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Capitolo 11

Emily's pov

Il "grande giorno" era finalmente arrivato, e con ció mi riferivo al compleanno di Cameron Dallas.Sarah era in bagno intenta a spazzolarsi per la quindicesima volta i capelli appena piastrati.Non era l'unica ad essere in ansia peró, Cameron era il migliore amico di Nash e di sicuro sarebbe stato a quella festa.Questa volta non mi lasciai convincere da Sarah a mettere uno di quei vestiti provocanti e decisamente non molto coprenti come la volta precedente ma optai per dei semplici pantalonicni a vita alta di jeans, un top nero ed una camicia a scacchi che avrei lasciato aperta sopra il top. Lei invece si poteva definire a dir poco maginifica,aveva un vestito a giro manica nero ,di pelle,che le arrivava a metá coscia, con uno scollo a cuore e del pizzo nero che partiva dallo scollo fino al petto.

Il mio telefono vibró avvertendomi di un nuovo messaggio,era Connor.

*Sicura che non devo venire sta sera?*

Sorrisi alla sua insistenza, da quando Sarah si era lasciata scappare che alla festa di Cameron ci sarebbe stato anche Nash lui non aveva smesso un attimo di preoccuparsi.Come da programma due giorni dopo alla serata in discoteca io e Connor ci eravamo visti,gli avevo raccontato tutta la storia di Nash,sogno compreso.Passammo molti altri pomeriggi come quello, a volte anche con Sarah e Matt ed altri da soli.Lui mi piaceva,era dolce,simpatico e sapeva sempre come tirarmi su il morale dopo un intera mattina passata con il mio indesiderato compagno di banco, ma c'era un problema, lui non era Nash.Era come se una parte di me non volesse rinunciare alle emozioni provate in quello stupido sogno, volevo riviverle, volevo sentire le sue labbra sussurrarmi "Ti amo", volevo passare pomeriggi abbracciati su un divano a guardare la tv,volevo vederlo sorridere,ero stufa di vedere solo e soltanto quel ghigno, volevo sentirlo ridere a cuore aperto, volevo che fosse mio,come in quel sogno.

Sarah mi risveglió dai miei pensieri piombando nella stanza.

"È tardi, dobbiamo andare" disse visibilmente agitata

Io annuii e la seguii fuori dalla mia camera.Salutammo i miei genitori che ci fecero le solite raccomandazioni per poi uscire di casa.La casa di Cameron era poco distante dalla mia quindi avevamo deciso di andare a piedi.Durante il breve traggitto peró una macchina si fermó accanto a noi abbassando il finestrino.

"Volete un passaggio?" Chiese con il suo solito sorrisetto

"No grazie" dissi io tutt'altro che gentilmente continuando a camminare.

Lui ci seguii a passo d'uomo continuando a guardarmi

"Perchè sfigatella?Hai per caso paura di me?O forse hai paura di non riuscire a non fissarmi per la mia troppa bellezza?" Disse con tono di sfida

"Io non ho paura proprio di niente" scattai acida

"Sali allora" mi sfidò nuovamente lui

Io sbuffai avvicinandomi alla macchina ed aprendo lo sportello di sinistra mentre Sarah fece il giro per andare a sedersi sul lato di destra.Entrambi i sedili rimasti peró erano occupati da una chitarra e da un grande pacco regalo.

"Credo ti tocchi stare davanti" disse lui al quanto divertito

Sbuffai nuovamente,ero giá stufa di questa festa e neanche eravamo arrivati.

Mi andai a sedere affianco a lui evitando di pensare a quanto bene gli stesse la maglietta bianca ed aderente che indossava.

Il viaggio fu silenzioso interrotto solo da qualche mezza risata e qualche commento schernitore di Nash quando mi trovava a guardarlo.Non appena l'auto si fermó scesi da essa senza rivolgere neanche uno sguardo a Nash.Sarah fece lo stesso, troppo agitata per parlare.

"Non mi merito neanche un grazie?" disse facendo una finta espressione da cane bastonato

"Grazie" dissi io quasi completamente atona

Mi avvicinai a Sarah iniziando a camminare verso l'entrata della casa, Nash ci raggiunse dopo qualche istante e mi mise un braccio intorno alla vita.Quel gesto mi fece immediatamente riempire di brividi  e notai lui sogghignare,se ne era accorto.

La porta ci venne aperta da Dallas in persona e vidi Sarah sobbalzare.

"Ehy amico,augiri" disse Nash abbracciandolo.Cameron lo ringrazió e poi rivolse la sua attenzione a noi, a Sarah piú precisemente.

"Sarah Smith giusto?" Disse prendendole una mano e baciandola

Lei arrossì di colpo annuendo "Auguri Cameron" disse con un filo di voce

Lui le sorrise e poi rivolse lo sguardo a me.

"Tu invece sei Green,giusto?Emma?" Chiese sbagliando il mio nome

"Emily" lo corresse Nash al posto mio

Lo guardai stranita per poi riportare la mia attenzione sul ragazzo castano.

"Come ha detto lui.Buon Compleanno" dissi sorridendogli mentre lui mi stringeva la mano.Entrammo tutti e quattro insieme e

Sarah e Cameron iniziarono a chiacchiarare,lasciando me e Nash dietro di loro.

"Buon Compleanno" mi fece il verso

"Non hai l'oc...Jennifer da andare ad importunare?" Chiesi io infastidita

"L'ho lasciata"disse facendo spallucce

"Perchè?" Non riuscii a trattenermi dal chiedere

"Volevo...cambiare aria diciamo" disse vago guardandomi in un modo così intenso da mettermi a disagio.

"Smettila di fissarmi" sbuffai dopo un po'

"Non posso" sussurró lui, ma io lo sentii,lo sentii davvero bene

"Cosa?" Domandai facendo finta di non aver capito

"Non ho detto niente" disse lui facendo spallucce

Io sorrisi, beccato Grier.

"Ti va di bere qualcosa?" Domandò indicando quella che doveva essere la cucina

"Oh no grazie" dissi io pensando a ciò che accadde la volta precedente, arrossii solo al pensiero del suo corpo così vicino al mio.

"Che c'è Green,stai per caso pensando all'ultima volta?"mi sussurrò con tono provocante all'orecchio

Non so perchè,ma annuii.

Lo sentii sorridere sulla mia pelle e ciò mi provocò la pelle d'oca.

"Potremmo rifarlo sai" disse usando lo stesso tono "oggi nessuno ci fermerebbe" continuò poi

"Forse sono io quella che ti fermerebbe,anzi che non ti farebbe iniziare" dissi cercando di ignorare il suo respiro caldo che soffiava sul mio collo.

"Tu dici spastichetta?" Disse accarezzandomi un fianco scoperto dato che indossavo un top che arrivava all'ombellico

"Mh mh" mugulai in assenzo

"Dillo,dici che non ti piace quando faccio questo" disse strofinando il suo naso sul mio collo, come un gattino che fa le fusa.

"N-non mi piace" ma il mio stesso tono mi tradii

"Non ci credo" mi sussurrò all'orecchio prima di allontanarsi e dirigersi verso la cucina.

Quel contatto, come ogni volta, mi aveva completamente destabilizzato e ci misi qualche minuto a ritornare completamente con i piedi per terra.

Quando finalmente ci riuscii mi diressi verso la cucina, girandomi intorno alla ricerca di Nash.

"Mi cercavi piccola?" Una voce alle mie spalle mi fece sobbalzare

Io non risposi ed afferrai il bicchiere che mi stava porgendo.

"Cos'è?" Domandai

"Tranquilla,è solo birra" disse lui facendomi un piccolo sorriso, un sorriso vero,stranamente.Lo ringraziai e bevvi un sorso constatando che era vero,era solo birra.

"Ti va di uscire un po' fuori?C'è troppo casino qui" disse, nella sua voce nessuna traccia di malizia o divertimento

Io annuii e lo seguii fuori.Agiva come se ció che era successo solo qualche minuto prima non fosse mai accaduto, sembrava diverso,ma non mi dovevo lasciare abbindolare, probabilmente era solo una tecnica per raggiungere il suo obbiettivo, aggiumgermi alla lista.

Uscimmo fuori e ci andammo a sedere a bordo della piscina che si trovava in giardino.La situazione era davvero imbarazzante, senza le provocazioni di Nash o le sue battutine non avevamo mai parlato e mi ritrovai quasi a sperare che se ne uscisse fuori con una delle sue cavolate.

"Sai,credo che a Cam piaccia la tua amica, da quando è arrivata non le ha staccato gli occhi di dosso" disse interompendo il silenzio

"Bhe Sarah è bellissima,come biasimarlo" sorrisi leggermente

"Hm,non è il mio tipo" disse scrollando le spalle

"Troppo poco zoccola?" Lo schernii io

Mi aspettai che mi rispondesse male o che non lo facesse affatto,invece scoppiò a ridere, una delle poche risate vere che gli avevo mai sentito fare.

"Touche" disse ammicando una volta che ebbe finito di ridere

Io gli sorrisi, mi era mancato quel Nash.Il Nash dei miei sogni.

"E tu invece?" Chiese

"Cosa?" Domandai io non capendo

"Qual'è il tuo tipo?" Domandó

"Non tu di certo" dissi io ammiccando

Lui sorrise.

"Ne dubito" disse lui sorridendomi, troppi sorrisi per una sola sera, non andava bene.

Sbuffai leggermente, proprio quando stavo riuscendo a convincermi che il Nash dei miei sogni non poteva esistere decideva di sfoggiare questi meravigliosi sorrisi e di parlarmi come un ragazzo "normale".

"Facciamo un bagno?" Chiese indicando la piscina

"Sei serio?"ridacchiai io

"Perchè no?" Chiese lui

"Non ho il costume,ed è mezzanotte"

"Mai sentito parlare del bagno di mezzanotte?" Domandó lui facendo fare capolineo a quel suo sorrisetto,quasi mi era mancava.

"Resta comunque il fatto che non abbia un costume" dissi io

Lui mi guardò malzioso "non è un problema per me"

"Per me si invece" sbuffai io

"Dai Emily non fare la suora" cantilenò lui

Lo vidi sfilarsi la maglia.

"Che diavolo fai?" Sbottai imbarazzata

"Io il bagno me lo faccio, e anche tu dovresti" disse lui

Lo guardai sfilarsi anche i pantaloni per rimanere così in boxer.Distolsi lo sguardo, questa volta non doveva beccarmi a guardarlo.

Sentii degli schizzi d'acqua sulla mia pelle e mi girai per vedere Nash riemergere.

Era davvero bellissimo e ne era consapevole.

"Dai Green,se non le fai adesso certe cose quando potrai farle altrimenti?" Disse facendomi segno di buttarmi.

Non volevo mi vedesse in intimo, ma non volevo neanche buttarmi vestita.

"Prendi la mia maglia" disse lui avvicinandosi a me.

Io lo guardai perplessa.

"Se non vuoi restare in intimo, mettiti la mia maglia"ripetè di nuovo

Io annuii e dopo essermi sfilata velocemente la camicia e il top mi infilai la sua maglia,mi arrivava fini a metá coscia quindi tolsi anche i pantaloncini.

Mi immersi lentamente dentro l'acqua sotto lo sguardo attento di Nash.

Sentii il tessuto aderirmi alla pelle, il bianco si trasformò presto in semitrasparente facendo intravedere il mio intimo nero.

Nash non la smetteva di guardare il mio corpo e le mie guancie stavano lentamente andando a fuoco.

"Nash" lo chiamai

Lui alzò finalmente lo sguardo posandolo sul mio viso e se non lo conoscessi giurerei di averlo visto arrossire.

Lo vidi con calma avvicinarsi a me, il mio cuore aveva incominciato a battere veloce e il mio respiro a farsi sempre piú pesante.Le nostre dita si sfiorarono ed entrambi spostammo il nostro sguardo su di esse, piano piano incominció a giocherellare con le mie dita, per poi far salire la sua mano lungo la mia spalla e farla riscendere lungo i fianchi.Ad ogni suo tocco la mia pelle andava a fuoco. Mi lasció un bacio a fior di labbra, un bacio casto,niente a che vedere con quei pochi baci che mi aveva dato precedentemente.

E ora più che mai sentii di essere follemente innamorata di lui.
Spazio autrice
Sono passati 4 mesi dall'ultima volta e bhe, scusatemi tanto per l'enorme assenza.Da oggi rinizierò a scrivere You'll be mine.Spero che la storia vi stia piacendo e vi ringrazio per aver aspettato e per aver continuato a supportarmi in questi mesi.
Grazie di tutto
-V

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