Chapter 5.
Levi's pov.
Per tutta la mattinata di scuola ero stato fuori dalla nostra classe assieme agli altri e ad Farlan e Isabel, a quanto pare c'era uno sciopero dei nostri professori e non potevamo uscire da essa perché stavano facendo dei lavori nel giardino così siamo restati tutto il tempo a chiaccherare o a lanciare delle palline di carta fatte sul momento hai piedi della gente per vedere se ci sciolava sopra, tutti e tre sapevamo che era sbagliato ma ogni tanto non capitava chissà cosa, siccome per la maggior parte delle volte nessuno scopriva che eravamo noi.
Dopo finite le ore di scuola, uscì assieme a loro salutando il resto della mia classe scorgendo più avanti Petra e Eld che salutai essendo miei amici, ero felice per loro che pur essendo molto giovani avevano voluto fare entrambi il lavoro dei professori, erano più grandi di me e ogni tanto li passavo a salutare o dopo o prima delle lezioni.
"Ehi ragazzi! Come state?"
Disse Petra con un sorriso a trentadue denti prenendo a braccetto Eld che fece lo stesso inziando a parlare entrambi di come era andata la giornata, cosa avevano fatto o spiegato, se le verifiche della settimana erano andate bene, un po' di tutto.
Li ascoltai quando vidi all'uscita quella zazzera castana che era dall'ora di pranzo che non vidi, lo guardai lanciandogli un saluto che ricambiò subito dopo per poi vedere i due ragazzi che stavano sempre assieme a lui trascinandolo via senza pietà verso la fermata dell'autobus.
Sospirai ritornando alla realtà scuotendo leggermente la testa e salutai i due giovani professori che se ne andarono insieme agli altri entrando tutti nelle proprie macchine e uscendo lungo il cancello della scuola.
"Allora ci vediamo più tardi, buona fortuna per le lezioni Levi."
Farlan mi donò un sorriso mentre la sua compagna dai codini rossi mi fece lo stesso, ricambiai e li salutai guardando come Isabel saltò sopra la schiena del biondo e allacciò le braccia attorno al suo collo, mi immagino l'espressione di Farl in questo momento, esasperato ma allo stesso tempo felice e innamorato di quando ogni volta lei faceva quel gesto dopo l'uscita.
Uscì anch'io dal cancello mettendo le mani in tasca nascondendo il viso nella sciarpa blu notte che avevo attorno al collo, in questi giorni faceva molto freddo anche se le temperature cambiavano in base al tempo ma restava comunque fresco, uno di questi giorni dovrebbe anche nevicare.
Attraversai le strisce pedonali sempre guardando prima a destra e sinistra, dopo un paio di passi entrai nel mio cortile chiudendomi la piccola porta di ferro alle mie spalle guardando fiero il mio giardino che con gli anni avevo curato facendoci nascere molti fiori.
Tra non molto avrei avuto le lezioni di piano, non stavo davvero nella pelle ma allo stesso tempo avevo paura, paura di non riuscire a posare le mie dita in quei tasti, e se non dovessi riuscirci? Se lei non dovrebbe essere fiera di me?
Entrai in casa con questi pensieri chiudendo la porta, mi levai solo lo zaino andando a mangiare qualche biscotto con il mio thè nero, il piano fa parte della mia vita fin da quando ero nato, mia madre era una grande pianista non molto conosciuta ma era sempre grande, appena ero nato mi addormentavo sempre con le melodie che mi suonava sempre, più avanti quando ero cresciuto avevo deciso di prendere delle lezioni da lei, andava tutto bene stavo facendo molti progressi quando un giorno mia madre morì di AIDS per colpa di uno stupido coglione che non sapeva di averla.
Mia madre faceva la prostituta e sapevo quando fosse difficile per lei quel lavoro ma io ero troppo piccolo per capire quando lo fosse davvero, dopo la sua morte non toccai più il piano che tutt'oggi è nel mio salotto, inerme e che prega di essere toccato e suonato al più presto.
Finì il mio thè richiudendo la busta dei biscotti mettendo tutto apposto quando senti il campanello suonare così andai alla porta e apri vedendo 'les deux géants' come li chiamavo io nella mia lingua a causa della loro altezza e mi misi di lato per farli entrare.
"Che ci fate qui? Tra poco devo andare via."
Dissi salutando entrambi con un abbraccio facendoli accomodare nel divano beige a L che avevo in mezzo alla stanza, guardai la grande mano di Erwin intrecciata a quella di Mike mentre si mettevano seduti vicini.
"Volevamo solo dirti buona fortuna, so che oggi è la tua prima volta che ci ritorni."
Disse Erwin che mi guardò assieme a Mike con uno sguardo quasi materno, sapevano che era difficile per me ma la passione che era dentro di me ora più che mai aveva bisogno di essere tirata fuori.
"Grazie ragazzi, sono le mezza io parto adesso, ci vediamo più tardi."
Dissi guardandoli e quando si alzarono li abbracciai senza difficoltà, ero alto ma loro sicuramente lo erano più di me.
"A dopo Levi! Buona fortuna."
Disse Mike facendomi un pollice in sù che ricambiai sarcasticamente uscendo dalla mia casa tutti e tre mentre loro andarono dall'altra parte e io andai dall'altra, camminando verso lo studio 'Music Academy'.
♡
Eren's pov.
Dopo svariati giri che feci con mia madre e questo comporta a fare shopping, guardare dei gattini adorabili che si strusciavano contro di noi e infine andare insieme da Starbucks dove dopo molto tempo finalmente avevo ripreso il mio frappuccino preferito, arrivammo davanti alla Music Academy e guardai senza parole il grande edificio bianco davanti a me, l'ultima volta che lo avevo visto era completamente diverso e ora è stato del tutto ristrutturato.
