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1•0

Lailla lo guardò confusa dalle parole. In poche parole non ci credeva affatto.

«Se me lo dici, io non ci credo.» rispose più che ovvia.

«Esatto.» sorrise divertito il principe.

La fanciulla lo guardò malissimo da bruciarlo vivo, ma non la temeva, dopotutto era egli che la teneva schiava.

«Ma puoi fare fidamento a me d'ora in poi. Per pietà ti aiuterò quando vuoi se arriva qualcuno a disturbarti.» propose il giovane ereditario divertito dalla buona compagnia della fanciulla.

«Guardate che non ho bisogno di pietà. Proprio da nessuno. So gestirmi perfettamente da sola.» insinuò Lailla guardando altrove offesa.

Jungkook sorrise divertito dalla buffa reazione della sua mogliettina.

«Pietà eh? Le parole parlano, ma non dicono sempre la verità. Gli occhi parlano e anche troppo.
Chi può dirlo che sto provando pietà e non l'amore per te.» fu soddisfatto delle sue parole.

Tra poco non si strozzava con la sua stessa saliva. Sì rigirò e fu ancora più furiosa dal suo livello di drammaticità.

«Lo avete detto voi stessi che era per pietà! Non raccontatemi sciocchezze, principe.»

«Infatti ho detto che le parole parlano meno dei sguardi, mia principessa.» la sta sfidando e gli piaceva le donne che lo sfidano.

«Voi mi state prendendo in giro, ecco la verità. Voglio andarmene.» si alzò dalla barchetta, ma traballava molto.

«Siediti prima che cadi in acqua. Poi saranno affari tuoi.» lo avvertii.

«Non ho bisogno delle vostre avvertenze!» rispose trabalando sulla barca in piedi.

«Siediti prima che cadi ver-»

Putroppo quello che temeva era appena successo, Lailla era caduta in acqua gridando di paura.

Jungkook sbuffò per l'ignoranza della fanciulla.
Saltó in acqua anche lui e andò a salvarla.

Riuscendo a ritrovarla la prese tra le sue braccia per aiutarla a salire in superficie, ma prima persero cinque secondi per fissarsi quasi incantati.

Quando furono in superficie salirono nuovamente sulla barchetta che abbandonarono in mezzo al lago.

«Ti avevo avvertita, sciocca donna.» lo sgridò osservando i suoi vestiti bagnati.

Lapilla si coprì subito il petto, perché le si vedeva tutto.

«Non guardare dove non dovresti, pervertito!»

«Per prima cosa: nessuno te li guarda. E seconda cosa: si dà del lei al principe, ignorante.» sbuffò Jungkook come infastidito, ma dentro si stava divertendo un mondo con Lailla.

«Ignorante a chi?!» si arrabbiò come sempre con egli.

«A te o a chi sennò? Sei proprio stupida, non so proprio perché ti abbia presa in moglie.»

«Non preoccuparti, principe! Avete altre belle mogliettine con il seno più grande alla cui puoi andare a letto furioso. Faccia come se non esistessi.» rispose facendo arrabbiare seriamente questa volta Jungkook.

«Ripeti se hai coraggio?!» avvolse la sua mano attorno al collo della fanciulla e gliela strinse.

Lailla faceva tanta fatica ad respirare e la prima cosa che pensava era che morirà nelle mani di un farabutto come il principe.

«Non ho molta voglia di perdere il mio tempo prezioso per delle donne che cercano sempre di acchiappare uomini per salire di gradi. Voi donne siete tutti così inutili nella vita! Tu non sei altrettanto, sciocca donna!» rispose lui furioso, ma le sue parole pesanti avevano ferito pesantemente Lailla.

Quest'ultima restò per qualche secondo in trance con lo sguardo abbassato, ma poco dopo diede una sberla abbastanza forte da far rimanere il segno sul viso di Jungkook.

«RIPETILO! Cosa ne sai tu?! Cosa ne sai della mia vita?! Chi ti dice che sono entrata in palazzo per acchiapparti e salire al trono?! Chi?! Sai cosa ti dico? Non mi interessa per niente quel trono, puoi stare tranquillo che non sarò mai la tua chissà chi. Non sono nessuno per te e tu per me.» questa volta fu veramente arrabbiata per le parole del principe.

Quest'ultimo la guardò quasi dispiaciuto, ma era fin troppo orgoglioso per farlo vedere, dopotutto era un principe ereditario.

Quando arrivarono alla terra ferma, Lailla se ne andò velocemente via, senza sapere la direzione giusta, ma in testa aveva ben'altro che queste preoccupazioni.

Jungkook voleva quasi fermarla, ma sì rimangiò l'idea, era meglio così, niente doveva distrarlo dalle sue responsabilità.

Lailla si sedette sotto un albero e pian piano fece scendere lacrime pure.
Era stata molto ferita dalle parole di Jungkook.

Restò per un'ora circa a piangere, ma era forte, quindi si rialzò da terra con la testa ben rivolta verso il cielo.
Voleva andarsene da quel bosco, però si accorse che non sapeva minimamente dove andare.

«Aish! Che giornata meravigliosa. Se non rientro prima del tramonto, gli animali selvatici mi mangeranno vivi.» scalciò frustrata il terreno, ma tale comportamento non l'avrebbe riportata a casa per magia.

«Non ho altra scelta. Devo per forza tentare qualsiasi scorciatoia.» sbuffò sempre più frustrata.

