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Chapter 8.

Eren's pov.

Mentre stavo continuando a fare la mia camminata di ogni mattina verso la scuola, alzai lo sguardo verso il cielo vedendo le sfumature che c'erano in quel momento, il sole era al centro leggermente coperto dalle nuvole al suo fianco con uno strato di rosa e bianco che si incastrarono fra loro, facendo un cielo che sembrava davvero un quadro perfetto.

Avevo sempre amato i tramonti, sia quelli mattinieri che serali, quando li guardavo mi davano un senso di pace e tranquillità, questa cosa la avevo ripresa da mia madre assieme all'amore per le stelle e per l'arte, la maggior parte delle cose le avevo prese da lei, da mio padre avevo preso il carattere molto bambinesco ma anche adulto quando serviva, mi manca ogni giorno che passa.

Avevo una frase che mi veniva sempre in mente di quando guardavo i tramonti, mi ricordo che la dissi così senza pensarci su due piedi all'età di sette anni, ero con mia madre steso nel prato a guardare le nuvole rosa del cielo assieme al sole che si abbassò sempre di più, la frase citava questo:

Quando guardo un tramonto e mi emoziono, non mi domando a che velocità gira la terra o a che distanza è il sole o quanto sono grandi, amo quel momento, punto, non c'è da capire, c'è da amare.

Ricordo ancora lo sguardo di mia madre sopreso di quelle parole così profonde che dissi soltanto a quell'età, sento ancora le sue braccia che mi strinsero a sé dicendomi che da grande sarei diventato un famoso e grande poeta come Leopardi, invece sono diventato uno studente di piano che non fa altro che leggere tutto il giorno, ci sono quasi vicino.

"Nuvole dipinte dal tramonto, incendiano la passione per la poesia, dove danzano le rondini all'ora degli innamorati."

Sussurrai tra me e me mentre vidi che le nuvole si aprirono lentamente lasciando spazio solamente al grande Sole che illuminò tutto il quartiere, continuai a guardare quella figura davanti a me quando senti qualcuno tirarmi la manica della felpa.

Sobbalzai abbassando subito lo sguardo guardando Armin davanti a me così sorrisi e lo abbracciai sentendo che ricambiò subito dopo, fecimo la nostra solita stretta di mano e lo presi a braccetto continuando a camminare insieme a lui con Sole che ci faceva da spettatore.

"Eri perso fra le nuvole letteralmente questa volta."

Disse sarcasticamente facendomi barcollare dandomi una lieve spinta contro la mia spalla che ricambiai ridacchiando ed annui guardando sotto di me i sassolini che saltavano da una parte all'altra ad ogni passo che facevamo.

"Si la mattina lo faccio sempre."

Risposi di rimando mentre sorrise, i suoi capelli erano cresciuti leggermente e il suo viso era diventato ancora più snello di quanto non fosse già, gli avevo detto tante volte che con i capelli un po' più lunghi stava molto bene e sono contento che mi ha dato ragione non tagliandoli, sembra un figurino in tutti i sensi.

"Come stai? Ti vedo bene in questi giorni."

Mi guardò così lo guardai anch'io annuendo e mi morsi il labbro nervoso, perché lo vedevano tutti? Si notava così tanto? Pensai fra me e me, da una parte ero felice perché era da molto che non mi sentivo così ma dall'altra parte avevo paura che avrebbero fatto troppe e molte domande.

"Si bene..sai ho detto a te e a Mika in chiamata che ho ripreso a fare le lezioni, mi ci trovo molto bene ho ritrovato la signorina Hanji dopo anni che non la vedevo e..come mio compagno di banco ho Levi, sai il ragazzo alto, corvino che ogni tanto mi fermo a guardare."

Dissi tutto ad un fiato senza mai guardare la sua espressione, forse per paura? Paura che avrebbe pensato che ora non mi fregava più nulla di loro? Mi torturai le labbra quando senti una carezza nella mia spalla rassicurante, girai lo sguardo e guardai il biondino che mi sorrise.

"Si Eren abbiamo visto entrambi come lo guardi o quando lo guardi a scuola, ora non so se ti piace o meno ma sono sicuro che a lui fa super piacere la tua compagnia o non starebbe con te, ho sentito che difficilmente fa amicizia con qualcuno ora non so il perché ma se ti si fa avvicinare, allora devi essere molto fortunato e tranquillo la terrò calma io Mika."

Sgranai gli occhi alle sue parole riabbassando subito lo sguardo lungo i miei jeans chiari che in quel momento trovai molto interessanti, a me piacere Levi? Non ci avevo mai pensato..insomma mi piaceva molto la sua compagnia, ogni qualvolta che è al mio fianco sentivo il mio cuore battere all'impazzata assieme alle farfalle nello stomaco quando ride o quando mi guarda.

Pensai più e più volte alle sensazioni che provai ogni volta che ero insieme al corvino, lo conoscevo da troppo poco non volevo deluderlo o altro, non so il suo passato o del perché fa difficoltà a parlare con gli altri ma con me non lo fa affatto..sembra sempre tranquillo nella mia presenza e ha riso molte volte, sentivo un grande calore nel mio cuore in questo momento quando pensai alla sua risata o hai suoi capelli raccolti nel suo solito codino.

Rialzai lentamente lo sguardo guardando Armin per poi davanti a me, chiusi gli occhi per un momento e li riapri subito dopo stringendo la sua spalla giocando con il bordo del suo maglioncino giallo ocra.

"Quando sto con lui mi sento molto a mio agio e il mio cuore non fa altro che battere all'impazzata Armin, ho le farfalle nello stomaco quando ride o mi guarda, lo conosco da troppo poco e non voglio dargli false speranze..ora non so cosa provo per lui ma so che mi fa provare questo e se sono reali, so che si intensificheranno nel tempo."

Dissi guardandolo vedendo che non disse nulla forse per ascoltarmi ancora, ci fu un attimo di silenzio di mille pensieri fra la mia mente che galleggiavano da tutte le parti, quando mi venne in mente dell'ultima volta che lo vidi.

(flashback)

"Bene bene chi si vede qui? Mi stalkeri per caso?"

Disse appogiando il suo pugno che appoggiò lungo la sua guancia guardandomi con un sorrisetto divertito.

Arrossì subito a quelle parole scuotendo velocemente la testa e mi misi la giacca di jeans attorno alla mia vita mettendo le mie mani sudate lungo le mie cosce mentre lo guardai.

"No non ti stalkero, non credevo che suonassi anche te il piano, anch'io lo suono."

Dissi incrociando poi le braccia sospirando hai suoi sguardi maliziosi sarcastici che mi mandò, ridacchiai dandogli una spallata scuotendo la testa.

(fine flashback)

Sentì le mie guance tingersi di rosso ricordandomi di quel momento di quando mi guardò e mi sorrise, mi misi una mano in viso per poi passarla lentamente lungo la mia fronte cercando di rilassarmi sentendo le tempie pulsare fra i miei polpastrelli, segno che stavo pensando troppo.

"Solo te sai cosa provi davvero Eren, se ti fa sentire questo allora beh, forse provi qualcosa per lui ma ancora non sai se è amore o solo attrazione, col tempo lo capirai fidati di me."

Lo guardai ringraziandolo con lo sguardo e quando arrivammo poco prima della entrata della scuola, lo abbracciai chiudendo gli occhi nascondendo il viso nel suo collo, sentendo il suo profumo di Moschino che gli avevamo regalato io e Mikasa due anni fa per il suo compleanno.

"Approposito di Levi, mercoledì verrà a casa mia perché dobbiamo suonare uno spartito insieme, secondo te andrà tutto bene?"

Sussurrai contro la sua spalla sentendo che ricambiò la presa che mi fece riaprire gli occhi, mi staccai da quell'abbraccio entrando insieme all'entrata aspettando Mika che doveva arrivare a momenti siccome lei prendeva l'autobus.

"Andrà bene Eren non metterti già ansia adesso, starete insieme in più a fare ciò che amate entrambi e credo che questa sia la cosa più bella, ora non ci pensare okay? Hai ancora due giorni."

Disse massaggiandomi le spalle mettendosi dietro di me sentendo che ero teso come un pezzo di roccia ma quando fece quel movimento mi rilassai vedendo una zazzera corvina correrci incontro.

"Ehi ragazzi!'

Mikasa ci saltò addosso facendoci entrare dentro la scuola per poi guardarci con un sorriso e ci prese tutti e tre a braccetto avviandoci verso la nostra classe.

"La devi smettere di saltarci addosso così, non siamo più alle elementari."

Armin sbuffò divertito andandosi a mettere seduto nel suo banco e io nel mio affianco al suo, ridacchiai guardando lo sguardo finto-offeso di Mikasa che fece ogni volta che gli dicevamo una cosa del genere.

"Va bene va bene allora non vi saluto più."

Disse girandosi verso la lavagna, io e Armin ci guardammo e andammo di nascosto dietro di lei inziando a farle il solletico nel collo sapendo che lo soffriva molto in quel punto, continuammo così finché non suonò la campanella che dava segno all'inizio delle lezioni.

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