Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

{3}

Seonghwa

Quella mattina venni irruentemente svegliato dal rumore dell'acciaio delle tende che scorrevano lungo l'asta e dalla luce del sole che mi sbatteva in faccia. Subito mi portai le braccia nude sul viso per pararmi dai raggi e cercare di tornare a dormire ma ovviamente fu inutile dal momento che l'attimo dopo una voce nella camera mi riprese.

«Svegliati Seonghwa! Devi prepararti!»le parole di mia madre mi entrarono nell'orecchio e ci misi qualche attimo per capirle, dal momento che mi ero svegliato e mi veniva difficile apprendere tutto quello che mi veniva detto.

«Ancora cinque minuti...»mugugnai girandomi poi a pancia in sotto, mettendomi anche il cuscino sotto le braccia e voltando la testa dal lato opposto alla finestra, per riprendere il sonno.

«Non se ne parla proprio, stanno arrivando tutti!»mi riprese emozionata venendo poi vicino a me e tirando giù le coperte dal mio letto, lasciandomi quasi del tutto nudo nella camera e consapevole del fatto che qualcun'altro fosse all'interno della stanza.

«Aspetteranno al cancello allora.»risposi semplicemente prima di sentire un leggero schiaffo, ma nemmeno tanto leggero, sulla schiena da parte della donna. A quel punto sbuffai e capendo che non mi avrebbe lasciato il mio tanto agognato riposo, mi feci forza sulle braccia e mi misi a sedere. Stirai la schiena all'indietro e poi tutti e quattro i miei arti, ascoltando il suono dello scrocchio di ogni osso.

«Ricordami perchè lo stiamo facendo.»le chiesi retoricamente ancora ad occhi chiusi, stropicciandomi le palpebre col dorso della mia mano che poi passai in mezzo ai miei capelli grigi che sicuramente erano completamente arruffati.

«Perchè devi sposarti.»disse soltanto poco prima di prendermi le braccia per farmi alzare. Appena fui in piedi notai San sulla soglia della porta che probabilmente stava aspettando un qualsiasi ordine da parte nostra per avvicinarsi a noi.

«Perchè sei qui?»gli chiesi poi curioso, non capendo il motivo per cui il mio maggiordomo dovesse essere lí con me mentre mi cambiavo. Dopotutto, erano sempre state delle donne a scegliere i miei vestiti e a rendermi presentabile durante le scorse stagioni, ora non vedo dove fosse la differenza.

«San è qui per aiutarti a preparare, mi sembra ovvio. Sei abbastanza grande per farti vestire, Seonghwa, qualche consiglio andrà più che bene per te.»rispose mia madre al suo posto prima di fare un cenno al rosa il quale fece qualche passo avanti, rimanendo comunque distante da noi due.

«Ma...»provai a dire ma lei mise tra di noi per bloccare qualsiasi cosa io volessi provare a dire e poi girò sui suoi tacchi, dirigendosi verso la porta della camera.

«Ci vediamo tra un'ora.»annunciò e io sgranai gli occhi al sentire quelle parole. Un'ora?! Non avrei nemmeno fatto in tempo a pettinarmi in un'ora!

«Ma siamo pazzi?!»esclamai appena fui certo di essere rimasto da solo col maggiordomo e poi gli rivolsi un'occhiata prima di sbuffare e avvicinarmi al mio enorme armadio a muro. Lo spalancai e iniziai a guardare all'interno, tirando fuori alcuni abiti che non avevo mai avuto l'occasione di utilizzare, fortunatamente: non se ne parlava proprio di indossare qualcosa che avevo già messo in precedenza.

Scelsi quello che volevo in più fretta possibile, controllai soltanto che non l'avessi già messo e che non avesse alcun filo o macchia o qualsiasi altra imperfezione, poi indossai i pantaloni e la maglia, entrambi blu scuro.

«Allacciami queste.»dissi al ragazzo il quale subito si mise dietro la mia schiena e, alzando di poco le braccia, dato che ero nettamente più alto di lui, mi agganciò le collane che avevo deciso di mettere per quella giornata, ovviamente in tinta con gli abiti.

«Le serve altro, signorino Seonghwa?»mi chiese poi una volta che mi fui guardato allo specchio. Struccato e con la faccia ancora con l'impronta del cuscino non potevo proprio vedermi, per questo prima di rispondergli mi diressi al bagno in camera e mi diedi una sciacquata al viso e mi lavai di fretta i denti.

«A meno che tu sia un make-up artist o un barbiere professionista, non ho bisogno di nulla.»risposi dopo aver sputato il dentifricio ed essere tornato nella mia stanza, iniziandomi a guardare attorno per cercare qualcosa con cui sistemarmi, anche se probabilmente si trattava di cercare un vero e proprio miracolo.

«Non sarò un professionista ma si, qualcosa so fare.»inaspettatamente furono queste le parole che uscirono dalla sua bocca e, quando fui certo di aver capito, mi voltai verso di lui e lo guardai.

In realtà non avevo mai notato a quanto curato fosse: non l'avevo mai visto struccato durante tutti gli anni in cui aveva lavorato nella mia casa, i capelli erano sempre perfettamente in ordine e anche il suo corpo era ovvio fosse allenato. Non mi ero mai fermato a guardarlo cosí tanto a lungo e nemmeno mai a parlarci, anche se si poteva dire che San fosse quello con cui andassi più d'accordo di tutta la servitù, forse per il semplice fatto che eravamo coetanei, più o meno.

