Capitolo 4
[Rapimento...?]
Accetti in silenzio, fai un leggero cenno con il capo come risposta, a dire il vero quasi speri che non lo abbia notato, ma il sorriso malevolo sul suo viso ti fa ricredere.
Apre l'ombrello tenendo la porta aperta con il palmo della sua mano destra, il suo vestito formale ricade perfettamente sulla sua figura di profilo che ti invita a seguirlo fuori dall'edificio e accompagnarlo sotto la grandine che colpisce il tessuto sintetico dell'ombrello.
Hai sempre più paura che le interperie lo buchino, ma presto ti ritrovi davanti ad una macchina sportiva, dalla siluette allungata, tinta di un rosso sgargiante che risalta nonostante l'oscurità di quella notte tempestosa.
Ti accompagna alla portiera del passeggero, non te lo aspetti ma fa il gentil uomo aprendola per te, aspetta finché non si assicura che tu sia entrata, per evitare che la grandine ti colpisca e solo dopo essersi premurato di aver ben chiuso la portiera, si accomoda nel sedile del guidatore.
Non dice nulla per tutto il viaggio, i capelli scuri, un po' scompigliati ricadono ribelli sulla sua alta fronte pallida, i suoi occhi di un marrone travolgente, quasi soffocante, sono puntati dritti sulla strada che percorre a velocità moderata mentre tiene le braccia diritte sul volante.
Le maniche della giacca, troppo strette per i suoi voluminosi muscoli, sono state arrotolate fino ai gomiti lasciando libera la pelle dei suoi avambracci.
Puoi notare che i suoi muscoli sono ben definiti, scolpiti nella maniera più perfetta che tu abbia mai potuto vedere, la pelle chiara, all'apparenza sottile, lascia ben intravedere le numerose vene pulsanti che percorrono la sua perfetta muscolatura.
Punti lo sguardo sulla strada sterrata e ti rendi velocemente conto di una cosa, ha appena superato la tua dimora, motivo che ti spinge a girati verso di lui e osservarlo in cerca di una risposta, ma egli, semplicemente non sposta lo sguardo dalla strada anche se sei certa che ti abbia vista, datl lo strano sorriso, fra il divertito e il soddisfatto, che solca il suo viso perfetto.
La cosa non ti piace, speri di non essere finita in una di quelle strane situazioni, non troppo rare, nelle quali delle giovani ragazze vengono rapite da uomini di alto ceto socioeconomico per poi essere vendute come schiave sessuale ad altri.
Scuoti il viso, pensi di essere fin troppo paranoica e che non è certamente una buona idea buttarsi giù da un'auto in movimento, per quanto tu non voglia restare sola con quell'uomo troppo a lungo, non ti piace, lo hai già ripetuto davvero molte volte.
Quando arrivate la grandine è finalmente cessata, il cielo notturno si riapre riversando su di voi la luce delle stelle luminose, come piccoli diamanti e la luna, quasi completa, che vi illumina con la sua luce bianca che si riflette nelle iridi del signor Kim facendole brillare di una strana luce, innaturale a tuo parere.
Lui ti fa cenno di avanzare, solo allora noti una villa imponente, le cui mura sono di un colore scuro scelto, probabilmente, con lo scopo di amalgamarsi con la vegetazione, fatta eccezione per delle colonne candide e le rifiniture del medesimo colore.
Ti scorta dentro casa come un gentiluomo di altri tempi e noti l'interno della villa essere perfettamente decorato in stile classico.
Le pareti sono foderate da stoffe raffinate, delle più elaborate, come velluti e damascati perfettamente curati nonostante la facilità con la quale queste si deteriorino.
Il pavimento sembra essere in legno di quercia il quale risplende sotto le fredde luci degli elaborati lampadari in vetro che tanto ti rammentano le decorazioni tipiche dei vetrai di Murano.
Un tappeto allungato ricopre parte del parquet del salotto, sopra di esso vi è adagiato un tavolino basso di vetro trasparente con le gambe in legno, della stessa tonalità del pavimento.
Ai lati di questo ci sono due divani, rosso borgogna e nella parete di fronte al tavolo c'è una televisione da moltissimi pollici, ultra piatta, incassata nel muro.
L'ambiente è armonioso e gradevole alla vista, reso più verdeggiante dalla presenza di alcune bellissime piante perfettamente curate, posizionate strategicamente in prossimità delle enormi finestre coperte da pesanti tende vellutate bordeaux.
Non ti fermi però in quell'ambiente, lui infatti ti accompagna su per una scala a chiocciola in legno al piano superiore, ti guida per i numerosi corridoio, nei quali noti vari mobili e credenze al cui interno sono esposti numerose porcellane di valore.
Si ferma davanti ad una porta in legno di mogano che apre con singolare grazia, sembra quasi che con i suoi movimenti perfetti ed eleganti cerchi di ammaliarti, eppure non riesci a rilassarti in sua presenza.
«Dubito che riuscirai a tornare a casa per la notte, credo che stia per arrivare una tempesta, quindi alloggia pure qui, ho molte camere libere» dice con voce profonda.
