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Capitolo 11: Nulla è semplice

«Lo conosci?»
Chiedo confusa a Theo, che mi sta ancora guardando con quello sguardo stupito.

«Theo?»
lo chiamo irritata, dopo vari minuti di silenzio.

«S...S...Sì.»
Mi risponde, con un tono malinconico.

Io lo fisso ancora più stupita di quanto lo era stato lui poco fa.

«Cosa?! Non ci posso credere...Quando lo hai visto l'ultima volta? Dove? Con chi era? E come fai a conoscerlo?»
Gli chiedo, fin troppo curiosa di sentire le sue risposte.

In questo momento non so bene cosa sto provando; se felicità oppure rabbia; se malinconia o furia.

In fondo quel...mostro ha ucciso la mia famiglia, la mia migliore amica, il mio cuore.

Allora perché sento questa felicità improvvisa dopo che Theo mi ha detto che lo conosce?

Forse è il forte legame che lui, il mio alfa, aveva con me, il suo beta...

No. assolutamente no. Questo non può giustificare tutto il male che mi ha fatto, non potrà mai.

Scruto Theo alla ricerca di un accenno di risposta alle miei domande, ma niente.

«Theo, ci sei? Io ti ho raccontato tutto di me, ti chiedo solo di rispondere alle mie domande.»
Gli dico gentilmente, tentando un approccio diverso e sperando in una sua risposta.

«È complicato, ok?!»
Mi risponde freddamente.

«Complicato? Complicato! Nulla è semplice, giusto?»
Gli rispondo scioccata, cominciando ad arrabbiarmi.

Poi, tutto d'un tratto, Theo alza la testa verso di me e i suoi occhi lucidi mi parlano.

Subito capisco il motivo per cui non mi voleva risponde; capisco il motivo per cui la sua voce era irrigidita; capisco il motivo per cui il suo cuore ha raggiunto battiti lenti, ma costanti.

«Com'è successo?»
Ringhio più furiosa che mai, abbassando la testa.

La rabbia si diffonde e circola in tutto il mio corpo, come fosse sangue.

I canini fuoriescono dalle mie labbra carnose.

Gli artigli affilati prendono il posto delle mie unghie delicate.

"La rabbia ti trasforma: quello è il tuo peggior nemico."
Me lo diceva sempre...

«Gli hanno fatto un imboscata e... con tutte le ferite da proiettile lui...gli altri non hanno potuto fare nulla. Era troppo tardi...»
Mi risponde, quasi in tono timido.

Quando si accorge della mia trasformazione, però non sembra spaventato; e nemmeno il suo cuore da traccia di paura.

«Gli altri?!»
Mi soffermo io, ringhiando.

«Scott e... il suo branco.»
Mi risponde Theo, riprendendo il solito tono freddo.

«Voi eravate lì e non avete fatto nulla per salvarlo? Ovviamente voi non vi siete fatti nulla, ma lui è stato ucciso!»
Grido io, infuriata.

«Loro hanno fatto quello che hanno potuto! Non è stata colpa loro se Deucalion è morto!»
Urla anche lui infuriato, e alzandosi di colpo dalla sedia.

«Loro? Tu non c'eri? è impossibile, mi hai detto che c'era tutto il branco di Scott, a meno che tu...»
Dico calmandomi un po', ma non riesco a finire la frase che Theo mi interrompe:

«Io non faccio parte del suo branco...»
Mi dice calmandosi, e ritornando a sedersi sulla sedia.

In questo momento avrei così tante domande sul suo conto: sul perché sia così strano; sul perché mio cugino si sia arrabbiato in quel modo con lui; sul perché non sia nel branco si Scott; e sul perché continuo a sentire questa strana sensazione quando sto insieme a lui.

Come se avesse qualcosa che non gli appartiene...

Ora però ho una domanda che, nonostante tutte quelle che mi circolano in testa, le supera tutte:

«Chi l'ha ucciso?»
Chiedo ad un certo punto a Theo.

«Sicura di volerlo sape...»
Mi avvisa, ma io non lo lascio finire di parlare:

«Chi è stato?!»
Grido, scandendo lentamente le parole.

Non so perché questa domanda, in fondo so benissimo chi è stato.

Forse voglio solo la prova che quello che sostengo è vero; che quegli uomini in realtà sono più mostri di noi.

