9. "I could endure"
Lilian's pov
Sono appena atterrata in America.
Il volo più traumatico della mia vita.
Ho viaggiato senza i miei comfort, con i poveri, con vestiti che non erano miei e sento che mi hanno attaccato la povertà. Io veramente non ce la posso fare.
Sono Lilian Russell e posso fare qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa che comprenda avere accesso alla mia carta di credito, al centro benessere e al mio armadio delle meraviglie.
Non so seriamente come muovermi in questo tremendo caos di un comune aeroporto, non so dove andare o guardare. Mi limito a tirare lentamente la mia valigia e a mantenere il mio zaino sulla spalla.
Io. Che. Porto. Uno. Zaino. Sulla. Spalla.
Roba da non crederci.
Spero che i miei followers non mi vedano mai conciata in questo modo. Sarebbe la fine della mia reputazione.
D'un tratto sento delle braccia avvolgermi e comincio ad urlare, lasciando di scatto la valigia e dimenandomi, mentre tutti mi guardano stupiti. Che avevano da guardare? Non reagisco ad un tentato stupro in un luogo pubblico?
"Stai lontano da me. Mi attacchi la povertà" strepito, fino a quando non mi libero e mi volto di scatto, trovando due paia di occhi stupiti. Non so chi guardare, se il ragazzo insalata oppure l'uomo che identifico come mio padre.
Cerco di dare una sistemata ai miei capelli, che erano sfuggiti allo chignon disordinato che quella sciattona di Lilith mi ha costretta a fare.
'Non porto mai i capelli sciolti. Michael non mi vede così da una vita ormai. Per essere me, devi anche avere questo dettaglio che lui sa bene'
Ora capisco perché i suoi capelli sono così orribili.
"Ehi" mi riprendo un attimo, cercando di mostrarmi cordiale. Cosa devo fare adesso? Stringere loro la mano? Abbracciarli? E se non sono vaccinati ed hanno qualche malattia? Santa Donatella Versace, cosa devo fare?
"Non mi abbracci?" il ragazzo insalata fa una risatina sarcastica, per poi imbronciarsi leggermente.
Ma che vuole questo da me?
Faccio, però, come mi dice, perché non sia mai che tutto venga rovinato per colpa mia. Al massimo per colpa di Lilith, perché sono sicura che non saprà stare nei miei panni.
La presa di Michael é forte, mi dà un abbraccio spaccaossa da cui mi vorrei felicemente staccare, perché già io e i contatti umani siamo due cose diverse, figuriamoci se con gente di basso livello.
Mi stacco imbarazzata, portando poi il mio sguardo a mio padre. Un bell'uomo, non c'é che dire. Da due bellezze non poteva che nascere una meraviglia della natura. Io ovviamente. Lilith é solo l'effetto collaterale, lo schizzo prima del capolavoro.
Lui mi porge la mano e capisco subito cosa vuole fare. Infatti la mossa segreta che ho dovuto imparare con fatica per via della sua inutilità e velocità, viene eseguita, finendo poi con uno slancio da parte di lui verso di me, avvolgendo le sue braccia intorno al mio corpo.
Vorrei poter dire di essere felice di essere qui, ma non la penso così. Voglio tornarmene a casa, da mia madre, ignorare l'esistenza di queste persone e ritornare alla mia ricchezza, al sicuro da ogni cosa.
Sono questi i pensieri che mi accompagnano mentre siamo in macchina, guidando per una città non mia e diretti verso una casa sconosciuta.
Quando, però, apro la porta di casa, una cosa mi lascia stupita. Ragazzi mi accolgono urlando 'sorpresa', festoni di bentornata e cibo sul tavolo, mentre mi fanno un applauso.
"Lilith" é così strano sentirsi essere chiamati in un altro modo, perché non stai vivendo la tua vita. Vengo stritolata in abbracci, Michael poco distante da me che guarda la scena divertito.
Voci che si sovrastano, risate, giochi, questo caratterizza il mio arrivo in questa nuova vita che durerà poco. Mi sento apprezzata, queste persone non sono mie amiche, se sapessero la verità non mi tratterebbero nello stesso modo, ma mi sento comunque apprezzata, anche se nei panni di qualcun altro.
Sarà difficile, ma credo che all'amicizia io mi possa abituare.
Lilith's pov
Non mi aspettavo una schiera di persone o una festa di benvenuto, ma credevo che almeno mia madre mi venisse a prendere. Ma al mio arrivo a Londra trovo solo la domestica, di cui già non ricordo il nome.
