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33. "But we'll make it, okay?"

Lilian's pov

Un mal di testa martellante accoglie il mio risveglio, non proprio dei migliori. Vorrei tornare a dormire, invece di essere costretta ad aprire gli occhi ma, quando lo faccio, comincio a pensare di aver fatto bene.

Michael é davanti a me con gli occhi ancora chiusi, respira lentamente e mi prendo un po' di tempo per osservarlo. Le labbra rosee, che spiccano sulla sua carnagione pallida, sono un po' schiuse, i capelli sono ovviamente tutti scompigliati, mentre le guance sono ricoperte dalla barbetta che sta crescendo. Quando abbasso lo sguardo, noto un braccio avvolto attorno alla mia vita e la cosa mi fa sorridere. Non riesco a far rallentare il battito del mio cuore, che continua a farlo velocemente.

Mi sento felice forse per la prima volta da quando sono qui. Non riesco a spiegare le sensazioni che provo stando accanto a lui, mi sento sicura ed ogni volta i brividi percorrono ogni centimetro della mia pelle. Osservo le sue labbra, soffermandomi sul ricordo di me che le bacio, all'emozione che ho provato, qualcosa che non ho mai percepito in vita mia.

Quando sono arrivata qui e Michael mi ha abbracciata per la prima volta, volevo solo andare via ed allontanarmi il più possibile da lui e così é stato per i giorni seguenti. Nonostante questo, i suoi occhi mi hanno colpita, facendomeli cercare tra tutte le persone nuove che trovo accanto. Mi sono sentita sempre sotto scanner con lui, il suo sguardo mi ha sempre messa in soggezione, ma preferirei avere i suoi occhi addosso, piuttosto che quelli di tanti altri ragazzi.

Non riesco a dare un nome a ciò che sto provando o, forse, sono semplicemente troppo spaventata per dare un nome effettivo a tutto questo: non rimarrò qui per sempre, prima o poi arriverà il momento che dovrò scambiarmi con Lilith e lasciarlo andare, custodendo in me tutti i nostri momenti insieme, anche quelli burrascosi per colpa mia. Lui penserà di averli vissuti con Lilith e non saprà mai chi sono, che non é stata mia sorella a baciarlo all'improvviso, ma io.

Mi riscuoto da questi pensieri, quando sento una lacrima che comincia a scivolare sulla mia guancia. Mi alzo lentamente e molto riluttante, togliendo il suo braccio dalla mia vita ed andando in cucina, trovando mio padre.

"Ehi tesoro" gli lascio un bacio sulla guancia, qualcosa che adesso mi viene più naturale dopo aver parlato con lui. Mi ci vuole del tempo per stabilire un contatto con qualcuno, per essere più affettuosa, infatti lo sono solo con mia madre. Non mi fido molto delle persone in generale, sono sempre scostante, non é qualcosa che riesco a controllare, ma é così che sono con tutti. Qui a San Diego, per forza o volontà, ho trasgredito alla mia 'regola'.

"Ciao" mi siedo davanti a lui, che mi porge un bicchiere d'acqua ed un'aspirina.

"Ti fa tanto male?"

"Mi sento un martello pneumatico in testa" mormoro, bevendo l'acqua, lasciando poi il bicchiere sul bancone.

"Ricordo che lo reggevi meglio l'alcol"

"Non dovresti tipo impedirmi di bere o cose simili?" gli domando involontariamente, maledicendomi poi per la domanda stupida. Lui, però, sembra non farci caso, rispondendomi comunque.

"Vedendoti poi fare comunque il contrario di ciò che ti chiedo? Mi fido di te, Lilith" mi lascia un bacio sulla fronte, quando fa il giro dell'isola e si siede accanto a me. "Prima sono entrato nella tua stanza per vedere se stavi ancora dormendo e ti ho trovata con Michael. È da tanto che non restava qui. Avete fatto pace allora"

"Noi non abbiam-"

"L'ultima volta che siete stati così a lite é stato perché lui non ti ha voluto ascoltare su una ragazza, che alla fine l'aveva solo preso in giro. È venuto qui e ti ha portato il tuo gelato preferito. Non c'é stato bisogno di parole, vi siete seduti ed avete guardato insieme un film" annuisco, facendo finta di sapere di cosa sta parlando. Vorrei prendere a ceffoni quella ragazza che lo ha preso in giro, perché so che lui non se lo merita, come non se lo meriterebbe nessuno, ma non sopporto che quella ragazza ha avuto l'opportunità di stare con lui e l'ha sprecata.

Ha avuto modo di essere guardata con quel luccichio negli occhi che, a quanto pare, caratterizza le persone innamorate, ha avuto la possibilità di essere speciale per lui e l'ha buttata via.

"Mi ricordo" dico infine, abbassando lo sguardo.

"Mi piacerebbe vederti con lui, stareste bene insieme" mio padre sorride furbamente, nascondendo il sorriso dietro la tazza di caffé.