«I cacciatori... o per meglio dire, Gerard Argent.»
Mi risponde Theo, guardandomi dritto negli occhi.

«E chi sarebbe? Se è stato solo lui mi sembra facile ucciderlo.»
Gli dico, sicura.

«E secondo te perché è ancora vivo? È il capo di tutti i cacciatori; è quell'uomo, vecchio, che ti ha quasi ucciso nella foresta. È astuto e fin troppo intelligente. Pur di raggiungere il suo obiettivo sacrificherebbe tutta la sua famiglia...»
Mi spiega Theo.

Può essere anche molto bravo con le armi, ma non è ne immortale e non può guarire velocemente dalle ferite; questa cosa mi puzza.

«Cacciatori... Quindi anche Nolan ha...»
Dico con tono leggermente malinconico, senza concludere la frase.

«Nolan...Quel brutto pezzo di...aaarh!»
Ringhia Theo.

«All'inizio stava con i cacciatori; gli hanno fatto credere che noi lupi mannari siamo creature mangia uomini, siamo dei mostri. Poi, dopo la morte di uno dei suoi migliori amici e cacciatore, ucciso da questi, ha capito che la vera minaccia non siamo noi, ma quel pazzo di Gerard e del suo vice Monroe; e si è unito a combatterli con noi. Poi, tutto d'un tratto lo rivedo, insieme a quei dannati cacciatori, che punta una balestra contro uno della mia specie, contro uno di quelli che erano dalla sua parte. Gerard gli avrà fatto il lavaggio del cervello, e gli avrà fatto confessare tutto: dai nostri spostamenti, ai nostri piani per un futuro attacco...Non ci dovevamo fidare di lui.»
Mi spiega, mettendosi la testa fra le mani.

Eppure mi sembrava un ragazzo tanto carino; non pensavo mai potesse essere un traditore di questo genere...

«Ma...Come fai a conoscerlo?»
Mi chiede Theo, riportando il suo sguardo su di me.

«Oh, è nella mia stessa classe insieme a Liam e a Meson.»
Dico, ma appena pronuncio il nome di Liam la calma apparente, che c'e stata fino a questo momento nell'aria, si trasforma in panico.

«Cosa?! Vuoi dire che ora Liam è in classe con Nolan!?»
Urla quasi spaventato Theo, ed alzandosi velocemente dalla sedia.

Se nessuno, a parte Theo che ha visto la scena, sa che Nolan è ritornato dalla parte dei cacciatori; Liam potrebbe dirgli chissà quali piani che dovrebbero rimanere nascosti, o peggio ancora Nolan potrebbe... ucciderlo.

«Dobbiamo andare subito a scuola!»
Dico preoccupata, saltando giù dal lettino.

«Uo, uo, uo. Dobbiamo?! Credo proprio che tu rimarrai qui.»
Mi dice serio Theo, afferrandomi saldamente un braccio.

Io mi divincolo subito dalla sua presa; mi da ancora fastidio che un "quasi estraneo" mi tocchi.

«Primo: è un mio amico e lo voglio aiutare; secondo: hai promesso che mi avresti tenuto d'occhio, e come fai se non sono li con te? Terzo; io faccio quello che voglio e, per fortuna, tu non sei mio padre.»
Gli dico sicura, andando verso la porta.

Theo rimane serio per vari secondi, pensando a cosa fare; poi alla fine si arrende e sbuffando mi raggiunge all'uscita.

Io soddisfatta accenno un sorriso, e velocemente entriamo nel suo pick-up.

«Se solo provi a farti uccidere, ti ferisci o solo fai delle cazzate, giuro che io...»
Mi dice Theo, ormai rassegnato.

«Meglio se non giuri.»
Gli rispondo in tono di sfida, appena mette in moto il suo pick-up blu.
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💥Note dell'autrice💥

Hey ciao a tutti, spero che vi piaccia anche questo undicesimo capitolo.

Non so più come ringraziarvi per le 2k visualizzazioni: GRAZIE❣️

NEWS:
Credo di finire questo libro entro i 20/30 capitoli... Forse arriverà anche il sequel😊

[ uscita prossimo capitolo ENTRO sabato 13/01/18 ]

Un bacione
_rebelfire_

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