizzarlo sulla mia signora e colpiteli finché non sveniranno del tutto.» guardò i due vecchi con gli occhi che sembravano diventare rossi per l'odio e il disprezzo.

«VI PREGO NO! LASCIACI ANDARE.» scongiuravano, ma non aveva pietà.

«Colpiteli.» disse freddamente.

«Taehyug, vai a liberare Jangmi.» ordinò ancora al suo braccio destro.

Le guardie del principe ereditario cominciarono già con il loro lavoro. Si sentirono le urla di dolore dei due vecchi decrepiti.
Li guardò un'ultima volta e poi si voltò con disprezzo.

Adesso doveva occuparsi SUBITO di Lailla!

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