Chapter 2.
Levi's pov.
Uscì da casa chiudendomi la porta alle spalle e mi aggiustai i ciuffi corvini che mi ricadevano dolcemente nella fronte, presi dal mio polso l'elastico che portavo sempre e mi feci un codino mettendolo dietro per poi guardare l'ora nell'orologio che avevo al polso.
"Ancora è molto presto..magari potrei chiamare Isabel e Farlan."
Dissi tra me e me annuendo a quel mio pensiero detto ad alta voce e andai nel gruppo WhatsApp che avevamo fatto noi tre il primo giorno che si erano conosciuti, non poteva mai scordarsi di quel giorno, se lo ricorda come se fosse ieri.
Mandai un messaggio con su scritto 'sempre al solito, vi aspetto nel tavolo vicino alla finestra, siate puntuali.' e quando lo inviai, iniziai ad incamminare nella piccola stradina abbandonata che prendevo sempre per andare al bar dove ci riunivavamo sempre, era molto vecchia ma andando di lì si faceva sempre prima essendo più corta di quella nuova che avevano fatto.
Il bar in questione si chiama "Titan Bar" è stato il bar in cui il gruppo si è conosciuto, il corvino mentre entrò nel bar salutando la signora che ogni mattina preparava il tutto per l'apertura, andò a sedersi nel ormai loro tavolo e gli venne in mente la prima volta che li vide.
Tutto era successo mentre ero nel mio solito angolino posto vicino alla finestra con dall'altra parte il bancone a bere il mio solito thè nero, quando senti delle voci arrivare da infondo la strada molto forti così mi ero alzato per andare a vedere quel chiasso da dove veniva e quando uscì, vidi una ragazza con i codini rossi che suonava la chitarra e un alto ragazzo biondino che faceva lo stesso urlando ad alta voce frasi insensate mentre muovevano le dita nelle corde.
Non so perché lo feci però mi avvicinai e li ascoltai suonare e mi feci scappare alcuni sorrisi involontari quando dissero delle parole senza senso per cercare di cantare un qualcosa di senso compiuto, gli lasciai delle monete dentro al cappello che avevano davanti lanciandogli uno sguardo divertito per poi ritornare dentro al bar finendo il mio pasto mentre però li guardai.
Da quel momento ogni mattina erano li, una volta li avevo inviati a fare colazione con me e inziammo a parlare del più e del meno scoprendo che entrambi avevano molte cose in comune, diventammo un gruppo inseparabile dopo tutti questi anni, come lo è tutt'ora.
Dopo svariati minuti li vidi entrare entrambi sentendomi la rossa saltare addosso creando un abbraccio che ricambiai stringendola forte a me seguito dopo da Farlan che sbuffò ingelosito.
"Isa' la devi smettere di saltare addosso così a Levi, sembra che è lui il tuo fidanzato e non io."
Disse sarcasticamente e lo guardai con un sopracciglio innalzato vedendoli sedere accanto a me cosicché io ero al centro della situazione, arrivarono i due cappuccini che avevo ordinato per loro.
"Muovetevi a berli che sono già in ritardo, perché non venite mai in tempo?"
Disse esasperato da quei due ma che infondo gli volevo un bene dell'anima ma ovviamente non glielo avrei mai detto, forse, parlammo più del meno facendo dei scherzi anche agli altri clienti come hai vecchi tempi per poi guardare l'ora nel mio orologio.
"Io ora devo andare, ci vediamo a scuola e non fate tardi."
Dissi alzandomi lasciando il conto nel tavolo e lasciai una carezza ad entrambi nella testa ed uscì dal bar avvolgendomi la sciarpa attorno al collo sentendo i brividi per tutta la mia schiena.
♡
Ero quasi arrivato, mi stavo godendo il fresco della mattina che mi inebriava le narici sentendo però dei passi molto veloci davanti a me quindi alzai lo sguardo e all'improvviso vidi un ragazzo che cadde poco più indietro di me così sobbalzai girandomi guardandolo.
"Oi, cerca di stare più attento, non stai mica facendo una maratona."
