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5. "I'll be you and you'll be me"

Lilith's pov

Ho passato i seguenti due giorni cercando di distrarmi dalla situazione che si era andata a creare, continuando a girovagare per musei e monumenti. Non riesco a credere a ciò che sta succedendo, al fatto che sono in ansia per dei risultati del DNA, che potrei avere una gemella. Sarebbe come rendersi conto che la mia intera vita é stata una menzogna, che mia madre, in realtà, non é scappata via perché non mi voleva realmente, ma che tra le due figlie, sono capitata io senza madre, così come la mia copia senza padre.

Non ne ho parlato con gli altri o con Michael, ho preferito mantenere la cosa per me, tenerla segreta, perché é difficile anche spiegare come mi senta al momento. Sono state fin troppe le volte in cui ho chiesto di mia madre, in cui ho dovuto affrontare discussioni con mio padre per parlare di lei, per saperne qualcosa, ma non ne ho mai ricavato nulla alla fine. Lui soffriva nel sapere qualcosa di lei, io soffrivo nel non sapere.

E se invece il test fosse negativo? Beh, tornerei alla mia vita, ritornerei a casa raccontando di aver trovato una snob uguale a me, che credevo fossimo sorelle, spiegando tutto scherzando, ma direi solo a Michael il fatto che speravo avessimo un legame, io e questa mia copia, per poter trovare mia madre.

Lo squillo del mio cellulare mi risveglia dai miei pensieri, portandomi a cercarlo sul comodino, scoprendo il braccio che é seppellito, esattamente come me, tra le lenzuola. Non ho avuto voglia di uscire oggi, ho preferito deprimermi nel letto dell'albergo e pensare alla situazione. Avrei potuto chiamare Michael o fare videochiamate con gli altri, ma in questi due giorni li ho sentiti poco perché non ce la facevo a parlare con nessuno, soprattutto con mio padre. Le nostre conversazioni non sono state piene di dettagli, con una me che non vedeva l'ora di raccontare tutto e di condividere ciò che avevo visto. Ho cercato di trattenermi più volte dal dire "dimmi la verità, non voglio aspettare degli stupidi risultati"

Apro il messaggio che mi é arrivato dal numero sconosciuto, riconoscendo la viziata.

"I risultati sono arrivati"

Sospiro, alzandomi dal letto e prendendo dei vestiti puliti, preparandomi velocemente. Ora o mai più. Notare come non avessi il numero della mia copia perché mi ha definita come 'una persona ansiosa che l'avrebbe chiamata per parlare ancora del fatto che potremmo essere gemelle'. Non so nemmeno il suo nome e lei non sa il mio, bene. Ha anche aggiunto che, se mai i risultati dovessero essere negativi, non voleva avere niente a che fare con me. Una probabile sorella amorevole.

Esco dall'albergo, chiamando un taxi e chiedendo di portarmi in ospedale. Ci vogliono ben dieci minuti abbondanti, tra la distanza e il traffico. Mi dirigo verso il piano in cui siamo state l'altra volta, aspettando nella sala d'attesa la mia sosia. Arriva dopo quindici minuti, affermando che ci avesse messo pochissimo, dato che, di solito, si fa attendere di più.

Una principessa del cazzo, insomma.

Entriamo entrambe nello studio della dottoressa, con pareti grigie e il resto bianco e le solite cose dei dottori. Stringiamo la mano alla signora davanti a noi, che subito ci passa i risultati non dicendo più nulla. La mia copia legge per prima, io sicuramente capirò dalla sua espressione cosa c'é scritto.

La vedo impallidire, spalancare gli occhi e rimanere a bocca aperta senza proferire parola, così capisco subito il risultato delle analisi. Prendo lo stesso il foglio dalle sue mani, leggendo quel 'positivo'.

"Quindi siamo gemelle" affermo, notando come la mia -ormai- gemella non riuscisse a dire nulla. Non potevano essere coincidenze, la data di nascita e l'incredibile somiglianza. Ringrazio la dottoressa per entrambe, facendo alzare mia sorella -é così strano dirlo- e uscendo fuori, dirigendoci verso l'uscita dell'ospedale.

Una volta fuori, respiro profondamente, cercando di calmare i nervi che sono attivi a mille nella mia testa.

"Noi due. Sorelle. Gemelle, addirittura. Come diavolo possiamo esserlo? Cioé, guardarci. Siamo completamente diverse" afferma, sicuramente incredula della situazione ed io respiro ancora una volta profondamente.

