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40. Moscow

"Più fresca di quanto ricordassi." Magnus si strinse nel cappotto mentre usciva dal portale.
Lo seguirono i suoi compagni, nuovi in quella città.

Lo stregone li aveva portati direttamente nello scantinato del palazzo degli zar, dove era stato più volte. Sorrise nostalgico al ricordo dello zar Nicola, che era stato suo amante per tantissimi anni.

"Non parlate con nessuno, gli americani non sono ben visti da queste parti." Li avvisò, togliendosi il cappotto e facendolo scomparire con uno schiocco di dita.

Tutti gli uomini indossavano smoking neri, eleganti e lucidi, mentre le tre ragazze erano bellissime in abiti da sera. Izzy indossava un abito ricoperto di paillettes dorate, lungo e con uno scollo provocante; quello di Clary era nero e abbastanza casto, mentre Cheryl non passava inosservata: il vestito si legava al collo per poi intrecciarsi dietro la schiena, lasciandola scoperta sino all'osso sacro, il tessuto semi trasparente lasciava intravedere la pelle candida e la forma a sirena valorizzava ogni curva del corpo minuto.
Erano tutte e tre stupende.

"Aspettiamo che Ivàn si allontani dalla festa e poi raggiungiamolo tutti insieme. Bene, andiamo a prendere un drink, ne avrò bisogno..." aggiunse Magnus sottovoce, notando la mano di Alec posata sul fianco della bionda.
"Come facciamo a riconoscerlo ?" Lo fermò Izzy.
"Lo si riconosce, tesoro." Sorrise, lasciando lo scantinato.

Uno alla volta salirono al piano superiore, dove la festa era appena entrata nel vivo. Centinaia di persone provenienti dall'aristocrazia di ogni parte del mondo chiacchieravano in piccoli gruppetti e sorseggiavano costosi alcolici.
All'estremo destro della sala da ballo, su un trono ricoperto d'oro massiccio, Ivàn Nenàshev, si godeva la musica circondato da bellissime ragazze.
"Riconosciuto." Alzó un sopracciglio Isabelle.

Intanto, Cheryl era ferma in un angolo, osservando tutti i presenti.
A chi le avesse detto, qualche mese prima, che si sarebbe trovata in una festa aristocratica a Mosca con dei cacciatori di ombre, avrebbe potuto ridergli in faccia e dargli del matto.
E invece eccola lì, la piccola Cheryl Kidshot.

"Sei incantevole." La voce calda di Alec le solleticò il collo.
"È tutto così strano per me... mi sento fuori luogo." Gli confessò.
Il ragazzo l'abbracciò da dietro, stringendola al suo corpo.
"Non c'è nessun altro posto in cui dovresti essere."
"Ho paura Alec..." ammise, tenendo lo sguardo fermo su un punto indefinito.
"Devi essere forte." Le ricordò.
"È difficile esserlo quando tutto intorno a te, quando il tuo mondo, sta crollando. Quando tutto ciò che senti sono le voci nella tua testa che ti urlano contro e ciò che vedi sono solo i tuoi errori... eppure cerchi di tenerti tutto dentro. È difficile."
I suoi occhi verdi si velarono di lacrime, così cercò di mascherare la sua sofferenza bevendo in un sorso tutto il contenuto del bicchiere che teneva in mano.

"Lo so. Ma affronteremo tutto insieme." Le baciò la spalla, premendo solamente le labbra.
"Vieni a ballare ?" Chiese il Lightwood, sciogliendo l'abbraccio e posizionandosi davanti a lei. La ragazza annuì solamente e raggiunsero le altre coppie al centro della sala.

Un valzer suonato da un'orchestra dal vivo riempì il grande salone e tutti i presenti iniziarono a ballare dolcemente. La mano di Alec era salda sulla vita di Cheryl e la avvicinava ancora di più al suo petto.

"Devo dirti una cosa." Mormorò lui.
"Ho trovato un foglio in camera tua." Gli sorrise, mentre Alexander abbassò lo sguardo imbarazzato.
"Non so se dovrei dirtelo, come, oppure se è troppo presto... Non voglio spaventarti e perderti, ma..."
Il suo nervosismo trapelava chiaramente dalle sue parole, e la ragazza lo guardò dolcemente.
"Dobbiamo viverci di più, se ci pensi non abbiamo mai avuto un vero e proprio appuntamento..." Gli fece notare.
"Lo so, e non vedo l'ora. Ma quando sono con te provo qualcosa che... Non so come dirtelo, Cher." Ridacchiò nervosamente, rivolgendo lo sguardo altrove.

Era la prima volta che diceva quelle due paroline a qualcuno che non fosse Magnus, il suo stomaco era sottosopra dall'agitazione.
La musica si fermò e tutti smisero di ballare, ma loro due rimasero fermi al centro della sala.

"Se tu non ce la fai, io penso di poterci riuscire ." Iniziò lei. Gli sorrise guardandolo negli occhi, entrambi nervosi come due adolescenti alle prese con i primi amori.
"Ti amo Alexander." Disse, tutto d'un fiato.

Il ragazzo provò una gioia tale che sentì il cuore fargli le capriole sino a salirgli in gola. Nessun altra sensazione era paragonabile a sentire quella frase dalla persona desiderata.

Non fece in tempo a rispondere perché Jace e Izzy gli passarono accanto, facendo cenno ad entrambi di seguirli fuori dalla sala: Ivàn si era spostato.

Ciao amoriiii❤️❤️❤️❤️
I'm back. Capitolo intenso, eh? Cheryl ha detto le fatidiche paroline... Ma Alec lo farà?
Inoltre, stiamo per conoscere Ivàn, personaggio che sarà fondamentale per la storia in futuro.
Muahahhaha non avete idea di ciò che succederà 😈😈😈
Vi lascio così, votate e commentate 💋🖤🖤

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