"Signorina Lilian, é un piacere rivederla" mi porta le tre borse contenenti i miei vestiti -quelli di Lilian- ma io mi vorrei opporre, perché un po' mi dispiace vederla schiavizzata al mio servizio. Però da una parte non ho mai avuto qualcuno che fa ciò che gli chiedo, quindi a volte meglio approfittarne. "Com'é andato il viaggio?"
Una noia mortale. Non ho potuto ascoltare la musica che dicevo io e non ho potuto messaggiare con nessuno dei miei amici, dato che ormai sono Lilian Russell. Come risponderebbe lei in questo caso? Non sarebbe scurrile, questo é sicuro, quindi nessuna imprecazione o parolaccia.
Cazzo.
Lilith pensa ad Antonella del Mondo di Patty o a Mean Girls. O a Blair Waldorf di Gossip Girl. Sii lei.
"Noioso. La prossima volta sceglierò una destinazione con più bei ragazzi e meno musei, non sapevo cosa fare se non starmene in hotel" alzo teatralmente gli occhi al cielo.
"Capisco signorina. Sua madre la aspetta al centro benessere come le aveva detto, la macchina la accompagnerà direttamente lì. Ha prenotato per il suo massaggio preferito" annuisco, camminando più avanti rispetto alla domestica, perché Lilian ha detto che non sta mai al suo stesso passo, é segno di differenza sociale. Che cosa ridicola.
Arriviamo alla macchina, le valigie vengono caricate mentre io sono già in macchina, l'ultimo IPhone tra le mani, con un cover luccicante che quasi mi acceca. Non appena accendo internet, mi arrivano pochi messaggi, che non mi preoccupo neanche di visualizzare.
Agli amici penserò domani.
La macchina si ferma davanti ad un edificio grandissimo, che spruzza ricchezza da tutti gli angoli. Un cameriere mi aiuta a scendere dalla macchina.
"Signorina Russell é un piacere rivederla. Sua madre la sta aspettando vicino la palestra" annuisco, non dicendo niente, lasciandomi condurre verso lo spogliatoio per lasciare i miei vestiti.
Una volta aver terminato tutto, sono nervosa al pensiero di vedere mia madre. Come sarà? Severa? Con una mente chiusa? All'antica? Sospiro, dirigendomi agitata verso la zona che mi é stata indicata.
Una donna é seduta ai divanetti, sfoglia una rivista ed ha un accapatoio bianco come il mio. Quando alza lo sguardo e lo posa su di me, sorride felice, alzandosi di scatto e venendomi incontro.
"La mia piccolina é tornata" mi stritola, mentre la sento sorridere. Mi lascio andare nel suo abbraccio, stringendola a me, aggrappandomi alla consapevolezza che lei sia mia madre, la donna che non ho mai conosciuto ma che ho sempre voluto incontrare.
Mi viene da piangere dalla gioia e lei se ne accorge quando si stacca, perché mi guarda incredula.
"Lilian, non ti vedo con gli occhi lucidi da quando avevi sette anni" mia madre non é per niente una brutta donna e posso capire in un solo secondo del perché mio padre si sia innamorato di lei. I capelli biondi, gli occhi azzurri lucenti, il sorriso genuino e non credo che lei abbia un carattere di merda, come probabilmente lo ha Lilian da snob, mentre io da stronza qual sono.
"Mi sei mancata mamma" le sorrido, portando un dito agli occhi per catturare la lacrima che voleva scendere.
"Dai su, andiamo a farci un bel massaggio. Questa giornata la passerò con te, d'accordo? Mi dovrai raccontare tutto ciò che hai fatto a Parigi"
E forse potrei sopportare i tacchi, dato che i miei piedi hanno implorato pietà per tutto il tempo, potrei sopportare una massa di figli di papà che popolerà sicuramente la scuola a cui andrò, sarei disposta a sopportare tutto, se in cambio potrò finalmente conoscere qualcuno che dovrebbe essere a me così caro, ma in realtà che mi é semplicemente sconosciuto.
HOLAAAAA
Eccomi tornata dopo un bel po' di tempo, credo meno di un mese però, non ricordo.
Le nostre gemelle si sono scambiate definitivamente la vita e, non so voi, ma io adoro Lilian e i suoi scatti da snob. Voglio dire che comunque non s'intende offendere nessuno, lei é semplicemente fatta così, é proprio il suo personaggio.
Spero che questa storia vi stia piacendo o che inizi a piacervi, i personaggi entreranno mano mano, bisogna avere pazienza. Cercherò di aggiornare con più frequenza e di portarmi avanti con i capitoli durante le vacanze natalizie. Spero di farcela.
Alla prossima,
Kisses
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