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2.

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia

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Ciò che aumenta di più la mia ansia è il silenzio opprimente che regna tra me e i due yōkay.
Per fortuna i rumori della natura, come il cinguettare tranquillo degli uccelli o il calpestare di sassi e ramoscelli, riescono a spezzare questo ansioso momento.

Lo yōkay blu, di cui ancora non so il nome, è ritornato ad avere le sembianze umane, ho notato che si diverte davvero tantissimo a cambiare forma; l'altro invece appena abbiamo iniziato a camminare si è trasformato in un lupo...color salmone.
Ammetto che vorrei prenderlo in giro in questo momento, ma non penso che gioverebbe alla mia condizione attuale.

E onestamente non so neanche che cosa aspettarmi da questo Nosaka e del perché mi voglia incontrare. Come sapeva che io mi trovavo nella foresta?

«Domanda, -Racimolo un po' di coraggio e parlo- sono in una buona o cattiva situazione?»
Il lupo mi ignora, penso che quando sono nella loro forma animale non possono parlare.
«E chi lo sa, umana.» Mi risponde il gatto rivolgendomi un sorriso inquietante, deglutisco la saliva che ho in gola pregando gli dei di farmi sopravvivere.

«N-non s-sei divertente.» Dico.
«E chi voleva esserlo? Se questo stupido lupo non mi avesse interrotto ti avrei divorata, preso le tue sembianze e poi avrei fatto la stessa identica cosa con le persone dentro la casa. Sono anni che provo ad entrarci!»
«Stronzo.» Sputo acidamente e lo incenerisco con lo sguardo.
«Oooh, ci stiamo scaldando qui.» Mi sfotte.

«Non entri nella casa perché sei un idiota.» Si aggiunge il lupo, fermo, mentre ci guarda. Non mi sono neanche accorta di quando si è ritrasformato.
«Che cavolo hai detto lupo?!»
«Che sei un idiota, la casa è circondata da talismani, si riesce ad arrivare fino al giardino, poi si attiva la barriera. Non so quante volte te lo abbiamo spiegato. E infine, anche se riuscissi ad entrare, non puoi fare nulla a Tanaka-sama, è contro le regole.»

«Tanaka-sama? La zia? Di che state parlando?!» Chiedo molto confusa.
«Nosaka-san ti spiegherà tutto. Siamo arrivati.»
Davanti a noi c'è un villaggio abbastanza semplice però con un non so che di inquietante.
Attraversiamo la grande via principale del villaggio e molti abitanti escono oppure si fermano a guardarci, rimango sorpresa nel vedere che sono tutti yōkai di vario tipo.
Continuiamo a camminare senza degnarli di uno sguardo, cioè i due yōkai lo fanno, io non la smetto di fissarli che per poco non vado a sbattere contro la statua, raffigurante due volpi, che si trova al centro del villaggio..

Onestamente me li aspettavo più paurosi, invece è come se fossero loro intimiditi da me. Possibile che questi yōkai abbiano paura degli umani?
No, impossibile.
Scaccio immediatamente questo pensiero dalla mia mente, sono spiriti immortali, caso mai è il contrario.

«Oi, non rallentare e se proprio vuoi scappare: sappi che non hai nessunissima possibilità.» Mi dice il salmonato girandosi e intimidendomi con lo sguardo.
«Senti, se avessi voluto scappare ci avrei provato nella foresta e non in un villaggio pieno zeppo di spiriti pronti a divorarmi l'anima.» Gli rispondo abbastanza male.

«Wow, allora un po' di cervello ce l'hai.» Commenta il gatto blu e io freno l'impulso di prendere da terra una pietra per tirargliela in testa.
Superiamo il villaggio e passiamo attraverso un Torii di un bel rosso brillante, segno che nelle vicinanze c'è un santuario oppure un'area sacra.
Infatti vedo subito una lunghissima scalinata in pietra che sale per tutta la piccola montagna che si erge ai piedi del villaggio.

«Dobbiamo salire fin in cima.» Dice il lupo.
«Stai scherzando vero?» Gli chiedo guardando la scalinata che scompare tra gli alberi, sono una ragazza di città non sono abituata a tutta questa attività fisica.
«Non ti lamentare.» Risponde lui in tono freddo.

«Ma una scala mobile o un ascensore, no eh? -continuo senza badare ai due- C'è siete degli spiriti con dei poteri magici, non penso che sia così difficile fare qualcosa a riguardo...tipo il teletrasporto! Tu prima l'hai usato!» Dico al ragazzo dai capelli blu.
«Ma riesci a stare zitta e salire ste benedette scale?» Mi chiede lui abbastanza irritato, poi mi supera facendo scontrare le nostre spalle in maniera molto brusca.