"Non si é gemelli per come ci vestiamo o per il carattere, ma per il DNA. C'é scritto chiaramente qui che siamo gemelle di sangue, che siamo nate lo stesso cazzo di giorno dagli stessi cazzo di genitori. Siamo finite in due parti di mondo diverse, é questa la cosa che voglio capire. Perché non siamo cresciute insieme, come due sorelle" urlo contro di lei, dato che ha cominciato ad alzare la voce. Quando m'innervosisco, non mi ferma più nessuno.

Abbiamo condiviso la stessa pancia per nove mesi, come posso non sopportare di condivedere la sua stessa aria ora?

Sospiro, vedendola portarsi una mano alla fronte e stringersi le meningi tra il pollice e il medio.

"Andiamo nel mio hotel, così possiamo parlarne meglio" mormora, chiamando un taxi e facendo portare entrambe dove lei dorme in questi giorni.

Che fosse ricca l'ho capito ormai, ma quello in cui lei alloggia é un hotel di quattro o cinque stelle. Chissà che lavoro fa mia madre, come fa a guadagnare così tanti soldi, se sta con un altro uomo, com'é fatta.

Entriamo nella sua stanza, vedendo poi mia sorella togliersi i tacchi e sedersi sul letto. Senza i trampoli é alta quanto me. Lascio lo zaino, continuando a guardarmi intorno.

"Facciamo il punto della situazione: siamo gemelle, stessi genitori, stessa pancia per nove mesi, ma due nazionalità completamente diverse. Io vivo con mamma, tu con papà, giusto?" annuisco, accorgendomi solo in quel momento del suo forte accento inglese. Continuo a girovagare per la stanza, cercando di capire qualcosa di più di questa persona uguale a me. "Dev'essere successo qualcosa tra loro due, che li ha portati a dividerci e ad allontanere loro. Non possiamo, però, presentarci entrambe da uno, verrebbe preso alla sprovvista. Non conosceremmo bene l'altro genitore, perché cercherebbe di rimediare al suo errore e non lo vedremmo mai per com'é realmente"

"Potremmo scambiarci le vite. Io sarò te e tu sarai me. Io andrò in Inghilterra, tu in America. Ci vedranno come la figlia che hanno avuto per tutti questi anni e noi li conosceremo. Nessuno lo verrebbe a sapere" propongo, trovandola geniale come idea. Scambio di vita.

"Non scambierò mai la mia vita con la tua. Per essere te, dovrei vestirmi come te ed io non sono fatta per i vestiti da povera" alzo gli occhi al cielo, sentendo poi il mio telefono squillare, notando una videochiamata da parte di Michael. "Scusami un attimo" rispondo alla chiamata, volendo subito mettere giù. Se mai la viziata accetterà, non dovrei dire nulla nemmeno a loro. "Ragazzi" dissi contenta però di vederli, perché mi mancavano. Sono tutti lì che fanno chiasso per farsi vedere bene "Okay, vi vedo tutti non c'é bisogno di litigare. E poi, non ci siamo sentiti qualche ora fa?" domando confusa, vedendo Michael cominciare a spiegare.

"Okay, ci siamo sentiti prima, ma ti sentivamo un po' distante, volevamo sapere se stessi bene, sappiamo che senti la nostra mancanza. Tra sei giorni torni però. Ci manchi" sorrido ancora di più alle sue parole, rispondendo con un 'anche voi', inventando però una scusa frettolosa per chiudere e lasciando un 'ti voglio bene' per non destare sospetti.

"Allora che stavamo dicendo?" domando, notando il suo sguardo perso. Lo alza su di me, puntando i suoi occhi nei miei.

"Accetto lo scambio di vite" sorrido, capendo che, prima o poi e tra non molto, avrei incontrato mia madre. "Piacere, Lilian Russell, cara sorella"

"Lilith Wade, cara gemella" 

HOLAAAA

Io sono già stanca della scuola, della vita, quindi addio mondo. Manco è cominciata quea disgraziata che la voglio radere al suolo con tutte le persone dentro.

Ovviamente queste due sono gemelle, oh mio Dio che scoperta, e si scambieranno veramente le vite. Altra cosa ovvia saranno i guai, quindi tenetevi forti per il prossimo capitolo.

Spero di continuare ad aggiornare con la stessa frequenza di sempre, perché mi sentirei in colpa a non aggiornare per la scuola. Potrebbero esserci aggiornamenti in altri giornj oltre il venerdì, pochissime volte se capiterà.

Vi ricordo il profilo Instagram _xjustingx

Alla prossima,
Kisses

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