Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

9

Casa

L'unico odore umano che riusciva a ricordare, avvantaggiato dal fatto che era stato il cacciatore con mi aveva avuto più a che fare, era quello dell'assassino di Lira. A giudicare dall' assenza li scie di qualsiasi genere che potesse contenere le sere nate, Simon ipotizzò che la sua abitazione si trovasse lontana dal centro. Aveva senso, in fondo non tutti, per quanto lo spazio fosse bello ampio, avevano la possibilità di affiancare tutti i monumenti che Londra poteva contenere in un unico punto; inoltre aveva solo potuto captare una piccolissima frazione di odore che glielo ricordasse vagamente.

Non aveva molte alternative, doveva spostarsi dalle fiumana di persone e fare in modo di individuare il percorso più indicato per raggiungere l'abitazione del cacciatore, o quanto meno sapere in che zona si trovasse. In forma umana non avrebbe dato sospetti, lo avevano solo visto come lupo e per fortuna molte fattezze tra umano e animale cambiavano radicalmente.

Dovette spintonare qualche gruppo per poter fuggire a quella rete di passanti e veicoli che rischiavano di farlo impazzire, un motivo in più per apprezzare il silenzio del bosco che iniziava a bravate parecchio in una sola ora.

Bene, si disse una volta uscito dall'ingorgo. Adesso restava solo da esplorare i quartieri secondari, raggiungibili solo in macchina o, se andava di fortuna, con un autobus di servizio. Quelli grandi e rossi a due piani non sarebbero mai riusciti a passare, quei tratti erano troppo stretti, ed era già un miracolo che fossero a doppio senso.

Simon raggiunse un piccolo parchetto botanico, situato subito dopo una curva che collegava la strada secondaria allo stradone principale, e si mise ad annusare l'aria distinguendo e dividendo i diversi aromi che si infilava o nelle sue narici stuzzicano tutti i follicoli in grado di captare gli odori particolari. Tre piste lo attirarono maggiormente: vi era una bizzarra parte di muschio in mezzo a una scia leggera che portava come aroma dominante il legno, un legno lavorato, simile a quello che si trova nel mobilio di un cottage.

Gusti rustici. In un altro momento gli sarebbe stato simpatico. Ma non in questo.

Muovendo qualche passo verso il cuore di quel quartiere, Simon finalmente riuscì a captare qualcosa che lo avrebbe collegato al suo cacciatore: odore di polvere da sparo, o almeno di residui di proiettile. Quelle note pungenti di metallo bruciato le avrebbe riconosciute ovunque, anche in mezzo ad un luogo coperto interamente da aromi naturali e freschi.

Non sei molto furbo a lasciar le tue tracce in modo tanto nitido... pensò allargando un sorriso che aveva più l'aspetto di un ghigno malefico. In effetti quella traccia avrebbe potuto seguirla chiunque avesse fatto parte della sua Comunità, se solo ne avesse avuto l'interesse; era sempre più forte man mano che ci si avvicinava ad una strettoia che percorreva un piccolo viale circondato da alberelli con ancora delle resistenti e coraggiose foglie non cadute. L'odore non fu in grado di celarsi nemmeno accanto ad un cantiere in pieno lavoro, dove i macchinari e i veicoli lavoravano senza sosta lasciando una quantità enorme di scorie tossiche e fumi puzzolenti.

Passandoci accanto, Simon fu costretto a coprirsi naso e bocca con la manica, il tanfo di cemento e catrame gli stavano dando il voltastomaco, e lui non era molto capace di gestire la nausea. Non gli era capitato spesso di sentire quegli odori nauseante, per sua fortuna. Gli aromi boschivi di muschio e felce umida erano sempre stati molto dominanti ovunque si trovasse. Le zone che era solito percorrere per puro svago erano sempre percorsi da un ruscello o un fiume, rendendo il terreno umido e ricco, capace di sprigionare tutti i tipi di odore che potessero purificare e pulire le sue vie respiratorie.

Non sono sicuro di voler vivere in un luogo pieno di materiale tossico che permette alla mia casa di restare in piedi... su quell'aspetto avrebbe tranquillamente messo sopra una croce.

Il vialetto terminava con una piccola ingrossazione che formava uno spiazzo, dove poco distante erano eretti due pilastri di mattoni che tenevano in piedi un cancello di metallo, non molto artistico come gli altri che aveva visto nelle vie precedenti. Non aveva nulla di speciale: nessuna trama attorcigliata o a spirale, e un triste e spento colore grigio chiaro. Tendeva un confine tra il terreno battuto e un viottolo di beole pulite ma semplici, che portavano aduna portafinestra in una casa dall'aspetto rustico e montanaro.