Alzò un po' l'hanbok e cominciò a marciare alla ricerca del giusto sentiero.

Tentò ogni singola strada, ma era come se ritornasse al punto di partenza.
Ormai al tramonto, priva di entusiasmo, si sedette sullo stesso albero cercando di calmarsi.
Improvvisamente una lampadina le si accese in testa.

«Che sciocca! Posso prendere opportunità e scappare via!» affermò contenta.

All'idea si entusiasmò molto, si rimise nuovamente in piedi, pronta a continuare la sua strada per ritornare dalla madre.
Solo che il sole era ormai sceso, ancor prima di fare un passo in avanti si iniziò a sentire dei versi di un animale da qualche parte.

Lailla si irrigidì immediatamente dal suono e restò ferma dov'era, troppi suoni bruschi l'avrebbe mandata in millesimi secondi nell'al di là.

Sentiva i suoni e i passi avvicinarsi sempre di più, finché tra i cespugli non uscì un grosso orso dall'aspetto non tanto amichevole, anzi sembrava molto arrabbiato e affamato.

«Non muoverti. Non muoverti. Non muoverti.» sussurrava a se stessa senza farsi sentire dalla bestiaccia.
Restò immobile e sperava che se andasse.
L'orso cominciò ad annusarla e girarle intorno per esaminarla.
Lailla chiuse gli occhi e cercò di non fiatare per nessun motivo.
Quando finalmente sentì l'orso andarsene lentamente, a Lailla venne una forte voglia di starnutire, nella foresta c'erano troppi fiori che creavano polline.

«ACHU!» quando si accorse di aver lasciato un starnuto cominciò a correre il più veloce possibile, sapeva benissimo che la bestia la stava inseguendo a causa dello stupidì starnuto.

«AHHHH AIUTO!» urlava sperando che ci fosse qualcuno.

«Aish! Come se ci fosse veramente qualcuno in sta foresta nel cuore della notte!» commentò Lailla mentre correva il più veloce che poteva, ma odiava il lungo vestito, non solo era lunga, era pure pesante.

L'orso non voleva proprio piantarla con questo inseguimento.

Una freccia scoccò dal nulla e colpì dritto nell'occhio dell'animale. Esso fece un ruggito di dolore e scappò subito via a zampe levate.

Lailla si accorse che era scappato via, però le interessava di più chi era il personale del causato.
La risposta arrivò ben presto.
Un uomo, galoppando un cavallo bruno dalla criniera nera, si avvicinò a lei con l'arco in mano con l'altro mano teneva le redini e nella cintura aveva con sè una spada ben decorata con graffiti.

Scese dal quadrupede e si avvicinò a Lailla. Quest'ultima riuscì a vedere il suo salvatore: era stupendo!
Pelle lattea, occhi scuri e labbra carnose.

«State bene, signorina?» chiese il ragazzo con un'espressione serio e le sopracciglia rivolte sempre in basso.

"Quant'è serio!" pensava la fanciulla.

«Ehi? Hai la capacità di parlare o non hai la capacità di sentire?» chiese l'uomo misterioso con tono serio, senza cambiare espressione.

Lailla fu ferita dalle sue parole, soprattutto con il tono serio che lo diceva.

«Scherzi vero?! Certo che sento e parlo! Mi stavo solo riprendendo dallo shock. —fu offesa— Ma comunque, grazie mille per avermi salvata.»

Egli non rispose, la guardava solo, senza esprimere nulla con le espressioni facciali.

«Perché mi fissi? Mai visto una bella fanciulla mh?» chiese vanitosa mettendo le mani sui fianchi.

«Ho visto di peggio.» commentò lui voltandosi per salire in groppa al cavallo.

«Yha! Non vorrai lasciarmi qui?»

«Non era mia intenzione, però se insisti per essere il pasto degli orsi è una tua scelta personale.» rispose mettendo apposto l'arco e le frecce.

«Pft!» sbuffò Lailla facendo una buffa smorfia.

«Posso sapere il tuo nome, sconosciuto?» chiese lei.

«Non credo che ti farà piacere saperlo.» affermò lui.

«Ah? Ma non credo che sia il fine del mondo se sapessi il tuo nome, sconosciuto.» alzò un sopracciglio.

«E perché lo vorresti sapere?»

«Forse per ricambiare? Dopotutto mi hai salvata.» fu ironica lei.

«Non mi manca nulla, quindi non ho bisogno di nessun ricambio.» rispose serio.

«Eh dai! Mai dire mai. Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego.»

L'uomo sospirò stanco della sua voce ronzargli attorno.

«Eh va bene, basta che ti tappi la bocca.»

«Sí!» affermò Lailla vincente.

Adesso erano tutte orecchie.

«Mi chiamo Park Jimin, zanzarina.» disse finalmente il nome tanto atteso.

Gli occhi della fanciulla si ingrandirono di colpo sentendo il nome.


EHIII!
Finalmente un capitolo nuovo di Beautiful Love dopo una lunghissima attesa. Spero che mi seguirete fino alla fine.
Comunque ho fatto un post su Jimin  e su Jungkook, spero che vi piacciono🥰

Questo è Jimin! Che ne pensate?

Questi sono tutti Jungkook con Lailla (una foto presa a caso su una ragazza coreana haha)
Come avete notato, il primo posto è anche la copertina del libro.

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