🏔🏔🏔

3572 fottutissimi scalini.
Ho salito 3572 scalini per parlare con questo Nosaka-san...a questo punto avrei preferito farmi mangiare dal bakanemo.

Mi trascino per gli ultimi scalini gattonando e col fiatone.
«Stai facendo l'esagerata.» Mi fa notare il lupo.
«Maledetti, voi siete abituati a tutto ciò.» Mi accascio a peso morto sulla pietra fredda della scalinata.
Avevo ragione: siamo in un tempio shintoista, è di medie dimensioni e abbastanza umile, però davvero ben curato e pulito.

«Oh eccovi, finalmente.» Una voce chiara e gentile giunge alle mie orecchie e vedo il salmonato fare un inchino verso la persona che sta uscendo dal tempio, il blu invece non si muove minimamente.

Davanti a noi si presentano due figure: un ragazzo molto alto, ha gli occhi di color grigio anche se sembrano vitrei e i capelli di un bel color magenta scuro e molto arruffati che però gli donano. Alla sua sinistra, c'è un ragazzo un po' più alto e con il fisico ben piazzato; ha gli occhi e i capelli grigi chiari tendenti al beige, i capelli sono corti ai lati e un alto ciuffo gli si solleva sulla testa mentre una ciocca gli ricade sul lato destro del viso.

Indossano dei kimono, come tutti qui del resto, a parte lo yōkai lupo che indossa dei pantaloni lunghi neri e una casacca (abbastanza antica per i nostri tempi) di un blu acciaio legata in vita con una cintura grigia e sotto indossa una maglia a maniche lunghe dello stesso colore dei pantaloni, ai piedi porta degli stivali alti grigi ed infine, al collo, porta una sciarpa in cotone morbido, bianca con delle sfumature rossicce, io mi chiedo: siamo a luglio come stra minchia fa a non crepare di caldo?!

Ma ritornando ai due ragazzi davanti a noi: quello dai capelli rosa indossa un kimono lungo fino alle caviglie bianco e con sopra disegnati dei fiori di ciliegio, l'altro invece ne indossa uno semplicissimo grigio scuro con qualche sfumatura tendente al blu. Ho come l'impressione che il primo sia quel famoso Nosaka-san.

«Tu devi essere la famosa Nishimura-san.» Mi dice il rosa sorridendomi dolcemente e venendo verso di me.
«Come sai il mio nome?» Gli chiedo subito.
«EI! Presta rispetto a Nosaka-san.» Dice il palestrato guardandomi male.
«Nishikage-kun sta calmo, -lo riprende Nosaka- ha tutto il diritto di essere confusa e agitata.»
Questo Nosaka-san mi piace già, è l'unico ad avermi tratta in modo gentile da quando sono qui.

Sposta il suo sguardo su di me e i nostri occhi si incontrano, solo in quel momento noto di essere ancora semi-sdraiata sui scalini del tempio. Mi alzo subito.

Nosaka non cambia espressione, rimane a guardare sorridendomi dolcemente e non alzando gli occhi al cielo, come quel stupido bakanemo, o con irritazione, come sta facendo l'energumeno. Mi liscio la gonna togliendo la polvere e lo ritorno a guardare.

«Come hai ben capito io sono Nosaka Yuuma, dio e protettore di questo tempio.» Dice inchinandosi.
Imito il gesto. «Io sono Hitomi Nishimura...ma credo che questo lei lo sappia già.»
«Per favore, dammi del tu. -Puntualizza Nosaka ritornando in posizione eretta e io pure- Ti ho fatta chiamare perchè devo parlarti di una faccenda molto importante.»
«Ah, quindi per "farmi chiamare" si intende un semi rapimento e un gatto che mi vuole sbranare?» Onestamente il modo con cui sono stata trattata non mi va affatto giù.

In tutta risposta Nosaka guarda il ragazzo gatto aspettando delle spiegazioni.
Subito il gatto alza le mani al cielo e corruga le sopracciglia. «Senti io non ne sapevo nulla, avevo solamente fame.»
«Volevi prendere le sue sembianze e poi mangiare anche Tanaka-sama.» Dice il lupo.
Il blu si gira verso di lui e lo fulmina con lo sguardo. «Stai zitto.» Sibila.

Nosaka sospira esasperato, però non lo rimprovera, molto probabilmente è abituato a scene come questa.
«Ichihoshi, con te parlerò più tardi. Grazie Fubuki per averla portata qui sana e salva.»
Quindi è così che si chiamano, anche se molto probabilmente sono solo i loro cognomi.
«Potete andare ora.» Dice subito dopo Nosaka.

