Chapter 22.
Levi's pov.
Dopo aver fatto passare Eren per primo, entrai anch'io chiudendo la porta sentendo vari brividi nella mia schiena dato il freddo che in quel momento della notte si faceva strada, amavo l'inverno proprio per questo, il freddo e lo stare davanti al camino con una bella tazza di thè caldo con un qualche programma tv messo giusto per fare da compagnia, misi il mio cappotto lungo nero nell'attaccapanni e mi guardai attorno.
Davanti a me si poteva vedere un lungo corridoio che portava alle scale a chiocciola che molto probabilmente portavano al piano di sopra, alla mia destra c'era la piccola ma accogliente cucina e alla mia sinistra il salotto, feci qualche passo in più per vederlo meglio, un divano a L beige si fece strada davanti a me assieme al pianoforte lucido posto davanti alla finestra, la luce lunare in quel momento faceva vedere un piccolo riflesso nella parte superiore.
Guardai quel piano vedendo che era uno degli ultimi modelli, più precisamente un Blüthner, sapendo la storia che c'era dietro ovvero che dopo la seconda guerra mondiale colpì pesantemente il produttore e la sua fabbrica fu distrutta da un’incursione aerea nel 1943, ma fortunatamente fu ricostruita nel 1945 e mi ricordo ancora di quando era successo avendo sentito la storia da molte persone assieme hai miei nonni, non mi aspettavo di vederne uno tutt'oggi qui davanti hai miei occhi, non feci in tempo a pensare ad altro che una mano si prese a sventolare davanti al mio viso.
"Ehi Levi tutto bene? Ti eri incantato a guardare il piano, ti piace vero? È un regalo di compleanno che abbiamo fatto ad Eren."
Disse la madre di Eren regalandomi un sorriso e mettendo delle tazze fumati di molto probabilmente cioccolata calda sopra al tavolino di vetro posto davanti al divano, scossi la testa ritronando alla realtà ed annui andandomi a mettermi seduto accavallando una gamba sopra all'altra.
"Si è molto bello, so che è un Blüthner e sono rimasto sorpreso nel vederne uno, scommetto che Eren era molto felice dopo averlo ricevuto."
Dissi con la mia pronuncia tedesca un po' andata persa per il tempo, lei annuì prenendo la sua tazza e Eren facendo lo stesso annuendo energicamente lanciando un veloce sguardo al piano che pregava di essere suonato e toccato da qualcuno, presi la mia di tazza sentendo odore di thè nero, sorrisi lievemente pensando che Eren avesse iniziato a berlo anche lui.
"Si era molto felice quando lo ha ricevuto, mi ricordo ancora le lacrime di gioia nei suoi occhi, allora parlando di altro come vi siete conosciuti?"
Si porse leggermente verso destra prenendo un libro sopra ad un tavolino vicino al bracciolo del divano e ci guardò entrambi prendendo un sorso dalla sua tazza, mi grattai la nuca non sapendo se dire la verità o meno sotto lo sguardo di Eren che potevo sentire chiaramente, mi girai di fianco apoggiando il braccio destro lungo il bracciolo del divano per avere una maggiore visione.
"Era il primo giorno di scuola e stavo andando di fretta siccome non volevo arrivare in ritardo ma qualcuno qui presente mi si buttò addosso e cascammo entrambi a terra, dopo ci siamo detti il nome."
Dissi sarcasticamente l'ultima frase sentendo una lieve risata da parte della donna, vidi Eren nascondersi dietro alla sua tazza rossa a quadratoni bianchi facendo finta che in quel momento non esistesse, trattenni a stento un sorriso e presi qualche sorso dalla mia tazza assaporando con gusto quell'aroma delicato ma non troppo forte del thè nero.
"Beh conoscendo quanto sia maldestro Eren, non avevo dubbi che avesse fatto prima o poi una bravata del genere."
Se ne uscì la madre facendomi uscire una lieve risata assieme a quella minuta ma dolce e delicata della donna, sentì che mi lanciò un cuscino guardando il suo sguardo finto-arrabbiato così glielo rilanciai e andrò dritto nel suo viso facendomi sorridere compiaciuto insieme ad un'altra risata da parte di sua madre, guardai la copertina del libro che stava leggendo e sgranai appena gli occhi quando vidi che si trattava del mio autore preferito.