Dissi nella sua direzione guardandolo mentre mi abbassai per raccogliere i suoi libri che erano caduti e andai davanti alla sua figura vedendo che alzò lo sguardo inziando a sussurrare delle scuse così sospirai e scossi la testa sentendo che riprese i libri.
"Non preoccuparti, stai attento la prossima volta."
Dissi per poi accettarmi che non si fosse fatto male da nessuna parte per poi sorpassarlo e andai nella fermata degli autobus aspettando il mio che prendevo ogni mattina sentendo ancora la sua voce che mi parlò.
"Come ti chiami?"
Disse nella mia direzione così mi voltai avviciandomi un poco per parlargli incrociando le braccia guardandolo, rimasi sorpreso da quella domanda detto sinceramente.
"Credi davvero che te lo dica?"
Dissi in modo provocatorio ma smisi di fare quell'atteggiamento quando vidi che si incupò subito abbasando lo sguardo vedendolo perso fra i suoi pensieri.
"Ehi calmati stavo solo scherzando, mi chiamo Levi e te?"
Mi abbassai di poco per poterlo guardare quando vidi che pian piano alzò il viso così lo guardai anch'io andando di nuovo nella fermata continuandolo a guardare anche da poco lontano sentendo che mi disse il suo nome.
"Piacere mio Eren, non sono nella tua classe siccome sono al penultimo anno ma ci vediamo a scuola."
Gli indicai lo stemma della scuola in cui andavamo per poi girarmi facendo vedere il mio e entrai nell'autobus mettendomi nell'ultimo posto guardando che diventò sempre più piccolo fino a sparire nel nulla.
♡
Eren's pov.
Dopo aver fatto quell'assurdo incontro con quel tipo che avevo scoperto che veniva nella mia stessa scuola, non riesco a smettere di pensare alla figura che feci, spero di non essere risultato subito un ragazzo smemorato che non guardava mai dove metteva i piedi, anche se da una parte ero proprio così.
Mi tengo a mente il suo nome in tal caso lo dovessi incontrare e scambiare una chiaccherata, Livai..Levi.! Levi, avevo sentito solo un'altro nome di questo genere ovvero Rivaille, sapevo che era di origine ebraiche siccome avevo studiato alcuni nomi di diverse nazionalità, forse sarà il suo secondo nome, sono molto simili.
Neanche il tempo di finire di parlare con i miei stessi pensieri che mi ritrovo davanti al cancello della scuola, un enorme gruppo di studenti stava entrando dentro al giardino finendo poi per entrare nella scuola, in lontananza vidi i miei migliori amici così sorrisi e mi avvicinai a loro.
"Eeereeennn!"
Mikasa mi saltò addosso creando un grande abbraccio che subito ricambiai tirando anche dentro ad esso Armin, non glielo avrei mai detto ma nel periodo della vacanze mi erano mancati davvero molto.
Li sentì urlare ancora il mio nome e quanto gli ero mancato sentendo pian piano l'imbarazzo crescere in me per paura che gli altri sentissero tutto così mi staccai dando una pacca nelle spalle ad entrambi.
"La smettere di urlare? Ci sentiranno tutti."
Dissi tirando un sospiro per poi scoppiare in una risata liberatoria assieme a loro che annuirono scusandosi prendendoci tutti e tre a braccetto e camminammo anche noi dentro alla scuola.
Quando sentì la seconda campanella che segnava l'inizio delle lezioni, ci sciolsimo da quella presa e ci avviammo nella nostra classe quando mi vidi passare senza che me ne accorgessi quella chioma corvina assieme ad altri due ragazzi a una ragazza con i codini rossi.
Sgranai gli occhi riconoscendolo così cercai di andarlo a salutare ma i due mi tirarono dentro alla classe per il polso chiudendo la porta vedendo il professore entrare.
È davvero lui..non posso sbagliarmi.
Andai a sedermi affianco ad Armin con questo pensiero che mi gironzolava nella testa tirando fuori dallo zaino i libri avvertendo subito la voce del prof parlare.
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