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38. The next one

"Sono distrutta, penso che tornerò al mio appartamento stanotte, ho bisogno di una vera dormita... e poi domani devo andare a lavoro, non tutti nasciamo Shadowhunters." Sorrise Cheryl, ferma davanti alla camera di Alec.
"Sicura di non voler restare ? Oppure posso accompagnarti io a casa." Si offrì, procurando uno sbuffo da parte della ragazza.
"Che c'è ? Voglio solo assicurarmi che non ti accada niente. Non sei proprio la persona più al sicuro sulla Terra, al momento." Le ricordò.

"Alexander Lightwood ! Quando smetterai di essere così drammatico ? - rise Cheryl - Sono scossa da ciò che sta succedendo ma non posso fermare la mia vita, sai che non sono fatta in quel modo. Tutto ciò che desidero è tornare alla normalità, fare il lavoro che mi piace, stare con te, con Izzy e con Clary... anzi, mi è venuta un'idea. Che non dirò a te ma a tua sorella, ciao !" Gli stampò un bacio veloce sulle labbra e si allontanò per i corridoi dell'Istituto. Il ragazzo scosse leggermente la testa con ancora un sorriso appena accennato sul volto: la bionda era bella quanto matta e imprevedibile.

Dopo qualche secondo speso per pensare alla ragazza, Alec si recò nella palestra sotterranea, un'enorme stanza grigia dove lui e il suo parabatai erano soliti allenarsi. E infatti trovò Jace proprio lì, intento a massacrare un povero manichino.
"Niente fair play." Notò con un sorrisetto il moro, mentre legava le fasce intorno alle mani.
"Non è esattamente nel mio stile." Ribattè scherzoso l'altro, asciugandosi il sudore dalla fronte con il dorso della mano.
"Non sei con la tua fidanzatina ?" Lo punzecchiò, anche se venne subito ammonito da un'occhiata di Alec.
"Che c'è ? Non posso prendermi la rivincita per tutte le volte che tu lo hai fatto a me per Clary ?"

Il Lightwood ridacchiò e poi si mise in posizione di guardia, pronto a scambiare qualche colpo con il suo parabatai. Combattere gli liberava la mente e di quei tempi un po' di allenamento extra faceva sempre comodo.

"Tra di noi è diverso." Replicò, sulla difensiva. Si sfilò la felpa, rimanendo a petto nudo, rune in bella mostra.
"Quindi non gliel'hai detto." Dedusse Jace, con un mezzo sorrisetto.
Intanto continuavano a combattere, attenti però a non andarci troppo pesante. Erano pur sempre parabatai.

"A cosa ti riferisci ?"
Alec parò un calcio all'altezza delle costole e ne tirò uno frontale, dritto alla bocca dello stomaco. Il biondo indietreggiò di qualche passo, ristabilendo il suo equilibrio.
"Che la ami." Rispose ovvio, procurando una smorfia sul viso del Lightwood.
"Che c'è ? Non è forse così ?" Continuò Jace, alzando un sopracciglio.
Ormai era evidente ai suoi occhi ciò che Alexander provava per la ragazza, non aveva senso girarci intorno.
Il moro aprì la bocca per rispondere ma Magnus entrò nella palestra, anticipandolo.

"Odio dover interrompere i vostri... sensazionali combattimenti, ma devo farlo. Ci sono delle novità sulla creatura che sta compiendo gli attacchi, raggiungeteci di sopra." disse il mago, poi rimase qualche secondo ad ammirare Alec. Il busto muscoloso era imperlato di sudore e i suoi addominali ancora contratti per lo sforzo.
Un colpo di tosse del biondo lo fece riprendere dal suo stato di trance.
"Bene, andiamo." Si ricompose.

I due Shadowhunters, dopo essersi vestiti, lo seguirono al piano superiore. Clary e Izzy stavano guardando con attenzione dei documenti, così Alec le raggiunse.
"Di che si tratta ?" Chiese.
"Un'antica pagina di un libro sulle creature superiori. A quanto pare ci sono degli angeli la cui mente può essere deviata: sono stati chiamati angeli punitori. Il modo in cui seguono la legge è malato, uccidono i peccatori e chiunque è legato in qualche modo al crimine." Spiegò la Lightwood.
"Pensate che sia questo il caso ?" Chiese Alec, osservando meglio la pagina solitaria. L'immagine che ritraeva l'angelo assomigliava in modo incredibile alla creatura che, a suo tempo, aveva aggredito lui e Cheryl.

"Tutto torna. Se riusciamo a trovare una relazione tra la signora McKennedy e l'omicidio di suo marito, è l'ultimo pezzo del puzzle che ci serve. Se ci riflettete, tutte le vittime sono dei 'peccatori'." Mimò con le dita le virgolette. Jace riflettè sulle parole appena pronunciate da Clary: effettivamente aveva senso.
"Ma perchè prendere di mira solamente gli abitanti di quel condominio ? Quello che intendo dire è: tutte le persone del mondo sono peccatori, in qualche modo. Perché proprio loro ?"
Izzy scosse la testa, non aveva una risposta: ma presto sarebbe venuta a conoscenza anche di quel motivo.

"Aspettate un attimo... - iniziò a ragionare Clary - l'angelo sta seguendo uno schema per uccidere gli abitanti del condominio: prima Johnny, la McKennedy, poi Jenny... la prossima vittima è..."
"Cheryl !" Alec concluse la frase al suo posto e, senza esitare un altro istante, abbandonò di corsa l'Istituto.

Hey angels ❤️❤️
Come state? Spero bene💕
Ecco qui un altro capitolo con un bel colpo di scena: finalmente qualcosa in più su questa creatura! Ma Cheryl è in pericolo?
Restate connessi per le novita, intanto votate e commentate il capitolo ❤️❤️

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