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Chapter 21.

Eren's pov.

Lo continuai a guardare per poi sorridere leggermente e mi avviai assieme a lui alla fermata dell'autobus, ero indeciso se chiedergli se voleva accompagnarmi o meno, ero ancora confuso e soprattutto sorpreso dal bacio che mi aveva dato poco fa, il mio cuore ancora non aveva smesso di battere all'impazzata tanto che dovetti mettere una mano sopra al mio petto per farlo calmare a poco a poco, alzai lo sguardo su di lui e parlai in modo sicuro.

"Senti Levi..ti va di accompagnarmi? Solo perché non voglio passare da solo il viaggio in più di notte, non mi sento molto sicuro.. ovviamente se vuoi."

Dissi tutto ad un fiato e per la prima volta lo avevo guardato dritto negli occhi per tutto il tempo senza mai abbassarlo, sapevo quanto era difficile per me tenere lo sguardo fisso nei occhi della persona per molto tempo ma in questo momento ero riuscito a saltare anche questo piccolo ostacolo, sorrisi lievemente sentendomi fiero di me e dei piccoli passi che stavo compiendo.

"Certo Eren che domande? La notte non è mai sicura per nessuno, dai andiamo o faremmo tardi."

Mi prese per mano e facemmo inversione dalla parte opposta della strada in cui eravamo, era una stradina a cui i lati si potevano vedere dei lampioni con una luce giallastra offuscata, sentì le mie guance tingersi di rosso quando mi prese per mano senza nemmeno facendomi preparare psicologicamente, la mia mano minuta e sudata era unita assieme alla sua che era grande e morbida sentendo il freddo del suo orologio nel mio polso.

Si stava facendo notte e il cielo era diventato pieno di sfumature tra rosa e blu mischiandosi un po' con le grandi e soffici nuvole creando un'atmosfera rilassante, quelle nuvolette di gas in aria erano perse all'orizzonte, con gli ultimi raggi del sole ancora presenti mi feci illuminare il viso da questi ultimi, mentre tutto intorno a me sembrò diventare magico.

A quell'ora della giornata nelle strade non si poteva trovare quasi nessuno, in giro per la città in questo momento si potevano trovare o gente che sta andando o sta ritronando al lavoro o i soliti gruppetti di adolescenti che se ne usciva a fare baldoria per le strade mettendo la musica a tutto volume, sospirai quando sentì in lontananza quella forte e assordante musica, mi ero sempre ritenuto fortunato ad essere la persona che sono oggi, dovendo ringraziare anche mia madre per questo e per avermi insegnato molte cose.

Uscì per un momento dalla mia testa e lanciai uno sguardo con la coda dell'occhio in direzione di Levi, con una mano teneva la mia e con l'altra stava messaggiando a qualcuno di cui non potevo vedere il nome dato che teneva la luce bassa, molto probabilmente perché faceva male hai suoi occhi anche perché anch'io faccio per la maggior parte così, vidi che si girò sentendosi osservato così sobbalzai e ritronai a guardare davanti a me.

"Ehi rilassati, era Mike un mio amico, mi aveva chiesto tutto preoccupato se ero ritornato a casa e gli ho detto che sto con te, ti saluta anche se molto probabilmente non sai nemmeno chi sia."

Lo guardai confuso scuotendo la testa, vidi che i suoi occhi si incrociano con i miei per qualche secondo così presi la situazione per fargli capire che mi interessava chi era questo Mike, da quanto si conoscevano o erano amici, volevo sapere un po' di più della sua vita, al momento non ne sapevo molto e sentivo dentro di me un estremo bisogno di sapere ogni minimo dettaglio del suo passato e delle persone che sono al suo fianco, vidi che capì il mio sguardo così prese un respiro e iniziò a parlare.

"Mike è un mio grande amico da molto tempo, il suo compagno è Erwin ed entrambi sono miei amici, ci siamo conosciuti in un modo un po..critico ecco ma comunque sono due persone davvero d'oro e sono felice di averle al mio fianco."

Disse e lo ringraziai a bassa voce per avermi detto un qualcosa di più in lui anche se volevo sapere cosa era successo..in che situazione? Erano in pericolo? O era solo detto in modo sarcastico? Le domande si fecero spazio nella mia mente ma la evitai avviciandomi un po' più a lui facendo sfiorare le nostre spalle.

"E..tua madre che tipo era? Solo se ne hai voglia ovviamente..non voglio costringerti."

Sussurrai e strinsi maggiormente la sua mano sentendo che poco dopo lui fece lo stesso, mi accarezzò le nocche con le sue dita facendomi chiudere gli occhi per un secondo volendo che non smettesse mai, mi guardò per un secondo per poi guardare davanti a sé e alzò leggermente lo sguardo in cielo, dove il tramonto si era fatto più esteso facendo vedere maggiormente tutte le sfumature nella sua bellezza.

"Mia madre era una donna buona, forse fin troppo, era molto altruista e non faceva altro che pensare più agli altri che a se stessa, glielo ribadivo sempre che doveva pensare anche al suo di bene ma non mi ascolta mai, aiutava nel momento del bisogno, in qualsiasi circostanza, però quando si arrabbiava sapeva davvero essere molto seria."

Disse con un leggero sorriso sul volto però con una nota malinconica, gli diedi un bacio nella guancia mettendomi in punta di piedi per un secondo per poi riabbassarmi e lo guardai mentre continuammo a camminare siccome la fermata per l'autobus che prendevo per andare a casa era abbastanza lontana da dove eravamo.

"Sai da come me ne hai parlato è molto simile alla mia..e non lo dico per farti felice o altro ma perché è proprio così, mia madre è dolce e pensa sempre al mio bene piuttosto che al suo come gli dico sempre, fa sempre di tutto per vedermi felice anche se non può farlo, sono sicuro che sarebbero andate molto d'accordo se fossero state amiche, magari chissà lo erano e nemmeno lo sappiamo noi e ricordati..che tua madre è sempre con te Levi."

Dissi non smettendo di guardarlo e di tenere unite le nostre mani, quando arrivammo finalmente alla fermata dopo minuti di camminata, aspettammo nella piccola cupola mettendoci sotto ad essa e vidi che girò il viso verso di me, mi avvicinai e misi una mano nella sua guancia salendo nel piccolo gradino di marciapiede per essere almeno un po' più vicino al suo viso.

"Se ti stai chiedendo del perché te l'ho detto, non c'è una ragione, volevo solo che ora te lo ricordassi, dai ora andiamo che mia madre sarà sicuramente preoccupata."

Dissi e vidi uno sguardo di ringraziamento nei suoi occhi, era la prima volta che lo vedevo, gli occhi appena lucidi e un sorriso nelle sue bellissime e chiare labbra, lo guardai ancora per poi avvicinarmi maggiormente avendolo a pochi centimetri dal mio viso ma sentì un clacson al nostro fianco così sobbalzai e mi allontanai a subito dicendo delle scuse sussurrate ed entrammo nel veicolo salutando l'amichevole anziano che ormai era sempre su quel autobus a guidarlo.

Ridacchiai leggermente mentre mi ero attaccato completamente alla sua spalla guardandolo con gli occhi che luccicavano appena, mi stava raccontando una delle sue tante avventure che aveva fatto in alcuni viaggi con Farlan e Isabel e sua madre, questi erano i nomi dei suoi amici e con cui lo vedevo spesso a scuola, vidi con la coda dell'occhio la mia casa e poche stradine lontane da noi.

"Come era di aspetto tua madre? Era uguale a te?"

Dissi curioso come un bambino, vidi che esitò prima di parlare mentre prese qualcosa dalla sua tasca dei jeans rivelandosi poco dopo una foto della donna, la presi delicatamente e guardai la figura rappresentata in quella vecchia e rovinata foto in bianco e nero che pensai che tenesse nel suo portafoglio come facevo io con la foto di mia madre, mentre continuai a guardarla lo sentì parlare.

"Mia madre era...era una bella donna, aveva dei capelli corvini lunghi fino alle spalle e dei occhi blu elettrici, era molto snella, il suo carattere era molto autoritario ma con me era tutt'altro, era molto comprensiva, cercava di aiutare qualsiasi persona, quando si arrabbiava non ne parliamo, mi ricordo che quando urlava o imprecava qualcosa io mi nascondevo sempre in camera mia, non abbiamo fatto abbastanza cose insieme e purtroppo se ne è andata presto."

Concluse con l'ultima frase che sussurrò appena, lo guardai per poi abbracciarlo salendo in un grande tronco che c'era sotto hai miei piedi cosicché arrivavo perfettamente alla sua testa, appoggiai la mia fronte contro la sua e strofinai leggermente il mio naso contro il suo vedendo che fece un lieve e dolce sorriso a quel mio gesto.

"Levi mi dispiace così tanto che hai dovuto passare tutto questo da solo..e ti ringrazio molto per avermi detto queste cose, davvero, per me significa molto..so che per te è difficile farlo, aprirti con una persona che non conosci da molto ma ti prometto che le cose che tu dici a me, rimangono solo nel mio cuore, d'accordo?"

Sussurrai guardandolo, sentì la sua mano finire nella mia guancia così spinsi il mio viso verso essa sentendo solo ora il calore che emanava, il suo naso si andò a scontrare di nuovo con il mio ripetendo lo stesso mio gesto di prima, sorrisi e gli lasciai un bacio nella sua guancia destra, nella fronte e per finire ritornai a guardare quei occhi blu intenso che facevano invidia al più grande oceano del mondo.

"Ti ringrazio tanto Eren..e la stessa cosa vale per te, ricordatelo sempre."