"Stephen King? E quello è proprio il libro 'L'istituto'? È il mio autore preferito di tutti i tempi."
Dissi guardandola, vidi un sopracciglio innalzato da parte sua prendendo il libro fra le sue mani chiudendolo e accarezzò appena la copertina sorridendo leggermente notando una nota di malinconia, guardai Eren per una breve spiegazione di quel gesto ma vidi che mi guardò di rimando e si mise a sedere al mio fianco avvolgendo subito il mio braccio fra le sue mani.
"Oh si è proprio lui, sono felice di sapere che non sia il mio uninco autore preferito, conosci altri titoli sempre di Stephen?"
E a quella domanda sentì il mio cuore fare delle leggere capriole di felicità, non avevo mai avuto modo di parlare dei suoi libri e di quelli che amavo di più, si ogni tanto ne parlavo con Farlan o Isabel, Mike e Erwin e anche Hanji ma nessuno di loro era così appassionato di libri come lo ero io e anche Eren che scoprì che lo era anche lui quella volta in cui lo avevo incontrato nella libreria della scuola.
"Il mio preferito di sempre è ed rimarrà sempre 'Shining', lo trovo uno dei libri più belli che abbia mai letto assieme a 'Carrie' e anche 'Misery', molto tempo prima non amavo questo genere ma per puro caso avevo preso uno dei suoi libri e me ne sono subito innamorato."
E da quel momento fino a un paio di orette, parlai con lei di lui e di tutti i libri che aveva scritto assieme alla sua carriera, raccontai anche di quella volta in cui avevo avuto la fortuna di incontrarlo assieme a mia madre, mi ricordai ancora di quel giorno e mentre gliene parlai non mi accorsi di un piccolo sorriso che comparse nelle mie labbra, intanto Eren era con la guancia appoggiata sopra alla mia spalla intervenendo ogni tanto per dire la sua.
Una cosa che notai con la coda dell'occhio però, nel mentre parlavo, era che Eren non faceva altro che guardarci con un sorriso a trentadue denti senza mai smettere, che fosse stato contento per la madre? O che ero insieme a lui in quel momento? Mentre finivo di parlare di come avevo conosciuto Stephen, mi vennero in mente queste domande e avevo deciso che finito questa conversazione, gli avrei sicuramente fatto curioso di quei sorrisi che ci tirava mentre ci guardava.
"Va bene mamma grazie per le tue parole, ora se non ti dispiace vorrei portare di sopra Levi per fargli vedere l'altro piano della casa, per qualsiasi cosa chiamaci e se vuoi un aiuto in cucina sai che devi chiamarmi intesi?"
Disse Eren alzandosi dal divano aggiustandosi il colletto felpato del suo maglione che gli stava due volte di colore verde scuro facendo mettere in risalto maggiormente i suoi occhi, lo seguì a ruota lasciando la tazza nel tavolino facendogli i complimenti per il thè e la senti ridacchiare leggermente annuendo avviandosi verso la cucina.
"Va bene ma non fare danni come al tuo solito! E Levi controllalo perfavore che non sai di cosa è capace!"
Urlò dal piano di sotto mentre noi salimmo le scale, vidi Eren serio ma io mi feci uscire una lieve risata quando mi spinse dentro alla sua camera e rimasi a guardarla per un secondo, mi sembrava di essere entrato in qualche pezzo di un film anni 80, vidi dei poster sul muro e l'enorme letto a due piazze alla mia sinistra, per smorzare la situazione mi avvicinai alla grande bacheca di sughero che aveva appesa sopra alla scrivania.
"Eri tu da piccino questo? Eri così carino."
Dissi prendendo una sua foto dove aveva un adorabile vestito blu a modo di salopette, i suoi ciuffi ribelli davanti al viso mentre teneva un ciuccio in mano, sorrisi guardando quel piccolo Eren e alzai lo sguardo nella bacheca vedendo anche molto probabilmente Mikasa e Armin da piccoli assieme a lui, rimisi la foto al suo posto e sentì che mi abbracciò da dietro infilando la sua testa sotto alla mia spalla.
"Si ero io e quelli nell'altra foto sopra alla scivolo siamo io Armin e Mikasa ma credo che già lo avevi capito e sono carino anche ora sai."
