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8 - Monday

Monday you had my heart...

Eccoci, era di nuovo lunedì.
Sembrava quasi tornato tutto come prima, eri venuto a prendermi al mattino ed eravamo andati a scuola insieme.
Le parole però stentavano ad uscire, eravamo separati da un sottile velo che per qualche ragione non eravamo capaci di superare, sembrava un enorme muro di cemento allo stesso tempo.
Avevi il mio cuore nelle tue mani, ce l'hai tuttora e fa male ammetterlo, ne potresti fare ciò che vuoi, convincermi del contrario sarebbe inutile.

Ti guardavo quando ero sicura tu non ti saresti accorto che lo stavo facendo, vedevo che c'era qualcosa che non andava, ma non ero abbastanza brava da aiutarti.

Stento in effetti a capire in cosa sono brava o almeno capace.

L'empatia non è mai stata il mio forte, difetto delle persone che crescono da sole a quanto pare.

Stringevo la tua mano, riscaldava la mia, mi ricordava di tornare su ogni volta che iniziavo a perdermi negli abissi della mia mente. Le tue dita intrecciate con le mie mi aiutano a mantenermi sulla terra.

Come faccio a dirti che ho paura?

Siamo così piccoli ancora, non dovrei viverla così.

È normale che tu non la viva come la vivo io.

Mi chiedo se sia normale, catapultare tutto ciò che mi accade in questa dimensione dove ogni cosa diventa più grande di me. Viverla come un adulta, mentre il resto dei miei coetanei non ci pensa, fa l'adolescente di base.

Ogni passo, ogni parola, per me è qualcosa di serio, di importante. Non riesco a lasciar perdere niente, i pensieri negativi mi soffocano, mi costringono a vivere come se tutto il mondo fosse sulle mie spalle.

Ma non posso mica farlo a vedere, fingere con gli altri che non me ne importi niente è facile.

Sei tu il problema, conosci tutti i modi possibili in cui potrei crollare.
Ma adesso guardandoti mi rendo conto che forse anche tu inizi a vedere le cose come me, a preoccuparti di ogni dettaglio, come me.

«Beck?»

«Mh?» - hai risposto senza guardarmi, sovrappensiero. Hai chiuso l'armadietto tenendo il libro che ti serviva sottobraccio.

«Dimmi che mi ami.»

«Cosa?» - adesso però il tuo sguardo era rivolto verso di me, la mia richiesta ti aveva spiazzato. D'altronde eravamo agli armadietti, c'era un sacco di gente che faceva avanti e indietro, presa dalle lezioni.
Non era qualcosa che avrei fatto volentieri in quella situazione.
Era tanto che non te lo chiedevo, ma stavolta c'era di più.
Lo sapevi, l'hai percepito nel modo in cui ti stavo guardando.
Non era più un capriccio tanto per sorridere compiaciuta un attimo dopo, io ti stavo implorando.
Avevo bisogno di sentirmi di nuovo come prima con te, che tornasse tutto a posto, avevo bisogno di rimettere insieme i pezzi.

«Dimmi che mi ami.» l'ho ripetuto, poggiandomi all'armadietto, stringendo la mia borsa forte con le dita perché mi sentivo sprofondare.

Innamorarsi a questa età fa schifo, non siamo abbastanza grandi per affrontarlo.

Ti sentivo più lontano che mai, ma non avevo smesso di amarti.
Come lo spieghi questo?

Come fai a spiegare quel sentimento forte che senti appena vedi la persona che ami, ma che svanisce subito dopo, quando ci stai insieme e senti che è a chilometri di distanza da te, pur potendole stringere la mano?
Come fai a spiegare quella paura di perderla e quel bisogno inspiegabile di farlo per sentirti di nuovo te stessa?

Mi fu chiaro in quel momento, non eri solo tu ero anch'io ad essermi stancata.

Ero così arrabbiata per esserne consapevole.

Ma io non so chi sono senza di te, Beck.

Non hai fatto in tempo a rispondere, è arrivata la Vega con quella sua irritante voglia di chiacchierare.
Ho mollato la presa sulla cinghia della borsa poggiata sulla mia spalla, guardai un ultima volta verso di te, per poi allontanarmi senza nemmeno una parola.

«Jade...»

Ti ho sentito, ma non mi sono fermata.

E mi veniva da piangere, ma non potevo.

«Jade!»

Me la immaginavo già Tori, con quella faccia idiota, ferma lì come un palo con l'espressione stranita o compassionevole.

Gallina.

Ci saremmo lasciati e lei avrebbe avuto piede libero, ovvio. Non te ne accorgi, ti sta attaccata di continuo.
Forse ti amerebbe meglio di come faccio io.

Lei è Tori Vega, fa sempre tutto meglio di tutti.

Ho sentito una mano afferrarmi per un braccio prima che potessi scendere l'ultimo gradino in cortile, alzai gli occhi al cielo.

«Ripetilo.»

«Non voglio ripeterlo un altra volta.» - ho risposto tra i denti.

Ho stretto i pugni.

«Torna da Tori, sicuramente ha un argomento più interessante dei miei.» - non l'ho detto arrabbiata, volevo solo che mi lasciassi in pace.

«Stavamo parlando io e te.»

Hai messo l'altra mano sulla mia guancia, costringendomi a guardarti.

«Non mi stavi ascoltando davvero.»

«Lo stavo facendo, mi hai solo colto alla sprovvista.»

Puntai i miei occhi sui tuoi, la fronte corrucciata, mi sono avvicinata un po' di più.

«È perché ti colgo alla sprovvista che ti sei messo con me...?»

«Anche.»

«Ma adesso sto smettendo di farlo, non è vero?»

Mi tremavano le gambe, non volevo finisse in quel momento.
Non dopo tutto quel tempo.

Non abbassai lo sguardo nemmeno un secondo, sembrava stessi chiacchierando del più e del meno.

«Ma se ti ho detto che lo hai appena fatto...»

Non era una completa negazione e io sapevo di aver ragione.
Ho sentito il calore delle tue mani spostarsi sui miei fianchi.
Avevi la possibilità di lasciarmi, te l'ho consegnata su un piatto d'argento, ma non l'hai fatto.

Forse anche tu ti sentivi come me.

«Parola magica?»

Quella volta non l'ho detta, ho poggiato le mani sulle tue guance e ti baciato.

Avevo paura, cercavo disperatamente il noi di prima contro le tue labbra, stringendo le dita attorno i tuoi capelli ti portavo più vicino a me per compensare la distanza che invece percepivo.

Non appena il mio viso si fu staccato dal tuo mi sfiorasti le labbra con il pollice, guardandomi.

«Jade...»

«Per favore...» - ho mormorato interrompendoti.

«Ti amo.»

Ero sicura di avere gli occhi lucidi perciò ti ho baciato di nuovo.

Per quanto le cose fossero cambiate tra di noi, il mio cuore lo avevi tu nelle tue mani in qualunque caso.
Non sarei più riuscita ad innamorarmi di nuovo.


















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Niente, sono riuscita a riscaricare wattpad su questo telefono antiquato e lento come non si sa che cosa :D
Non faccio promesse su quando aggiornerò di nuovo rip, non sono affidabile.
Buon 2020, spero questo capitolo vi piaccia^^

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