Fubuki annuisce, ma Ichihosi sembra pensarla diversamente.
«Ah no, stupida volpe dei miei stivali. Ora voglio sentire anch'io il perchè questa umana è così preziosa.»
«Volpe?» Chiedo confusa, ho in testa tantissimi punti di domanda ma zero risposte.

«Vieni, ora ti spiegherò tutto -Mi appoggia delicatamente una mano al centro della schiena e mi guida in un altro posto a me ignoto- Nishikage, prepara del thè per cortesia.»
«Certo.» Il palestrato scompare all'interno del tempio velocemente, mentre il gatto nasconde entrambe le mani dentro le maniche del kimono e ci segue.

Camminiamo silenziosamente mentre Nosaka fa strada portandoci dietro il tempio dove si trova un gazebo fatto in legno scuro provvisto di un tavolo circolare e delle panche.
La cosa che mi impressiona di più sono i ciliegi in fiore che lo circondano rendendo l'ambiente davvero mozzafiato e rilassante.

«Ciliegi in fiore a luglio?» Chiedo sbalordita vedendo alcuni petali danzare portati dal vento.
«Il tempio non sente lo scorrere del tempo e delle stagioni, possiamo dire che qui è quasi sempre primavera.» Mi spiega il ragazzo dai capelli fucsia.
«Una sorta di bolla temporale?» Continuo a chiedere, sembra di essere in uno dei libri fantasy che leggo sempre.
Ora che ci penso meglio, anche il ciliegio davanti alla mia finestra e dove ho visto lo yōkai gatto è in fiore.
«Si.» Risponde.

Ci sediamo, una di fronte all'altro, mentre il gatto si appoggia di schiena su una delle travi verticali del gazebo, esattamente dietro di me.
«Posso ben immaginare come ti possa sentire in questo momento: confusa, spaventata, agitata. Ma io sono qui per spiegarti tutto e a rispondere alle tue domande.»

«Bene...Che vuole questo yōkai da me? Cosa c'entra mia zia in tutta questa storia? Perchè lui prima ti ha chiamato volpe? Perchè la casa è circondata da talismani? Cos'è quel villaggio ai piedi del monte? Poi perch...» Parto a raffica con le mille domande che ho in testa, ma ci pensa proprio il gatto a fermarmi.
«Certo che tu non riesci proprio a tenere ferma quella lingua neanche per 5 minuti.»

Mi giro verso di lui. «Vorrei vedere te nella mia situazione.»
«Io, nella tua situazione, avrei fatto dietrofront e me ne sarei tornato in casa.»
«Mi stavi lanciando dei sassi! Non potevo fare finta di niente!»
«Quanti gatti che ti tirano sassi e sorridono hai mai visto in vita tua? Sei poco furba eh.»
«Se mi fossi fatta delle domande sarei partita dal colore del pelo.»
«Sul serio? Dal pelo? Che ha che non va?»
«Quanti gatti blu hai mai visto in vita tua?» Cerco di imitare la sua voce.

Un colpo di tosse ci fa interrompere, mi rigiro e vedo Nosaka-san con gli occhi chiusi mentre Nishikage appoggia sul tavolo due tazze di thè.
«Ei palestrato, dov'è il mio thè?» Chiede il bakanemo contando le tazze.
«Niente thè per te.» Risponde Nishikage facendo un piccolo inchino e andandosene.

«Io questo qui lo incenerisco.» Fa per alzare un mano per creare una palla di fuoco, ma ci pensa sempre Nosaka a fermarlo.
«Hikaru. Finiscila.» Dice autoritario e aprendo finalmente gli occhi grigi, non so perchè ma quello sguardo mi fa partire dei brividi lungo la schiena.
In tutta risposta il gatto accenna ad un "tsk" molto seccato e bofonchiando qualcosa sul non chiamarlo con quel nome.

«Procedendo con calma: prima ho detto di essere il dio e protettore di questo tempio, ma non è così. Diciamo che io faccio da sostituto al vero proprietario: Tua zia, Ayumi Tanaka.»

Per la sorpresa mi ritrovo a sputare a terra il thè freddo che stavo bevendo.
«EI! Stai attenta stupida mortale! Mi sporchi i sandali!» Ichihosi quasi stilla facendo un piccolo salto di lato.
«Fossi in te, Ichioshi-kun, smetterei di parlare in quel modo alla nostra nuova dea.»
«COME SCUSA?!» Strilliamo in contemporanea io e il gatto blu.

Hola
Beh, che dire. Il capitolo si conclude così, ma tranquilli che nel prossimo spiegherò tutto.
In questa storia ho già reso Nishigake la guardia personale di Nosaka...che novità.

Come sempre se il capitolo vi è piaciuto commentate e lasciate una stellina.💫💕

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