15. No one will hurt you
L'aria dentro il LipGloss, nome del locale in cui erano appena entrati i due ragazzi, era già carica di testosterone.
Le luci viola puntavano i cubi sopra i quali delle ballerine quasi nude ballavano la lap dance in modo molto provocante. I presenti, quasi tutti uomini, le guardavano ridacchiando e con gli occhi che fremevano di eccitazione. Le ragazze avevano diverse espressioni, molte compiaciute e con sorrisi accennati, altre sembravano quasi disgustate da quell' ambiente.
Proprio come lo era, a suo tempo, Cheryl.
Era una ragazzina, senza nessuno al mondo e con le tasche vuote.
Doveva sopravvivere in qualche modo, così tentò la strada che le sembrava più semplice, la meno dolorosa.
E invece si sbagliava, e anche di tanto.
Avanzarono nel locale sino ad arrivare al bar, dove venivano serviti champagne e birra.
Gli uomini potevano anche chiedere dei balli privati e, in tal caso, li si accompagnava in una stanzetta in disparte con tanto di bottiglia di vino.
"Una coppia ! Non ne vedevo una qui dentro da... sempre !" Esclamò la barista, mentre passava uno strofinaccio sul bancone.
I capelli biondi erano lisci e lunghi sino alle clavicole, mentre indossava un bikini dorato molto provocante.
"Noi non" Cheryl aveva iniziato la frase, ma le parole le morirono in gola quando vide quella faccia uscire dalla penombra. Quella cicatrice sulla guancia. Quegl'occhi neri come ibano. Indossava il suo solito completo elegante mentre teneva tra le labbra un sigaro.
"La mia Sweet Cherry* !" Esclamò, allargando le braccia e raggiungendola.
Alec, confuso, guardò la ragazza al suo fianco, che intanto era impallidita. La sentì tremare e nei suoi occhi c'era qualcosa di diverso, paura.
"L-Louis..." balbettò, senza fiato.
"La figlia prodiga è tornata a casa ! A cosa devo questo immenso onore ? Non ci vedevamo da quando... Oh aspetta, ora ricordo ! Non ci vediamo da quando sei scappata senza nemmeno salutare ! Sembra una vita fa, giusto ?" Sorrise, palesemente fingendo.
La bionda deglutì, senza più un filo di saliva in gola.
"Lei chi è ?" Si intromise Alec, non potendone più di vederla così.
"Io ? Ragazzo, io sono Louis Goodwin, il creatore di questo angolo di paradiso. Ora permettimi di rivolgerti la stessa domanda." Disse gentilmente ma, nonostante ciò, lo Shadowhunter non si fece abbindolare.
"Mi chiamo Alec, sono un amico di Cheryl."
"Mi rallegra che la mia Sweet Cherry si sia fatta un nuovo giro di amicizie, sai non è mai stata incline ai rapporti sociali. Soprattutto quelli importanti, non è vero Cherry ? - la sua voce si fece più dura, quasi arrabbiata, per un momento, poi tornò pacata - Ma è acqua passata, ovviamente. Ora ditemi, a cosa devo questa visita ?" Chiese, fingendo un largo sorriso.
Il moro guardò la ragazza al suo fianco, ma lei continuava a fissare un punto indefinito, incapace di dire una singola parola.
"È morto un uomo, John Scott. Eravamo suoi amici e sappiamo che frequentava spesso questo... posto. Lei lo conosceva ?" Gli domandò Alexander.
Louis si accarezzò il mento, cercando nei suoi ricordi qualcosa che lo riportasse a quel nome.
"Ora come ora non mi dice niente ma sapete, qui c'è un continuo via vai di uomini. Sono sicuro che Cherry può confermare. - sorrise sghembo - Se era un cliente assiduo avrà sicuramente richiesto degli spettacoli privati e teniamo un registro con tutti i nomi, sia degli uomini che delle ballerine che li intrattengono. Se mi date qualche giorno potrei farli controllare."
"Sarebbe molto utile, grazie." Gli fece un cenno Alec.
"Contatterò Cherry, ho ancora il suo numero, no ? - lanciò un'occhiata alla bionda, ma lei continuava ad avere uno sguardo assente - Ora scusatemi ma devo parlare anche con altri ospiti. Divertitevi." Sorrise un'ultima volta e poi si allontanò.
"Ehi, stai bene ?" Alec posò una mano sulla spalla della ragazza, cercando invano il suo sguardo.
Un vortice di immagini e sensazioni riempivano la testa di Cheryl. Le luci accecanti. L'odore di fumo misto a sudore. Il freddo del palo contro la sua pelle nuda. I commenti volgari che provenivano da sotto il cubo. L'umiliazione che provava ogni volta che un uomo allungava le mani. La paura di vedere gli occhi di Louis innietati di sangue dopo la chiusura. Il dolore. Il disgusto. Le lacrime salate che rotolavano sino al mento. I brividi.
Non riusciva più a respirare, tutto le girava intorno, la voce di Alec sembrava lontana, poco nitida. Sentì una sensazione orribile salirle dallo stomaco su per la gola, così corse verso l'uscita sul retro e uscì.
Ricacciò dentro quella sensazione di vomito e prese lunghi respiri. L'aria fredda sembrò farle passare la nausea, mentre diverse lacrime iniziarono a uscire dai suoi occhi, senza che lei potesse fare nulla per fermare.
"Cheryl." La voce calda di Alexander la fece voltare.
Non servirono altre parole, lui la strinse semplicemente tra le sue braccia muscolose, sperando che potesse farla stare meglio.
"Non dovevo chiederti di venire qui, mi dispiace." Sussurrò.
"Non è colpa tua, va tutto bene." La ragazza si allontanò di poco, asciugandosi le lacrime con il dorso della mano.
"Mi sono rifiutata di andare oltre con un cliente molto importante di Louis e non l'ha presa bene. Mi avrebbe uccisa Alec, sono dovuta scappare e solo Dio sa quante notti ho passato a pregare che non mi trovasse." Gli spiegò, nonostante il moro non ne avesse bisogno.
"Hai fatto bene. E ora non sei sola, ci sono io. Non permetterò né a lui né a nessuno di farti del male. Okay ? Nessuno ti farà del male." Disse sicuro, guardandola negli occhi.
Cheryl annuì debolmente per poi rifugiarsi nuovamente tra le braccia del ragazzo.
*Sweet Cherry: in inglese Cherry vuol dire Ciliegia e Sweet Dolce, quindi ho usato un gioco di parole con Cheryl e Cherry ♡
Heyyyyyy 💜💜💜💜💜💜 i'm back bitches.
Inizio la scuola lunedì, uccidetemi ! Per ora vivo solamente nell'attesa di Ottobre, quando inizieranno nuovamente tutte le serie tv 😍😍😍😍
Anyway, che ne pensate del capitolo e di questo nuovo Louis ? Io lo odio 😡😡😡😡 buona giornata babes
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