Chapter 15.
Eren's pov.
Una volta essendomi calmato, volendomici dei minuti facendo dei lunghi respiri e chiudendo gli occhi più volte per cercare di rilassarmi il più che potevo, alzai lo sguardo da loro e vidi che si rimisero a sedere davanti a me avviciando un po' di più le sedie che presero dalla cucina avendoli uno accanto alla mia spalla destra e alla mia sinistra.
"Siamo qui con te d'accordo? Non avere paura di parlare con noi Eren."
Disse Armin e lo guardai ringraziandolo ad abbassa voce così annui e rimisi lo sguardo nelle mie mani che erano nascoste dentro alle maniche della mia felpa, giocando con dei fili che trovai al suo interno per tenermi occupato nel mentre.
"Quando..quando è arrivato davanti alla porta di casa mi ha abbracciato..e io per farlo mi sono pure dovuto alzare in punta di piedi per ricambiare..anche se ero molto imbarazzato l'ho fatto comunque perché sentivo il bisogno di farlo.."
Sussurrai tra me e me, sentì i loro sguardi sulla mia figura e non dissero nulla per farmi parlare e li ringraziai per questo, la maggior parte delle volte che provai a sfogarmi con qualcun'altro mi parlavano sempre sopra ed questo era uno dei altri motivi per cui facevo fatica ad aprirmi.
"È arrivato dieci minuti in anticipo..e così l'ho fatto accomodare in salotto..abbiamo un po' parlato del fatto che entrambi eravamo felici di aver ripreso il corso di pianoforte dopo tanto tempo e anche lui..come me ha un grande attaccamento a questo strumento, non mi ha detto il motivo ma so che lo ha..come io infondo.."
La mia voce era appena udibile e non staccai lo sguardo dalle mie mani mentre mi strinsi le spalle guardando con la coda dell'occhio la sua giacca che era rimasta nell'attaccapanni da quel momento senza neanche toccarla, appena mi avvicinavo potevo sentire il suo profumo, fiori di gelsomino e menta, non avevo il coraggio di avvicinarmi a quella giacca, anche se molte volte avevo pensato di indossarlo.
"E poi abbiamo suonato il pezzo che ci hanno assegnato..era di Debussy, come sapete uno dei miei artisti preferiti..è così bravo a suonare..le sue dita lunghe e affusolate si muovevano così delicatamente in quei tasti senza mai fermarmi..lo avevo guardato per tutto il tempo.."
Mi ricordai ancora della sua espressione di quando suonava, chiudeva appena gli occhi per poi riaprirli subito dopo guardando il vuoto davanti a sé senza nemmeno guardare i tasti, suonava come se sapesse già quella melodia ancora prima di ascoltarla, ero rimasto incantato da quel tipo di suo aspetto, mi sembrava che quando metteva le mani in quei tasti, era una persona totalmente diversa.
"Poi toccava a me e così ho fatto..mi sentivo così bene quando suonavo..era da tre anni che non l'ho toccavo e le mie dita si muovevano morbide e allo stesso tempo senza mai staccarsi..poi però ad un certo punto alzo lo sguardo nella cornice sopra al piano e guardai mio padre..me da piccolo e mia madre e mi è venuto un senso di nostalgia.."
Sussurrai e gli Indicai con la mano la foto sopra alla superficie lucida che con il riflesso della luna era ancor più luminosa, quella foto la aveva decisa di mettere mia madre perché era per entrambi importante dato che quella era la vancaza più bella che abbiamo mai fatto tutti insieme, eravamo a Nagoya, uno dei posti più belli che abbia mai visto e sicuramente un giorno tornerò in quel posto, magari anche in compagnia, ci sarei sicuramente ritornato.
"Senza riuscire a trattenermi, scoppio in lacrime e appena lo faccio lui mi abbraccia..non so perché lo abbia fatto ma stavo così bene in quel momento..sentivo così chiaramente le sue braccia attorno alla mia schiena che mi stringevano..quando ricambiai però.."
