Chapter 19.
Levi's pov.
Ero uscito a fare una passeggiata ma quando presi la strada che facevo di solito per tornare a casa trovai infondo ad essa Erwin e Mike intenti a baciarsi contro un palo e se non fosse per me che li avvertì, sarebbero cascati su una pozzanghera con terra sporca, li guardai e sospirai dandogli una ombrellata nel fianco di ognuno sentendo delle scuse da parte loro e si ricomposero subito ringraziandomi più volte.
"Prego, vi ho salvati da delle macchie di terra sporca che probabilmente ci metteva una vita ad andarsene anche con il miglior detersivo di sempre."
Dissi guardandoli e loro ridacchiarono e si misero al mio fianco prenendomi sotto braccio per sorreggermi, lo facevano sempre per cercare di farmi sentire più basso ma al contrario, ero alto ma non quanto loro e questo è vero ma arrivavo bene alla loro testa così diedi una testata ad ognuno e mi staccai sorridendo leggermente.
"Che ti prende?! Un attimo prima ci salvi la vita e l'attimo dopo ce la fai rischiare di nuovo? Levi."
Disse Mike sospirando e si massaggiò il punto dolente della testa con in più un bacio fra i capelli da parte di Erwin il quale sorrise e lo prese per il fianco avviciandolo a sé, li guardai e mi rimisi al loro fianco quando sentì che mi parlarono della loro nuova impiegata che avevano preso stamattina.
"Comunque stamattina abbiamo assunto una nuova fioraglia, si chiama Giulia ed è molto brava, ci ha detto che aveva già lavorato in un negozio simile al nostro ed ha anche un bambino così carino! Lo abbiamo visto nella sua auto affianco a lei."
Erwin e Mike avevano un negozio di fiori dove vendevano e coltivavano tutti i tipi di fiori dal più piccolo al più grande, sapevo che entrambi ne erano appassionati, mi ricordo ancora di quelle volte in cui venivano le prime volte a casa mia e appena vedevano la mia veranda che è ricoperta di rose bianche e rosse, iniziarono a parlare della loro storia e del loro significato.
La rosa rossa è il simbolo per eccellenza dell'amore, ma non bisogna sottovalutare il significato del numero di rose rosse da regalare, se qualcuno riceve in dono una rosa rossa significa dichiarare un amore nato dal primo sguardo, tre rose rosse esprimono un semplice ma profondo ti amo.
Il significato della rosa bianca è molto potente, simboleggia un amore profondo, quasi viscerale, diremmo incondizionato, un amore consolidato negli anni, l'amore per un familiare, ad esempio, o per un amico verso cui proviamo un affetto fraterno.
Ripensando a quel giorno mi vennero in mente quelle parole e senza che me ne accorsi sorrisi leggermente mentre i due fidanzati nel frattempo mi stavano raccontando di come era andata la loro giornata e di quello che avevano fatto nel negozio e la loro avventura che hanno avuto nel grande supermercato in centro dove ci mettevano sempre una eternità per cercare l'uscita.
"Alla fine come va con Eren? Avete parlato?"
Se ne uscì Erwin facendomi scuotere la testa e tornare alla realtà, li guardai per poi sospirai e scossi la testa, mi ero messo in mente che dovevamo vederci e parlare ma non avevo il suo numero e non volevo andare a casa sua così senza avvisarlo per poi magari ricevere anche un gesto negativo da parte sua, avevo in mente di parlarci appena lo rividi a scuola, sempre se voleva ancora palrare con te.
"No non ci ho parlato, non so dove mettere le man, ho paura di sbagliare o di fare un passo troppo in avanti per lui quindi aspetto di rivederlo a scuola e poi prometto di parlarci."
Li guardai e sentì le loro mani che mi accadazzarono e strinsero una spalla come per confortarmi e con lo sguardo li ringraziai, anche loro erano come una seconda famiglia per me, la prima erano Isabel e Falran e poi Hanji ma so che lei in questo periodo è molto impegnata con le lezioni di piano e anche i concerti, fra non molto dovrei avere la mia prossima lezione e spero di vederla più tranquilla.
Isabel e Farlan erano partiti per un breve viaggio che sarebbe durato poco, mi avevano chiesto se volevo venire così anche da staccare un po' la mente dalla scuola, ancora non sapevano di quello che era successo con Eren ma non volevo rovinargli la vacanza, così li avrei aspettati e gli ho detto io che non volevo venire, prima dovevo risolvere questa situazione.
