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18. Roof

Cheryl chiuse la porta mentre Alec si sedette sull'unico divano della casa.
"Vado a farmi una doccia, tu fai come se fossi a casa tua. Arrivo subito." Gli sorrise per poi andare verso il bagno.

Così il ragazzo rimase solo, solo con i suoi pensieri.
Non voleva parlare in quel modo a Jace, ma lui... ah ! Gli ribolliva ancora il sangue dalla rabbia se pensava a come aveva trattato Cheryl. Che poi non erano state tanto le parole, piuttosto il modo in cui la guardava, il suo tono di voce, qualcosa nel suo atteggiamento in generale.
Chi si credeva di essere ?

Sentii l'acqua scorrere e non fermò un sorriso quando la voce della ragazza che canticchiava si diffuse per tutta la casa. Non capiva con esattezza di quale canzone si trattasse, ma era bella. Forse lo era solo perché era lei a cantarla.

Dopo poco l'acqua cessò e la bionda tornò da lui indossando dei pantaloncini in cotone e un maglione oversize. Aveva ancora i capelli umidi e sul suo viso non era presente neanche una traccia di trucco, il che la faceva sembrare ancora più piccola della sua età.
"Hai fame ? L'ora di cena è passata da un bel po'." Gli chiese, andando verso l'angolo cucina.
"Non tanta, per niente a dire la verità." Disse, malinconico.
Cheryl gli sorrise dolcemente.
"È per Jace ?"
Lo Shadowhunter annuì.

"Siete parabatai, troverete un modo per chiarirvi e tutto tornerà come prima. Ti vuole bene e, in fondo, è una brava persona. Andrà tutto bene, okay ?" Lo raggiunse e gli accarezzò delicatamente i capelli scuri.
"Non sei arrabbiata con lui ? Per tutto quello che ti ha detto e per come ti ha trattata..." Sembrava sorpreso.
"Vieni." Gli disse semplicemente, poi gli prese la mano e lo trascinò fuori dall'appartamento. Salirono due rampe di scale e finirono per sbucare sul tetto.

"Wow." Fu l'unica cosa che Alec riuscì a dire, quando si sedettero a terra: si vedeva quasi tutta New York e, se si portava lo sguardo in alto, il cielo era spettacolare, si potevano contare centinaia e centinaia di stelle luminose.

"Ci vengo quando le cose si fanno troppo opprimenti e ho bisogno, sai, di respirare. Il modo in cui Jace si comporta con me... lo capisco. Sono un'estranea per lui e non è il peggiore trattamento che ho ricevuto, quindi non mi fa male. Gli ci vorrà solo un po' di tempo e io aspetterò." Alzò le spalle mentre Alec la guardava rapito. Solo una persona pura come lei poteva fare un discorso del genere.

"Cosa volevi fare da grande ?" Gli chiese poi, di punto in bianco.
"Cioè ?"
"Quando eri un bambino, non sognavi di diventare, che so, un principe ?"
Il ragazzo fece un sorriso amaro.
"Una volta dissi a mia madre che mi sarebbe piaciuto scalare l'Everest e tutte le montagne, una volta diventato grande. Mi mise in punizione per quattro settimane e non mi parlò per altrettante. Io dovevo diventare lo Shadowhunter migliore e farmi eleggere capo dell'Istituto di New York. Tutto qui." Fece spallucce, anche se non ne sembrava entusiasta come avrebbe dovuto.
"Ci sei riuscito." Notò Cheryl, abbassando lo sguardo.
"È una cosa negativa ?"
Alec non capiva perché si fosse rabbuiata in quel modo.

"Mi dispiace che nessuno ti abbia mai implorato di continuare a sognare, Alec, altrimenti chissà quante montagne avresti già scalato. Non so se sia troppo tardi, perché devi sapere che i sogni richiedono dedizione e impegno, ma soprattutto allenamento. Sognare non è come andare in bicicletta, che una volta che hai imparato come si fa non te lo scordi più. Ce lo si dimentica facilmente, come sognare. Crescendo ti dicono che é una roba da bambini, che si dovrebbe smettere, che tanto fa solo male. Ti dicono che è meglio tenere i piedi per terra, ma la terra certe volte trema, e a quel punto che si fa ?"

Alec sorrise, rendendosi conto di quanto fossero vere quelle parole.
"Mi piace parlare con te. Sai sempre cosa dirmi." Ammise.
"Sempre al suo servizio, Lightwood !" Ridacchiò lei.

Si sdraiarono con lo sguardo in alto, a cercare di contare tutti quei puntini luminosi.
"Quante pensi che ce ne siano ?" Gli domandò.
"Non lo so..." sussurrò Alec.
Girò la testa verso Cheryl e la osservò per qualche istante. Era semplicemente stupenda, molto più del panorama.
"Non capisco più nulla quando tu sei con me, perdo le staffe, è come se tu potessi leggermi dentro. È strano." Le confidò, mantenendo un tono di voce basso.
Anche la bionda si voltò verso di lui, riducendo la distanza tra i loro visi.
"Rimani qui stanotte." gli sussurrò, accarezzandogli il viso con due dita.

Alec non si seppe più controllare e unì le loro labbra in un bacio di fuoco, desiderato ardentemente da entrambi. Le mani del ragazzo finirono sotto il maglione di lei e lo sfilarono per poi lanciarlo da qualche parte sul tetto. La ragazza fece lo stesso con la sua felpa e poi il resto degli indumenti seguì.

Quella notte fu magica per entrambi, la pelle che si sfiorava, i baci sul collo, i brividi. Il velo di sudore che imperlava i loro corpi uniti dal più forte dei legami, come se fossero un'unica cosa. Le unghie di Cheryl nella schiena di Alec, come se si stesse tenendo con tutte le sue forze all'unica ancora di salvezza. I respiri sincronizzati, i sospiri, il cuore che accelerava all'impazzata.
Erano loro, solo loro due sopra tutta New York.
Alexander e Cheryl.

Hey hey heyyyyy😍😍😍😍
Finally i nostri eroi si... ehm... accoppiano.😉
Non sono entrata nei particolari ma penso abbiate capito.
ATTENZIONE ATTENZIONE, il loro risveglio sarà tutt altro che romantico e vedremo la nostra bella Cheryl piangere nel prossimo capitolo... che succederà?😣
Lasciate una stellina se il capitolo vi ê piaciuto, un Kiss 💖💖💖💖💖💖💖

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