«Beh, non ho molte alternative, perciò cominciamo e vediamo cosa sai fare.»dissi soltanto e lui annuí, avvicinandosi alla mia specchiera e, dopo aver ricevuto il mio consenso, iniziò a trafficare nei cassetti alla ricerca di trucchi e pettini vari.

Applicò un leggero ombretto rosa sui miei occhi e anche un lucida labbra che avrebbe soltanto reso più scura la mia bocca, poi si occupò dei capelli e capí che non ci sarebbe stato tempo per farmi qualche tipo di acconciatura elaborata, perciò semplicemente me li legò in un codino, lasciandomi cadere delle ciocche sulla fronte e ai lati della testa.

Mi guardai allo specchio e alzai le sopracciglia, non credendo a quello che stavo vedendo. Mi sentii soddisfatto di come ero e tutto grazie a San.

«Non credevo fossi cosí bravo, dove hai imparato?»gli domandai sinceramente curioso di saperlo: mi interessava capire come avesse fatto e magari avrei lasciato che mi truccasse anche in futuro, qualche volta.

«Beh io...»ma non riuscí a terminare la frase che una risata che avrei riconosciuto ovunque mi arrivò alle orecchie. Mi misi subito sull'attenti e l'attimo dopo ero già in piedi accanto alla finestra della mia stanza, osservando da lí quanta gente c'era nel giardino della mia casa.

«Sarà per un'altra volta San, ora ci sono degli ospiti che mi aspettano.»dissi soltanto girandomi e facendogli un'occhiolino prima di sistemarmi la giacca ed uscire dalla camera.

Non appena ebbi sceso tutte le scale del castello mi ritrovai nell'atrio dove le prime persone cominciavano a chiacchierare e a camminare verso la sala principale, alcuni appena mi vedevano si fermavano e si inchinavano, io ovviamente ricambiavo ma avevo fretta di arrivare dai miei amici.

Andai verso il portone e, appena fui fuori, vidi i due parlare e scherzare, voltarono la testa verso di me quando mi notarono con la cosa dell'occhio e io in un attimo fui accanto a loro.

«Guarda un po' chi si rivede!»esclamò Yunho non appena fui al loro fianco. Io ridacchiai e mi portai una mano dietro la schiena, facendo un falso inchino, per poi ricompormi e prendergli le mani come saluto.

«Hai proprio una bella casa, Seonghwa.»fece Mingi guardando in alto verso le mura del mio castello e l'altro anche guardò verso la stessa direzione.

«Grazie ragazzi, vogliamo andare?»risposi ed entrambi annuirono. Facemmo soltanto qualche passo quando sentimmo il rumore degli zoccoli di alcuni cavalli che stavano nitrendo, accompagnati dal classico suono delle ruote di una carrozza che si avvicinava a noi.

Voltammo la testa e davanti a noi si parò l'immagine di questa enorme carrozza dalle tende nere e oro, tirata da ben quattro cavalli. Aveva un simbolo disegnato che non avevo mai visto, con una "K" accompagnata da ghirigori di rose.

«Chi è adesso?»Mingi diede voce ai miei pensieri e io semplicemente scossi la testa e scrollai le spalle, continuando a fissare il veicolo in attesa che qualcuno facesse la sua apparizione.

Non dovemmo attendere a lungo perchè un ragazzo dai capelli neri scese dalla porticina, e poi allungò la mano per far scendere probabilmente qualcun'altro. Una donna gli afferrò la mano, passando appoggiandosi ai manici della porta e ritrovandosi al suo fianco. Poi fu la volta di una ragazza che, appena fu sul pavimento, notai che fosse un po' più bassa rispetto agli altri due.

La donna probabilmente era loro madre, aveva i capelli rossi raccolti in una cipolla, mentre un lungo abito azzurro le circondava il corpo in carne.

Quella che pensai fosse la figlia era bionda e i lunghi capelli le arrivavano sul petto prosperoso, al momento schiacciato da un corsetto rosa decorato da dei dettagli bianchi. Al contrario della madre il suo vestito non era uno dei classici abbombati, ma le correva lungo le gambe, arrivando fino alle caviglie che rimanevano coperte dal tessuto di seta.

Infine il ragazzo potevo dire che fosse più basso di me di alcuni centimetri, i capelli nero e lisci erano portati all'indietro e delle ciocche fine ricadevano sui suoi occhi. Mise le mani davanti a sè, in attesa che le due ai suoi lati gliele prendessero e, una volta fatto, iniziarono a camminare tutti e tre insieme verso la porta.

Passarono accanto a noi senza degnarci di alcuno sguardo, e nessuno dei tre inchinò il capo alla mia vista, simbolo che non sapevano chi io fossi. Soltanto il ragazzo per un attimo ci guardò uno ad uno ma si limitò solo ad un'occhiata veloce, per poi continuare a camminare verso la porta del castello.

«Chi diavolo sono quelli?»borbottò Yunho, girandosi a guardarmi non appena fummo rimasti solo noi tre. Io continuai a seguire con lo sguardo il trio, fino a quando non potei più vederli perchè mischiati con la gente.

«Non lo so ma lo scoprirò presto.»affermai sicuro di me stesso prima di anche io incamminarmi coi miei tre amici dentro l'atrio, con soltanto l'idea di capire chi diavolo fossero e chi si credevano di essere per comportarsi in maniera tale nei miei confronti.

Ooook non dico che iniziano i guai ma probabilmente è cosí, vediamo chi capisce chi sono le persone appena arrivate👀

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro