24. What am I for you ?
A New York pioveva. Non era una stranezza, eppure c'era qualcosa di diverso in quella pioggia. Era un acquazzone bello e buono ma sembrava il presagio di una terribile tempesta.
Fu proprio il suono insistente della pioggia che sbatteva sui vetri a svegliare Alec. Si rese conto di avere un braccio avvolto intorno a Cheryl, che dormiva sul letto stretta a lui e prese un respiro profondo.
Aveva sbagliato, ancora.
Però poi la vide aprire piano gli occhi e sorridergli dolcemente, con ancora la faccia assonnata e qualche ciocca di capelli sul viso.
"Buongiorno." Gli sussurrò, lasciandogli un bacio leggero all'angolo della bocca.
In quel momento capì: non si trattava di un errore. Ma della cosa più giusta che avesse mai fatto. Lei posò la testa sul suo petto e Alec le lasciò un bacio tra i capelli. Non desiderava nient'altro che stare così, con lei, a letto, per sempre. Senza affrontare tutti i problemi a cui la vita li sottoponeva, senza pressioni o ruoli da rispettare.
Cheryl era la semplicità, la purezza, con lei era tutto così naturale. L'attrazione che provava quando lei gli era accanto era impossibile da trattenere, sentiva l'immediato bisogno di sfiorarla, avere un qualsiasi tipo di contatto con lei. Forse era da matti, non che Alec non stesse impazzendo per lei, ma gli piaceva quella sensazione. Lo faceva sentire vivo, un brivido che non provava da un bel po' di tempo.
"Starei così per tutto il giorno..." biascicò il ragazzo, accarezzando la schiena nuda della bionda.
La sua pelle liscia e morbida era come droga.
"Anche io... ma ho fame e dobbiamo andare all'Istituto. I tuoi fratelli saranno preoccupati." Gli ricordò, mentre tracciava con il dito i contorni delle rune che il ragazzo aveva sul petto. Le trovava belle e ad Alec stavano d'incanto.
"Già..." sospirò lui.
"Qual è la tua preferita ?" Gli chiese, alludendo alle numerose rune sul corpo dello Shadowhunter.
"Questa qui. È quella fatta con Jace." Spiegò Alec, indicandone una sul fianco.
Cheryl la baciò più volte, per poi passare alle labbra del ragazzo, che ricambiò subito.
"Ti prego restiamo qui..." biascicò sulle sue labbra rosee.
Lei protestò debolmente, mentre le braccia muscolose di Alec la facevano sdraiare su di sè.
Si unirono nuovamente, come fossero un unico essere. Erano entrambi dipendenti da quella sensazione di completezza, il costante bisogno l'uno dell'altra, di sentirsi i più vicini possibile.
"Cosa sono per te ?" Gli chiese, quando ebbero finito, mentre disegnava cerchi immaginari sul suo petto.
Alec le si avvicinò all'orecchio e sussurrò "Sei tutte le speranze che io abbia mai avuto concentrate in una persona."
Cheryl arrossì, non abituata a sentirsi dire frasi del genere.
Il telefono di Alec vibrò, lo prese dal comodino e lesse il messaggio del suo parabatai.
"Jace mi ha scritto che percepisce la mia presenza a New York e di raggiungerlo all'Istituto."
Entrambi sospirarono e si alzarono di malavoglia.
Dopo essersi vestiti e aver preso un caffè al volo in una piccola caffetteria vicino al condominio della ragazza, arrivarono a destinazione.
Appena li vide, Izzy li raggiunse di corsa e abbracciò subito il fratello maggiore.
"Siete stati via più di tre giorni... come state ?" Chiese, subito dopo aver stretto anche la bionda.
"Bene, ma purtroppo la regina Seelie non ci ha saputo dire nulla di utile. È chiaro che non avremo il suo appoggio." Spiegò il ragazzo, mentre raggiungevano il centro operativo dell'edificio.
Lì c'erano anche Jace e Clary, che accolsero allegramente i due appena arrivati.
"Come sempre quella Fata da due soldi è inutile." Sbuffò Isabelle.
"E un altro mondano è stato ucciso. La signora McKennedy." Aggiunse il biondo.
"Sì, la ricordo... cosa facciamo ?" Alec si passò una mano tra i capelli, mancante di alternative.
Izzy scosse la testa, non aveva nessuna idea.
"Shadowhunters !" Esordì Magnus, facendo capolino all'Istituto e dirigendosi dai suoi cosiddetti amici.
Diede un sonoro bacio sulla guancia ad Alexander, che Cheryl vide benissimo. Ci rimase male, molto male.
Poi però si convinse che magari era stato solo in amicizia, che non voleva dire niente... o almeno fu la bugia a cui decise di credere.
"Oggi è il compleanno di un mio caro amico, così ho organizzato un bellissimo party nel mio loft. Se non verrete la prenderò sul personale, sappiatelo." Sorrise, felice.
Jace aprì la bocca per contestare, ma sua sorella fu più veloce.
"Fantastica idea ! Andiamo ragazze, troviamo qualcosa da mettere ! Ho davvero bisogno di una festa per distrarmi da tutti questi omicidi."
Detto questo, la mora prese le altre due ragazze e le trascinò per il corridoio.
Anche Magnus chiese ad Alexander di spostarsi in una stanza accanto per parlare.
Mentre le tre ragazze si dirigevano verso la camera di Izzy, fu proprio la bionda ad udire due voci conosciute, così rallentò per staccarsi dal gruppo e capire meglio. Si trattava proprio dello stregone e del Lightwood.
Ma cosa avevano da dirsi di tanto segreto ?
Heyyy! Eccomi qui super puntuale!! Una tempesta si sta per abbattere sui nostri amori.......... cosa sarà ???
Commentate e lasciate una stellina, a presto ❤❤⚡
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