"Tesoro sei pronto? Se non ti dovesse andare puoi chiamarmi lo sai."
Disse mia madre con fare materno come al suo solito fare, la guardai e gli sorrisi gentilmente annuendo baciandole la guancia e mi aggiustai il colletto dela giacca di jeans tirando un grande sospiro.
Avevo paura? Timore? Forse tutte e due, era da tanto che non toccavo quello strumento così grande ma delicato allo stesso tempo, avevo sognato molte volte di suonarlo o anche di guardarlo, avevo bisogno di sfogarmi di aprirmi e avevo bisogno ora più che mai di toccare quei tasti e sentirne la melodia che emanavano.
"Si mamma tranquilla, ci vediamo dopo."
La guardai dandole un abbraccio sentendo le sue carezze nella mia testa che mi fecero rilassare per poi uscire dall'auto salutandola e la vidi andare via così mi diedi coraggio ed entrai dalla porta di vetro scorrevole.
Alla mia destra e sinistra c'erano dei strumenti in vetrina, dalla chitarra alla batteria, all'arpa, il sassofono, il clarinetto e tanti altri ancora, guardai quelle vetrine con una scintilla negli occhi quando infondo al lungo corridoio coperto ad un tappeto rosso e nero sentì la sua voce squillante e forte come lo è stato sempre.
Corsi fino alla classe e vidi Hanji, quando si girò e mi guardò rimase per un paio di secondi a guardarmi per poi saltarmi addosso ed abbracciandomi forte nelle sue forti braccia facendomi ridacchiare e ricambiai per poi vedere che si staccò e mi guardò.
"EREN! Finalmente sei venuto, ti aspettavo da così tanto! Sono così felice di vederti, vedrai che ti aiuterà molto ne sono sicura."
Disse guardandomi mettendo entrambe le sue mani nelle mie spalle scuotendomi appena ed annui guardandola sentendo il coraggio pian piano crescere in me.
"Si ne sono sicuro, non pensavo che dopo tutto questi anni sei finalmente riuscita a fare il lavoro che avresti sempre voluto."
Hanji era la maestra della mia asilo, era da molto che la conoscevo e sapevo bene che il suo sogno era sempre stato quello di fare la maestra di piano siccome era uno strumento che aveva sempre amato, era andata alcune volte ad insegnare in questa scuola ma solo per fare la supplente, ed ora era ufficialmente una professoressa di piano a tutti gli effetti.
"Ehhh hai visto, quando si lotta contro ciò che si vuole alla fine ci si riesce sempre! Comunque oggi è arrivato anche un nuovo arrivato che è un mio grande amico, è lì infondo mi raccomando facci amicizia."
Mi disse facendomi l'occhiolino per poi mandarmi più avanti con una leggera spinta e guardai un posto libero che vidi affianco a..Levi? Come poteva essere qui? Anche lui lo suona? E da quanto? E come?
I miei pensieri mi tormentavano mentre mi avvicinai cautamente alla sedia mettendomi seduto mettendo a terra la mia borsa a tracolla con alcuni spartiti dentro, vidi che si girò nella mia direzione sgranando leggermente gli occhi anche lui sopreso di vedermi.
"Bene bene chi si vede qui? Mi stalkeri per caso?"
Disse appogiando il suo pugno che appoggiò lungo sua guancia guardandomi con un sorrisetto divertito.
Arrossì subito a quelle parole scuotendo velocemente la testa e mi misi la giacca di jeans attorno alla mia vita mettendo le mie mani sudate lungo le mie cosce mentre lo guardai.
"No non ti stalkero, non credevo che suonassi anche te il piano, anch'io lo suono."
Dissi incrociando poi le braccia sospirando hai suoi sguardi maliziosi sarcastici che mi mandò, ridacchiai dandogli una spallata scuotendo la testa.
"Non pensavo che anche te-.."
"RAGAZZI! Benvenuti a tutti quanti! Questa classe sarà composta solo da cinque persone siccome sono dei corsi privati, essendo il primo giorno e per fare amicizia tra di voi, vi affiderò un brano che dovete suonare e registrare così poi da farmelo sentire con il vostro compagno di banco, buona fortuna!"
Levi venne interrotto dalla voce squillante di Hanji, alle sue parole sgranai gli occhi ma allo stesso tempo ero felice, magari avremmo fatto davvero amicizia, volevo davvero essere suo amico, spero che per lui sia la stessa cosa.
Quando Hanji passa per i banchi per darci i spartiti, mi girai verso Levi il quale si girò poco dopo guardando i spartiti che avevo nelle mie mani guardando quelle note con una calligrafia molto elegante.
"Quindi..ti va se facciamo a casa mia? Ho spostato da poco il pianoforte che avevo nella mia vecchia casa e mi sembra una buona occasione per provarlo."
Dissi guardandolo vedendo che annuì prenendomi i fogli dalle mani studiando attentamente quelle note, potei scorgere dal suo sguardo un grande sentimento dietro a quello spartito, magari anche lui ne sarà particolarmente legato.
"Va bene, allora quando posso venire mandami un messaggio, questo è il mio numero."
Me lo scrisse in un bigliettino che presi e lo segnai subito come fece lui con il mio, mi rigirai verso Hanji che iniziò a spiegare la storia di Bartolomeo Cristofori, la guardai con attenzione mentre mi persi nelle cose che scrisse alla lavagna segnandole anch'io nel mio quaderno.
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