Disse in modo modesto così ridacchiai mettendo una mano fra i suoi capelli che accarezzai lentamente, per calmarmi mi serviva sempre una carezza nella mia nuca e mia madre quando ero nervoso o arrabbiato mi dava sempre quel dolce gesto, ora che ero solo me la facevo da solo ma non era la stessa cosa ma era sempre qualcosa e non lo avevo mai fatto a nessun'altro se non su di me, feci passare le dita dietro alla sua testa accadazzandogli i capelli anche in quel punto vedendo il suo sguardo rilassato e calmo.
"Sei molto modesto vedo."
Mi feci uscire in modo sarcastico beccandomi da parte sua una linguaccia andandomi a sedere sopra al suo letto che scoprì molto alto per via del materasso e morbido, nel mentre si accomodò con la testa sopra le mie gambe, io mi guardai attorno volendo vedere più nel dettaglio la sua camera, era molto più grande della mia ed aveva delle finestre molto più ampie e con le ante fatte di legno, spostai lo sguardo sull'altra parte della stanza.
Davanti alla finestra c'era un piccolo cavalletto con sopra una tela metà bianca e metà con un tramonto disegnato ma non colorato, vidi le tempere a terra con alcuni fazzoletti sopra anch'essi sporchi di colore, sentì il mio cuore che fece un'altra capriola scoprendo che anche Eren aveva la passione per la pittura, lo guardai mettendo una mano sopra alla sua testa a mi abbassai lentamente lasciando un dolce e delicato bacio nelle sue labbra.
Vidi che riaprì subito dopo gli occhi e allungò il viso per ricambiare lasciando infine come suo segno un bacio nella mia guancia, lo guardai negli occhi strofinando i nostri nasi giocosamente facendolo ridere appena e rialzai lo sguardo nella parete davanti a me piena di poster e il mio sguardo si andò proprio in uno in particolare che mi fece aguzzare lo sguardo per cercare di vederlo più da vicino.
"Conosci Elton John? Pensavo che i ragazzini come te non sapevano nemmeno chi fosse."
Lo stuzzicai con la parola 'ragazzini' sentendo subito dopo un lieve colpo nella mia testa facendomi ridacchiare appena mordendomi il labbro guardandolo, gli accarezzai la guancia con il dito trovandola estremamente morbida e rialzai lo sguardo sul poster, era raffigurato lui in un palco mentre suonava il piano con le scarpe, una delle sue tante doti e in bianco e nero che lo rendeva ancora più bello.
"Non chiamarmi così ho detto! E si è il mio cantante preferito ma non ho mai modo di parlarne con nessuno se non con mia madre, Mikasa e Armin conoscono alcune canzoni solo grazie a me, la canzone che amo di più è 'Your Song' ha un testo.. davvero bellissimo."
Disse guardandomi per poi mettere lo sguardo nel soffitto sopra di lui, mi stesi anch'io apoggiando la schiena nel materasso sentendo subito la sua testa sopra al mio petto assieme alle sue mani, lentamente avvicinai una mano nella sua vita per tenerlo attaccato a me mettendo l'altro mio braccio sotto la mia testa e tirai un sospiro.
"If I was a sculptor, ha
But then again, no
Or a man who makes potions in a traveling show
I know it's not much, but it's the best i can do
My gift is my song, and this one's for you."
Cantai a bassa voce un pezzo della canzone vedendo subito la sua testa alzarsi per guardarmi sopreso così sorrisi lievemente guardandolo anch'io per un momento e rimisi il mio sguardo sopra di me notando solo ora delle piccole stelle dipinte di giallo e di blu notte facendomi venire in mente quelle che io avevo nel soffitto all'entrata di casa mia, erano molto simile..chissà se anche a lui piaceva il mondo delle stelle e dei pianeti come me.
"Lo conosci anche tu e..e hai davvero una bellissima voce Levi..da quanto sai anche cantare?"
Mi guardò con gli occhi appena lucidi così gli misi una mano sopra alla guancia che accarezzai con il pollice lasciando un bacio nella sua fronte allungando leggermente il viso, ci pensai e mi vennero in mente le prime volte che cantavo in doccia, non era nato sinceramente come un hobby, mi era sempre piaciuto cantare e lo facevo ma solo quando ero da solo in casa o mia madre, ritenevo che avevo una bella voce ma sicuramente ce ne saranno state meglio delle mie.