"Vedrai che ci riuscirai Levi, sappiamo entrambi che sei molto determinato e anche Eren lo è, entrambi avete bisogno di parlarvi e sicuramente vi rincontrerete presto."
Mike mi sorrise e lo stesso fece Erwin, li ringraziai quando sentì una goccia sopra alla mia guancia che mi fece alzare il cielo e vidi il cielo e le nuvole erano sparite completamente lasciando il cielo limpido in tutti i suoi colori che vanno da tutte le sfumature di grigio, aprì l'ombrello e guardai i due che si coprirono con il giacchetto di Erwin essendo molto più grande e lungo dell'altro biondo.
"Levi vuoi venire a casa con noi? Abiti troppo lontano e ti bagneresti subito."
Disse Erwin guardarmi e ci pensai sù, in realtà pensavo di andare a fare la spesa e poi in biblioteca a prendere qualche libro così scossi la testa e mi allontanai andando sotto ad una fermata dell'autobus con un piccolo tetto di vetro sopra di me e scossi la testa guardandoli.
"No tranquilli e grazie dell'invito ma dovevo fare alcune commissioni, voi andate pure!"
Urlai leggermente quando li vidi correre a causa delle goccie d'acqua che si fecero sempre più forte e mi dissero un 'va bene ma fai attenzione!' per poi sparire completamente, pensai che forse era meglio fare quei giri un'altro giorno e andare a ripararmi in una panchina sotto ad un enorme salice piangente, la mia casa era troppo lontana quindi la miglior idea al momento era di rimanere qui finché non terminasse di piovere.
Avevo ancora l'ombrello aperto sopra di me, tenevo il manico freddo di metallo con una presa abbastanza forte, sentì un leggero tremolio nella mia mano senza un motivo preciso così abbassai l'ombrello e lo chiusi sospirando appoggiandomi allo schienale della panchina, guardai il paesaggio attorno a me ormai inglobato dalla nube della pioggia.
Chiusi gli occhi apoggiando la testa sopra al piccolo rialzo della panchina che c'era dietro, cercai di rilassarmi e buttare fuori dalla mia mente tutti quei pensieri che avevo, era molto snervante quando avevi così tante cose da pensare da non poter fare nulla di completamente concreto ma solo da una parte ne eri consapevole, ero in quello stato di trans.
"Come ti chiami?"
Disse nella mia direzione così mi voltai avviciandomi un poco per parlargli incrociando le braccia guardandolo, rimasi sorpreso da quella domanda detto sinceramente.
"Credi davvero che te lo dica?"
Dissi in modo provocatorio ma smisi di fare quell'atteggiamento quando vidi che si incupò subito abbasando lo sguardo vedendolo perso fra i suoi pensieri.
"Ehi calmati stavo solo scherzando, mi chiamo Levi e te?"
Mi abbassai di poco per poterlo guardare quando vidi che pian piano alzò il viso così lo guardai anch'io andando di nuovo nella fermata continuandolo a guardare anche da poco lontano sentendo che mi disse il suo nome.
"Piacere mio Eren, non sono nella tua classe siccome sono al penultimo anno ma ci vediamo a scuola."
Gli indicai lo stemma della scuola in cui andavamo per poi girarmi facendo vedere il mio e entrai nell'autobus mettendomi nell'ultimo posto guardando che diventò sempre più piccolo fino a sparire nel nulla.
Aprì di scatto gli occhi rialzando completamente il viso e mi massaggiai le tempie, perché mi era venuto in mente quel ricordo? Sentivo le tempie pulsare per quanto stavo pensando in quel momento così cercai qualcosa attorno a me per distrarmi quando vidi tre ragazzini che stavano giocando a nascondino dietro ad delle altalene.
Mentre li guardai, mi venne subito in mente quel giorno in cui io e Farlan incontrammo Isabel, eravamo ancora dei bambini che si erano dati l'appuntamento affianco alla altalena rossa e vecchia, stavamo camminando proprio in queste strade dove da lontano scruciavamo una ragazza stesa per terra, ci avviciniammo con molta cautela e vidi che si era fatta male al ginocchio, Farlan la prese per le spalle e se la mise dietro la schiena, lei ci guardò con un occhio aperto appena e ci sorrise ad entrambi ringraziandoci a bassa voce.
