Capitolo 15: Un mostro
«Hey, tu non sei un mostro.»
Gli dico forse troppo dolcemente, ma è solo per rassicurarlo, non per altro.
O almeno credo.
»No Sophie tu non sai niente! Tu non sai quello che ho fatto e io non...»
Mi urla con le lacrime agli occhi.
Come pensavo ho sbagliato ad essere gentile con lui; ogni volta che cerco di confortarlo, di stargli accanto, lui mi tratta così.
«Stavo solo cercando di aiutarti.»
Ribatto io altrettanto arrabbiata.
«Allora raccontami...raccontami tutto quello che hai fatto!»
Gli propongo, sperando che si apra con me come poco fa.
«Io non... Non posso. Ho già allontanato gli altri raccontando quello che è successo con i dottori; quello che ho fatto ai loro amici; quello che ho fatto a mia sorella.»
Mi risponde, guardando malinconicamente le sue mani, ancora insanguinate.
«Tua sorella?! Ma non era morta?!»
Gli chiedo io confusa, ma poi tutto d'un tratto, riesco quasi a capire tutto.
Theo mi guarda con uno sguardo strano, triste ma allo stesso tempo vuoto.
Io con uno scatto mi allontano bruscamente da lui.
«Aspetta un attimo... Cosa hai fatto a tua sorella?!»
Gli chiedo stupita e delusa da lui.
Ho una strana sensazione che arriva dal profondo del mio organismo; sembra provenire direttamente dal mio... Cuore.
No! Cosa mi succede?!
Sembra che il mio cuore speri che Theo non abbia fatto nulla alla sorella, ma il mio cervello pensa il contrario.
Cosa devo seguire ora? Non mi è mai successo tutto questo.
Sono confusa, ma so che l'unico modo per sapere è chiedere; chiedere al mostro o al ragazzo scontroso ancora sofferente dalla morte della sorella che ho davanti.
«Theo rispondimi, ti prego.»
Ora lo sto quasi supplicando di risolvere il mio dilemma interiore.
Lui mi fissa ancora con lo stesso sguardo vuoto di sentimento, vuoto di tutto.
«Non posso.»
Mi risponde, ritornando il solito Theo arrogante.
«Cosa?! Stai scherzando, vero? Io che ti ho detto tutto non fidandomi della persona che avevo davanti perché sentivo una strana sensazione e sai una cosa? La sento ancora quella sensazione che qualcosa in te non va! Io voglio solo sapere chi ho affianco in questo momento. Voglio sapere chi è questo strano ragazzo con cui sono qui intrappolata ormai non so più da quanto. Sì, io lo voglio sapere. Ma la cosa che più mi dispiace è che io, pur non sapendo chi tu fossi, ti ho raccontato del mio passato, del mio presente, e pensavo che nel mio futuro avrei imparato a conoscerti, ma ovviamente mi sono sbaglia...»
Mi sfogo di tutto quello che sento, di tutto quello che penso di lui.
Ogni volta faccio sempre lo stesso errore: fidarmi delle persone sbagliate.
Prima Deucalion, adesso questa chimera arrogante.
No, non posso continuare così, non posso far finta di essere un'altra persona gentile, fiduciosa solo per farmi vedere bene dagli altri, quando loro si comportano in questo modo con me.
Mi alzo velocemente in piedi; mi voglio allontanare da questo ragazzo, prima esplodere.
«L'ho lasciata morire.»
Una flebile voce esce dalla bocca di Theo, ma risuona nella mia mente come un potente urlo.
«Cosa?!»
Mi giro confusa; forse sperando di non aver sentito le sue parole.
«Mia sorella. L'ho lasciata morire senza fare nulla per impedirlo.»
Mi risponde guardandomi dritto negli occhi.
«No...»
Dico tremando con gli occhi spalancati e non riuscendo a fare altro che mettermi la mano davanti alla bocca.
Lui ha... No, non è possibile.
Era sua sorella non avrebbe mai potuto farlo.
«Ricordo che i dottori mi avevano dato indicazioni precise su cosa dove fare. Quella sera mia sorella sì slogò la caviglia nella foresta qui vicino, e casualmente era caduta nel fiume che lo attraversa.»
Mi racconta sfogandosi, trasmettendomi tutte le sue oscure emozioni.
Io lo ascolto, anche perché non riesco a fare altro; pentendomi di averlo incontrato, pentendomi di averlo seguito.
«Era inverno e l'acqua era congelata. Lei mi chiamava, mi implorava di aiutarla, ma io rimanevo fermo e soddisfatto a guardarla dal piccolo ponte sopra qual maledetto fiume.»
Continua mentre si alza e cammina avanti e indietro per quella piccola stanza.
«No...»