Proprio come aveva avvertito con il suo naso: una casa in stile rustico, piena di legno di ogni forma e specie. E non aveva dubbi sulla destinazione: la scia di proiettili bruciati finivano proprio lì, e sempre lì poté individuare l'odore umano del cacciatore.

Molto bene, meglio di quello che mi aspettavo... Simon non avrebbe creduto che potesse essere tanto semplice la sua ricerca, non c'era meno voluto così tanto tempo.

Decise che avrebbe aspettato il suo cacciatore dietro ad alcuni arbusti che gli avrebbero permesso di penetrare dentro all'abitazione, eludendo la cancellata non troppo alta e tenuta in piedi d'un piccolo muretto di mattoni. Lo avrebbe aspettato, in questo modo lo avrebbe affrontato e avrebbero finito quello che avevano iniziato insieme. Dopodiché sarebbe tornato trionfante al rifugio con ciò che rimaneva della sua leader, sperando che non l'avessero devastata ulteriormente.

Certi soggetti sapeva benissimo cosa avessero in mente, nel migliore dei casi sperò di trovare la lupa bianca impagliata ma ancora tutta intera.

L'attesa però si rivelò lunga e noiosa. Simon rimase fermo a fissare le finestre per poter scorgere qualsiasi tipo di movimento, anche qualche suono che avrebbe potuto fargli capire che la casa in quel momento stesse ospitando persone. Ma dovevano ormai essere passati diversi minuti e nessuno si era ancora degnato di palesarsi. Eppure quell'abitazione aveva tutta l'aria di essere curata e occupata, un rudere sarebbe stato subito riconoscibile.

In effetti, però, la scia di odore non era molto presente e Simon dovette presto constatare che si diramava in troppe direzioni, come se si fosse mosso in diversi punti e come se ci fossero stati più elementi cin lo stesso odore. Aveva senso: il suo compito principale in fondo era quello di colpire la persona che amava di più, proprio come lui aveva fatto con loro.

E non vedendo nessun movimento dopo altri minuti che parvero infiniti, Simon si alzò uscendo dal suo nascondiglio. Non si era fatto vedere nessuno, che il posto fosse disabitato in quel momento? Poteva essere, magari erano usciti per delle commissioni.

Poco male, si disse, ti aspetterò dentro e ti affronterò ad armi pari... O almeno questo era quello che avrebbe voluto fare, ricordandoso subito dopo, e mentre aveva già scavalcato la cancellata e percorso gran parte del cortile dall'aspetto montanaro, che non avrebbe mai potuto affrontare davvero il cacciatore nelle condizioni attuali, poiché quell'uomo non poteva sapere di aver davanti il lupo che lo aveva affrontato sotto forma di umano.

Be', in un certo senso avrebbe dovuto aspettarsi un ostacolo del genere, motivo per il quale il compito non sarebbe più risultato così tanto semplice come aveva creduto inizialmente.

Ora che si trovava davanti all'abitazione, dovette constatare anche un altro problema: come avrebbe fatto ad entrare se le porte erano tutte chiuse, essendo vuota in quel momento? Sperò ci fosse in giro una fessura o un punto che il cacciatore aveva lasciato involontariamente vulnerabile, così da poter violare la soglia senza lasciare alcuna traccia. Le finestre erano da escludere, e le portefinestre anche, l 'mano non ne aveva tralasciato nemmeno una semiaperta. La porta principale? Impossibile, e la casa non sembrava avere una porticina sul retro, cosa che fu confermata dopo un giro veloce.

Un punto per te, sei stato attento... dovette riconoscere che aveva sottovalutato abbastanza la difficoltà della missione, dato che non aveva nemmeno modo di addentrarsi nella casa del nemico.

Poi, uno spiraglio di luce in fondo al tunnel: il garage ai piani inferiori, raggiungibile percorrendo una breve discesa esterna, era rimasto con la clare leggermente aperta. Questa te la sei dimenticata... Simon fece qualche balzo fino ad arrivare perfettamente davanti al garage, assicurandosi che non lo avesse visto nessuno e soprattutto che non ci fossero movimenti dentro. A questo punto afferrò con entrambi le mani la grande basculante e spinse verso l'alto. La clare emise un cigolio molto fastidioso, che gli penetrò nelle orecchie facendogli emettere un lamento, ma per sua fortuna durò poco e aprendo gli occhi si ritrovò il garage completamente aperto e vuoto davanti.

L'auto non era presente, segno evidente che a casa non c'era nessuno e che la via fosse libera.

Richiuse la clare cercando do farla combaciare alla stessa posizione con cui l'aveva trovata, pensando che comunque il cacciatore non avrebbe avuto in memoria la stessa visione perfetta, essendo che quasi sicuramente l'aveva lasciata aperta per pura distrazione.