Sussurrò guardandomi, annui per poi appoggiare il mento sopra la sua spalla abbracciandolo, in quel momento l'unico rumore attorno a noi erano le cicale e il vento che spostò appena gli alberi, chiusi gli occhi per un momento come per prendermi una pausa da tutto quello che era successo fino a quel momento, sentivo ancora mille emozioni in me che fra un po' sarebbero saltate fuori da sole, riaprì gli occhi scendendo da quel tronco e riprendemmo a camminare lungo i lampioni che in quel momento era l'unica cosa che ci faceva da illuminazione, assieme alle stelle.

Dopo un po' arrivammo davanti casa mia e diedi un ultimo abbraccio a Levi vedendolo pronto per andarsene prenendo il suo autobus quando sentì uno scatto alla porta che mi fece sobbalzare e girare, guardai mia madre allo stipite della porta con le braccia incrociate e un sopracciglio innalzato, sapevo che era arrabbiata, pensai fra me e me, sospirai e mi avvicinai lentamente a lei seguito a ruota da Levi che se ne stava dietro di me.

"Ti avevo detto di tornare a casa prima di mezzanotte signorino, abbiamo un ospite oggi?"

Disse mia madre mandando indietro i suoi lunghi capelli castani da una parte della spalla destra, guardò prima me e poi Levi facendo prima uno sguardo confuso e poi sorpreso, mi guardò e io gli sorrisi leggermente abbassando lo sguardo nelle mie mani che stavano giocando con le chiavi di casa, forse aveva capito che Levi era lui, non gli avevo mai parlato del suo aspetto ma solo di come aveva i capelli e gli occhi e sicuramente lo avrà riconosciuto per quei piccoli ma importanti dettagli.

"Levi giusto? Eren mi parla spesso di te, prego entrate pure, non vorrai ritornare a casa da solo a quest'ora in più con questa tramontana."

Alzai lo sguardo a quello parole stando per guardarla male ma vidi che aveva un grande sorriso in volto, Levi all'inizio disse che aveva da fare e che non voleva disturbare a quell'ora ma mia madre, dura come una roccia lo convinse così entrammo entrambi in casa e pensai ad una cosa che mi fece sorridere senza che me ne accorsi, sia Levi che mia madre erano impulsivi fino al midollo e lo avevo notato quando Levi cercava in tutti i modi per trovare una scusa ma mia madre lo aveva convinto poco dopo, sono sicuro che andranno sicuramente d'accordo.

Misi il mio giacchetto nell'attaccapanni affianco a quello di Levi e lo guardai per poi sentire mia madre chiamarmi dalla cucina, vidi che stava facendo la mia cheesecake preferita ovvero quella al limone, senza farmi vedere presi con il dito un po' di panna della piccola ciotola sentendo subito le sue lamentele così sospirai e mi misi seduto nello sgabello affianco a quello di Levi.

"Eren la prossima volta torna a casa prima d'accordo? So che eri in buona compagnia e Levi ti ringrazio per questo ma sai che ho paura, fammi questo favore."

Disse mettendomi con il dito della panna sul naso facendomi sobbalzare e ridacchiare leggermente, mi girai verso Levi facendo la stessa cosa nella sua guancia e all'inizio mi guardò male poi prese della panna con il pollice e me lo mise nel naso per poi avvicinarsi ad esso baciandolo dolcemente leccando via la panna, arrossì fino alle punte delle orecchie dandogli un leggero schiaffetto nella spalla.

Quando vidi che mia madre aveva finito di fare il dolce mettendolo in frigo per farlo freddare, ci spostammo in salotto dove io andai a sedermi nella mia poltrona davanti al camino mentre Levi nel divano e mia madre nel posto affianco al suo, vidi che iniziò a parlare della sua giornata e di quello che aveva fatto oggi in banca e con mia grande sorpresa e felicità, Levi pian piano si iniziò ad abituare inziando a chiedergli in che sezione della banca lavorava e come ci si trovava.

Sorrisi leggermente guardandoli parlare avidamente scambiandosi qualche risata ogni tanto, con il tempo ero sicuro che mia madre avrebbe avuto modo di conoscere di più la persona di Levi e lui lo stesso di lei, volevo che andassero d'accordo e speravo con tutto il mio cuore che sarebbe successo ma vedendo la scena davanti a me in questo preciso istante, ero sicuro che sarebbero diventati più che amici.

"Sarà davvero una lunga serata.."

Sussurrai tra me e me, mi intromisi anch'io nella loro conversazione chiedendo a mia madre come era messa con quell'uomo di nome Rafe che gli girava sempre introno sapendo nella mia gelosia, mi ridacchiò così la guardai male capendo già tutto e gli andai incontro inziandole a farle del leggero solletico nel collo, dopo tutto, anche quelle piccole cose facevano saltare di gioia il mio cuore.

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