Capitolo 5
[Luna piena]
Dopo quanto successo non avevi avuto il coraggio di chiedere né di dire alcunché, eri scivolata via da quell'abbraccio accogliente non appena la tempesta era cessata e ti eri rifugiata sotto quelle soffici coperte, affogando la tua agitazione e la tua confusione nel mondo dei sogni.
Ti svegli imbarazzata per le tue stesse azioni, ricordando ciò che hai fatto la sera precedente, allora ti alzi e vesti velocemente, la tua mente troppo sveglia sta già riprendendo vivacemente a funzionare, dunque decidi di esplorare un po' quella principesca villa a te sconosciuta.
Mentre ti nuovi tranquilla per il corridoio percorrendo quel parquet attentamente lucidato e laccato incontri il tuo capo, solo che è diverso dal solito, non in senso vago, sembra che qualcosa sia fuori posto; si guarda continuamente attorno come un animale impaurito, vedi i suoi muscoli trasparire dagli abiti che indossa essere tesi come corde di violino, pronti alla reazione e mentre si volta ne scorgi gli occhi.
Sono più chiari di quanto tu ricordassi e le pupille di un nero brillante ti sembrano più allungate, ma credi di averlo immaginato, insieme a quel bagliore inumano che le illumina, dopotutto lo hai visto solo di sfuggita.
Una cosa del genere non può essere realistica, pensi fra te e te avvicinandoti, vorresti capire cosa sta succedendo, non puoi semplicemente lasciare che il numero di domande che turbano il tuo riposo e persino il tuo essere desta aumentino o finirai per perdere la lucidità che ancora ti è rimasta addosso dopo aver incontrato quell'enorme lupo il mese precedente. Pensi che potrebbe essere la tua occasione di chiedergli, fra le altre cose, come fa a sapere tanto di te anche se non vuoi farlo direttamente, preferisci evitare una brutta figura con il tuo datore di lavoro in caso, quanto accaduto, non sia che una semplice, quanto inconsueta serie di coincidenze.
Una volta che sei abbastanza vicina da poter cominciare una conversazione noti che la scia d'odore maschile solitamente stuzzicante dell'uomo è ora più intensa, tanto da sconvolgere il tuo senso dell'olfatto e tanto da farti rabbrividire, da far tremare il tuo corpo lasciando sfuggire alla tua ragione la motivazione di tale reazione.
Non hai ancora rivelato la tua presenza e ti sei mossa con delicatezza per evitare di prenderlo di sorpresa data la sua tensione, per questo sei certa che lui non sappia che tu sei lì, eppure improvvisamente senti come un ringhio selvaggio provenire da lui, tanto profondo da far vibrare il tuo corpo.
Lui si volta lentamente, inizialmente piega semplicemente di lato il suo collo muscoloso, del quale puoi vedere le vene pulsanti, scorgi il bellissimo profilo del ragazzo e quello sguardo luminoso che decisamente appare diverso.
Dischiude di poco le sue labbra polpose di quel rosa acceso, un altro ringhio che sei certa essere originato dalla vibrazione delle sue corde vocali, tale da trasferire quel moto persino alla sua gola, scivola fuori dalle sue labbra scuotendoti dal tuo torpore, quasi fossi stata incantata per un attimo.
«Per oggi, forse è meglio che resti nella tua stanza, (t/n)» dice con voce di qualche ottava più profonda del normale facendo muovere il suo prominente pomo d'Adamo, con quello sguardo affilato puntato sulla tua figura.
Noti quei suoi occhi così simili a quelli di un predatore da farti sentire come un coniglio dinnanzi ad un leone dalle fauci spalancate, rabbrividisci ancora, come se il tuo istinto sapesse quello che la tua ragione ignora e senti come se qualcosa di strano stesse per accadere, non sai spiegartelo, ma non parli, non fai altro che arretrare lentamente infilandoti in quella stanza che sembra rassicurante, sicura.
Passi tutto il tempo, dalla mattina, chiusa lì osservando il paesaggio fuori dalla finestra: il sole brilla di un chiarore debole ma presente, illuminando le candide nubi che appaiono magiche, strisciando fra gli slanciati pini che formano quella fitta foresta.
Puoi sentire il vento aumentare la sua intensità contro il vetro gelido, senti il canto degli uccelli farsi sempre più tenue con l'allontanarsi del sole dal cielo azzurro, mentre il tempo scivola lento fra le tue dita, il crepuscolo soggiunge nella volta celeste, velocemente e l'azzurro pastello lascia posto a sfumature aranciate che si raffreddano sempre più tendendo al blu.
Con l'allontanarsi della rassicurante luce diurna cessano i rumori degli animali che fino a qualche istante prima avevano distrutto il silenzio che ti aveva circondata e da nord giungono grosse nuvole pesanti, di un grigio minaccioso, stanco dello sforzo di portare con se un'altra tempesta che sarà presto liberata.
Ed ecco che senza il minimo preavviso il vento prende a colpire contro ogni superficie con malefica irruenza, la pioggia si riversa sulla zona e qualche saetta varca il cielo seguita poi dal fragore violento del fulmine che ti fa sbiancare.