Riesco a dire solo questo; non posso accettare che lui abbia fatto tutto questo.
«Sì Sophie, e sai una cosa? Mi è anche piaciuto, perché sapevo che i dottori sarebbero stati felici del mio gesto.»
Mi risponde, afferrando un bicchiere di vetro su un piccolo tavolo e lanciandolo a terra.
Sobbalzo dal suo gesto repentino, ora spaventata dal ragazzo che fino a poco fa stavo sostenendo.
«Perchè? Perché lo hai fatto?!»
Gli chiedo ancora scioccata.
«Vedi Sophie, le chimere per essere tali hanno bisogno di un organo trapiantato, qualsiasi. Dalla pelle, a un rene, al... Cuore.»
Mi dice, questa volta guardandomi.
Io lo guardo stupita, scioccata, distrutta e stanca; stanca di tutto questo.
«Ecco cosa mi avevano chiesto: dovevo fare in modo che mia sorella morisse per far si che mi trapiantassero il suo cuore, ma non dovevo ucciderla io sennò i miei occhi sarebbero diventati blu. Dicevano che il cattivo perfetto doveva essere trasformato dal sacrificio di un organo fondamentale della persona a cui teneva di più.»
Conclude avvicinandosi a me.
«Era tua sorella cazzo! Io non... Non posso crederci Theo. Non Posso credere che tu l'abbia fatto.»
Gli rispondo furiosa, sperando che in qualche modo si penta di quello che ha fatto.
Sperare, è questo il mio problema.
«Tu lo sapevi invece, ma qualcosa ancora dentro di te si illudeva che forse sbagliavi a giudicarmi come sono in realtà. Tutte le sensazione che provi quando stai vicino a me sono tutte vere, io le posso sentire, sento tutto.»
Mi dice calmo, avvicinandosi sempre di più a me.
«Stai zitto!»
Gli urlo, allontanandomi velocemente senza guardarlo in faccia; non ce la faccio.
«Volevi tu che parlassi, no?! Che ti raccontassi tutto?!»
Ribatte Theo con un ghigno sul viso.
«Basta! Basta! Non parlare più.»
Gli urlo sfinita, mettendomi le mani sulle orecchie, credendo che così non avrei più sentito l'assordante voce del ragazzo che credevo fosse diverso, dopotutto.
Il ragazzo che mi aveva salvata quella notte e che io a stento avevo ringraziato.
Il ragazzo scorbutico e testardo che mi aveva portato a salvare il mio amico, nonostante gli avvertimenti e gli obblighi che gli avevano imposto. Poteva dimostrare di essere migliore e invece mi ha accontentata.
Il ragazzo che credevo avesse un cuore all'inizio, ma ora scopro che non è nemmeno suo.
Questa cosa mi sta ferendo troppo... Perché fa così male?!
«Tu. Tu sei...»
Urlo verso di lui, con i segni sulle guance che hanno lasciato le lacrime.
«Che cosa sono? Dai!.»
Mi stuzzica Theo, ormai a pochi passi da me.
«Tu sei un...»
Vorrei dimenticare quello che fino a un'ora fa pensavo di lui, quello che gli ho detto, quando gli sono stata accanto da povera illusa.
«Dillo!»
Mi dice, prendendomi per i polsi.
«Mostro!»
Gli rispondo tra le lacrime, liberandomi dalla sua forte presa.
Lo fisso mentre si siede appoggiandosi alla parete; sembra stranamente triste e stupito dalla mia risposta.
Sto per girarmi e riprovare ad aprire quella porta per uscire da questo inferno quando, un forte e cupo rumore ci fa sobbalzare e voltare verso quella porta di ferro.
«Vi abbiamo trovati finalmente!»
Ci dice Scott, attraversando la porta sfondata mentre tutti gli altri lo seguono.
Appena vedo Stiles non mi interessa più nulla, voglio solo correre tra le sue braccia.
«Stiles! Ma... come ci avete trovati?!»
Gli chiedo, ancora tra le sue braccia.
«Oh, è stato Nolan a consigliarci di cercare qua.»
Mi risponde sorridendomi.
«Cosa?!»
Rispondo confusa, vedendo quel cacciatore traditore, che mio cugino ha appena nominato entrare nella stanza.
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💥Note dell'autrice💥
Hey ciao a tutti, spero che vi piaccia questo quindicesimo capitolo.
Come promesso ecco a voi il nuovo capitolo.
Come vedete forse Sophie, infondo, ci tiene a Theo, o almeno ci teneva.
Come andrà avanti la storia quando Sophie saprà tutta la verità su chi è Theo e anche quando lui scoprirà qualcosa che doveva rimanere segreto?
[ uscita prossimo capitolo ENTRO sabato 17/02/18 ]
Un bacione
_rebelfire_❤
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