12. Just a period
"Cos'abbiamo ?" Irruppe Alec, raggiungendo i suoi fratelli riuniti intorno al tavolo della sala principale dell'Istituto.
"Ho fatto delle domande alla clinica, nessuno sa cosa sia successo a quell'infermiere: la mattina stava lavorando normalmente e la notte è stato ritrovato in una pozza di sangue a casa sua. Ho parlato con Luke e i primi esiti dell'autopsia confermano i nostri sospetti: quelle ferite non possono essere state fatte da un essere umano, è sicuramente un demone." Affermò sicura Izzy.
"Novità !" Clary li raggiunse di corsa.
"Non c'e alcun segno sulla porta, è completamente intatta. Questo vuol dire che la vittima conosceva il suo assassino."
"Questo cambia tutto. - mormorò Alec - Non può aver aperto la porta a un demone."
"Anche perché sicuramente non avrebbe suonato al campanello." Aggiunse Izzy, trattenendo una risatina.
"Io e Alec andiamo a casa sua, dove è stato trovato il corpo. Facciamo anche domande ai vicini, un demone non può passare inosservato. Andiamo." Disse Jace.
I due lasciarono l'Istituto, incrociando per il corridoio Magnus. Il Lightwood era così sovrappensiero che non lo notò neanche, al contrario dello stregone, che non potè fare a meno di fermarsi per osservarlo in tutta la sua bellezza.
Era davvero diventato invisibile agl'occhi di Alexander ?
Non riusciva a capacitarsene.
"Non ti ha ignorato di proposito." Lo rassicurò la voce di Isabelle, ormai al suo fianco.
"Sarà solo un periodo ? Non so che gli prende... magari deve... capire chi è davvero e cosa vuole. E vorrà me. Perché Alexander ama me, solamente e unicamente me, giusto ? Voglio dire, lui non potrebbe innamorarsi di nessun altro se non di me, non è vero ?" Ridacchiò nervosamente, mentre Izzy tacque.
Un tempo avrebbe messo la mano sul fuoco sull'amore che Alec nutriva nei confronti di Magnus, ma in quel momento... Non ne era certa.
Intanto, i due Shadowhunters arrivarono nei pressi di un vecchio edificio che sarebbe potuto crollare da un momento all'altro.
Alec ebbe una strana sensazione, come un dejá-vu, ma non ci diede peso e varcò la soglia insieme al suo parabatai. Non c'era nessun portiere e non ebbero difficoltà a salire le due rampe di scale cigolanti.
La prima porta sulla destra era sigillata dai nastri gialli della polizia, ma non ci misero molto ad entrare ugualmente.
Tutte le prove erano state prese dagli agenti, quindi c'era poco di interessante nello spoglio appartamento. Dei piatti sporchi nel lavandino, un barattolo di zuppa ancora aperto sul tavolo e un piatto lì accanto. Dopo aver controllato tutto e aver trovato nulla, uscirono e risistemarono i nastri sulla porta.
Bussarono a quella seguente e gli aprì una donna molto anziana, sull'ottantina abbondante.
"Cosa posso fare per voi giovanotti ?" Il suo tono di voce era più alto di quanto sarebbe stato opportuno, così Jace alzò gli occhi al cielo, già infastidito. Alec lo guardò male e poi rivolse un sorriso alla signora.
"Salve, mi chiamo Alexander e sono un investigatore privato. Lui è il mio assistente Albert. Vorremmo porle delle domande, se non le dispiace." Disse gentilmente, ignorando lo sguardo di fuoco che gli lanciò il biondo.
"Anche voi interessati a quel morto, non è vero ? Io ho sentito solo un urlo ! Nient'altro !" Rispose, alzando ulteriormente la voce.
"Cosa ci sa dire della vittima ?" Continuò Jace.
"Non lo conoscevo, ma sembrava un ragazzo così caro ! Volete prendere un the con me, giovanotti ?"
Dopo aver declinato con gentilezza l'invito e aver salutato la signora McKennedy, i due bussarono alla porta seguente.
Attraverso le mura si sentivano versi ambigui e il biondo, seguendo il suo istinto, portò una mano sullo stilo. Ad aprire fu una ragazza dai capelli di un rosso acceso e gli occhi molto scuri. Indossava un corsetto di pizzo e una giarrettiera, mentre il suo respiro era affannato.
"Sono impegnata con un cliente al momento, che volete ?" Chiese scocciata.
I ragazzi, ancora confusi, non le risposero.
"Prendo appuntamenti solo per telefono, credevo si sapesse. Se volete posso fare un'eccezione e prendervelo ora. Martedì alle quindici dovrei essere lib"
"No, - si affrettò a rispondere Alec - non vogliamo nessun tipo di... appuntamento. Vorremmo chiederle se avesse conosciuto l'uomo morto trovato qui la scorsa notte."
La ragazza sembrò pensarci un attimo, poi si illuminò.
"Certo, Johnny ! Sembrava tanto un bravo ragazzo, ma quando entrava nella mia camera da letto... si trasformava in una belva. Non so se capite che intendo. - fece l'occhiolino in direzione di Alec - Comunque mi chiamo Jenny, e se avete cambiato idea sull'appuntamento sapere dove trovarmi." Sorrise e chiuse la porta.
"Tipa strana." Commentò Jace, mentre proseguiamo verso la penultima porta. Bussarono ma nessuno rispose, così passarono a quella successiva.
Dopo qualche minuto, la porta si aprì rivelando una figura minuta.
Hey angelsssssss 👼👼👼
Eccoci qui con un nuovo capitolo. Tenete bene a mente i personaggi conosciuti oggi, saranno molto importanti in futuro ! Btw, hanno rimandato Shadowhunters in primavera... voglio morire. Ora me ne vado, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina che mi fa tanto piacere ed è gratis e noi ci vediamo al prossimo capitolo 💖💖💖
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