Tu lo osservi con diffidenza e scivoli nella camera chiudendoti la porta alle spalle, hai sempre la sensazione di essere in pericolo quando lui è al tuo fianco, sebbene non abbia fatto nulla di più che essere dannatamente irritante nei tuoi confronti, ma comunque credi sia sempre meglio essere diffidente in certi casi.
Ti guardi in giro e noti che sei in un luogo fin troppo grande per una persona soltanto, ti fa sentire minuta nei confronti di quello spazio eccessivo.
Sulla sinistra c'è una grossa scrivania in legno di mogano, piuttosto elaborata, che ricorda uno scrittoio del millenovecento con delle rifiniture intarsiate lungo i bordi, sulla parete al lato, invece, c'è una grossa finestra dalla cornice marrone scuro.
La parte superiore di questa è a cupola e mostra una bellissima vista sul panorama della quale non puoi però fruire poiché è buio pesto.
Davanti a te, nella parete opposta alla porta, c'è un enorme letto a baldacchino con le coperte di velluto rosso scuro, la testa è rivestita dallo stesso materiale che però presenta dei decori, come dei ricami, di un oro brillante, tutto in tinta con le pareti.
Alla parete a destra c'è invece un armadio che principesco piuttosto lavorato che potevi solo sognare di vedere dal vivo, fuori da un museo d'arte barocca, lo apri curiosa e vedi all'interno numerosi vestiti femminili, all'apparenza tutti nuovi e, quasi urli spaventata quando scopri che sono esattamente della tua taglia.
Ti chiedi come sia possibile, lo conosci da appena una settimana e non può sapere le tue misure e anche se così fosse non trovi un motivo per il quale dovrebbe avere degli abiti che ti calzino a pennello, questo non fa che aumentare la tua preoccupazione...
Stai valutando l'idea di prendere la tua borsa, infilarti le tue scarpe da ginnastica al posto di quelle con il tacco, che tutt'ora calzi, e correre a casa quando ti volti verso la finestra. Sta diluviando davvero forte e il vento smuove minacciosamente gli alberi, la non è un'opzione praticabile, per quanto in realtà vorresti poterla mettere in pratica.
Non sai cosa fare ma non hai il tempo di pensarci poiché una donna, sulla quarantina, dal portamento solenne, i capelli canuti e gli occhi chiari entra nella stanza con un dolce sorriso sulle labbra, quasi materno.
«Il signore mi ha detto di riferirle che può fare come fosse a casa sua, si senta libera di fare un bagno e indossare gli indumenti presenti nella stanza » dice con voce gentile aprendo le ante dell'armadio mostrandoti dove i vari tipi di vestiti fossero situati e come fossero organizzati prima di congedarsi formalmente per andarsene.
Alla fine ti attendi, ti fai velocemente una doccia, ti asciughi e ti infili ciò che trovi in quelle ante fin troppo grandi, ti siedi sul letto morbido come una nuvola al tatto, prendi fra le mani il cellulare e accedi, dopo giorni e giorni, ai tuoi socialmedia.
Hai dei messaggi da parte di una delle tue amiche, dice che sei fottuta perché non le hai scritto e quando ti vedrà ti spezzerà in tanti piccoli pezzi che non potranno più essere ricomposti, ora sei davvero preoccupata.
Vieni interrotta da Jin in persona che con sincerità nel viso, piegando le labbra morbide e di quel rosa vivace in un sorriso dolce, ti invita a seguirlo al piano inferiore, nella sala da pranzo dove cenerete insieme.
Ancora ti sorprendi trovandoti davanti a gran parte dei tuoi piatti preferiti, non c'è nulla che non sia di tuo gusto e questo ti rende ancora più inquieta, speri solo che si tratti di una incredibile serie di coincidenze.
Poi quando terminate il pasto lui si alza e si avvicina a te, prima che tu possa uscire dalla stanza, avete parlato in maniera superficiale durante la cena e ora te lo ritrovi dinanzi che ti osserva con quello sguardo profondo, portandosi dietro quella sua buonissima fragranza particolare che stuzzica il tuo naso.
Poi improvvisamente vedi un lampo di luce e sbianchi, speri davvero che non sia quello che pensi, ma poi ecco che un rombo enorme distrugge il silenzio appena piombato, tu urli e ti attacchi a Jin spaventata.
Te ne rendi conto troppo tardi ma quando stai per staccati un fulmine cade pericolosamente vicino alla finestra e quasi urli, allora lui stringe le sue braccia attorno al tuo corpo tremante e gelido, scaldandolo e confortandolo.
Sei agitata eppure, nonostante tu non riesca a fidarti di lui, ti senti calma mentre la sua grande mano bollente ti accarezza la morbida chioma (c/c) e mentre la sua voce improvvisamente dolce come il miele e calda come il fuoco sembra rasserenarti dice «Hai sempre avuto paura dei fulmini, no?».
Quasi ti paralizzi, come può saperlo, non ha avuto occasione di scoprirlo, ma il rombo di un altro tuono spacca ancora la tua sicurezza, hai troppa paura per chiedere o muoverti.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro