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Capitolo 8: E tu saresti?

Il ragazzo si inginocchia lentamente verso di me, ma io, quasi per timore, indietreggio tenendomi la spalla sanguinante.

<Stai tranquilla, non voglio farti del male.>
Mi dice ritornando nella sua forma umana, ma continuando a guardarmi con i suoi occhi, ora di un color azzurro verdastro.

Subito il mio istinto mi dice che non mi devo fidare; non so perché, ma c'è qualcosa di oscuro in questo ragazzo.

<Chi sei?>
Chiedo freddamente, con un lamento di dolore causato dalla ferita.

<Theo...>
Dice, concentrandosi sulla mia spalla.

Si avvicina e, con cautela, inizia ad esaminare la ferita.

Io indietreggio con il corpo per il forte dolore, quando tocca proprio il punto in cui il proiettile è entrato.

<Ora è meglio se vieni con me, quella spalla è messa piuttosto male...>
Dice Theo, guardandosi il sangue di colore nero sulle sue dita.

<Grazie ma riesco a cavarmela da sola. E poi nemmeno ti...-sussulto per il dolore- conosco...>
Dico, allontanandomi.

<Stai scherzando, vero? È più grave si quanto pensi! Il sangue è nero perché quello non è un semplice proiettile... contiene strozzalupo, e se non viene tolto al più presto, beh...>
Dice, iniziando ad arrabbiarsi.

Io lo fisso con timore; sta iniziando a farmi paura.

<Io ti voglio solo aiutare. Poi... ti porterei dal veterinario qui vicino.>
Termina, riprendendo la calma.

<Veterinario? Non so se hai capito, ma non sono un cane...almeno non del tutto!>
Gli dico confusa.

<Ma non è quel genere di veterinario...Senti, fidati di me.>
Dice, porgendomi la mano ancora sporca del mio sangue.

Forse sarebbe la scelta giusta; infondo se rimango qui, da sola, ho più probabilità di morire dissanguata o di essere uccisa da quei cacciatori.

Theo non ha la faccia da psicopatico, anzi, sembra molto carino...

Comunque è la mia unica possibilità per salvarmi, non posso perderla.

Incerta prendo la sua mano e velocemente mi accompagna al suo pick-up.

<Ok, cerca di non insanguinarmi tutto il sedile.>
Mi dice facendomi sedere sul sedile posteriore, per farmi stendere.

Io lo guardo quasi offesa, e lui accenna un sorriso; un sorriso dolce, sincero.

Mette il moto e ci dirigiamo verso la clinica, non molto distante da qui.

<Comunque non mi hai ancora detto il tuo nome.>
Mi fa notare Theo.

<Sophie...>
Dico, non fidandomi troppo.

<E...cosa ci facevi tutta sola, di notte, in una foresta, con la luna piena e con tutti quei cacciatori?>
Mi chiede Theo, tenendo gli occhi fissi sulla strada.

<Stavo...stavo facendo lo spuntino di mezzanotte.>
Gli dico, cercando di non fissare la grande luna, dal vetro della portiera.

Non può sapere la verità, mi lascerà per strada per paura che lo attacchi.

No, non farò più male a nessuno; mai più.

<Da quanto...?>
Mi chiede.

<Cosa?>
Gli rispondo confusa.

<Da quanto non sai controllare i tuoi poteri?>
Dice, guardandomi dallo specchietto.

<Scusa? Cosa ti fa credere che non mi so controllare e che ti ho mentito?>
Chiedo, guardando verso il basso.

Come ha fatto a capire che mi sono inventata tutto?

Theo è ancora più strano di quanto pensassi...

<Primo: noto che stai cercando con fatica di non guardare la luna...quella grande...bianca...luminosa...>
Dice, stuzzicandomi.

<Smettila!>
Ruggisco, e i canini mi spuntano all'improvviso.

Con sguardo soddisfatto continua il suo estenuante elenco:

<Secondo: non è possibile che sei venuta fino a qui ler fare lo "spuntino di mezzanotte"! Poi sono solo le 21:00 di sera.>
Mi dice ironicamente.

<E ultimo, i battiti del tuo cuore...>
Dice, ritornando serio.

Io lo guardo confusa.

<Sono aumentati...>
Mi dice infine, ritornando con lo sguardo sulla strada.

Dopo vari minuti di silenzio arriviamo finalmente alla clinica veterinaria.

