》Chapter 3《:Teacher Of U.A.
«Allora, accetti?» La voce del preside Nezu, un piccolo topino bianco vestito di blu, il sorriso sul volto, gli occhi profondi e neri, ed una cicatrice sotto di esso, rieccheggiava nelle orecchie di Izuku, che sorrideva raggiante, e nella stanza.
«Sì!» Ma, è meglio spiegare nei dettagli cosa è successo.
Nezu lo aveva chiamato alla scuola Yuuei per un colloquio, quel giorno, e lui si era presentato, persino in anticipo rispetto all'orario prestabilito con il topino bianco -era molto pignolo a riguardo-, ed era in ansia. Ma appena parlò di quella proposta non poté assolutamente rifiutare. Il preside gli aveva appena chiesto di essere il nuovo professore della 1A, e lui questa occasione non poteva perderla, assolutamente. «Bene. Tieni, devi firmare questi documenti.» Izuku annuì con le lacrime agli occhi, e ringraziò Nezu con tutto il suo cuore, voleva assolutamente insegnare alle nuove generazioni di eroi ad essere come lui, il simbolo della pace.
«Quando si inizia?» Chiese, posando la penna affianco ai fogli, mentre il topo controllava gli orari scolastici. «Domani.» Il verdino annuì, felice, mentre Nezu gli passava i fogli con i giorni di lezione prestabiliti, ovvero quando Izuku era libero la mattina da qualsiasi incarico. «Oh, perfetto! Non mancherò!» E lasciò l'ufficio con il battito del cuore accelerato. Appena arrivò a casa, Katsuki gli chiese cosa fosse successo, e lui, gli afferrò le mani.
«Da domani faccio il professore alla U.A.!»;
«Wow, è grandioso! Quando inizi a lavorare?» Chiese il biondo, dando al fidanzato un tenero bacio sulla fronte, facendolo arrossire.
Era in quei momenti, che Izuku avrebbe voluto che il tempo si fermasse totalmente, affinché quei momenti che aveva con Kacchan potessero durare per sempre. Lo guardò con occhi che brillavano di gioia, e gli cinse improvvisamente il collo con le braccia, facendolo barcollare, baciandolo poco dopo. Era un semplice bacio a stampo, che però venne ricambiato, dato che le mani del biondo si erano posizionate sui suoi fianchi. «D-domani.» Rispose, con il fiato che gli mancava, e Bakugou lo guardò con i suoi occhi vermigli.
Era in quegli attimi di semplice e pura dolcezza che voleva sprofondare dalla felicità, come se ogni loro bacio fosse come il primo. Bramava sempre di più quelle labbra sulle sue, era da settimane che non si coccolavano e davano baci, e magari avrebbe voluto approfondire ed andare oltre, sfiorarlo per rubargli sospiri e gemiti. Ogni giorno scoprivano sempre più cose su di loro, su lati nascosti mai scoperti. E Bakugou voleva trovarli tutti, ed apprezzarli come faceva quell'angelo ogni secondo con lui.
Gli scompiglió i capelli verdi, e spostando alcune ciocche dalla fronte, gli diede un altro bacio nella stessa zona, facendolo ridacchiare. «Vai a lavarti, che puzzi peggio dei piedi di Kirishima.» E Izuku si stava chiedendo il perché coinvolgere proprio Kirishima.
«Oddio, lo hai finalmente chiamato per cognome? No, dopo lo chiamo, giuro. È un giorno da ricordare questo—» Esclamò, mentre il biondo lo spingeva in bagno a forza, tappandogli poi la bocca con una mano. «Muoviti, o nel bagno ti ci mando a calci nel culo!» Gridò, chiudendolo dentro la stanza.
«So che mi ami. Non lo faresti.» E Bakugou sbuffó ridendo, a quell'affermazione azzardata. «Già, ti amo.»
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