7. Attack
Un essere dalle dimensioni spropositate si era appena materializzato davanti ai loro occhi. La creatura alata aveva dei lunghi artigli, due file di denti affilati e degl'occhi completamente neri. Un nero lucido, quasi specchiato.
Cheryl lanciò un urlo: non poteva essere vero, doveva sicuramente trattarsi di un'allucinazione.
Il ragazzo non perse la calma, in fondo era abituato a combattere demoni, anche di quelle dimensioni. Con il braccio sinistro spinse dietro di sé la bionda, mentre con l'altro prese lo stilo dalla tasca dei jeans.
"Non muoverti." Si raccomandò, per poi attivare la runa della forza.
La creatura urlò nuovamente e gli corse incontro, pronta a fare il suo dovere. Cercò di morderlo, ma lo Shadowhunters schivò prontamente tutte le mosse. Non avendo né il suo arco con sé né un qualsiasi altro tipo di arma, si guardò intorno alla ricerca di qualcosa con cui colpirlo.
In questo momento di distrazione, la bestia lo scaraventò a terra con una zampata.
Cheryl non poteva più starsene ferma a vedere il ragazzo pronto a essere ucciso.
"Alec !" Urlò, attirando l'attenzione dell'essere.
Questo si voltò di poco e la colpì con la coda ricoperta di spine affilate. Le squarciò il cardigan, la maglia e la pelle sottostante. Cheryl cadde a terra mentre il sangue iniziò a uscire a zampilli dalle ferite. In quel frangente di tempo, Alec era riuscito a trovare una sbarra d'acciaio a terra e colpì la creatura ripetutamente sinchè non scomparve.
Il ragazzo si precipitò da Cheryl, le avvolse un braccio intorno alla vita e uno dietro le ginocchia, dopodiché iniziò a correre.
Corse. Alexander corse come non aveva mai fatto prima di quel momento. L'ossigeno era diminuito, i polmoni bruciavano e sentiva i battiti del cuore aumentare. Ma non si fermò, non rallentò nemmeno per un attimo. Aveva le mani e parte del braccio sinistro sporchi di sangue, mentre altre gocce del denso liquido rosso erano finite sui pantaloni e sulle scarpe. Non gli importava, ora stava correndo alla velocità della luce verso l'Istituto.
E ci arrivò in tempi record.
Spalancò con un calcio la porta e si precipitò verso l'infermeria.
"Che succede ?" Lo raggiunsero degli Shadowhunters.
"È stata ferita da un demone, dovete salvarla !" Urlò, perdendo pian piano la lucidità.
Senza commentare, gli addetti a quel tipo di ferite iniziarono a darsi da fare sul corpo della ragazza che, in quel momento, pareva senza vita.
"Alec !" Isabelle si affiancò al fratello fuori dalla sala dove stava avvenendo l'intervento.
Vedendo in che condizioni era ridotto il ragazzo, Izzy sbiancò. La colpì soprattutto il viso, pallido e provato.
"Che sta succedendo ? Ho saputo che sei stato in ospedale ieri e ora sei così..."
"Un demone ha aggredito me e Cheryl. L'ha ferita." Rispose gelido, continuando a guardare come procedeva l'operazione attraverso il vetro.
"Cheryl, eri con lei quindi." Sorrise, ma lui non disse niente.
"Non dovresti parlare con Magnus ?" Gli chiese.
"Puoi darmi consigli su come dovrei vivere la mia relazione più tardi ? Una ragazza sta per morire." Disse bruscamente.
Isabelle ci rimase male, in fondo voleva solo cercare di cambiare argomento per non far pensare troppo Alex a proposito dell'operazione. Ma aveva chiaramente fallito e si sentì una stupida a parlare di Magnus quando era palese che Alec avesse cose più importanti a cui pensare in quel momento.
Si allontanò dal fratello e incontrò Jace e Clary nei corridoi e gli mise al corrente di ciò che era accaduto.
"Un demone ? La mattina presto ? È molto sospetto." Affermò il biondo.
"Avrebbe potuto attaccare chiunque... dobbiamo fare qualcosa..." Clary si passò una mano tra i capelli.
"Ne parlerò con Alec." Disse sicuro.
"Non so se vi convenga... - mormorò Izzy. Sotto gli sguardi indagatori dei due ragazzi, continuò - È molto preoccupato per Cheryl, il suo umore è pessimo. Dovremmo lasciarlo per conto suo, almeno sinchè non sarà finito l'intervento."
E dopo poche ore, questo finì. Alexander entrò appena fu possibile, la ragazza era ancora sotto l'effetto dell'anestesia e sembrava star dormendo tranquillamente.
Lui sorrise, sollevato dal fatto che fosse ancora viva.
Era consapevole, però, che lei, una volta sveglia, non avrebbe visto nulla dell'Istituto e non poteva permetterlo. Voleva dirle la verità una volta per tutte.
Così prese il suo stilo, poi la mano di Cheryl, e disegnò una runa nel lato sinistro dell'anulare. In questo modo avrebbe potuto vedere anche ciò che non era concesso ai mondani.
Alec era consapevole che non era di sua competenza rendere Shadowhunters, ma quella era la sua unica possibilità. Avrebbe potuto ucciderla, ma non successe. Inoltre il demone che era apparso quella mattina era visibile anche ai mondani, il che significava che quella che stava arrivando era una terribile minaccia.
Poi notò qualcosa: un lentissimo movimento della mano.
My sp(j)aceeeeeee
Come va ? Spero super bene !
Tra una settimana partirò a Londra quindi magari pubblico nel fine settimana 😍 mettete una stellina se volete leggere il prossimo capitolo, mi farebbe tanto piacere ! Un bacio
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