"In realtà da sempre..fin da piccolo cantavo ogni tanto qualcosa, o in doccia o anche prima di andare a dormire per addormentarmi."
Dissi guardandolo e mi sorrise sinceramente sussurrandomi un 'bhe fallo più spesso..' e si rimise comodo sopra al mio petto, in quel momento per la prima volta dopo tanto tempo mi sentivo..tranquillo, in pace con la mia mente e il mio corpo, guardai la zazzera castana a pochi centimetri dal mio naso mettendolo in mezzo ad esso per inspirare il suo profumo.
"Sai prima se mi vedevi sorridere quando vi guardavo..era perché avevi fatto sentire a suo agio mia madre, lei è un tipo molto chiuso con gente che appena conosce ma con te..con te era tutt'altro, l'ho vista come ti parlava apertamente dei libri e come era felice..ti volevo dire grazie perché era da..da molto che non la vedevo così."
Sussurrò alzando il viso avviciandosi al mio, lo guardai negli occhi baciando la sua punta del naso e chiusi gli occhi per un momento volendo che quel momento di pace e tranquillità assieme a lui fosse durato per sempre, scossi la testa facendogli capire che non c'era bisogno di ringraziare e mi alzai portandolo con me uscendo dalla sua camera quando sentimmo la voce di sua madre al piano di sotto.
"Venite ragazzi è pronto!"
La madre di Eren urlò e lo vidi correre di sotto come un razzo facendomi ridere quando per poco stava per cascare raggiungendolo poco dopo, la vidi intenta ad apparecchiare così andai nella sua direzione finendo per lei mentre Eren metteva il cibo in tavola appena sfornato sentendo l'odorino che pian piano si espandeva nella stanza.
"Grazie mille Levi e anche a te Eren, parlando di te Levi, ho ritrovato in cantina un vecchio album di foto di Eren con alcune foto anche di quando era ancora dentro alla mia pancia! Sono sicuro che ti piaceranno."
Disse sua madre con un sorriso in volto mentre tutti e tre dopo aver allestito la tavola, ci misimo a sedere e vidi un grande album azzurro con dei fiorellini bianchi attorno hai bordi con scritto in mezzo a caratteri cubitali 'Eren.', guardai sua madre che mi annuì aprendo la prima pagina per me guardando un piccolo Eren rannicchiato in se stesso ancora dentro alla pancia della sua genitrice.
"Dai mamma! Perché vuoi sempre mettermi in imbarazzo?!"
Urlò Eren nella direzione della madre sospirando mentre io continuai a guardare le sue foto prenendone un'altra dove era al suo battesimo, sorrisi lievemente guardandolo quando ne vidi una con lei, Eren e un uomo che aveva gli stessi occhi di Eren.
"Scusate se interrompo ma chi è questo affianco ad Eren? Immagino suo padre."
Dissi e mi pentì subito dopo di aver detto quelle parole, quando senti un silenzio tombale da parte di entrambi che avevano cessato di ridere, lentamente rimisi la foto al suo posto chiudendo l'album e mi misi il tovagliolo nelle gambe per non sporcarmi, alzai lo sguardo verso Eren guardando i suoi occhi che erano diventati lucidi con il labbro inferiore fra i denti per cercare di non fare uscire le sue lacrime lungo le sue guance.
~
angolo autrice
AAAARRRGGHHHHH non mi piace per niente far finire i capitoli così ma se scrivevo di più veniva troppo lungo, ora Eren e sua madre parleranno della perdita che entrambi hanno avuto, al momento Levi non sa molto su di Eren e anche quest'ultimo di Levi, piano piano si scopriranno con l'aiuto dell'altro scoprendo anche cose molto spiacevoli ma anche piacevoli del passato di entrambi, chissà quali, lo scoprirete presto. 👀👀💕💕
comunque si il mio autore preferito è Stephen King e amo tutti i suoi libri assieme ad Elton John, sono due persone che ammiro molto e volevo dargli 'onore' mettendoli sulla mia storia, i love them.
inoltre volevo dire che sono adorabili quando si fanno le coccole cioè vi prego io non reggo, i miei bimbi bellissimi. 😭😭😭✋🏻
spero vi sia piaciuto questo capitolo and see you soon bbys. 💜☁️
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