Ricordando quei momenti, non fece altro che salire in me una certa malinconia, eravamo così ingenui di tutto insieme al nostro futuro, ne avevamo passate tante sia da soli che in gruppo ma ci eravamo sempre aiutati a vicenda e siamo arrivati a oggi, mi mancavano molto e spero che avrebbero fatto presto questa vacanza che stavano facendo.
Sospirai ma all'improvviso sobbalzai e mi alzai di scatto girandomi sentendo dei singhiozzi dietro di me e quando vidi chi era quella figura che piangeva davanti a me, sgranai gli occhi e indietreggiai fino a sentire la pioggia che mi bagnò completamente, se ero in un'altra situazione sarei subito corso al riparo ma in quel momento, era l'ultima cosa a cui pensavo.
"Eren?.."
Sussurrai e lo guardai quando si avvicinò, il suo viso era pieno di lacrime e ben presto anche lui fu bagnato completamente dalla pioggia, rimasi immobile e continuai a guardare il suo viso e solo in quel momento sentì che più lo guardavo, più il mio cuore si sentiva tranquillo ed a suo agio, notai solo ora le piccole lentiggini che aveva sul naso e nelle guance.
"Eren cosa ci fai qui?.."
La mia voce era appena udibile ma non feci in tempo a scusarmi di tutto quello che gli avevo fatto passare che mi abbracciò, all'inizio rimasi sopreso da quel gesto ma poco dopo ricambiai la stretta mettendo le mani nei suoi fianchi per sorreggerlo cosicché non facesse fatica a stare in punta di piedi, appoggiai la guancia contro i suoi capelli bagnati e lo strinsi a me.
"Mi dispiace per essere sparito..mi dispiace per non averti cercato o essere venuto da te..mi dispiace se ti ho baciato io non volevo farlo e scusami se ti ho solo messo in confusione, mi dispiace se sono sparito nel nulla.."
Sussurrò affianco al mio orecchio e a quelle parole sentì il mio cuore spezzarsi, perché si stava scusando? La colpa era mia per il fatto che ero sparito senza dire nulla o anche andare da lui, non aveva fatto nulla ma anzi aveva solo fatto un gesto così dolce e così ingenuo..lo strinsi maggiormente a me quando i suoi singhiozzi si fecero più forti.
"No Eren non sei te quello che si deve scusare ma io..sono stato un egoista del cazzo che è sparito proprio nel momento peggiore, non dovevo andarmene dopo quello che era successo davvero sono io quello che si deve scusare.."
Sussurrai quando sentì che alzò il viso e mi guardò per tutto esso, volevo sapere cosa pensava in quel momento di me, che ero un egoista? Senza cuore? Molto probabilmente anche peggio, mugolai appena quando mi accarezzò la cicatrice nel collo sentendo subito delle sue scuse ma lo tranquillizzai con lo sguardo e misi dietro l'orecchio una ciocca di capelli bagnata che aveva coperto una parte del suo occhio destro.
I suoi occhi, ogni volta che mi capitava di guardarli da più vicino mi ci perdevo sempre ed era molto arduo trovare la via di uscita, sono di un smeraldo brillante con alcuni fili di azzurro e di verde più chiaro, aveva le sfumature del verde le quali mi ricordò il giardino di casa mia sempre così lucente e senza imperfezioni, verde come il cuore pulsante della terra, verde come lo smeraldo più prezioso del mondo.
"Davvero mi dispiace.."
Sussurrò di nuovo vedendo che non mi guardò così lentamente alzai il suo viso e mi soffermai sul suo sguardo, aveva uno sguardo che parlava e diceva chiaramente che gli mancava qualcosa, affetto, amore, quel qualcosa che lo completava, gli asciugai le lacrime per ogni guancia senza mai staccare lo sguardo dal suo.
Guardai le sue labbra di cui mi ero già scordato la sensazione di quando erano sulle mie, gli presi la mano e la misi sopra al mio petto accadazzandogli lentamente le nocche con il pollice vedendo delle piccole cicatrici nei polsi e anche sul collo, lo guardai di nuovo negli occhi volendo scoprire la sua storia.
"Eren.."
Sussurrai guardandolo e lentamente misi la sua mano a conca nella mia guancia sentendo che poco dopo la accarezzò senza esitare così sorrisi leggermente sentendo nel frattempo la pioggia bagnarci completamente, pensavo che potremmo fare qualcosa di completamente rivoluzionario, restare.
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