Le mie parole mi morirono in gola, sentì un enorme nodo in essa che non mi fece parlare anche se volessi, il mio cuore risvegliò subito le mie ansie e preoccupazioni sentendolo battere all'impazzata mettendoci una mano sopra per cercare di fermarlo avvertendo un lieve dolore a quel forte rimbombo.
"E-E ho alzato il viso..e p-poi l'ho baciato però mi sono staccato subito dopo chiedendogli più volte scusa..non vidi nulla da parte sua se non un lieve saluto e se ne andò lasciando la sua giacca lì nell'attaccapanni..sono stato un paio di giorni senza toccare il cellulare perché non ne avevo le forze..questo è tutto.."
Sussurrai sentendo di nuovo le lacrime scendere involontariamente nel mio viso, non mi sforzavo nemmeno più a piangere di mia spontanea volontà perché in quel momento le mie forze erano letteralmente sotto hai piedi, prima che potessi dire altre scuse, delle braccia mi avvolsero il busto e le altre la schiena facendomi alzare.
"Eren..sono sicuro che in quel momento Levi non sapeva cosa fare..insomma, è successo tutto così all'improvviso e non dire già così, non puoi sapere cosa lui ha provato in quel momento e anche dopo cosa avrà fatto, se avrà pianto o urlato oppure non gliene è fregato nulla, se ti ha abbracciato c'è un motivo, devi solo parlare con lui."
Disse Armin facendomi sedere al centro del divano insieme a Mikasa al mio fianco cosicché da circondarmi, lo guardai pensando a come in ogni momento aveva sempre le parole giuste da dire, lo ringraziai con lo sguardo dandogli un abbraccio poi sentendo una mano sopra al mio braccio che mi fece girare.
"Eren ora non so cosa sentì realmente per lui, però dalle parole che ci hai detto e di come ne parlavo, questo sembra più di una semplice amicizia, non conosco molto quel Levi ma so cose brutte che ha fatto in passato e non mi fido molto per quello ma sai che non sono nessuno per decidere per te quindi, come ha detto Armin, l'unica cosa da fare è parlare con lui perché più aspetti e più starai male."
La guardai confusa quando parlò del suo passato, non avevo sentito nulla per fortuna e non me ne importava, in questo momento mi importa della persona che è e che è diventato avendo dovuto sicuramente passarne tante proprio come me, annuì lentamente ringraziandola dando una stretta anche lei per poi stendermi con la testa nelle gambe di Armin e le mie lunghe gambe slanciate sopra a quelle di Mika.
"Ora che ci hai parlato e ti sei sfogato, devi rialssarti e pensare ad altro, vedrai che le cose si risolveranno, sai ricordate entrambi queste parole, la mente è come una valigia che andrebbe svuotata di tutti quei pensieri inutili che la appesantiscono soltanto, più pensate e peggio è quindi cercate sempre di tirarli fuori il più che potete."
Armin con le sue parole mi fece sempre guardare il mondo da un'altra prospettiva, sapeva dire le giuste parole nel momento giusto anche quando meno te lo aspetti, sia io che Mikasa eravamo grati di averlo come amico, in quel preciso istante quelle parole mi aiutarono molto, sapevo che si poteva risolvere, dovendo trovare solo il momento giusto per farlo.
"Sai Eren..come sai anzi come sapete, da poco ho fatto coming out con mia madre e non l'ha presa molto bene..ero esattamente come te, piangevo sempre e mi sentivo sbagliata forse per qualcosa che avevo fatto o detto, anche se non è la stessa situazione, è per farti capire che ci si rialza sempre da soli in queste situazioni, si è vero avere persone al tuo fianco aiuta ma te per prima cosa aiuti te stesso a rialzarti e siamo sicuri che ci riuscirai."
Rimasi sorpreso dalle sue parole scoprendo che aveva ragione, non avevo mai pensato a questo sinceramente, pensavo sempre che io ero debole e più inferiore degli altri ma ora che ci penso, io ero stato il primo ad aiutarmi a rialzarmi e rimboccarmi le maniche per salire la ripida e lunga scalinata di sentimenti, fin da sempre.
Dopo quelle parole, rimasimo nel divano vicini l'un l'altro parlando del più del meno per distrarci e facendo anche alcune battute che ci fecero ridere a crepapelle facendo pure svegliare mia madre che scese e si unì a noi, quando purtroppo dovevano andare, li strinsi a me in un abbraccio e li ringraziai una infinità per poi salutarli e ridacchiai leggermente quando corsero insieme nel marciapiede vedendoli allontanarsi sempre di più fino a sparire.
Chiusi la porta ed andai in salotto nel divano accanto a mia madre guardando che aveva acceso il camino così sorrisi felice amando quel piccolo angolo della casa che emanava calore da tutte le parti, mi apoggiai a lei coprendomi con la coperta quando sentì che parlò.
"Allora come è andata? Spero che ora tu ti senta meglio."
Disse lasciandomi qualche carezza nei miei capelli che mi fece rialssare del tutto assieme hai muscoli che erano stati tesi per tutto questo tempo se non quando ero con Armin e Mika, la guardai alzando lo sguardo mentre ranocchiai le ginocchia contro la mia pancia per star più comodo.
"Si tutto bene..mi sento leggermente meglio anche se quel magone dentro di me rimane sempre, sono sicuro che si sistemerà tutto, devo solo trovare il momento giusto per parlare con lui della situazione."
Sapevo che nel mio profondo, anche se avevo paura e molta ansia di quello che poteva succedere, dovevo parlare con lui di quello che era successo e cosa ne pensava almeno lui, non potevo lasciar correre le cose senza risolvere nulla, altrimenti ci starei ancora più male e non risolverei nulla.
"Andrà tutto bene Eren, non ho mai visto questo Levi, ma da come me lo hai descritto, sembra un ragazzo molto determinato."
Mise il mento sopra hai miei capelli color cioccolato i quali stava accarezzando con estrema cautela, sorrisi leggermente alle sue ultime parole appoggiando la testa contro il suo petto chiudendo gli occhi respirando lentamente.
"Lo spero tanto anch'io mamma..non voglio farlo allontanare da me perché so nel profondo in qualche modo che anche lui ha bisogno di qualcun'altro al suo fianco, avrò rovinato tutto oppure l'avrò migliorato, lo saprò solo quando ci parlerò."
Dissi e lentamente sentì i miei occhi farsi pesanti che non li riaprì nemmeno, mi attaccai completamente a lei mettendole attorno alla vita le mie braccia per mettermi più comodo allungando piedi e le gambe sopra al tavolino di vetro che c'era in mezzo al salotto.
"Il tuo sesto senso non sbaglia mai Eren e questo lo sappiamo entrambi..se senti questo è perché allora magari sarà la verità e la cosa giusta da fare è continuare per questa strada, cos'altro può essere l'amore se non una segreta pazzia, una opprimente amarezza e una benefica dolcezza? Ora dormi che sei tanto stanco..sono sicura che domani starai meglio."
Quelle furono le ultime parole che sentì da lei, prima di addormentarmi in un sonno profondo dove respiravo lentamente e regolarmente, il mio cuore per fortuna aveva smesso di farmi male ed lo aveva sostituito con dei battiti calmi e ritmici, ho sempre pensato che il cuore è un pozzo profondissimo, nessuno sa cosa ci sia laggiù, si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.
~
angolo autrice
in questa storia ho messo che Carla è così importante per Eren perché nella 'realtà' non ha avuto abbastanza tempo per stare con lei e siccome mi fa molto male questa cosa, ho voluto decidere così anche perché il loro rapporto mi piace davvero molto, assieme a quello che ha con Armin e Mikasa, li descrivo così affeuttosi con lui perché ho sempre desiderato degli amici come loro, ho sempre desiderato degli amici e per questo voglio che Eren si senta sempre felice quando sta con loro, stessa cosa con Levi e Farlan e Isabel, voglio che entrambi si sentano al sicuro e amati dalle persone a cui vogliono più bene, finché non capiranno i loro sentimenti ovviamente.
sigh scusate se mi sono dilungata troppo ma quando parlo di loro finisco sempre di fare così, spero che il capitolo vi sia piaciuto and see you soon. 💜☁️☁️
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