Lo spazio divenne piuttosto scuro, la il piccolo spiraglio di luce permise a Simon di perlustrarlo e orientarsi. Dentro un armadio l'odore di proiettili bruciati si fece sentire molto, e aprendolo trovò il fucile che lo aveva colpito in faccia. Solo la vista riaccese il dolore alla guancia.

"Allora è qui che abiti, bastardo..." ringhiò con la tentazione di chiudere l'armadio sbattendo l'anta; il pensiero di essere nella stessa abitazione del suo carnefice gli diede un brutto senso di nausea e disgusto nello stomaco. Odiava già stare lì dentro e l'unica cosa che in quel momento lo stava tenendo dentro era la consapevolezza di non essere lì per niente. Individuò unabporta che nascondeva una scala, lo avrebbe sicuramente portato ai piani superiori dove l'abitazione effettiva si estendeva per tutta l'area. La luce improvvisa gli punse gli occhi, abituatosi velocemente all'oscurità del garage.

Doveva riconoscere che la casa all'interno non era affatto male: il mobilio e il resto dell'arredamento eraanch3 degno di un cottage di lusso. Il profumo legnoso delle diverse cassettiere e la pelle curata del divano coordinato alle poltrone invase le narici del ragazzo quasi di prepotenza, annebbiando per una manciata di secondi la mente che si lasciò avvolgere dalle diverse note forti e deboli delle scie aromatiche. L'odore dell'umano era dominante, ma nascosto a tratti dai diversi oggetti che era solito utilizzare: per esempio Simon lo sentì marcato sul divano, in una zona precisa, mentre sull'altro lato vi era presente una quantità di uguali aromi ma meno intensa. Era come se ci fosse un altro umano con lo stesso odore, che poteva essere perfettamente plausibile.

"Così hai una famiglia... e ti sei permesso di portarti via la mia in modo tanto ignobile..." a questo punto non poteva essere altrimenti: a giudicare dalla quantità di elementi che richiamavano presenze diverse, il cacciatore doveva avere una famiglia, due elementi in più con tutta probabilità. Però una cosa non gli tornò. Sentiva la presenza di soli due elementi, e non avvertiva femmine dominanti come potevano essere una madre o un capo famiglia. Il cacciatore non aveva una moglie?

La porta poi sbatté: "Non mi interessa cosa vuole! Io il mio l'ho fatto, e malvolentieri anche! Non le basta!?" quella voce fu inconfondibile. Simon sbiancò in un secondo.

"No... no! Non mi interessa! Non mi macchierò di un altro compito simile! Come glielo dico? Lei non lo sa!"

Non aveva idea di cosa stesse parlando, ma in un attacco di panico non ci fece troppo caso. Pensò a nascondersi dietro una parete sperando che il cacciatore facesse un tragitto diverso.

"Lei può dire quello che vuole! Verrò solo per il pagamento... dopodiché non mi vedrete più in giro".

Sentiva i suoi passi avvicinarsi in modo rapido, sempre più forti. E lui dovette muoversi quatto quatto per evitare di essere visto. Nel muro che in quel momento gli stava offrendo una protezione era presente un'apertura, con attaccato un piccolo davanzale con delle foto. Arrivato lì avrebbe dovuto abbassarsi ulteriormente per non essere visto.

"Eccone un'altra..." disse il cacciatore con voce sommessa, "Arianna?"

Merda... Simon non aveva più molte vie, se non quella del garage sperando che la clare fosse rimasta aperta. Ma come poteva sgattaiolare in quella direzione se adesso si trovava del tutto fuori rotta e con il padrone di casa che avrebbe potuto colpirlo in qualsiasi modo?

"Sta bene, rilassati. Si diverte, studia tanto... vedi? Lo hai sentito anche tu".

Simon si mise a cartoni, strisciando dall'altra parte del muro, e riuscendo a eludere la sorveglianza del cacciatore, per pura fortuna.

"Ha incontrato un ragazzo, dice che le piace... non lo so, non lo conosco. Non ho ancora avuto il piacere di vederlo".

Poi il miracolo: il cacciatore si era portato verso una portafinestra, e Simon riuscì a sentirla aprirsi. Buttò lo sguardo notando la figura piazzata e robusta dell'uomo fissare un punto vuoto del giardino, per poi girare e spostarsi.

Era la sua occasione.

Il tutto poteva essersi svolto quasi a rallentatore. Appena il cacciatore scomparve dalla visuale, Simon emise uno scatto che lo portò velocemente verso l'uscita, urtò però un vaso attirando l'attenzione del padrone di casa.

"Cos'è stato? Ti richiamo dopo Arianna, credo sia entrato un animale".

Simon uscì poco prima di essere beccato, facendosi strada sul viottolo e scavalcando di nuovo la cancellata. Dietro di lui un verso scocciato del cacciatore.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro