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Chapter 7.

Levi's pov.

Ero con la testa apoggiata al cuscino con le ciocche corvine sparse in esso, le lenzuola che si erano incastrare fra le mie gambe e un timido raggio di sole che trapassò fra le persiane, apri leggermente un occhio per vedere se era mattina presto quando sentì la sveglia suonare interrottamente.

Aprì entrambi gli occhi vedendo che erano le 6:00 ed allungai un braccio per spegnere la sveglia che finalmente smise di suonare, ero molto all'antica e da non molto tempo avevo preso la vecchia sveglia che si usavano una volta, la trovo molto più comoda rispetto alla sveglia nel telefono, è più originale da mettere.

Mi stiracchiai tutto il corpo levandomi le lenzuola da dosso passandomi una mano fra i capelli scompigliandoli un po' per farli respirare e mi alzai rifacendo il letto mettendo poi infine apposto i cuscini sotto esse e il pile che misi sopra per completarlo, senti Freddie che mi venne sopra le gambe così lo guardai facendogli alcuni grattini sotto al mento.

"Ehi piccolo sei sveglio come me?"

Dissi sarcasticamente guardandolo strusciarsi contro la mia mano, Freddie era un Maine Coon bianco e nero, lo avevo preso poco dopo che mi ero trasferito, gli ho dato quel nome perché Freddie Mercury è uno delle persone che stimo di più e volevo ricordarlo in un gatto, come fra uno dei suoi tanti gatti che aveva.

Vidi che andò a dormire nella sua cuccia affianco al letto così lo lasciai fare, andai ad aprire del tutto le persiane guardando i primi raggi del sole sorgere nel cielo assieme alle nuvole che gli facevano da accompagnatore attorno a lui, chiusi la finestra e dal cassetto sotto all'armadio presi i vestiti puliti richiudendolo poi andando in bagno accendendo le luci.

Li appoggiai sopra al lavandino inziando a spogliarmi per poi entrare in doccia aprendo il getto d'acqua calda, senti poco dopo le goccioline nel mio corpo coprirmi completamente assieme al vapore che riempì tutta la stanza non facendomi vedere quasi nulla.

In una mano misi dello shampoo iniziando a spargerlo per tutto il mio corpo facendomi ogni tanto dei massaggi nelle spalle e nella schiena fin dove arrivavo, in questi giorni per colpa della mia insonnia non dormivo molto, addormentandomi solo quando già inziava a farsi giorno.

In seguito mi lavai anche i capelli, facendo anche nella testa dei massaggi circolari così rilassanti da farmi chiudere gli occhi e mugolare ogni tanto, mi ricordo ancora delle mani di mia madre che facevano lo stesso movimento quando mi lavava i capelli da bambino, non vedevo l'ora di fare la doccia solo per quello.

Mentre finì di lavarmi entrai completamente nella mia mente piena di pensieri, dopo la morte di mia madre mi sono chiuso molto con gli altri, addirittura anche con Isabel e Farlan con cui sono gli unici che mi sono aperto e lo sono tutt'ora, mi ritanavo sempre in casa a guardare la TV spenta senta emozioni ne nulla, ma solo Solitudine era con me in quel periodo, che mi accompagnava ogni giorno come da mia ombra.

Poi negli anni che passarono, con il mio tempo mi rialzai da solo perché avevo capito che dovevo riprendere in mano la mia vita, non potevo stare per tutto quel tempo da solo senza fare nulla e in una stanza con Solitudine, dovevo rialzarmi da terra con l'obbiettivo in mente 'ce la farò, supererò questo ostacolo' che mi dicevo ogni giorno dal momento in cui ho fatto questa decisione.

Così da lì smisi di chiudermi in me e ripresi a parlare con Isabel e Farlan di cui mi sono pentito molto di non avergli parlato per tutto quel tempo, tutt'oggi mi sento così e loro dicono sempre di non preoccuparmi, che ormai è passato ma la verità è che non ho mai smesso di sentirmi in colpa di aver fatto del male alle persone che amo di più.

Parlando di oggi, sono migliorato molto e per questo sono fiero di me e della persona che sono diventata anche in questo momento in cui sono in doccia, sto cercando di trovare i pezzi di quello che non avevo mai fatto o detto, è arrivata anche una nuova persona da poche settimane e quella persona è Eren.

Sinceramente non mi aspettavo di incontrare una persona come lui, all'inizio mi è sembrato un po' distratto si, ma quelle poche volte che ci ho parlato e visto a scuola non sembra male, poi ora che è anche mio compagno di piano sono sicuro che lo conoscerò meglio col tempo e lo stesso farà lui con me, sempre se vorrà.

Quando finì di lavarmi completamente, spensi il getto d'acqua e uscì avvolgendomi da subito un asciugamano attorno alla vita e uno nel collo, mi tamponai i capelli per poi lasciarli ad asciugare all'aria e mi tolsi l'asciugamano giù mettendomi i boxer puliti che presi dalla cesta sotto al lavandino.

Uscì dal bagno chiudendo la porta e andai a vestirmi davanti allo specchio vicino alla scrivania, mi misi un maglioncino a collo alto nero assieme a dei jeans del medesimo colore, con sopra una giacca che mi arrivava fino al sedere blu notte con infine una sciarpa grigio chiaro con le ondine alle punte bianche.

Presi lo zaino mettendolo in spalla e scesi le scale andando in cucina facendomi una veloce crepe con della marmellata sopra e il mio solito thè nero che non mi abbandonava mai da praticamente quando ero diventato maggiorenne, età in cui iniziai a prenderlo.

Lavai la tazza mettendola ad asciugare e salutai Freddie con una carezza nella testa quando era sceso nelle scale e si era appoggiato lì a guardarmi triste del perché stavo andando via.

"Vado a scuola come sempre, ci vediamo dopo Freddie."

Dissi sentendo che mi miagolò in risposta così sorrisi e uscì di casa incamminandomi verso la scuola mettendomi le cuffie nelle orecchie.

Eren's pov.

Girai il cucchiaio dentro alla tazza più e più volte guardando quel liquido bianco girare assieme ad esso quando due mani che sbatterono davanti al mio viso mi fecero tornare alla realtà, sobbalzando e alzai lo sguardo sospirando guardandola.

"Cosa c'è?"

Dissi sentendo che anche lei sbuffò per poi ridacchiare andandosi a mettere al mio fianco per fare colazione assieme a me, la guardai confusa volendo una spiegazione.

"No niente è che ti vedo molto sereno in questi giorni, è perché hai inziato di nuovo il corso? O hai incontrato una persona nuova?"

La sua curiosità era stata sempre una cosa che certe volte mi dava sui nervi, voleva come analizzarmi quando mi vedeva giù o felice o arrabbiato, avendo fatto tre anni di psicologia la capisco, ma certe volte esagerava troppo.

Ci pensai un po' su se dirgli o meno di Levi, sicuramente dopo avrebbe fatto domande su domande ma se non lo dicevo a lei che è la persona di cui mi fido di più assieme hai miei migliori amici, sapevo che mi sarei sentito in colpa, molto.

Tirai un grande sospiro finendo la mia tazza di latte leccandomi le labbra per pulirle per poi passarci sopra un fazzoletto, la guardai mentre stava tagliando con cura le fragole da mettere sopra i suoi pancakes.

"Si è così, sono felice di aver ripreso il corso dopo quello che è successo a papà e si ho incontrato una nuova persona che viene nella mia stessa scuola, no classi insieme ma istituto e l'ho incontrato anche a piano, insomma si."

Quando ero nervoso parlavo sempre molto e infatti mia madre se ne accorse facendosi una risatina sotto hai baffi così gli lanciai una pallina fatta del mio fazzoletto che usano prima incrociando le braccia.

"Sono fiero di te tesoro e perché non me lo hai detto prima? È simpatico? Parlate molto? Dai parlami."

Disse mettendo l'altro pancake sopra all'altro tagliando dell'altra frutta, sospirai mettendo le braccia sopra al tavolo guardando le mie nocche appena rovinate dal freddo.

"Non so molto di lui..so che è più grande di me e molto, molto più alto di me e che ha due migliori amici, credo lo siano ma penso di sì, ha la stessa passione per il piano fin da piccolo come me e parliamo abbastanza, sono sicuro che con il tempo ci conosceremo di più ovviamente se lui vorrà."

Dissi infine con un lieve sorriso alzando lo sguardo e capì solo dopo che era rimasta tutto il tempo a guardarmi mentre parlavo.

"Vedrai che lo farete, puoi portarlo qui quando vuoi il tuo amico Levi, le porte sono sempre aperte lo sai."

Finì la sua colazione e si alzò per prendere i piatti di entrambi per metterli a lavare e lasciarmi come sempre un bacio fra i capelli e solo ora mi ricordai di mercoledì.

"Approposito di porte, questo mercoledì verrà qui siccome Hanji ci ha assegnato uno spartito da imparare insieme e registrare per poi faglielo sentire, spero non ti dispiaccia."

Dissi guardandola, annui subito sorridendomi levandosi il grembiule che aveva intorno alla vita, guardai l'orario vedendo che erano le 7:40 così mi misi lo zaino nelle spalle e mi avviai verso la porta.

"Certo che non mi dispiace Eren, solo non mandare la casa a fuoco se gli vuoi preparare qualcosa."

Disse sarcasticamente aiutandomi a mettermi la giacca che dopo averla messa ed aggiustata, mi rimisi lo zaino nella spalla e la guardai male aprendo la porta.

"È successo solo una volta mamma! A dopo, forse, ti voglio bene. "

Con un pizzico di divertimento gli dissi dandole un bacio nella guancia e mi avviai verso la scuola e presi le mie cuffie della tasca accendendo la musica.

"Anch'io Eren."

Sentì la sua voce con il suo solito tono dolce, sorrisi mettendomi le cuffie e mi rilassai per tutto il tragitto che dovevo fare, chissà se oggi sarà a scuola, pensai fra me e me.

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