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37. Together

"Devi parlare con tua madre." Disse risoluta Cheryl.
Alec sospirò: lo sapeva benissimo ma non gli sembrava mai il momento giusto.

"È una situazione difficile ora, lo sai. Con questa questione degli omicidi e tutto..." provò a giustificarsi, mentre teneva lo sguardo sulla strada davanti a se. Il viaggio in macchina era iniziato solo da una decina di minuti.

"Sarà sempre un brutto momento in questo mondo di demoni e creature mostruose... Il fatto è che non vuoi affrontarla." sentenziò.
"Cheryl sai che tipo di rapporto ho con mia madre. È complicato parlarle di qualunque cosa." Sospirò il ragazzo.
"Quindi cosa hai intenzione di fare ? Rimanere in questa situazione di mezzo conflitto ? Perché a me non piace." Ribadì.
Cheryl era davvero determinata a far terminare quella tensione che si era creata tra lei, Alec e Maryse: non poteva intralciare la loro missione, di per sé già complicata.

"Possiamo rimandare questo tipo di litigate da coppie sposate a più tardi ? Siamo arrivati." Sbuffó il Lightwood, scendendo dalla macchina.
"Seriamente ? Abbiamo un problema e l'unica cosa che riesci a fare è rimandare ? Quanti anni hai Alec, cinque ?" Lo inseguì lei, fino alla porta della casa di Laura.
Il ragazzo non le rispose ma suonò il citofono.

"Quindi mi stai ignorando ? Grandioso, torniamo ai giochini dell'asilo. Non mi parlerai più ?" Continuò Cheryl, imperterrita.

Come risposta, una donna sulla cinquantina aprì la porta di legno e accennò un sorriso ai due giovani.
"Come posso aiutarvi ?"
"Signora McKennedy ?" Chiese Alec.
"Sì, sono io. Chi lo chiede ?"
Il suo tono cordiale e disponibile confondeva i ragazzi.
"Eravamo amici di sua zia, condoglianze per la perdita." fece un cenno il Lightwood.
"Già, è stato terribile. Entrate." Li invitò.
I due accolsero la proposta e oltreppassarono la soglia, per poi sedersi in uno dei divani nel soggiorno.

"Vedeva spesso la signora McKennedy ? Immagino che dopo la perdita di suo zio voi foste molto unite..." iniziò Alexander.
"Nei primi periodi si, sapete, ci consolavamo a vicenda... negli ultimi anni abbiamo perso un po' i contatti, purtroppo..." sospirò.
"È proprio una bella casa, signora McKennedy... deve essere costata molti soldi, non è vero ?"
Alla domanda di Cheryl, Alec strabuzzò gli occhi: lo aveva detto davvero ? La donna, invece, si mostrò tranquilla.

"Abbastanza, l'ho comprata con l'eredità lasciata da mio zio... diciamo che è stato il suo ultimo regalo per me... sapete, lui aveva un cuore così puro ! Quando ero piccola mi portava sempre sulle sue spalle e camminavamo per tutto il quartiere così... oh, scusate." Abbozzò un sorriso mentre asciugava gli occhi lucidi.
Alec sembrava toccato dalle parole di Laura, al contrario della bionda, che rimase impassibile.

"Ci dica cosa f"
"Grazie signora, scusi il disturbo. Noi ora andiamo." La interruppe il Lightwood, alzandosi. Cheryl lo fulminò con lo sguardo ma lo assecondò.
"È stato un piacere ragazzi, passate quando volete." Li congedò sull'uscio, per poi chiudere la porta.

"Ti è andato di volta il cervello ?" Sbraitò la bionda, una volta seduti in macchina.
"Quella donna non c'entra niente con l'omicidio, non hai visto come ha reagito alla tua domanda ? È ovvio che sia innocente."
La ragazza ridacchiò nervosamente.
"Dio, sei serio ? Vedi qualche lacrima e le credi subito ? Dovresti prendere lezioni da Jace in quanto temperamento." Sbuffò.
"Allaciati la cintura, stiamo partendo." Disse solamente lui, mettendo in moto.
"Vai al diavolo Alexander." Fu la risposta della Kidshot, che scese dalla macchina e iniziò a camminare nella direzione opposta della vettura. Anche il ragazzo scese e si appoggiò all'auto.

"Queste strade sono piene di drogati e delinquenti !" La avvisò, con voce cantilenante.
"Fantastico, farò nuove amicizie !" Urlò, continuando a camminare.
"Potresti incontrare il gruppo di cani randagi, siamo vicino alla discarica !" Continuò Alec, rimanendo appoggiato alla fiancata dell'auto.
"Perfetto, amo gli animali !" Continuò lei, spavalda.
In realtà si era allontanata solo di pochi metri, non aveva idea della strada che doveva percorrere.

"Cheryl !" La chiamò ad alta voce.
"Che vuoi ?" Gridò, con tono scocciato.
"L'Istituto è dall'altra parte !" Disse indicandole la strada opposta e trattenendo una risata.
"Lo sapevo benissimo !" Sbuffò Cheryl, per poi riprendere il cammino nella direzione giusta.
Passò accanto al ragazzo ignorandolo completamente, solo che lui le prese il polso, fermandola.

"Perché sei così nervosa ? Sei arrabbiata con me ?" Chiese, guardandola negli occhi.
"Ho paura di perderti di nuovo, Alec. E a te sembri non ti importi, che sottovaluti tutto. Io voglio semplicemente stare con te... ma"
"Niente ma. - la interruppe - Risolveremo la situazione con mia madre e poi anche questo caso impossibile. Lo faremo insieme, d'accordo ?"
"Insieme." Ripetè lei, sorridendo.

Hey babes ❤️❤️❤️
Che ne pensate del capitolo e del nuovo personaggio? Avrà ragione Alec o Cheryl?
Lo scopriremo presto ...votate se vi è piaciuto, un bacio ❤️❤️❤️

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