Sai che il sonno non ti sfiorerà fino a quando sarà il timore del temporale a dominare il tuo animo agitandolo, dunque speri che fare qualche passo lungo il corridoio, anche solo fare qualche volta avanti ed indietro, possa farti calmare il necessario perché ti sia concesso finalmente un sereno riposo.
Così, prima di scivolare fuori dalla porta, con passo silenzioso così da non svegliare Jin, osservi fuori dal vetro chiaro della finestra il cielo nero, puoi notare come la luna si faccia strada in un piccolo varco apertosi fra la coltre di nuvoloni scuri, illuminando con i suoi delicati raggi quel luogo donandogli un'atmosfera magica.
Pensi, dopo aver camminato un bel po', che non riuscirai comunque a riposare dunque perché non sfruttare questa occasione per tentare di strappare dalle labbra del ragazzo qualche informazione, magari su quello che era successo precedentemente?
Con questa idea in testa ti muovi silenziosa per la villa notando che non è nella sua stanza ma non lo trovi.
Ad un certo punto sei costretta ad abbandonare le ricerche, sebbene la tua mente è ben lungi dal cadere nel torpore del sonno ristoratore, dunque percorri la strada a ritroso per poter tornare nella stanza che ti è stata assegnata con passo lento, almeno fino a quando senti una presa ferrea, inumanamente forte, spingerti ed ecco che ti ritrovi con il petto schiacciato contro la parete dura. Senti una muscolatura definita e un rovente calore incombere sul tuo corpo schiacciato contro il muro ricoperto di quelle raffinate stoffe, un ringhio basso come quello di un lupo sfiora il tuo udito, seguito poi da quella voce provocante che ti chiede il motivo per il quale hai ignorato quanto ti ha detto.
Tu non riesci a parlare, la voce è bloccata nella tua gola, però riesci appena a muoverti, il sufficiente da spostare il capo di lato appena da vedere il suo viso diafano e i suoi occhi allungati di un ambra liquido come l'oro e bollente come se questo (l'oro) fosse fuso.
A questo punto inizi a spaventati, hai visto quell'ambra vibrante prendere posto del castano travolgente che normalmente gli appartiene, le sue pupille distendersi per poi stringersi, i lineamenti maschili e definiti del suo viso mutare in qualcosa di quanto più simile ad un lupo, senza però lasciar sfumare la sua denotazione umana. Spinge con forza il suo corpo rovente come le fiamme infernali contro il tuo che non riesce neppure a tremare, potrebbe ucciderti con facilità eppure non fa nulla del genere.
Non sai il perché, né se ci sia un motivo, ma improvvisamente la paura ti abbandona, quasi non fosse mai stata cosa tua e percepisci il suo respiro affannato, caldo sfiorare la pelle delicata del tuo collo scoperto e una scia di infiniti brividi di natura elettrica pervadere le tue umane membra.
Il suo corpo muscoloso e maschile ondeggia contro il tuo, il suo respiro affannoso ti sfiora ancora, mentre il tuo si spezza, tu rimani ferma, percependo il suo naso appiattito, ruvido e appena umido sfiorare la morbida pelle dell'incavo fra il tuo collo e la spalla poi la sua voce, rauca e bassa ti raggiunge «Non fare movimenti bruschi, non ti farò del male, non voglio» ringhia quasi fosse stato difficile pronunciare tali parole.
Improvvisamente, con le sue grandi mani sopra le tue, spinte contro il muro, con il suo corpo sensuale che si muove lentamente contro il tuo un intenso e sconosciuto calore ti assale, ancora una volta non comprendi quanto ti stia accadendo, percepisci un calore tale che sembra che il contatto fra voi ti stia facendo prendere fuoco.
Le tue gambe sembrano voler abbandonarti e un piccolo incendio si scatena sulle tue gote, con i polmoni stretti nel tuo collo ed il cuore che ti pulsa nel retro della gola.
Stai arrossendo senza capirne il motivo, sei molto, molto confusa in questo momento eppure la tua mente non si accende, è completamente vuota.
Prima che le forze ti abbandonino lui, con fatica pare, dopo aver strusciato ancora il suo naso contro la tua pelle rovente, si allontana un minimo e con le sue braccia muscolose, ti prende a mo' di sposa ed entra nella sua stanza, appoggiandoti sul letto pregno del suo odore virile.
Non capisci cosa ti prenda, ma non riesci a ribellarti a quanto sta accadendo, lo osservi stare diritto illuminato dalla luce argentea della luna piena, a metà fra uomo e lupo e nonostante ora tu possa vederlo bene, non hai paura.
Lui avanza sul materasso morbido mentre tu respiri a fatica, quasi febbricitante, striscia con i palmi verso di te, come un predatore e ti imprigiona fra le sue braccia dall'animalesca forza, ma non ti fa male, anzi, addirittura ti trovi a tuo agio, cosa che ti lascia solo più confusa.
Ti sembra di essere a metà fra il sogno e la realtà, incapace di comprendere quanto si sussegue quasi fossi solo una spettatrice e non tu stessa diretta protagonista, ti lasci sopraffare e la sua voce ancora ti raggiunge mentre un fuoco sconosciuto sembra essersi acceso ardente in te.
«Non...non muoverti troppo, il...il tuo odore mi calma...se...se così non fosse, non sarei metà... umano» dice con fatica ringhiando.
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