"Sarebbe strano... io e il mio migliore amico, no" reagisco come farebbe Lilith, sentendo il batticuore al solo pensiero.

"Pensala come vuoi, a me comunque piacerebbe" si alza, lasciando la tazza nel lavello, prendendo poi la sua giacca ed andando via, non prima di avermi salutato. Mi alzo anch'io volendomi dare una sistemata, ma prima di entrare in bagno, sbircio nella 'mia' stanza, vedendo Michael continuare a dormire.

Ho il bisogno insensato di avere i suoi occhi su di me, di farmi desiderare da lui e di essere il centro dei suoi pensieri e non sicuramente come amica.

In bagno, mi svesto, entrando poi nel box doccia, cominciando a lavarmi per togliermi tutta la puzza di alcol che sicuramente mi circonda. Quando ho finito, guardo un attimo l'accappatoio di Lilith, decidendo di usare un asciugamano che possa coprirmi adeguatamente. Diciamo che mi é venuta una mezza idea.

Con un altro asciugamano, cerco di togliere la maggior parte dell'acqua dai miei capelli, attaccando poi il phon ed asciugandoli. Si sono allungati rispetto a quando sono arrivata qui e non credo che siano cambiati solo i miei capelli, ma anch'io. Sono sempre la stessa Lilian, ma mi sento come se avessi acquisito dei valori che a Londra non avevo e non volevo nemmeno comprendere.

Ora, voglio solo avere l'opportunità di stare con dei ragazzi che posso considerare miei amici, voglio divertirmi e voglio vivermi Michael. Non so quanto durerà tutto questo, ma voglio godermi l'opportunità di averlo.

Finisco di asciugarmi i capelli, lavandomi poi i denti e sentendomi, alla fine di tutto, rigenerata rispetto a mezz'ora fa. Butto i vestiti nel cesto dei panni sporchi, andando poi nella mia stanza per prendere qualcosa di pulito. Evito accuratamente di incrociare lo sguardo di Michael, che, con la coda dell'occhio, vedo che si è svegliato. Guarda il suo telefono ma, ad un certo punto, sento il suo sguardo su di me. Canticchio, facendo finta che non mi sia accorta di nulla da quando sono entrata in stanza, aprendo l'armadio per prendere qualcosa di pulito. Per una volta, decido di dare una possibilità ad una delle felpe di mia sorella, abbinando poi sotto un leggins. Chiudo l'armadio, voltandomi poi verso Michael, di cui sento ancora lo sguardo.

È strano sentire i suoi occhi, non mi é mai successa una cosa simile, ma avere il suo sguardo addosso mi fa provare delle belle sensazioni e la solita soggezione di non essere bella per lui.

"Ti ho svegliato?" chiedo, facendo finta, vedendo la sua espressione accigliata. Distoglie lo sguardo ed io sorrido soddisfatta tra me e me.

"No, ero già sveglio" risponde semplicemente e lo vedo che cerca di non farsi notare nel guardarmi. Mi giro, tornando in bagno e vestendomi velocemente, andando poi nella mia stanza e sdraiandomi accanto a lui. "Come ti senti?" domanda, lasciando il telefono e girandosi verso di me.

"Mi fa male la testa e sento un po' di nausea, però non è come l'altra volta" annuisce, spostando poi lo sguardo dai miei occhi.

"Che succede?"

"Sto cercando di capirti. Ormai mi sembra di non conoscerti" deglutisco al suo tono fermo, pensando a quanto sia vera questa frase, dato che, effettivamente, non mi conosce.

Mi siedo a gambe incrociate davanti a lui, prendendogli una mano e guardandolo negli occhi.

"Lo so, ho sbagliato. Non so cosa mi sia preso, veramente non lo so, ma voglio rimediare. Voglio sistemare il casino che ho combinato e farmi perdonare, devi solo fidarti di me" gioco con le sue dita e lui guarda come s'intrecciano tra di loro.

Sospira, portandosi l'altra mano sul viso, scostandola poi per guardarmi. Mi fissa a lungo e quasi sento i suoi pensieri.

"Vieni qui" dice semplicemente, attirandomi in un abbraccio che accetto volentieri con il cuore che mi batte forte.

Vorrei scostarmi un attimo solo per baciarlo di nuovo, ma mi trattengo, godendomi il suo modo di stringermi.

"Gli altri non saranno così indulgenti, però ce la faremo, okay?" mi lascia un bacio sulla guancia e i brividi percorrono tutto il mio corpo.

E quando lo guardo negli occhi e mi sorride, capisco che forse sono più fregata di quello che pensavo.

HOLAAA

Avevo quasi terminato il capitolo ieri, solo che dovevo cominciare a prepararmi per andare ad un diciottesimo, quindi ho terminato oggi.

Ma quanto mi piace scrivere dell'attrazione di Lilian o Lilith per Michael o Luke? Tanto tanto.

Ma voi non avete ansia di sapere come finirà? No, perché io ho ansia di scrivere la fine.

Alla prossima,
Kisses

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