Wonderwall
Svegliarsi il lunedì mattina era sempre stato straziante per Lia ma lavorare il lunedì mattina con a fianco un rosso che non la smetteva di strimpellare la sua chitarra mentre parlottava frasi sconnesse su una nuova canzone era troppo anche per lei, che amava ascoltare il suo migliore amico mentre parlava di quanto bella fosse Taylor e del fatto che i suoi capelli lo avessero ispirato a scrivere un'altra canzone. Prese l'ordinazione della signora Corden che andava sempre di fretta per poter portare la colazione a sup figlio e a suo marito James che la aspettavano con impazienza e per una decina di minuti ammirò la pace che si era creata nel piccolo locale che suo padre aveva aperto vent'anni fa quando lei e suo fratello erano solo due piccoli fagottini e lui si era ritrovato da solo con un sogno particolare: aprire un locale dove regnasse la musica e la lettura, cose che Lia prediligeva in modo alquanto ossessivo a volte. E vent'anni dopo il Wonderwall era uno dei locali più visitati dai turisti che volevano assaporare la magia della Londra underground. Era il locale perfetto: calmo e accogliente d'inverno (quando i turisti erano pochi) e rumoroso e ricco di vita d'estate (quando la stagione dei turisti era la più fertile). A confermare ciò, quella mattinata di inizio novembre c'erano solo una decina di clienti (incluso Edward, per gli amici Ed e per Lia e suo fratello Teddy). Ed era diventato il loro più grande amico quando diciassette anni fa lo avevano ripescato da un cassonetto dove dei ragazzi orribili lo avevano gettato. Lia lo aveva ripulito e lo aveva abbracciato pur non conoscendolo e da lì era iniziata una amicizia che Lia considerava alquanto magica. Ma in questo istante tutto l'amore che provava per Ed sembrava essersi dissolto a causa della sua più grande ossessione, che aveva un nome un cognome e anche due occhi favolosi (come ripeteva fino allo sfinimento il suo migliore amico). Taylor Swift: dolce, simpatica, alta, magra, insomma il prototipo di ragazza perfetta. L'avevano conosciuta tre anni prima quando era entrata nel bar infreddolita e in cerca di una buona cioccolata calda e aveva trovato Ed il mago delle cioccolate a servirla. Erano bastate due parole e si erano ritrovati con un'amica in più. Ma stamattina Taylor si trovava all'università per un corso sulla musica country che "non posso assolutamente perdere....ne va della mia natura musicale!!!". Così oggi Ed era più triste e ossessivo del solito, Lia stanca e impaziente di vedere suo fratello e farsi raccontare cosa aveva combinato la scorsa notte, non essendo tornato a casa prima delle sei di mattina. Harry e Lia styles erano i gemelli più amati del quartiere e venivano ammirati da tutti per il loro legame indissolubile. Harry era il classico ragazzo che tutti (uomini e donne) volevano avere: alto, magro, occhi verde smeraldo e capelli ricci che ricadevano lungo le spalle in modo peccaminoso secondo alcuni. Era di una gentilezza disarmante e cercava sempre di aiutare il prossimo. Studiava musica e fotografia all'università e il suo sogno era viaggiare per il mondo insieme a sua sorella e al suo migliore amico e magari trovare l'amore. Harry era un inguaribile romantico e credeva nell'anima gemella e in tutte quelle storie che suo padre raccontava ad entrambi i figli styles quando non volevano dormire. Non aveva preferenze riguardo il sesso di una persona, a lui importava solo quanto una persona era bella dentro. Così si definiva bisex (anche se sua sorella lo definiva gay fino al midollo e oltre). Lia era un po' più complicata: alta anche lei, formosa, occhi grigi e capelli corti fino alle spalle color pece. Era sempre gentile con chiunque e non si interessava alla bellezza estetica di una persona. Era lesbica e credeva anche lei nel vero amore. Studiava musica, psicologia e scrittura creativa e il suo sogno era viaggiare con suo fratello e il suo migliore amico. Diciamo che erano molto simili. Fin troppo. L'unico particolare era la spontaneità, ciò che mancava ad Harry ma che in Lia era troppo (loro padre diceva sempre: Lia ha compensato ciò che manca in Harry, la capacità di fare cavolate e Harry deve sempre rimettere a posto!)
Sembravano uniti da un filo che non li divideva mai. Avevano affrontato tutto insieme e non si erano mai scontrati se non per futili motivi. Quindi quella mattina Lia si preannunciava un resoconto dettagliato di qualche strano individuo che aveva cercato di abbordare suo fratello e di come Harry non so era lasciato andare per rimanere fedele al suo animo da "prima mi porti ad un appuntamento e poi si vedrà."
Lia ormai era abituata alle sue "regole" e non provava più a spronare suo fratello ad essere più elastico e aperto. Tutto fiato sprecato. Quindi era pronta ad accoglierlo come sempre nel suo abbraccio ma quel Lunedì mattina era diverso. Lo constatò quando un Harry trafelato aprì la porta e pronunciò una frase che di solito apparteneva al vocabolario di Lia.
"Ho fatto una cazzata."
Lia odiava il lunedì mattina e questo più del solito.
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