<Riesci a scendere da sola o ti dev...>
Dice, ma si ferma subito quando nota i miei occhi blu e il sangue che non smette di scendere.

<Ho capito.>
Sbuffa, aiutandomi a scendere ed accompagnandomi verso la porta d'entrata.

<Deaton!>
Urla Theo, appena la porta della clinica si apre.

Subito un'uomo non molto alto, calvo e di colore arriva verso di noi.

<Strozza lupo.>
Dice Theo, e senza dire una parola il dottore fa cenno di seguirlo.

Arrivati nell'altra stanza Theo, delicatamente, mi stende sul lettino.

<Chi ho il piacere di avere qui con me, oggi?>
Mi chiede Deaton, infilandosi il camice.

<So... Sono Sophie.>
Dico, balbettando dall'intenso dolore.

Subito dopo sento un sapore strano in  bocca, ma aprendola inizia a sgocciolare quello che mi sembra sangue, nero.

Deaton mi guarda preoccupato.

<Viola o giallo?>
Chiede a questo punto a Theo.

<Non so, credo viola...>
Dice Theo, guardando la mia spalla.

In fretta il Dt. Deaton si dirige verso una credenza in acciaio e prende una specie di pinza da uno dei cassetti.

<Ok Sophie, farà male.>
Mi dice e poi serio si rivolge a Theo.

<Tienila ferma.>

Theo mi afferra entrambi i polsi con forza.

<Ahh!>
Ruggisco sfoderando i canini, quando Deaton cerca di estrarre il proiettile dalla mia spalla.

Mi divincolo, con una forza inaspettata, dalla presa salda di Theo.

I miei artigli escono da soli e il luccichio dei miei occhi blu fa sobbalzare Deaton.

Mi giro verso Theo, ringhiandogli contro.

Non so cosa mi sta succedendo.
Forse sto impazzendo; forse sto diventando sempre di più un animale.

Vado verso di lui minacciosamente, ma lui sta fermo, senza trasformarsi, senza dare il minimo segno di timore o di paura.

È lì, a portata di mano; un solo graffio su quel suo collo muscoloso ed è finita.

Una piccola gocciolina di quel suo sangue che ora mi affascina.

La sua paura che aumenta e scivola via con lo sgorgare del suo caldo sangue; sui miei artigli.

Sarebbe proprio fantasti...

<Ah, adolescenti.>
Dice Deaton dietro di me, iniettandomi una strana sostanza nel collo, proprio prima che saltassi addosso a Theo.

<Questo la farà state calma per un po'. Almeno avrò la possibilità di toglierle lo strazzalupo senza che mi attacchi!>
Lo avvisa Deaton.

Sento le mani calde di Theo prendermi proprio prima di cadere al suolo.

<St...Sti...Stiles...>
Balbetto quasi del tutto addormentata, quando Theo mi fa stendere sul lettino.

Non so nemmeno io perché ho detto quel nome; ormai Stiles mi vedrà come un mostro che ha sterminato la propria famiglia.

L'unica cosa che so è che mi manca da morire, e non sopporto l'idea che lui pensi una cosa tanto crudele e falsa di me; della sua cuginetta.

Mi guada confuso con i suoi occhi verdastri.

<Stiles? Come...lo conosci?>
Mi chiede, ma io non ho più la forza per rispondergli e faticosamente gli faccio cenno di no con la testa.

Nessuno più deve sapere chi sono e cosa ho fatto, o cosa credono che io abbia fatto.

Stiles non deve più stare male, non deve più soffrire per colpa mia.

Se serve sparirò per sempre dalla sua vita; non voglio che stia così per colpa della sua bugiarda e codarda cugina.

Non anche lui...

Theo guarda Deaton, e prende il telefono dalla tasca della sua giacca nera.

<N...no.>
Dico con un filo di voce, ma è troppo tardi.

La mia vista si annebbia sempre di più; le palpebre si fanno pesanti.

Theo mi guarda per un secondo, prima di schiacciare, sullo schermo del cellulare, il nome "Stiles" nella sua rubrica telefonica.
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💥Note dell'autrice💥

Hey ciao a tutti, spero che vi piaccia questo ottavo capitolo.

Spero che vi abbia fatto piacere rivedere alcuni personaggi, o che siate sorpresi di vederne altri.

[ uscita prossimo capitolo ENTRO sabato 23/12/17 ]

Un bacione
_rebelfire_

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